Scritto Mercoledì 8 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
Ben 900mila gli arrivi e circa 4,5 milioni le presenze. Questi i numeri che caratterizzeranno gli agriturismi italiani che, per l’estate 2009, prevedono di registrare un vero e proprio boom. I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio dell’agriturismo Agrie Tour, Salone nazionale dell’agriturismo, che si terrà ad Arezzo dal 13 al 15 novembre.
Dunque, dopo il leggero calo dello scorso anno, per gli agriturismi si apre una fase alquanto positiva, grazie anche al notevole sviluppo che l’Italia ha conosciuto in questo settore, soprattutto per quello che concerne il lato dell’offerta.
Mare, montagna e territori dall’enogastronomia sono le principali mete scelte dagli agrituristi.
Tra le mete piu’ gettonate restano quelle piu’ vicine alle citta’ d’arte quindi quelle tradizionali della Toscana, dell’Umbria, delle Marche, del Veneto. In particolare la preferenza degli agrituristi andra’ verso le province toscane legate al mare (quella di Grosseto con la zona dell’Argentario), ma anche Siena (zona Chianti) e Livorno (fascia costiera). Ancora mare con la Puglia, il Salento e il Gargano. Quanto alle citta’ d’arte buona l’affluenza prevista in Umbria nella provincia di Perugia (zona Perugia-Assisi).
Nella top ten delle preferenze, in evidenza anche la Valle d’Aosta, e il Lago di Garda (con prevalenza del versante di Verona e su quello di Brescia), con Sicilia e Lombardia in crescita.
In aumento anche il numero di stranieri che sceglieranno gli agriturismi del Bel Paese, capaci ormai di accontentare proprio tutti!
Non è quindi un caso che il numero degli agriturismi sia cresciuto a dismisura, superando quota 18mila con un incremento del 6.7 per cento (+1.240 rispetto a fine 2006), di cui 14.810 con alloggio (per 179mila posti letto), 8.410 quelli che fanno ristorazione, 2.664 degustazione.
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Scritto Mercoledì 8 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
Se il sole non c’e’, no problem. Sara’ una polizza assicurativa ad hoc a far tornare il sorriso sui vacanzieri. Come accade in Francia, dove la compagnia Aon – primo gruppo di brokeraggio assicurativo al mondo – ha messo in commercio un pacchetto che tutela i contraenti in caso di pioggia in vacanza. Come dire: o le vacanze col sole o rimborsati.
La polizza – racconta il quotidiano Le Monde – si stipula, infatti, un paio di settimane prima della vacanza. Costa 28 euro e il rimborso e’ automatico, non bisogna neppure chiederlo. E’ di fatti la compagnia assicurativa che provvede a controllare le condizioni meteo della localita’ prescelta per trascorrere le meritate ferie. E, cosi’, se malauguratamente in vacanza il sole non fa neanche capolino, ci sara’ un risarcimento diretto con relativo accredito sul conto corrente. Si tratta, in particolare, di 400 euro di risarcimento con tre giorni di maltempo. Ma l’importo e’ variabile in base ai giorni di pioggia decisi al momento della stipula della polizza.
Per rendere possibile questo servizio la Aon riceve i dati meteorologici forniti via satellite da Météo-France. Informazione aggiornate in tempo reale, ogni quindici minuti, e che – si legge ancora su Le Monde – interessano le principali zone turistiche scelte come meta per le vacanze: mare, ma anche montagne, laghi, citta’ d’arte. Il monitoraggio consente cosi’ di evitare i reclami dei clienti e inutili richieste di risarcimento che non hanno presupposto.
Gia’ un anno fa – ricorda il quotidiano francese – era partito un test e il 10% dei clienti che avevano sottoscritto l’assicurazione sole erano stati indennizzati. Risultati che quest’anno hanno spinto due gruppi, “FranceLoc“ e “Pierre et Vacances”, a proporre l’offerta.
Nel dettaglio, FranceLoc, garantisce nei suoi residence e camping 400 euro di rimborso se durante una vacanza di sette giorni piove per almeno quattro. Per calcolare una giornata, servono tre ore consecutive di pioggia tra le 8 e le 20. Ma basta un minuto di precipitazione atmosferica per far scattare l’ora sul contatore. La polizza costa 28 euro.
Pierre et Vacances fa di piu’ per chi opta per villeggiature al mare o in campagna, ma in bassa stagione. Se non c’e’ sole per almeno tre giorni a settimana, ovvero almeno due ore di cielo limpido a giornata, il rimborso automatico e’ di 150 euro. Una strategia che in ogni caso rinforza i legami con il cliente, trasformando lo slogan “soddisfatti o rimborsati” in una scommessa.
