Italia 2010: freno alla disoccupazione

Meno disoccupazione

Meno disoccupazione

Secondo quanto sostiene il Rapporto Unioncamere 2010, le assunzioni previste quest’anno in Italia sembrano registrare un momento favorevole.

Le imprese italiane hanno registrato un +50.000 posti di lavoro, un numero che suer addirittura le stime del 2009, e quindi in calo di disoccupazione atteso è di fatto m igliorato.

L’ottava Giornata dell’Economia sostiene la stessa situazione di positività, per cui il tasso di entrata al lavoro è attualmente al +7%, mentre lo stesso tasso per l’anno precedente era del +6.8%.

Ap proposito, il presidente di Unioncamere dichiara:

“Le anticipazioni dei dati sull’occupazione confermano che il punto di maggiore flessione è probabilmente superato e che il sistema, pur continuando ad espellere risorse, sta seguendo una traiettoria più moderata rispetto a quella di Paesi a noi più prossimi. Dopo la Germania siamo infatti il paese che, tra i principali Ue, ha visto il minore incremento della disoccupazione. Lieve ma apprezzabile la ripresa delle assunzioni: 50mila unità in più.”

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Turismo: Italia in pool position

BuoneVacanze Siamo ormai in piena estate e quindi fare un’indagine su quali sono le mete preferite dagli italiani quest’anno è più che lecito.
L’ultima, in ordine cronologico, è quella di Unioncamere-Isnart che, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale del Turismo, mostra come il numero dei nostri connazionali che ha decido di godersi le ferie con una meritata vacanza, rimanga stabile rispetto ai dati dello scorso anno.
Tra questi 26 milioni di vacanzieri, molti hanno deciso di fermarsi nel Bel Paese.
Saranno, infatti, ben 18,3 milioni gli italiani che resteranno nei confini nazionali per trascorrere le vacanze, godendosi il mare, le bellezze naturali e le straordinarie città d’arte che l’Italia ha da offrire. Un vero e proprio boom se si pensa al fatto che lo scorso anno erano stati appena 7,7 milioni gli italiani che avevano preferito rimanere in patria.
L’indagine di Unioncamere, condotta con metodologia C.A.T.I, nel mese di maggio su un campione di circa 540 tour operator internazionali, ha dunque dimostrato come l’Italia sia quest’anno la “prima scelta” non solo per i nostri connazionali, ma anche per gli stranieri che hanno ripreso ad affollare il nostro paese. Se quest’anno andrà bene, migliori sono le aspettative per il 2010, quando si verificherà un notevole incremento della domanda di turismo verso l’Italia, proveniente soprattutto dal mercato indiano e statunitense.
Tra le mete preferite il primo posto spetta alle città d’arte, seguite a ruota da altre tipologie di itinerari come il mare, lo sport, il turismo religioso, il filone delle vacanze verdi e degli agriturismi.

Sempre più difficoltà per l’accesso al credito

soldi Mentre continua la “guerra” tra banche ed associazioni per la difesa dei consumatori sulle presunte speculazioni degli istituti bancari a danno dei risparmiatori, un fatto è ormai palese, ovvero che il credito è diventato uno dei problemi principali per le imprese.
Da una recente indagine di Unioncamere infatti emerge che ben il 20,7% ha avuto difficoltà nell’accedere al credito bancario o perché hanno dovuto fronteggiare problemi legati alla limitazione nell’ammontare del credito erogabile, o perché gli spread sono aumentati, o perché si sono visti respingere la richiesta di credito.
Per questo il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ha sottolineato che “lemergenza credito resta alta. Crescono le imprese che bussano alla porta delle banche, ma in un caso su tre incontrano ostacoli a ottenere i finanziamenti“.
A ciò si aggiunge un altro dato preoccupante, ovvero quello che segnale che il 71% delle aziende industriali dichiara problemi di liquidità, per ritardi insostenibili nei tempi di pagamento di clienti e committenti e sul fronte della liquidità “molto stanno facendo i consorzi e le cooperative di garanzia fidi”. “I nostri dati più recenti dicono che il 41% delle piccole imprese e il 46% di quelle medie stanno reagendo alle difficoltà. Proponendo prodotti innovativi, rafforzando il proprio marchio, fidelizzando i clienti. E le aziende che prevedono un aumento degli ordinativi esteri nel secondo semestre del 2009 tornano a essere superiori a quelle che vedono nero”, incalza il presidente di Unioncamere.
In questo scenario i grandi gruppi bancari si sono dimostrati meno disponibili a concedere credito (il saldo tra aziende le cui richieste hanno avuto esito positivo e quelle che hanno avuto esito negativo è pari a –1,8 punti percentuali) rispetto alle piccole banche locali e a quelle di credito cooperativo (l’analogo saldo si attesta al +3,9 punti percentuali).

