Economia: diminuiscono le vendite e aumenta lo Spread

economiaSi fa sempre più sentire la crisi. Questa mattina lo Spread  era di nuovo sopra i 500. Lo Spread Btp-bund è in altalena e il differenziale tra i due titoli è volato di nuovo sopra i 500 punti base a 505 punti .

A risentirne sono soprattutto le vendite . Secondo i dati dell’Istat a settembre le vendite sono scese con una grande perdita per i commercianti -0,4% rispetto ad agosto e dell’1,6% su base annua. Contrazione anche per quel che riguarda il settore alimentare (-0,2%). Scendono le vendite nei piccoli negozi, regge la grande distribuzione. Buone notizie per i discount alimentari che segnano un +2,9%.

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Arabia Saudita: crollano vendite per BlackBerry

BlackBerry South Arabia

BlackBerry South Arabia

Lo smartphone più in voga del momneot sta subendo un calo di appeal in Arabia Saudita, una dei mercati più proficui per la Rim, la società canadese che produce il BlackBerry.

La ragione del calo di interesse da parte degli utenti e dell’acquisto del BlackBerry è calato dopo che gli Emirati Arabi hanno costretto la Rim had installare un network in Arabia Saudita, in modo che le autorità governative abbiano accesso a tutti i messaggi ed email, per “ragioni di sicurezza”, degli oltre 750mila utenti BlackBerry.

E così in Libano, India e Indonesia il prezzo dello smartphone in questione è calato da un prezzo iniziale di 2800 Riyal agli attuali 700; gli utenti stanno infatti cercando nuovi modelli per sostituire il BlackBerry, chiedendo ai negozianti di pagare la differenza in denaro.

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Fisco: Nicolas Cage nei guai

nicolas37 Un altro vip è caduto nella rete del Fisco.
Questa volta si tratta del noto attore Nicolas Cage, il quale rischia addirittura il carcere per aver contratto un debito con il Fisco per ben sei milioni di dollari.
L’attore si è, infatti, visto recapitare a casa dall’Ufficio tasse USA una richiesta di pagamento di ben 6,2 milioni di dollari per tasse non pagate nel 2007, più altri 300 mila dollari per tasse che risalgono ad un periodo precedente.
Per cercare di cavarsi dall’impiccio Cage sembra che stia cercando di vendere le sua faraonica villa, acquistata tempo fa a New Orleans, nel cuore del famoso French Quaert, valutata oltre 3,5 milioni di dollari.
La villa è famosa per essere infestata da una grande quantità di fantasmi, anche se non è chiaro se questo finirà con l’aumentare o diminuire il valore della proprietà.
Come finirà?

Via i divieti per le vendite allo scoperto

s_989 Aspettando una decisione a livello europeo, la Consob ha preso la sua posizione, stabilendo il venir meno di qualsiasi divieto per quanto concerne le vendite allo scoperto.
Da oggi, quindi, la vendita delle azioni dovrà essere assistita sia dalla disponibilità che dalla proprietà dei titoli solo per le società sotto aumento di capitale.
Rimangono regole restrittive per quanto riguarda invece il cosiddetto “short selling”, le quali erano state introdotte da Lamberto Boffa lo scorso settembre, quando imperversava la bufera borsistica.
«Nell’attesa di una decisione armonizzata a livello europeo la Commissione ha deciso di non confermare il regime temporaneo, anche tenuto conto dell’esito della pubblica consultazione avviata il 27 maggio e recentemente conclusa – si legge in una nota -. Soltanto per le società che entro il 30 novembre 2009 abbiano deliberato un aumento di capitale, è stato stabilito che la vendita delle azioni deve essere assistita sia dalla disponibilità che dalla proprietà dei titoli».
La Consob fa tuttavia un richiamo a chi opera sui mercati azioniari: «La Commissione, consapevole del possibile impatto che l’operatività in vendita allo scoperto può avere sull’ordinato svolgimento degli scambi e sull’integrità dei mercati, richiama fermamente tutti gli operatori al pieno rispetto delle regole di negoziazione e di consegna dei titoli nei tempi stabiliti dalle disposizioni normative e regolamentari vigenti».

Mercato auto, in Francia va su!

mitsubishi_lancerE’ stato un maggio positivo per il mercato dell’auto francese che nel mese appena trascorso ha fatto registrare una forte ripresa, con un aumento delle vendite pari a circa il 12,4%.
A renderlo noto l‘Associazione dei costruttori francesi che ha precisato che a maggio in Francia sono state immatricolate più di 207.287 vetture.
Ma cosa ha determinato questa ottima ripresa?
Il motivo principale deve essere ricercato nell’avvio di una forte campagna di incentivi che, unita alla rottamazione, ha spinto molti francesi all’acquisto. Ad aprile il mercato non aveva infatti fatto registrare delle buone prestazioni con una flessione pari al 7%, mentre nei primi cinque mesi dell’anno il calo era stato dell’1,3%.

