Scritto Venerdì 7 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Sono passati già due anni da quando la crisi economica, partita dagli Stati Uniti, si abbatteva sulle economie mondiali.
Il tutto ha avuto inizio, come detto, negli USA con lo tsunami dei muti subprime, ovvero prestiti facili, concessi anche a persone che non avrebbero avuto normalmente avere i requisiti per ottenere un mutuo, visto il rischio piuttosto elevato di non poter far fronte a delle rate a volte davvero altissime.
Le conseguenze di queste concessioni sconsiderate le conosciamo tutti e purtroppo ogni giorno le paghiamo sulla nostra pelle.
E’ di questi giorni però la notizia che i mutuatori italiani avranno finalmente qualcosa da festeggiare visto che nella Gazzetta Ufficiale è stato pubblicata una legge di riconversione della manovra d’estate che in sostanza mette in atto le nuove norme sulla surrogata.
L’art.2 del Dl Anticrisi(78/2009) ha infatti introdotto una penale per le banche che fanno ostruzione, ritardando la cosiddetta portabilità a costo zero del mutuo.
Pertanto con questa nuova normativa, nel caso in cui la surroga del prestito immobiliare non si perfezioni entro 30 giorni dalla data della richiesta da parte della banca entrante a quella uscente, il cliente ha diritto a un risarcimento “in misura pari all’1% del valore del mutuo per ciascun mese o frazione di mese di ritardo”.
Questi intoppi hanno addirittura spinto l’Antitrust a comminare lo scorso anno a ben 23 istituti italiani multe per circa 10 milioni di euro per “pratiche commerciali scorrette” (sanzione poi annullata dal Tar fra le polemiche e presto oggetto di nuovo giudizio da parte del Consiglio di Stato).
Da oggi tuttavia le cose cambiano, in quanto se il l’operazione trasloco viene ritardata, il mutuatario che ha richiesto di trasferire un prestito dal valore di 100mila euro, potrebbe beneficiare di un rimborso di 100euro per ogni mese o frazione di mese di ritardo. A pagare chiaramente sarà la banca uscente che avrà la possibilità di rivalersi su quella entrante nel caso in cui il ritardo fosse a questa imputabile.
Una modifica di certo a vantaggio dei mutuatari, i quali avranno una via molto più semplice per rinegoziare il proprio mutuo.
A questo punto è chiaro che si dovrà prestare molta attenzione alle variazioni dei tassi d’interesse e alle condizioni di offerta delle banche, variabili che che possono incidere notevolmente sul costo di un mutuo, anche parecchi anni dopo che lo si e’ stipulato. Migliorare la situazione del finanziamento e’ infatti piu’ semplice.
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Tag:antitrust, banche, crisi economica, economia globale, gazzetta ufficiale, Italia, Mutui, mutui subprime, mutui variabili, usa
Scritto Sabato 1 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Sembra che le parole di Obama, in tour negli Stati Uniti per rassicurare i propri lettori sulla salute dell’economia americana, abbiano avuto oggi una conferma. Secondo quanto reso noto, infatti, sembra che il Prodotto Interno Lordo degli USA del secondo trimestre, ha visto una contrazione della ricchezza americana pari solo all’1%, risultati molto al di sopra delle attese.
Si tratta senza dubbio di un bel passo in avanti, che fa ben sperare sull’uscita degli Stati Uniti dalla crisi , sebbene ci sia ancora molto da fare prima di dichiarare cessato l’allarme.
Da segnalare che i consumi americani, i quali pesano per circa due terzi sull’economia, sono scesi in questo terzo trimestre dell’1,2%, un crollo inatteso soprattutto dopo la ripresa dello 0,6% registrata nei mesi scorsi.
Per questo si conferma la sensazione che il recupero sara’ lento mentre il numero dei senza lavoro preme sull’economia statunitense.
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Scritto Giovedì 23 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
“Non ho dubbi che Chrysler sarà redditizia, ma per poter pensare a previsioni dovete darci almeno il tempo di parlarne in Consiglio di amministrazione. Sarebbe improprio parlarne prima, anche perchè ci sono anche altri azionisti importanti”.