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Scritto Venerdì 3 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
Saranno oltre cinquecentomila gli ospiti che hanno scelto di trascorrere le vacanze in uno dei diciottomila agriturismi italiani nel mese di luglio, con una permanenza media di circa 3 giorni. E’ quanto stima la Coldiretti sulla base dei dati dell’associazione agrituristica Terranostra, in occasione del primo weekend di partenze del mese di luglio.
Per la prima volta nel 2009 i viaggi di vacanza degli italiani nel Belpaese potrebbero superare – precisa la Coldiretti – i cento milioni, dei quali ben oltre la metà si prevedono con una permanenza fuori casa fino a tre giorni, secondo la tradizione tipica del fine settimana. Le vacanze nel verde sono favorite – sottolinea Terranostra – dalla tendenza a privilegiare vacanze ripetute, ma piu’ brevi, dalla perdita di terreno delle vacanze al mare e dalla preferenza accordata ai soggiorni in Italia rispetto all’estero anche per effetto della paura dei recenti incidenti aerei e della pandemia della nuova influenza. Anche quest’anno, secondo Terranostra, l’ agriturismo si conferma una delle mete preferite dagli italiani per trascorrere le vacanze in tutta tranquillità e a diretto contatto con la natura con un fatturato che supererà nel 2009 il valore di un miliardo raggiunto nel 2008.
Tra le note meno positive c’e’ – sostiene la Coldiretti – il crollo delle presenze nei 600 agriturismi dell’Abruzzo molto marcato nella provincia dell’Aquila e nella zona interna collinare del territorio abruzzese, mentre fortunatamente è meno sentito nella zona costiera. La Coldiretti rivolge l’invito a incentivare il rilancio della Regione anche attraverso i piccoli gesti come acquistare i prodotti tipici abruzzesi o premiare il turismo di un posto che offre opportunità incantevoli.
Il successo del week end nel verde e’ favorito in Italia dalla varieta’ dei percorsi turistici legati all’enogastronomia con 142 strade dei vini e dei sapori lungo le quali assaporare le molteplici tipicita’ del territorio e, oltre agli agriturismi, in Italia sono ‘aperti al pubblico’ per acquistare prodotti enogastronomici 60.700 frantoi, cantine, malghe e cascine. Il Belpaese – secondo la Coldiretti – puo’ contare anche su 772 parchi e aree protette che coprono il 10 per cento del territorio nazionale, sulla leadership europea nella produzione biologica e nell’offerta di prodotti tipici con ben 180 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4.471 specialita’ tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 477 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 41 Docg e 120 Igt).
A spingere i turisti nel verde c’e’ sicuramente la volonta’ di allontanarsi dal caos quotidiano delle citta’ e di trascorrere il tempo libero all’aria aperta, ma anche la voglia di gustare i sapori del territorio negli agriturismi dove sono piu’ radicate le tradizioni alimentari ed e’ ancora possibile gustare autentiche specialita’ regionali realizzate con ingredienti genuini e ricette uniche del territorio. Ma oltre alla buona tavola, una delle ragioni principali per scegliere l’agriturismo e’ anche la costante crescita dell’offerta di programmi ricreativi come l’equitazione, il tiro con l’arco, di programmi legati al benessere, ma anche attivita’ culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici e la vicinanza alle citta’ d’arte e alle diverse mostre attualmente visitabili nel territorio. Nella scelta della destinazione della vacanze in campagna prevale il last minute spesso attraverso internet con il passaparola informatico, ma anche – conclude la Coldiretti – grazie alla disponibilita’ di siti come www.campagnamica.it dove e’ possibile individuare il posto della vacanza sulla base delle proprie esigenze anche di carattere economico.
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Tag:agriturismi, bel paese, campagna, coldiretti, estate 2009, Italia, natura, vacanze
Scritto Giovedì 2 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
La maggioranza degli italiani (50,3 per cento) non si fa mai mancare in vacanza la degustazione delle specialità enogastronomiche locali sulle quali è però in agguato il rischio “tarocco” con i menu’ acchiappaturisti e i falsi souvenir di prodotti tipici che si moltiplicano lungo tutta la penisola. E’ quanto è emerso all’incontro su “Le vacanze nel piatto” organizzato dalla Coldiretti e dal Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari per affrontare i pericoli che incombono sul piacere piu’ ambito in vacanza dagli italiani, che nel tempo libero sono piu’ facilmente disponibili a rinunciare a shopping, visite culturali, gioco, sport, avventura e la ricerca di nuove amicizie piuttosto che alla buona tavola, sulla base di una Indagine Swg/Confesercenti.
