Tokyo

Cina: censurato Avatar di James Cameron nonostante gli incassi record

Avatar

Avatar

Nonostante i 40 milioni di incassi realizzati al botteghino, i cinesi hanno deciso di rimuovere dalle sale cinematografiche l’ultimo tormentone di James Cameron, “Avatar”.

La ragione ufficiale sarebbe che la Cina è maggiormente interessata a promuovere patriottico su Confucio, anche a scapito di “Avatar”. Per questa ragione, il cartone fantasy del regista americano è stato concesso solo nelle sale 3D, subendo una contrazione da1.628 sale a “sole” 900.

La “China Film Group Company” ha ufficializzato la rimozione di “Avatar” con un comunicato stampa. Altri punti di vista, però, sosterrebbero che l’accanita censura cinese abbia alla base dei motivi politici: “Avatar” farebbe riferimento alle minoranze etniche, riferimenti non graditi dal Partito Comunista Cinese, data la loro situazione con le minoranze locali e difficilmente gestibili di Tibetani ed Uighuri.

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Il segreto dell’economia potente del Giappone? L’amore

Love Hotel

Love Hotel

Si chiamano «love hotels» e sono nati in Giappone: non c’è prostituzione, e sono pure legali.
La trovata perfetta tra lifestyle ed economia; i love hotels si intrecciano nei molteplici aspetti della vita quotidiana. Vediamo come…

Un vero e proprio fenomeno di costume che è entrato a fare parte della cultura asiatica, ma non solo in quella: il business dei sexy hotel produce un ritorno impressionante nell’economia giapponese, ragguagliabile a 40 miliardi di Dollari annui.

Ogni camera dell’hotel si non si paga in cash bensì elettronicamente (per eludere la sensazione di mercanteggiamento), ogni camera ha temi e colori differenti per compiacere i gusti diversi dei clienti, e la privacy è assicurata.

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Problema Toyota: alcune auto accelerano senza fermarsi

Toyota auto

Toyota auto

E dopo anni di primato, di vendite record e di report trionfali, anche il gruppo nipponico Toyota è stato colpito dalla sfortuna nel campo delle autovetture.

Un difetto di produzione – dice il Presidente della company, che mentre si scusa con gli stakeholders, si affretta ad aggiungere: “Stiamo richiamando i modelli.

I modelli richiamati sono otto, i seguenti:
1 – iQ (prodotte da novembre 2008 a novembre 2009
2 – Auris (ottobre 2006-gennaio 2010)
3 – Avensis (novembre 2008-dicembre 2009)
4 – Aygo (febbraio 2005 agosto 2009)
5 – Corolla (ottobre 2006-dicembre 2009)
6 – Rav4 (novembre 2005-novembre 2009)
7 – Yaris (novembre 2005-settembre 2009)
8 – Verso (febbraio 2009-gennaio 2010)

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Il ritorno del walkman

walkmanEsattamente trent’anni. Questo è il tempo che è passato da quando la Sony lanciò sul mercato il primo modello di walkman, l’accessorio che ha rivoluzionato il consumo della musica negli anni Ottanta.
Ora pare che il walkman, ormai scomparso nella sua forma tradizionale, stia per ritornare in forma multimediale con lo schermo touch-sreen da 3 pollici, integrato di wi-fi capace di connettersi ad internet e scaricare direttamente la musica dal web, tv mobile digitale, amplificatore e Digital Clear Audio.
Dalle dimensioni ridottissime questo nuovo prodotto della Sony rappresenterà un bel concorrente per gli mp3, cercando di sfidare il primato assoluto dell’I-pod che domina incontrastato il mercato, grazie alla sua quota che ha raggiunto anche il 57%.
Il nuovo walkman, battezzato Nw-x1000, è stato presentato nei giorni scorsi a Tokyo e sarà venduto ad un prezzo tra i 40.000 e i 50.000 yen(300-375 euro) nelle due versioni con 16 e 32 gigabyte, per esordire sul mercato, nelle versioni nera e rossa, il 25 aprile nel mercato giapponese per poi arrivare in Europa e negli Stati Uniti in estate.

Chiusura ai massimi

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L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso la sessione odierna ai massimi da cinque settimane, grazie al balzo del settore bancario, sebbene gli investitori abbiano preferito portare a case i profitti su alcuni titoli.

La Banca del Giappone ha aumentato i propri acquisti di bond governativi del 29%, mantenendo i tassi di interesse di poco sopra lo zero, in un periodo di crisi finanziaria globale che sta causando in Giappone la più lunga recessione del secondo dopoguerra.