Lo sottolinea l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, durante la conferenza di presentazione della trimestrale del gruppo. Il manager del Lingotto sottolinea di “essere contento di quello che abbiamo” negli Stati Uniti. “Credo di aver trovato un ottimo partner negli USA”, sottolinea Marchionne, “qualcuno con cui costruire il futuro”.
L’amministratore delegato di Fiat precisa inoltre, sempre a margine della conferenza, di aspettarsi margini migliori per il mercato statunitense dell’auto per i prossimi 12-18 mesi.
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Scritto Martedì 16 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
Va male il mercato del lavoro, tanto in Europa quanto negli Stati Uniti.
Stando ad una recente inchiesta di Eurostat, nel primo trimestre di quest’anno sono andati in fumo ben 1,9 milioni di posti, di cui 1,2 solo nell’area dei paesi che aderiscono all’euro.
Un vero e proprio disastro che i 27 paesi membri dell’UE si preparano ad affrontare con il piano anti-disoccupazione, il quale sarà presentato a Bruxelles giovedì prossimo.
Tuttavia non sarà di certo semplice trovare una via comune, non solo a causa delle solite divergenze che dividono i paesi UE, ma anche per il fato che il problema è piuttosto serio, soprattutto per alcuni paesi. A soffrire in particolar modo è ad esempio la Spagna, che ha messo a segno un preoccupante -3,1% trimestrale (-6,4% su base annua), tradotto si tratta di 800mila persone che nei primi 3 mesi dell’anno sono rimaste senza lavoro. Danni limitati (per modo di dire) in Francia (-0,4%), Italia e Germania (-0,3%).
Insomma pare si sia proprio toccato il fondo, ed è per questo che gli occhi sono tutti puntati sul piano anti-crisi, con il quale gli Stati membri saranno invitati a fare tutto il possibile per salvaguardare i posti a rischio, limitare al massimo i licenziamenti e facilitare il reinserimento nel mercato del lavoro di chi il posto lo ha già perso.
Tra le misure, si invitano i paesi membri a forzare la mano per trovare soluzioni tampone come la riduzione dell’orario e del salario al posto dei licenziamenti davanti a crisi aziendali, oppure l’anticipo di 19 miliardi di euro del Fondo sociale europeo che andranno a finanziare progetti di formazione o reinserimento lavorativo.
www.finanzaoggi.it Disoccupazione e formazione emergenze crescenti nell\'UE
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Scritto Lunedì 15 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
Situazione ancora incerta.
E’ questo l’esito finale del G8 economico appena tenutosi a Lecce sotto la presidenza italiana. Stando al comunicato finale diffuso, infatti, si è appurato che dei segnali di ripresa si possono rintracciare, ma che per parlare di una vera e propria ripresa bisognerà aspettare ancora qualche tempo.
A caratterizzare la riunione dei grandi del mondo è stata soprattutto l’incertezza e le divisioni sulla strategia da seguire per uscire dall’attuale crisi e rimettere l’economia mondiale in moto.
Da una parte infatti ci sono gli USA e la Gran Bretagna che premono ancora per il mantenimento di politiche monetarie e di bilancio espansive, mentre, dall’altro, ci sono alcuni paesi europei che su questi punti si mostrano scettici. Di qui il compromesso raggiunto, ovvero di chiedere al Fmi di condurre uno studio su come le politiche di stimolo economico e finanziario dovrebbero essere abbandonate, individuando parallelamente delle nuove vie di uscita dalla crisi.
È questo quanto si legge nel comunicato finale diffuso al termine del G8 dei ministri delle Finanze. “Abbiamo chiesto all’Fmi di intraprendere il lavoro analitico necessario per assisterci in questo processo“, spiegano i ministri nel documento. Il G8 conferma l’impegno ad attuare le misure di sostegno all’economia precedentemente concordate e continuerà a fornire eventuali stimoli necessari purché non rischino di tradursi in un aumento dell’inflazione o di far deragliare i bilanci pubblici.
