Unione europea, settimana calda per i mercati. Mercoledì la pagella per gli Stati membri

EuropaSettimana carica di tensioni per l’Unione europea. A metà settimana la Commissione distribuirà le pagelle di valutazione ai vari Paesi membri.
Cresce il timore per la Grecia e la Spagna. Insicuro anche il futuro dell’Eurozona. A preoccupare la situazione della Grecia: per lo Stato ellenico e le previsioni sembrano indicare una possibile bancarotta per la fine di giugno nel caso in cui non vi siano ulteriori aiuti internazionali.

Per quanto riguarda l’Italia, ieri Alessandro Profumo, ospite nel programma “In mezz’ora”, si è detto fiducioso sulle sorti dell’euro: “ogni volta che l’Europa si è trovata in difficoltà – ha affermato il presidente di Monte dei Paschi di Siena – ha fatto dei passi in avanti”.

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Italia: gli stipendi più bassi dell’UE

Barzelletta italiana

Barzelletta italiana

Arriva un altro prima negativo per lo Stivale, questa volta riguarda i salari nazionali, che sono i più bassi tra i Paesi dell’Unione Europea. Un salario medio italiano è di 30,794 Dollari (calcolato nell’ultimo anno), mentre la media del salario dei Paesi occidentali è di 41mila Dollari.

I salari italiani, oltre ad essere i più bassi, sono anche gli unici a rimanere fermi, bloccati. Al contrario, nei Paesi occidentali sopracitati, 10 anni fa il salario era di circa 30mila Dollari, ma è cresciuto adeguandosi ai cambiamenti ed al costo della vita.

La Uil, che rammenta come in Italia 1 giovane su 2 sia precario, sulla situazione nostrana degli stipendi dichiara: Leggi tutto »

Stabilimenti balneari gratis contro la deregulation

Un lido a Jesolo

Un lido a Jesolo

Reazione decisa quella degli stabilimenti balneari dello Stivale che, per combattere la deregulation voluta dall’Unione Europea, hanno deciso di offrire ai bagnanti alcune giornate in lido a titolo gratuito.

Gli esercenti che aderiscono al Sindacato Italiano Balneari/Confcommercio hanno protestato in questo modo secondo la nuova regolamentazione, la quale prevede che tali esercenti non potranno più ottenere dallo Stato il rinnovo della concessione all’uso delle spiagge (di cui se ne poteva usufruire fino ad oggi).

Riccardo Borgo, il presidente del sindacato, sottolinea come l’impresa balneare sia di fondamentale ruolo nelle vacanze degli italiani e che, con le nuove regole volute dall’UE a partire dal 2016, si rischia di “uccidere la tradizione balneare italiana”.

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Famiglie e debiti: una panoramica europea

16I dati e le stime diffusi dai tecnici del settore non sono proprio positivi ma, dalla panoramica, l’Italia sembra essere in una situazione migliore rispetto ad altri Paesi Europei di decisiva importanza.

L’ufficio studi della Cgia ha stilato un resoconto degli indebitamenti complessivi delle famiglie UE nell’ultimo anno; eccole:
Italia: 524,1 miliardi € (importo più contenuto tra i Paesi UE);
Spagna: 896,7 miliardi di €;
Francia: 942,4 miliardi di €;
Germania
: 1.515,2 miliardi di €;
Regno Unito: 1.605,3 miliardi di €.

Filtrando, il debito medio per famiglia europea risulta così suddiviso: Italia, 21.270 €; Francia, 36.150 €, Germania, 37.785 €, Spagna, 55.886 €, Inghilterra, 63.477 €.

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Italia e lavoro: il Paese con le tasse più alte nell’UE

taxesChe bello essere i primi? Dipende. Sicuramente non è bello quando l’Italia è in pole position per essere il Paese UE con la busta paga dei lavoratori più tassata dell’Unione. Ed il carico fiscale colpisce lavoratori dipendenti e professionisti.

L’Eurostat, con dati relativi al 2007, ha calcolato che tra trattenute ai dipendenti ed imposte ai professionisti, la tassazione italiana è al 34,4% (Paesi come l’Irlanda sono al 25,7%).

Nel Bel Paese la pressione fiscale rappresenta il 44% del costo del lavoro, siamo seguiti da Svezia e Belgio, con la differenza che i nostri confederati sostengono con aiuti pubblici chi perde il lavoro. E mentre la Cigl si lamenta che la situazione non è più accettabile (parole di Agostino Megale), sottolinea che a pagare le tasse sono soprattutto i lavoratori dipendenti ed i pensionati, mentre ci sono 3 milioni di persone che evadono.
Certo, troppo difficile capire il basilare concetto che se ognuno paga la sua parte, alla fine si vive meglio… chissà se ci va un disegnino per spiegarlo agli imbroglioni a strisce verdi, bianche e rosse.