Il Nikkei è salito dello 0,3% a 7.972,17 punti, la chiusura più elevata dal 6 febbraio, mentre il Topix è salito dello 0,5% a 764,67.

Nuovo piano in Giappone

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Il governo giapponese e’ pronto a introdurre un nuovo pacchetto di stimolo all’economia entro aprile e ha deciso di iniettare 1,2 miliardi di dollari (121 miliardi di yen) in tre banche regionali. “Siamo fermamente a favore dell’idea – ha detto il ministro delle Finanze Kaoru Yosano prima di partire per il G20 di Londra – che gli sforzi di ogni paese per sostenere la propria economia aiuteranno l’economia globale e condurranno a un sistema finanziario stabile”. Non e’ ancora chiara l’entita’ del nuovo piano ma alcuni parlamentari stanno da tempo chiedendo un ampliamento della spesa di oltre 20 trilioni di yen, circa 205 miliardi di dollari.
Lo stesso governatore della banca centrale, Massaki Shirakawa, ha espresso in Parlamento preoccupazione per la tenuta dell’economia il cui andamento potrebbe non essere in con le previsioni. (AGI) Gio 130944 MAR 09

Topix ai minimi

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Chiusura in deciso calo alla borsa di Tokyo, appesantita dai progressi dello yen contro dollaro che penalizza i titoli delle società esportatrici come Sony Corp.

Vendite anche sui bancari che fanno scendere l’indice Topix ai minimi di chiusura degli ultimi 25 anni.

NipponKoa Insurance, la quinta compagnia nel ramo danni precipita dopo che il quotidiano finanziario ‘Nikkei’ ha parlato di una fusione con la terza società del comparto Sompo Japan. Una fonte industriale ha confermato l’esistenza di un piano finalizzato alla fusione.

L’indice benchmark Nikkei ha chiuso con un calo del 2,4% a 7.198,25 PUNTI, mentre il più ampio paniere Topix scivola del 3% a 700,93 punti, il livello più basso dal dicembre del 1983.

Cedono i farmaceutici

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L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso la sessione odierna in calo dello 0,4%, penalizzato dalle vendite su alcune società farmaceutiche, come Astellas Pharma, sui timori legati alla competitività globale dopo che Merck ha lanciato un’offerta su Schering-Plough.

Il Nikkei è sceso a 7.054,98 punti ai minimi da 26 anni. Il Topix arretra dell’1% a 703,50 punti a nuovi minimi da 25 anni

Giappone sempre più giù

340xL’economia giapponese è in grave recessione. A dirlo i dati che segnalano un crollo del Pil del 12,7%, con una diminuzione del 3,3% nel solo periodo luglio-settembre. Molto preoccupato il Ministro dell’Economia, Kaoru Yosano, che intende correre ai ripari. Per questo il Governo sta già eleborando un piano anticrisi, il quarto dopo quello di agosto, settembre e dicembre, da circa 20.000 miliardi di yen, circa 170 miliardi di euro, attraverso il quale rilanciare l’economia giapponese.
Una misura estrema che il Governo ha adottato per fronteggiare quella che è stata definita la più grave crisi del secondo dopo-guerra e che se andasse in porto permetterebbe di rilanciare il paese ma che se non funzionasse determinerebbe un crollo di circa 100.000 miliardi di yen, ovvero 840 miliardi di euro.

Nissan, piano contro la crisi

logonissanSaranno 20.000 i posti in meno a marzo 2010. Lo ha annunciato Nissan che ha messo in cantiere un colossale piano di ristrutturazione, al fine di fronteggiare la grave crisi economica in atto che sta mietendo molte vittime soprattutto nel settore auto e nel suo indotto.
Ad annunciare la riduzione di personale, in seguito alla diffusione dei dati trimestrali, è stato il numero uno della compagnia Carlos Ghosn, che per arginare la perdita netta(meno 2,2 miliardi di euro), ha annunciato la riduzione di personale che così passerà da 235.000 a 215.000.
Le motivazioni della decisione sono esposte in una nota della Nissan nella quale si legge che ” a causa della frenata dell’economia globale registrata dalla seconda metà del 2008 e della rivalutazione dello yen, abbinata al rapido declino della fiducia dei consumatori in tutti i principali mercati” il licenziamento di personale appariva l’unica soluzione applicabile.
“Guardando in avanti le nostre priorità restano la protezione del nostro cash flow e tutte le misure necessarie per migliorare la performance del nostro business”, ha commentato il numero uno, Carlos Ghosn.
Queste misure serviranno di certo a dare un pò di respiro alla compagnia, ma che fine faranno i 20.000 lavoratori rimasti, da un giorno all’altro, senza occupazione?