Lo shopping ora si fa on-line

shoppingTempo di crisi, ma gli italiani non sembrano disposti a rinunciare ad accessori e vestiti. E mentre lo shopping “tradizionale” cerca di attirare i clienti diminuendo gli zeri sui cartellini dei prezzi, sembra prendere sempre più piede l’acquisto on-line. Già perchè se i negozi a cinque stelle sono belli per sognare, anche le grandi marche vengono vendute solo tramite i siti di second-hand o la formula dello swap party.
Quindi visto che non si può proprio rinunciare al gioco del vestirsi lo si cerca almeno di fare “arraggiandosi”, principalmente tramite internet.
Ma la soluzione che sta prendendo sempre più piede viene dagli albori della storia. Si tratta del baratto.Sono, infatti, sempre più numerose le ragazze che accumulano vestiti “usati” nell’armadio nella speranza di poterli barattare con la borsa o le scarpe dei propri desideri: l’importante è solo cercare di incrociare i reciproci desideri. Ragazze che accumulano vestiti negli armadi e poi si incontrano per scambiare il proprio usato o tramite siti ad hoc come swapstyle.com, barattoonline.com e barattopoli.com. Se invece c’è anche voglia di svagarsi la questione si può risolvere con uno swap party. L e regole sono semplici, basta riunire vestiti, accessori e bijoux, incontrarsi e cercare di fare un affare. Ovviamente esistono delle regole da rispettare: evitare troppi invitati che generano confusione, presentare merce di qualità e perfettamente pulita, inserire nel giro gli amici degli amici, creare una minima omogeneità di stile (e di taglie) e trasformare l’avvenimento in una piccola festicciola. In modo che, se il business non va a buon fine, il divertimento è assicurato.
Vanno bene anche le vendite tra le mura domestiche, dove a vendersi bene sono sia le grandi marche che gli oggetti più originali di nuovi brand o stilisti in erba.
Per chi cerca grandi occasioni c’è venteprive.com, un autentico paradiso dell’occasione che offre link dove trovare occasioni o Saldiprivati.com che è invece un club privato di shopping online dove si accede solo tramite invito e registrazione ma dove si possono trovare sconti dal 30 al 70%.
“Due volte la settimana gli iscritti ricevono, via posta elettronica, l’invito a prendere parte ad una nuova vendita di prodotti di marca offerti con sconti dal 40 al 70%”, spiega l’amministratore delegato di Bnk4 Gionata Tedeschi, “naturalmente in periodi di saldi ovunque la nostra campagna di promozione è notevolmente potenziata. In più le aziende più famose, che normalmente hanno una certa riluttanza a partecipare alle vendite, sono in chiusura di bilancio e volendo stringere il fatturato ci offrono molti più capi ampliando il nostro bacino di offerte”.

Cellulari, in arrivo i ribassi

cellulari-litio-nichel-riciclo-rifiuti-tecnologia-zincoLa crisi sembra stia portando qualche piccolo “vantaggio” per i consumatori, soprattutto per quelli appassionati di telefonini e gadget annessi. Sembra, infatti, che il settore stia vivendo un momento difficile e questo a causa della crisi economica in atto, così si è deciso di dare il via ad una “svendita” pazza anche per i modelli usciti appena due mesi fa. “Devono farli, perché le vendite mondiali di cellulari hanno subito un tracollo: del 10 per cento, negli ultimi tre mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo nel 2007. Il peggiore declino degli ultimi sette anni”, dice Neil Mawston, analista di Strategy Analytics. Il calo in Europa è stato anche peggiore: del 15 per cento.
Ad esempio, il Nokia 5800, che era stato lanciato al prezzo di 429 euro e sul quale la Nokia sembra aver puntoto molto per contrastare l’I-phone di Apple, è sceso a 339 euro, un calo notevole, quindi, che dimostra la difficoltà del settore. Ma i tagli stanno riguardando anche al tre grandi aziende, alla crisi, infatti, non sembrano essersi sottratte neanche Samsung, Lg E e SonyEricsson, che di recente hanno ridotto di molto i prezzi.
Ovviamente le compagnie in questione negano che siano in corso degli sconti speciali e questo probabilmente per evitare che si inizi una battaglia dei prezzi. Ma i dati li smentiscono visto che stando a quanto affermano gli esperti gli sconti ci sono e come, senza contare un’altra tendenza importante, ovvero il fatto che i consumatori puntano ora solo all’essenziale, dimenticandosi di gadget ed accessori vari che in passato avevano fatto registrare delle buone vendite. L’austerity colpisce ancora.

