Dagli USA arriva in Italia il giornalista robot

- la cosa che farà gola a molti redattori è che “lui” può lavorare tranquillamente 24/24h. E non si lamenta. Infatti, si tratta di un giornalista robot.

E’ la prima macchina in assoluto che esiste ed opera autonomamente al giorno d’oggi: inventato in un’università americana, il giornalista robot è stato già messo al lavoro.

E’ in grado di partecipare a conferenze stampa, scrivere (naturalmente), fare foto. Al momento, il giornalista robot che è stato studiato è programmato per scrivere solo di sport, ma i primi risultati sembrano soddisfacenti.

L’equipe degli studiosi porterà in il robot per lo stadio finale del testing; attualmente, infatti, non si sa ancora come la macchina possa reagire un interlocutore che non desideri rispondere ad una delle sue domande durante le conferenze stampa.

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USA: ecco perchè è bello vivere da temporaneamente poveri

Roulotte

Roulotte

La negli USA ha costretto alla povertà alcune persone che, nonostante tutto, si sono reinventate così bene in questo nuovo stile di vita da (addirittura) non rimpiangere quello precedente ed economicamente più forte.

Come è capitato anche all’attrice Hillary Swank, dormire in auto e sotto i ponti a Los Angeles è una cosa che è capitata anche a lei. Ed oggi che il fenomeno è conosciuto, ci sono diverse persone che testimoniano in favore della “povertà”.

Esiste ad esempio un uomo, Steve, ex amministratore di una start-up, che ha lasciato il suo bilocale, i suoi mocassini in pelle, le sue camicie e la sua auto per in una roulotte. Cosa dice? Questo: Leggi tutto »

Gli USA accusano la Toyota auto: scarsa policy di sicurezza

Toyota in USA

Toyota in

Gli , che dichiarano di essere venuti in possesso di alcuni che renderebbero Toyota responsabile di aver voluto risparmiare dei soldi a scapito della sicurezza delle stesse auto che adesso sono in fase di richaimo dall’azienda, sostengono che la compagnia nipponica abbia agito in malafede.

A seguito della negligenza Toyota, gli hanno calcolato 29 casi di incidenti sospetti ed 5 morti attestate di americani che hanno perso la vita a causa di problemi ai freni ed all’aceleratore di auto Toyota difettose. Inoltre, gli accusano il brand automobilistico di avere volutamente risparmiato 100milioni di Dollari decidendo di non effettuare i richiami alle auto pericolose nel 2007.

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Serve un finanziamento? Dagli USA arriva una risposta avanguardista

16“See what’s great about America!” – questo è lo slogan che campeggia in una pagina del sito tutto made in www.myfreeimplants.com.

La ragione di tanta euforia è che tutte le donne che hanno sempre desiderato un seno nuovo, ma che non possono sostenere i costi dell’operazione, sono però riuscite a pensare – e mettere in piedi – un sistema di donazioni e beneficenza per farsi finanziare la chirurgia plastica al seno da terzi (per di più, alcuni sconosciuti).

Le donne (di ogni età e provenienza) che puntano ad un seno nuovo, si iscrivono al sito e mettono il loro messaggio con richiesta di donazione pecuniaria. Tale richiesta è rivolta a chi naviga sul portale e che voglia regalare qualche dollaro alle donzelle.

I donatori (sul sito chiamati ) possono scegliere chi aiutare economicamente in base alle foto ed alla descrizione che le donne mettono a disposizione, raccontando anche perché vogliono un seno nuovo a spese altrui; si può scegliere chi si vuole… trovata furba e forse, qualcuna, riuscirà davvero a farsi regalare un seno finto nuovo.

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Cina ecologica: “Trattiamo per una svolta verde”

16Forse non ce lo saremo aspettati, ma con i cambiamenti climatici che si stanno attualmente verificando a , è stata proprio la Cina a chiedere direttamente agli USA di Obama di aumentare i tagli alle emissioni inquinanti. Secondo i cinesi, infatti, solo in questo modo il riuscirà a raggiungere il suo obiettivo, ovvero una “svolta verde”.

In cambio per questo favore richiesto, la Cina offre la sua disponibilità nelle trattative relative all’argomento, che insieme agli USA detiene il 40% del totale dei gas serra, per cui la Cina diventa -per ovvi motivi- importante per tale trattativa.

Ad esempio, Pechino offre di tagliare le emissioni del 50% (non prima del 2050), se i Paesi ricchi taglieranno quelle dei gas serra, entro il 2020, di non meno del 25-40%.

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Mercati azionari: overview dagli USA

37Come spesso accade, i risultati di Wall Street si compensano: prima scendono, poi salgono.

Dopo una certa negatività, i mercati sono in rialzo (grazie al ribasso del tasso sulla crescita del pil) grazie al provvedimento della Federal Riserve; quest’ultima, che mira al ristabilimento economico, si propone di attuare manovre intelligenti per contrastare l’attuale tendenza negativa di mercati e Paesi.