Nel corso dell’incontro sono stati “serviti” sul piatto alcuni esempi piu’ aberranti delle ricette falsificate nei luoghi turistici, ma è stata allestita dalla Coldiretti anche una mostra dei souvenir autentici insieme ai consigli per riconoscerli dalle etichette. E’ il caso dell’extravergine di oliva per il quale, con il primo luglio 2009, scatta lo storico obbligo di riportare in tutta Europa l’indicazione di provenienza delle olive per impedire di spacciare come Made in Italy il prodotto importato.
Durante le ferie quasi tre italiani su quattro (74 per cento) – sottolinea la Coldiretti – colgono l’occasione per mangiare fuori, alla ricerca nella maggioranza dei casi (64 per cento) delle abitudini e delle usanze alimentari del luogo. Il rischio “tarocco” riguarda le località piu’ turistiche dove è bene tenersi alla larga – precisa la Coldiretti – dai ristoranti che offrono ricette “violentate” come la cotoletta alla milanese preparata con carne di pollo o maiale, fritta nell’olio di semi al posto della carne di vitello fritta nel burro e fuggire rapidamente di fronte ad una locanda romana che offre spaghetti alla carbonara con prosciutto cotto al posto del guanciale e formaggio grattugiato al posto del pecorino romano. Tra i piatti piu’ traditi nella costiera amalfitana ci sono – continua la Coldiretti – la tipica caprese servita con formaggio industriale al posto della mozzarella di bufala o del fiordilatte mentre in quella ligure non mancano i casi di pasta al pesto proposta con mandorle, noci o pistacchi al posto dei pinoli e con il formaggio comune che sostituisce l’immancabile parmigiano reggiano e il pecorino romano. Un inganno che colpisce anche la tradizione siciliana con la pasta alla norma preparata spesso con semplice formaggio grattugiato al posto della ricotta salata. Ma tra i falsi culinari piu’ spacciati lungo tutta la penisola durante l’estate figurano anche – precisa la Coldiretti – il tiramisu’ con la panna al posto del mascarpone e gli spaghetti alla bolognese, una invenzione per stranieri completamente sconosciuta nella città emiliana.
Il pericolo frodi riguarda anche il souvenir enogastronomico del luogo di vacanza che è il preferito dai trentasette milioni di turisti italiani per portarsi a casa un ricordo “appetitoso” come extravergini, formaggi, salumi e conserve per una spesa stimata dalla Coldiretti in oltre un miliardo di euro in prodotti garantiti da marchi comunitari. Dalla Soppressata calabrese al formaggio Asiago in Veneto, dalla Fontina in Valle d’Aosta alla lenticchia di Castelluccio in Umbria, dal prosciutto San Daniele nelle montagne del Friuli ai capperi di Pantelleria della Sicilia, dalla Mozzarella di bufala campana al Pecorino in Sardegna sono alcuni esempi delle specialità piu’ ricercate.
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Tag:coldiretti, consumatori, falsi alimentari, Made in Italy, ricette taroccate, turismo, vacanze
Scritto Martedì 30 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
La crisi si fa sentire. E non solo su famiglie e lavoratori, ma anche sui più giovani che, dopo un anno molto difficile dal punto di vista economico, hanno deciso di optare per una vacanza a basso costo. E’ quanto emerge da un’indagine recentemente condotta da Swg Confesercenti, dalla quale si evince anzi che la crisi pesa molto di più sui giovani che sugli adulti.
Quindi se si deve stringere la cinghia, cioè significa che quest’anno le vacanze, per almeno 1 giovane su 4, saranno più brevi e più economiche.
A conti fatti l’indagine Swg-Confesercenti dice che la percentuale di giovani dai 18 ai 24 anni in vacanza nell’estate del 2009 è superiore alla media (circa l’83%, ovvero quattro punti superiore alla media generale), ma è anche più alta la quota di giovani (un 25% contro una media complessiva del 21% ) che ammette di dover spendere meno a causa della crisi.
Di conseguenza la spesa media messa in campo è di 596 euro a persona, inferiore di ben 350 euro rispetto alla media totale (946 euro). Complessivamente i più giovani spenderanno 2,1 miliardi di euro.
Socializzare, divertirsi, risparmiare: ecco perché il 23% si fa affascinare dalle città d’arte (contro un generale 17,7%), il 20% punta quest’estate sulle grandi metropoli (media generale: solo 7,7%). Meno entusiasmo suscitano montagna (9,1% contro il 16,3%) e campagna (2,8% contro l’8,7%).
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Tag:confesercenti, crisi economica, estate, low-cost, risparmio, vacanze
Scritto Martedì 16 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
Finalmente è arrivata l’estate!
Ma con le sospirate vacanze ritorna anche l’incubo della fatidica prova costume che, nonostante le promesse invernali di diete, palestre e fanghi, fa sempre abbastanza paura.