www.finanzaoggi.it No al G8
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Tag:crisi economica, Fmi, G8 economico, Gran Bretagna, Lecce, usa
Scritto Giovedì 11 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
Dopo la firma dell’accordo, Sergio Merchionne è diventato ufficialmente il nuovo ad di Chrysler. Il gruppo nato dalla “fusione” tra il colosso americano e la Fiat sarà guidato da un Cda composto da tre amministratori delegati nominati dalla Fiat, quattro nominati dal Dipartimento del Tesoro statunitense, uno uno dal Governo canadese e uno dall’United Auto Workers’ Retiree Medical Benefits Trust. Il Consiglio dovrebbe nominare Presidente Robert Kidder
Entusiasta Merchionne che commentando la nascita del nuovo gruppo ha dichiarato alla stampa:
”Questo è un giorno molto importante, non solo per Chrysler e per i suoi dipendenti, che hanno vissuto quest’ultimo anno in un contesto pieno di incertezze, ma anche per l’intera industria automobilistica. Sono consapevole del fatto che questo è stato un processo difficile per tutti i soggetti coinvolti, ma siamo pronti a dimostrare al consumatore americano che Chrysler puo’ tornare ad essere una società forte e competitiva con una gamma di vetture affidabili che colpiscono l’immaginazione e ispirano fedelta”’.
”Sin dall’inizio, eravamo decisi a fare di quest’alleanza un passo fondamentale per risolvere i problemi che affliggono l’industria dell’auto. D’ora in avanti, lavoreremo alla definizione di un nuovo modello di riferimento per le aziende automobilistiche che vogliano produrre utili”, prosegue. Partendo dalla cultura di innovazione di Chrysler e dalla tecnologia e know-how di Fiat, intendiamo ampliare il portafoglio prodotti di Chrysler sia in Nord America sia negli altri mercati. Le attività della Chrysler rilevate dalla nuova società, ferme durante questo periodo, sono già o saranno presto nuovamente operative, ed è già iniziato il lavoro per sviluppare vetture ecologiche, a basso consumo e di alta qualità, che saranno le caratteristiche distintive dei nuovi prodotti del gruppo Chrysler”.
Un altro punto da non sottovalutare è il fatto che la Crysler potrà trarre insegnamento dall’esperienza del gruppo italiano, soprattutto dal settore della ristrutturazione aziendale, potendo, tra l’altro, usufruire di un più facile accesso alla rete di distribuzione internazionale che Fiat può vantare in maniera particolare in America Latina e in Russia.
In base alle disposizioni del Tribunale di New York il vecchio gruppo noto come Chrysler Llc ha ufficialmente ceduto tutti i propri beni (con l’esclusione di determinati debiti e altre passività) ad una nuova società con la denominazione sociale di Chrysler group Llc.
Chrysler Group ha assegnato ad una controllata di Fiat una quota del 20% della partecipazione nella nuova società, al netto degli effetti diluitivi, sebbene la quota di Fiat aumenterà progressivamente fino ad un totale del 35% subordinatamente al raggiungimento di determinati obiettivi previsti dall’accordo.
www.finanzaoggi.it Intervista a Sergio Merchionne
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Tag:accordo, chrysler, economia, Fiat, fusione, Italia, Sergio Merchionne, settore automobilistico, Tribunale di New York, usa
Scritto Giovedì 30 Aprile 2009 da Lucia Cocozza
Si complicano le cose per Google Books. Dopo lo scorso ottobre, quando si era riusciti a trovare un accordo tra il più noto motore di ricerca e gli scrittori statunitensi presentando un piano di transizione che tra l’altro fissava al 5 maggio il termine entro il quale gli editori potevano far valere i propri diritti, la situazione è nuovamente degenerata.
Un giudice federale ha, infatti, accolto la richiesta di un gruppo di editori americani di prorogare il termine di altri 4 mesi, mentre Google era disposto ad accordare una proroga di soli due. Il giudice ha però dato ragione agli editori i quali, quindi, avranno a disposizione un tempo molto più lungo per far valere i propri diritti.
Nel frattempo il Dipartimento di Giustizia statunitense ha aperto un’indagine per accertare se con l’accordo di transizione si pongono le basi per la creazione di una posizione dominante per l’editoria negli USA.
Accuse di questo tipo erano già state sollevate, sebbene questo non dia garanzia che l’inchiesta si chiuda a sfavore di Google.
Ma nelle trattative non sono coinvolti solo gli scrittori americani, ma anche quelli stranieri, visto che Google ha indicizzato le opere delle biblioteche statunitensi che nei loro cataloghi contengono anche volumi stranieri.