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L’UE bacchetta l’Italia

unioneeuropea Figura anche l’Italia tra i 9 paesi verso i quali l‘Unione Europea ha deciso di aprire una procedura di infrazione per deficit eccessivo rispetto al tetto del 3% fissato per il PIL 2009.
Stando ai dati contenuti nell’ultima nota al Dpef, il disavanzo per il nostro paese si aggirerebbe intorno al 5,3%.
Così la prossima settimana la Commissione Europea si riunirà per discutere la situazione di questi 9 paesi, portando così a 20 su 27 il numero dei membri che non rispettano il parametro.
Nel gruppo dei nove, oltre all’Italia, ci sono anche Germania e Portogallo.
Il commissario agli Affari Economici e Monetari, Joaquin Almunia, ha spiegato che la prossima settimana “la Commissione discuterà dei rapporti su altri 9 paesi che nel 2009 hanno il deficit sopra il 3%. La Commissione avvierà formalmente la procedura a metà novembre mentre le decisioni formali spettaranno all’Ecofin di dicembre”.
In situazioni di questo tipo, infatti, la riunione della Commissione può solo concludersi con una raccomandazione da inviare all’Ecofin, il Consiglio dei ministri economici e finanziari (cosa che viene data per scontata) a cui poi spetta di decidere che cosa fare.
Gli 11 paesi verso i quali la procedura è già aperta sono invece Ungheria e Regno Unito (l’anno scorso, già prima della crisi) a cui si sono aggiunti, all’inizio di quest’anno e con riferimento al bilancio 2008, Grecia, Irlanda, Francia, Spagna, Malta, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania. Le date entro cui i governi devono riportare il deficit al di sotto del 3% – secondo le rispettive “raccomandazioni” approvate poi dall’Ecofin, variano dal 2010 al 2013/2014.

Lo scudo fiscale è legge

Berlusconi E’ arrivato l’ok della Camera dei Deputati al decreto legge “correttivo anticrisi”, facendo così diventare legge il decreto che consentirà di riportare capitali in Italia senza incorrere nei reati di falso in bilancio.
Si aspetta quindi solo la promulgazione da parte del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che arriverà probabilmente domani.
Così tra le proteste dell’opposizione e con solo 20 voti di scarto è arrivata l’approvazione di un decreto che ha il suo cuore proprio nel famigerato scudo fiscale che dopo la modifica della settimana scorsa da parte del Senato, amplia la platea dei reati non punibili, garantendo anche l’anonimato a chi ne farà richiesta.
Tra le norme contenute nel decreto, oltre alle nuove disposizioni sulla Corte dei conti e quelle relative alle competenze del ministro dell’Ambiente sull’energia, ci sono quindi le modalità da seguir per aderire al condono fiscale.
Così, pagando un’imposta sostitutiva del 5% sarà possibile rimpatriare i capitali esportati illegalmente fuori dalla Ue. Lo scudo, però, non varrà per i contribuenti che abbiano un procedimento in corso alla data del 15 settembre.
Lo scudo-ter protegge anche i reati di false comunicazioni sociali, assicurando l’estensione delle garanzie anche ad una serie di reati tributari e penali: dalle dichiarazioni fraudolente mediante uso di fatture o altri artifici, a quella infedele, dall’occultamento alla distruzione di documenti contabili alla soppressione di atti veri.
Il 15 settembre scorso si sono aperte le porte per avviare le operazioni per aderire allo sanatoria. Le modifiche apportate dal Senato restringono la finestra a disposizione da 7 a 3 mesi: la nuova scadenza viene fissata al 15 dicembre 2009.
Infine, con le modifiche approvate dal Senato, salta l’obbligo per intermediari di segnalare le operazioni sospette a fini antiriciclaggio.