PA, sempre più cara per le imprese

soldi Ben 12.334 euro, è la spesa media che ogni impresa deve sostenere all’anno per far fronte agli oneri amministrativi. E’ questo quanto rivela un’indagine effettuata in questo mese dal Centro Studi di Unioncamere che sottolinea che, rispetto al 2006, le imprese hanno speso circa 1,7 miliardi di euro in più con un incremento medio per ciascuna impresa del 4,4%. Una crescita, comunque, inferiore a quella dell’inflazione nello stesso periodo.
I costi che le imprese pagano per gli adempimenti amministrativi sono purtroppo ancora molto elevati”, evidenzia il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Indubbiamente è necessario procedere sulla strada della semplificazione amministrativa e della diffusione della telematica, che oggi – ed è un dato che ci conforta – interessa il triplo delle imprese rispetto al 2006”.
Un dato sorprendente emerge, ovvero il fatto che circa il 50% delle imprese formula un giudizio abbastanza positivo sui servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione. Non mancano chiaramente gli insoddisfatti, un buon 32,2% che sottolinea come il meccanismo burocratico sia ancora troppo complesso e costoso.
Secondo la ricerca il costo medio sostenuto dalle imprese dei servizi (circa 12.700 euro) è superiore a quello delle aziende manifatturiere (circa 11.700 euro). Inoltre, l’indagine mostra che il 45,5% dell’ammontare complessivo degli oneri amministrativi pagati dalle imprese si riferisce a costi esterni mentre il restante 54,5% è relativo a costi interni all’impresa.
Anche la dinamica dei costi non lascia spazio a grande ottimismo. Per il 27,8% delle imprese i costi dei principali adempimenti amministrativi sono aumentati rispetto al 2007 (nel 2006, questa percezione interessava il 24,6% delle aziende) mentre per il 63,6% sono rimasti sostanzialmente invariati (la quota analoga era 60,2% nel 2006). Solo per l’8,5% del sistema produttivo si è registrata una diminuzione, in maniera pressoché identica all’ultima indagine.

Reti Amiche si allarga

brunettaContinua il fenomeno delle “Reti Amiche“. Dopo l’affiliazione delle Poste e dei tabbaccai, tocca a Unioncamere a derire al piano di collaborazioni volontarie che consente ai cittadini di usuffruire di una serie di servizi attraverso canali alternativi alla PA.
A renderlo noto il ministro Renato Brunetta che proprio in questi giorni ha siglato un accordo con Unioncamere, il cui obiettivo è quello di consentire ai dipendenti del settore privato di accedere ai servizi on-line della pubblica amministrazione, servendosi dei canali web messi a disposizione dalla proprie aziende.
D’ora in poi, dunque, ottenere certificati, rinnovare il passaporto o effettuare pagamenti all’Inps diventerà più semplice.
I primi 50mila terminali cominceranno a funzionare dal mese di maggio e il loro numero raddippierà entro la fine dell’anno.
Soddisfatto il ministro Brunetta che ha dichiarato “quella di oggi è l’ennesima novità: il protocollo di intesa con l’Unioncamere è il primo passo per far dialogare la Pubblica amministrazione e i 16 milioni di lavoratori pubblici e privati. Tramite Unioncamere – ha poi aggiunto – si faranno una serie di accordi derivati con la Confindustria, la Confapi e le altre associazioni imprenditoriali affinchè in ogni posto di lavoro ci sia un terminale intelligente che permetta ai lavoratori di incontrare la Pubblica Amministrazione senza chiedere permessi e lasciare il proprio posto di lavoro per pagare le tasse, rinnovare il passaporto e così via”.

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