Bernanke: la crisi si allontana

bernanke Segnali positivi arrivano dalla Federal Reserve.
Il suo presidente, Ben Bernanke, ha infatti dichiarato ieri che il peggio sarebbe finalmente passato e che, sebbene inizialmente la ripresa sarà piuttosto lenta, le cose dovrebbero iniziare a migliorare, facendo stabilizzare le economie mondiali, in primis quella americana.
Buone sembrano essere quindi le prospettive anche a breve termine e dei segnali positivi si vedono già nei listini di Borsa dove le dichiarazioni di Bernanke hanno diffuso un cauto ottimismo, facendo parallelamente salire anche le vendite degli immobili, mai state così alte negli ultimi tempi.
Stando ai dati registrati dall’associazione di settore National Association of Realtors le vendite avrebbero subito un rialzo del 7,2%, dopo l’aumento del 3,6 per cento a 4,89 milioni di giugno (valore invariato rispetto alla prima stima) e al livello più alto dall’agosto 2007. L’aumento è stato superiore alle previsioni degli analisti, che attendevano una crescita a 5 milioni di unità.
L’ottimismo del presidente della Federal Reserve è tuttavia contenuto, soprattutto perchè appare ancora critica la situazione dei mercati finanziari globali, ancora sotto pressione. Bernanke ha così sottolineato che appare urgente far fronte alle debolezze del sistema finanziario USA,soprattutto per quanto riguarda la gestione e la supervisione da parte del governo, e “costruire un nuovo quadro di regolamentazione finanziaria” anche a livello globale.

Case, vendite in calo

venditaDiminuisce la vendita delle case. Quello che sino ad oggi era un semplice presagio è diventato certezza. I dati, infatti, parlano chiaro visto che rispetto allo scorso anno le compravendite sono diminuite di circa il 17-18 per cento, una stima che dovrebbe trovare conferma nei dati che verranno diffusi a inizio della prossima settimana dall’Agenzia del territorio. La frenata si è fatta sentire soprattutto nelle province piuttosto che nelle grandi città e nei capoluoghi e conferma la fase discendente del comparto residenziale.
Segnali d’allarme erano giunti già nel 2007 quando si era registrato un calo nelle vendite immobiliari di circa il 4,6%. Più fosce le previsioni per questo 2009, visto che gli operatori attendono una flessione del 10%.
A rinunciare al sogno di una casa propria sarebbero soprattutto il ceto medio-basso, le famiglie monoreddito, i giovani, i precari e gli immigrati.
“Il rallentamento nel sistema creditizio all’immobiliare – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – ha ridotto di un terzo gli acquisti da parte dei lavoratori immigrati e dimezzato quello delle famiglie dove un componente ha un lavoro precario”.
Cosa comporterà quindi l’annuncita rivoluzione edilizia annunciata dal governo?
Luca Dondi, analista di Nomisma è convinto che l’impegno di risorse negli interventi di ampliamento potrebbe comportare un ulteriore restringimento della domanda di acquisto e quindi un nuovo calo nel settore delle compravendite.
“Molte famiglie che avevano progettato un cambio di abitazione a scopo migliorativo – spiega Alessandro Ghisolfi, direttore dell’ufficio studi di Ubh – potrebbero trovare una valida alternativa nella ristrutturazione della propria casa ampliando lo spazio abitativo del 20 per cento. Mediamente il costo di ristrutturazione – continua Ghisolfi – è inferiore di oltre il 50 per cento rispetto al prezzo medio di vendita per un’abitazione nuova”.