UE:ecco le previsioni per il 2010

unione_europea Notizie leggermente positive giungono dall’Europa sull’economia italiana, sebbene i dati non siano ancora incoraggianti, visto che le previsioni di crescita nell’Eurozona si attestano ancora a -4%. Tuttavia la situazione sembra essere migliorata, facendo ben sperare per la seconda metà dell’anno.
Tuttavia le incertezze rimangono.
Per quanto concerne l’Italia, si è sottolineato come il Pil italiano segnerà nel 2009 una contrazione del 5% su base annua, ma vedrà una piccola ripresa nella seconda metà dell’anno che daranno “piccoli impulsi positivi alla crescita” nel 2010. È quanto stima la Commissione Europea nelle Previsioni intermedie pubblicate oggi. “Per l’anno nel suo complesso – si legge nel documento – l’attività economica secondo le proiezioni dovrebbe contrarsi del 5%, il peggior calo annuo in numerosi decenni”.
L’economia italiana avrà un “miglioramento progressivo nella seconda parte dell’anno”.
Sono queste le stime del Commissario europeo agli affari monetari, Joaquin Almunia, che con riguardo all’Italia ha sottolineato che la contrazione per il nostro paese sarà pari al 5%, sebbene non si possa sottacere che alcuni segnali di ripresa ci sono come ad esempio la crescita della fiducia da parte dei consumatori.
Previsioni che aprono qualche bagliore di speranza, ma avranno davvero un fondamento e soprattutto un seguito?

UE:stiamo uscendo dalla crisi

trichet Segnali positivi ma prudenti giungono dall’Europa sullo stato della crisi economica globale. A parlare è il numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, il quale ha dichiarato che “probabilmente si è usciti dalla fase di caduta libera vista fra fine 2009 e inizio 2010, ma dobbiamo comunque restare prudenti. Non si esclude, infatti, che la strada da percorrere sia accidentata”.
E’ questo l’esito del Global Economy Meeting di Basilea, dove si sono riuniti governatori delle Banche centrali per discutere della disoccupazione in aumento nelle maggiori economie, e in particolare del suo impatto sulla fiducia e sulle famiglie.
“Molti indicatori economici stanno andando meglio di quanto si pensasse” e “tante stime sono state riviste verso l’alto”, ha spiegato il presidente dell’Istituto di Francoforte.
Ma la guardia non va mai più abbassata. Infatti, anche se la fase peggiore della crisi ormai è alle spalle, Trichet ammonisce comunque i suoi colleghi: “Le autorità finanziarie mondiali devono prestare grande attenzione alle lezioni delle crisi finanziarie precedenti, perché non sarebbero perdonate in caso di nuove crisi”.
Intanto, altre notizie positive arrivano dall’agenzia di rating Moody’s che ha diffuso le sue previsioni. I numeri più delle parole. Secondo quanto si legge nel “Credit Opinion”, quest’anno la crescita italiana sarà del -4,4%, con una crescita dello 0,1% nei prossimi 12 mesi.
Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, parlando al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini a fine agosto, aveva detto: “Nella media del 2009 la caduta del Pil rispetto all’anno precedente risulterà in Italia intorno al 5%”.
Pochi giorni dopo l’Ocse, nel suo “Interim Economic Assessment”, parlava invece del 5,2%, comunque meglio del -5,5% di giugno.

Bce:i tassi rimangono invariati

unioneeuropea La Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse che, pertanto, rimangono fissi al valore dell’1% per quanto concerne quello principale, allo 0,25% per quello relativo ai depositi e all’1,75% per quello marginale.
Il costo del denaro nell’area UE rimane così ai limiti storici, almeno da dieci anni a questa parte, e il motivo si rintraccia nella volontà dei governatori europei di far decollare prima la ripresa economica per poi adeguare i tassi.
Rimane, dunque, stabile all’1% anche il differenziale applicato con il tasso USA, visto che la Federal Reserve ha deciso di azzerare il tasso sul Fed Funds, fissando un range compreso tra 0 e 0,25%.
Parere positivo ha espresso il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, che ha definito appropriati i tassi d’interesse, sottolineando che segnali di crescita ci sono ma che non è ancora giunto il momento di attuare una “exit strategy” dalle misure straordinarie di sostegno al credito intraprese contro la crisi.
L’Istituto di Francoforte ha quindi migliorato le previsioni trimestrali sulla crescita del prodotto interno lordo di Eurolandia. Per il 2009 ci si aspetta ora un tasso negativo al 4,4% (era al 5,1%) nell’ipotesi peggiore, mentre nel 2010 potrebbe crescere fino allo 0,9%, mezzo punto in piu’.
Buoni anche i dati sull’inflazione che a dicembre potrebbe salire allo 0,6%, mentre più positive sembrano essere le previsioni per il 2010 quando potrebbe toccare l’1,6% (contro l’1,4% di giugno). Insomma , sembra scongiurato il pericolo che Eurolandia possa cadere in una spirale deflazionistica.