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Amazon in crescita nonostante la crisi

imageNiente crisi per Amazon.com, la più grande compagnia di commercio elettronico degli Stati Uniti. In controtendenza con la recessione che si sta affrontando nel mondo, la nota compagnia con sede a Seeatle, sembra aver quest’anno notevolmente incrementato il proprio fatturato.
Stando ai dati forniti per il 2008, infatti, la compagnia ha registrato un incremento del 35%, ovvero circa 645 milioni di dollari, rispetto al 2007.
Nel momento in cui l’economia americana soffre ed arranca, Amazon è quindi riuscito a guadagnare 225 milioni di dollari, ovvero il 6,7% in più rispetto all’anno precedente, con un volume di vendita annuale che ha raggiunto quota 19,166 milioni di dollari, circa il 29,2% in più rispetto al 2007.
A trainare gli affari di Amazon sarebbe stata l’ultimissima novità nel campo dell’informatica. Stiamo parlando di Kindle, una sorta di I-pod, ma dedicato ai libri e non alla musica. Grazie a questo piccolo ma potentissimo “strumento” sarà possibile contenere in un palmo di mano circa 8.000 volumi, che potranno essere letti in qualsiasi momento, servendosi di uno schermo di media grandezza ed ovviamente ad altissima definizione.
Kindle, le cui vendite sono schizzate alle stelle, costa circa 350 dollari e sta diventando il nuovo oggetto di culto negli USA. Di certo si tratta di un oggetto interessante e tecnologico che, in sostanza, permette di crearsi una enorme biblioteca grazie ad una minuscola scheda di memoria.
Ma che fine fa il fascino di sfogliare le pagine di un libro?

Vince il mini-computer!

netbookAnche l’industria hi-tech risente della crisi economica internazionale, segnando, nonostante il suo costante appeal, una recessione. Unica eccezione in questo scenario è rappresentato dai netbook, ovvero dai computer bonsai che hanno fatto registrare una crescita significativa.
L’intero comparto informatico sta infatti vivendo una recessione senza precedenti con le vendite in calo costante dal settembre scorso. Nell’ultimo quadrimestre, ad esempio, secondo i dati diffusi da Gartner le vendite si sono incrementate di un modestistimmo 1,1% e questo a livello mandiale.
Ancor meno incoraggiante la situazione negli USA, dove le vendite sono calate di oltre il 10%, ma a brillare non è neanche la regione Emea dove l’icremento è stato di appena il 5%.
Cosa dire infine dell’Asia-Pacifico dove il settore dei pc sta vivendo la sua crisi più nera, con imprese e banche, da sempre sponsor dell’information technology, in grave difficoltà.
Al bando il pc anche nelle case, dove però sembra resistere bene il mini-pc portatile, che ha praticamente, sempre stando agli analisti di Gartner, trainato il settore, evitendo una crisi ancora più nera.
I netbook quindi, il cui mercato è stato inventato da Asus con gli Eee Pc, hanno rappresentato il vero fenomeno del 2008, contribuendo ad innalzare in tutto il comparto le vendite di un buon 10,1%.
Ma cosa significa effettivamente questo per il mercato?
Innanzitutto bisogna dire che il prezzo basso di questi aparecchi non contribuisce ad innalzare il valore del mercato, così che sia il fatturato che i margini ne risentono.
I computer bonsai, inoltre, sono un elemento di rottura in quanto hanno canalizzato in parte le vendite dei portatili di fascia bassa, probabilmente destinati a diventare il secondo pc di casa, mentre la fascia alta è rimasta sostanzialmente ferma sia per la propensione alla riduzione della spesa sia per l’esigenza non impellente di sostituire le vecchie macchine, attraverso l’installazione di Windows Xp.
Ad aiutare il mercato non ha di certo contribuito Windows Vista, ormai prossimo alla pensione visto che tra un anno arriverà Seven, che non è mai riuscito ad attrarre la clientela e ha rappresentato il più delle volte un vero e proprio freno all’acquisto.
Tra le case costruttrici che hanno saputo approfittare megli di questo successo dei notbook spicca Acer, +31,1%, seguita da Hp, +3,5%, la cui crescita è stata nettamente inferiore, oltre che per la concorrenza di Acer, anche per la presenza nel mercato di Samsung e soprattutto di Asus.In controtendenza solo Apple e Sony che, decise a rimanere fedeli alla propria filosofia, non producono netbook; vedremo se il tempo darà loro ragione.
Ma i vecchi “computer di casa” non ci stanno all’avanzata del portatile. Per questo sarà a breve rilanciato il computer fisso, dotato però di un elegante schermo touch che permetterà di vivere il digitale in maniera sempre più reale.

Toyota batte General Motors

gm_general_motors_logoStorico sorpasso da Toyota a General Motors. La casa automobilistica di Detroid, infatti, perde il primato nelle vendite, almeno stando ai dati che sono stati diffusi lo scorso mercoledì. Per la prima volta negli ultimi 77 anni le sue vendite(circa 8,35 milioni di veicoli) sono state inferiori a quelle della Toyota(8,9 milioni di veicoli).
La casa giapponese si aggiudica quindi il primato nel 2008. Questo risultato non coglie di sopresa, visto che le vendite mondiali di Gm nel 2008 sono scese di circa l’11% a causa della crisi economica e della flessione internazionale. Neanche l’incremento del 3% delle vendite in aree come l’America Latina, l’Asia-Pacifico e l’Africa sono, quindi, riuscite a compensare la forte riduzione subita negli USA(-20%) e nel resto d’Europa(-7%).
Il mercato automobilistico americano è dunque in crisi, una situazione che riflette bene la stagnazione nella quale attualmente grava tutta l’economia americana e che sembra non trovare una soluzione.