La percentuale di disoccupazione parrebbe attestarsi sotto la soglia del 10% per il 2010, pare anche che il stia riacquistando il suo valore di 1,50, ed il Financial Chronicle suggerisce la mossa di acquistare le nuove risorse d’oro dal Fondo Monetario Internazionale.

[Image via Etf]

USA: prodotti italiani taroccati e prezzi pure

passion1-600x411Non è ormai inconsueto trovare prodotti culinari italiani all’estero, anche se in un’alta percentuale questi si rivelano taroccati. Chi sta in pole position per la copiatura? Con dati alla mano gli , indubbiamente.

Scoprirlo è difficile se non si presta attenzione: i bollini ci sono, la bandierina tricolore impazza, e spesso barattoli e scatole sfoggiano anche la famosa denominazione DOC.
Peccato che poi, se si scruta con attenzione la scatola, si scopre che dove sono stati prodotti sono posti spesso ben lontani dall’Italia.

In testa alla classifica dei prodotti finti (ma spacciati per veri) ci sono i formaggi: mozzarella ed al secondo posto il parmigiano. Recentemente la Coldiretti ha individuato una truffa dell’azienda Sartori Food, che ha proposto un nuovo formaggio (italiano) chiamato Stravecchio, inserito nella linea del parmigiano, e spacciato per prodotto in Italia con ingredienti italiani.

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L’euro è sempre più forte

euro Nuovo primato dell’euro sul dollaro.
Sui massimi livelli negli ultimi 14 mesi la moneta comunitaria è riuscita a toccare quota 1,50 rispetto al biglietto verde, anche grazie al mercato azionario che negli ultimi tempi sembra aver intrapreso una corsa ai guadagni.
Ma a cosa si deve precisamente la forza dell’euro rispetto al dollaro?
La risposta può facilmente essere rintracciata nella maggior propensione al rischio da parte degli investitori che sembra determinare una più accentuata debolezza della moneta statunitense.
Infatti, nel momento in cui cresce la voglia di rendimento, gli operatori tendono a correre maggiori rischi, facendo si che i capitai si spostino dai Titoli di Stato USA ai europei, che hanno rendimenti maggiori.
Ma vendere americani per acquistare europei non significa altro che vendere dollari per euro: ecco perchè negli ultimi tempi il dollaro è sempre più debole.
Ovviamente a questo motivo si deve aggiungere la debolezza dell’economia americana e il fatto che la ripresa economica non sia accompagnata da un rilancio dell’.
Questa situazione fa si che l’appeal del dollaro sia in costante discesa, con la conseguenza che gli investitori siano sempre più propensi verso i europei anziché quelli americani, con la prospettiva che in breve tempo l’euro possa anche toccare quota 1,6.

USA: la Tv via cavo sposa quella generalista

televisione La Comcast, il più grande operatore di via cavo degli USA, riprova a rientrare alla grande nel mondo della televisione generalista, dopo aver tentato di strappare la Abc alla Disney, ora attacca la Nbc, e con ogni probabilità questa volta ce la farà.
L’offerta è di 7 miliardi di dollari per il 51% della rete televisiva: a vendere sarà la General Eletric che possiede l’80% della Nbc. Il restante 20% è invece in mano ai francesi di Vivendi, e proprio il loro atteggiamento sarebbe alla base di perplessità.
Al gruppo Nbc fanno capo anche le reti televisive Cnbc e Telemundo, la web HULU e gli studi cinematografici Universal.
Ancora incerti i termini dell’accordo che dovrebbe essere finalizzato a novembre. L’ipotesi più accreditata è che la Comcast arrivi a possedere il 51% di una nuova compagnia formata dalla Nbc Universal e dai vari network via cavo posseduti attualmente da Comcast, come E! G4 e The Golf Channel.
Il matrimonio non è però visto bene dal mercato.
Il primo ottobre quando è stata resa pubblica l’ipotesi dell’acquisizione, le azioni di Comcast sono precipitate del 7%. Vedremo come andrà a finire.

USA: Mercato auto in ripresa

marchio_ford Si comincia finalmente a vedere anche sul americano qualche timido segnale di ripresa. Ma per le grandi di Detroit l’orizzonte resta carico di nubi, visto che nè Ford nè si azzardano ancora a dire che il pericolo è finalmente scampato.
Certo in settembre le vendite delle Ford hanno riportato soltanto un piccolo -4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, a fronte di un ancora in forte contrazione(-21%).
Un traguardo raggiunto dopo una risalita lenta ma costante cui non è estraneo l’incremento delle vendite di “piccole” come la Focus.
Ma è anche il risultato di una politica commerciale che ha visto la comunicazione Ford puntata non tanto e non più contro le rivali di Detroit ma volta a sfidare direttamente Honda e Toyota.
Unica delle Big 3 ad uscire indenne da un terribile 2009, contando sulle proprie forze, la Ford può inoltre vantare una situazione finanziaria del tutto tranquilla , confortata da una netta riduzione del rosso di bilancio, da 1,4 miliardi di dollari nel primo trimestre a 424 milioni nel secondo.