Uomini e donne si domandano: “Sono davvero pronto per la spiaggia?”
A quanto sembra no, visto che almeno 7 italiani su 10 sono timorosi di mostrare in spiaggia le proprie grazie: logica la corsa ai ripari!
Il primo “rimedio” è quello di ricorrere ad un regime alimentare più salutare, cosa che però, se i tempistringono, non potrebbe produrre i risultati sperati.
Ecco allora che si decide di ricorrere a rimedi più drastici che, tuttavia, richiedono di mettere mano al portafoglio. E tra attività sportive, diete e trattamenti estetici la stangata è pronta.
Secondo un’indagine svolta dall’Adoc, ritrovare la forma fisica per l’estate può costare molto caro agli italiani: chi decidesse di mettersi a dieta per tre mesi deve calcolare un esborso di oltre 1.300 euro. A livello nazionale, i costi dei corsi maggiormente frequentati dagli sportivi registrano, infatti, aumenti del 4,6% per quasi tutte le attività rispetto alla scorsa stagione.
Tanto che il mercato del benessere fattura ogni anno circa 15 miliardi di euro.
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Tag:dieta, dimagrimento, forma fisica, interventi, palestra, vacanze
Scritto Lunedì 15 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
La crisi mette a rischio le vacanze degli italiani.
Eppure per chi non voglia rinunciare al meritato riposo, un modo per risparmiare, concedendosi la spiaggia e il mare esiste.
Il “segreto” sta nella scelta del periodo in cui andare in vacanza.
Stando ai dati diffusi da un’indagine dell’Adoc, emerge che alcune località abbiano prezzi differenti, molto pesanti nei mesi “caldi” di luglio ed agosto, molto più convenieti in quelli di giugno e di settembre.
Ad esempio una località come la splendida Capo Rizzuto passa dai 900 euro mensili per un appartamento di 40-70 mq ai 1.700 euro di agosto, più del doppio.
In Sardegna un posto fantastico come Santa Teresa di Gallura riesce comunque a essere tra le destinazioni meno care per gli affitti (1.200 euro) ma già a luglio schizza a 2.200 euro (quasi il doppio), ad agosto esce perfino dalla classifica dei luoghi più avvicinabili, per poi tornare di colpo a prezzi mensili sopportabili in settembre.
Quindi prima scelta, giugno o settembre, anche se giugno ha il vantaggio di godere di giornate molto più lunghe rispetto a settembre. Inoltre con un po’ di accorgimenti, Internet e un po’ di fortuna, si trovano appartamenti a prezzi ben diversi.
Ad esempio, in una località come La Maddalena, in Sardegna, si trovano affitti adeguati per una famigliola a 1.200 euro al mese (quindi 300 a settimana) in quartieri che non sono magari nel centro del paese o a picco sul mare, che comunque è raggiungibile in pochissimi minuti e offre decine di spiagge libere, senza l’incubo dei prezzi di ombrellone e sdraio.
per godersi le meritate vacanze senza dissanguarsi basta quindi avere solo pochi accorgimenti e un pizzico di fortuna.
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Tag:italiani, mare, risparmio, sardegna, spiagge, vacanze
Scritto Mercoledì 10 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
Le vacanze quest’anno saranno davvero per pochi. A renderlo noto è un’indagine di Adoc, che sottolinea come solo il 24% degli italiani si concederà il mare e l’ombrellone.
”Altro che aumento di vacanzieri, la prossima estate sara’ segnata dal risparmio - dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – solo un quarto degli italiani, il 24%, andra’ in vacanza e la maggior parte di questi optera’ per viaggi brevi e economici. Secondo i risultati dell’indagine dell’Adoc, difatti, circa 6 italiani su 10 soggiorneranno al massimo per una settimana, mentre solo l’1% potra’ permettersi quasi un mese di relax. Il mese preferito continua ad essere agosto, scelto dal 51% dei vacanzieri, mentre e’ in crescita del 3% la percentuale di turisti che organizza il suo viaggio a settembre“.
Come se ciò non bastasse, anche coloro che si concederanno la meritata vacanza cercheranno di ridurre i costi al minimo. Sempre l’indagine di Adoc sottolinea che, la spesa media per persona si aggirerà sui 700 euro, mentre appena il 3% dei vacanzieri ha preventivato un budget di 1.000 euro.
Inoltre la crisi porterà molti a ridurre drasticamente il numero dei giorni di ferie, con la conseguenza che ad essere in crescita sono soprattutto i viaggi low-cost, scelti da ben il 35%, e quelli a rate, per i quali optano l’8%.
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Tag:Adoc, estate, italiani, low-cost, mare, vacanze, vacanze a rate