Gli editori italiani dal canto loro si dicono soddisfatti della proroga di 4 mesi concessa, annunciando tra l’altro la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico nei rapporti tra Google, il Book Right Registry e gli editori europei, coordinato proprio da un rappresentante dell’AIE, Piero Attanasio, che ha spiegato: “AIE ha prodotto una serie di studi tecnici e documenti assunti dalla Federazione degli Editori Europei come posizione comune, che rilevano i problemi presenti nel database del Settlement e le possibili soluzioni. Si è creato un buon clima di collaborazione che speriamo porti i suoi frutti”. Un po’ tutti, quindi, restano ancora molto prudenti sul da farsi.
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Tag:antitrust, editoria, europa, Federazione degli editori europei, google, Google Books, libri, usa
Scritto Giovedì 16 Aprile 2009 da Lucia Cocozza
Svolta storica nel trasporto degli USA. Dopo il gran parlare in Europa, l‘alta velocità approda anche negli Stati Uniti. Ad annunciarlo il presidente Obama, preoccupato forse di recuperare il ritardo rispetto a Francia, Spagna, Cina e Giappone.
“Noi abbiamo bisogno di un sistema di trasporti intelligente che risponda ai bisogni del ventunesimo secolo”, ha dichiarato Obama.
Il piano varato dal governo americano prevede 8 miliardi di dollari in due anni per i treni ad alta velocità, oltre al sussidio annuale che il governo passa al servizio di treni passeggeri Amtrack.
Altri 5 miliardi andranno invece al finanziamento degli stati che decidono di investire nell’alta velocità. “Si tratta di un primo passo. Noi sappiamo che questo sarà un progetto a lungo termine”, ha continuato il presidente Usa, sottolineando che in questo modo sarà anche possibile creare migliaia di nuovi posti di lavoro.
Il piano comporterà la creazione di 12 nuove linee delle quali alcune in California, con l’idea di poter collegare San Francisco-San Diego, oltre a una lunga linea sulla costa est, dal New England alla Florida, e ad altre tratte nel nord ovest del Paese.
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Scritto Domenica 5 Aprile 2009 da Lucia Cocozza
I paesi europei hanno rivolto un appello all’Ecofin, l’istituto che regola gli standard europei di contabilità. La richiesta è semplice: adeguarsi a quanto si sta facendo negli Stati Uniti con l’introduzioni di regole più flessibbili che siano capaci di adeguarsi alla situazione di crisi economica che stanno attraversando le banche.
In sostanza i 27 paesi membri dell’UE chiedono che l’Iasb, l’organismo indipendente che stabilisce i criteri contabili europei, “cooperi strettamente con la Fasb (la corrispondente autorità Usa) per raggiungere un equivalente trattamento e applicazione degli standard paralleli nei sistemi Ifrs e Gaap allo scopo di evitare l’emergere dei rischi di distorsione competitiva”.
Tremonti al termine dell’incontro ha poi contestato l’allarme lanciato dall’opposizione sull’evasione fiscale, sottolineando come i dati sbandierati si riferiscono invece al tempo del governo Prodi, mentre oggi sempre secondo il ministro “l’evasione fiscale è oggi da parte dell’opposizione l’evasione dalla realtà e dalla verità per questo-conclude Tremonti- parlare di evasione fiscale in questi termini è irresponsabile perchè incentiva a evadere”.
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Tag:ecofin, evasione fiscale, Fasb, IABS, prodi, tremonti, ue, usa
Scritto Mercoledì 1 Aprile 2009 da Lucia Cocozza
Netto calo delle quotazioni di petrolio negli Usa che, a causa dei timori relativi ad un forte calo della domanda di energia, hanno toccato quota 7,6%.
E’ questo il valore più basso registrato nelgi ultimi mesi.
Il contratto con consegna a maggio sul greggio aveva ceduto a maggio 3,97 dollari chiudendo le contrattazioni a 48,58 dollari al barile, mentre i futures hanno chiuso la scorsa settimana con un bel rialzo.
Gli andamenti e le previsioni per questo inizio di mese non sono invece incoraggianti, bisognerà vedere come il mercato reagirà.
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Tag:futures, petrolio, prezzo al barile, usa