Agriturismi, un estate d’oro!

agriturismo_nuovo Ben 900mila gli arrivi e circa 4,5 milioni le presenze. Questi i numeri che caratterizzeranno gli agriturismi italiani che, per l’estate 2009, prevedono di registrare un vero e proprio boom. I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio dell’agriturismo Agrie Tour, Salone nazionale dell’agriturismo, che si terrà ad Arezzo dal 13 al 15 novembre.
Dunque, dopo il leggero calo dello scorso anno, per gli agriturismi si apre una fase alquanto positiva, grazie anche al notevole sviluppo che l’Italia ha conosciuto in questo settore, soprattutto per quello che concerne il lato dell’offerta.
Mare, montagna e territori dall’enogastronomia sono le principali mete scelte dagli agrituristi.
Tra le mete piu’ gettonate restano quelle piu’ vicine alle citta’ d’arte quindi quelle tradizionali della Toscana, dell’Umbria, delle Marche, del Veneto. In particolare la preferenza degli agrituristi andra’ verso le province toscane legate al mare (quella di Grosseto con la zona dell’Argentario), ma anche Siena (zona Chianti) e Livorno (fascia costiera). Ancora mare con la Puglia, il Salento e il Gargano. Quanto alle citta’ d’arte buona l’affluenza prevista in Umbria nella provincia di Perugia (zona Perugia-Assisi).
Nella top ten delle preferenze, in evidenza anche la Valle d’Aosta, e il Lago di Garda (con prevalenza del versante di Verona e su quello di Brescia), con Sicilia e Lombardia in crescita.
In aumento anche il numero di stranieri che sceglieranno gli agriturismi del Bel Paese, capaci ormai di accontentare proprio tutti!
Non è quindi un caso che il numero degli agriturismi sia cresciuto a dismisura, superando quota 18mila con un incremento del 6.7 per cento (+1.240 rispetto a fine 2006), di cui 14.810 con alloggio (per 179mila posti letto), 8.410 quelli che fanno ristorazione, 2.664 degustazione.

Ecco la top 100 degli agriturismi italiani

agriturismo Toprural (http://it.toprural.com/) il primo portale in Europa per la ricerca di agriturismi, presenta una ricerca che analizza la distribuzione degli agriturismi e di altri alloggi rurali nella nostra Penisola e si conclude con una classifica dei primi 100 Comuni con il maggior numero di strutture.
La ricerca è stata condotta tenendo conto degli oltre 11.000 alloggi disponibili sul portale, e valuta la quantità di alloggi presenti in ogni Regione, il numero ogni 100 km2 e ogni 10.000 abitanti.
Dallo studio emerge che in media in Italia esistono 2 alloggi rurali ogni 100 km2 e 1 ogni 10.000 abitanti. Le Regioni con il maggior numero di strutture ogni 100 km2 sono: Umbria (13,5), Toscana (11,3), Valle D’Aosta (6,8), Marche (6,8) e Trentino Alto Adige (6,5).
Quelle che, invece, vantano il maggior numero di alloggi ogni 10.000 abitanti sono: Valle D’Aosta (17,8), Umbria (12,9), Trentino Alto Adige (8,8), Toscana (7,1) e Marche (4,2).
In questa classifica le Regioni che risultano avere il minor numero di alloggi sia per abitanti sia per km2, sono la Campania e la Calabria.
Entrambe hanno, infatti, 0,7 alloggi ogni 100 km2 e, mentre la Calabria conta 0,5 alloggi ogni 10.000 abitanti, la Campania ne dispone di soli 0,1.
La ricerca ha anche analizzato il numero di alloggi per ogni singolo Comune, arrivando a stillare una classifica dei primi 100 Comuni italiani con il maggior numero di strutture rurali sul proprio territorio.
Il paese con il numero più rilevante di strutture è in Toscana ed è San Gimignano, che conta 104 alloggi, comprese le frazioni.
Segue Assisi con 56 “case per vacanze rurali” che diventano 79, se si tiene conto dei dintorni.
I primi dieci posti riguardano quasi interamente Comuni in Toscana: fanno eccezione solamente Assisi e Gubbio, quest’ultima in settimana posizione.
L’Italia ha grandi potenzialità – ha spiegato Joseba Cortazar, Direttore della Comunicazione di Toprural.comnello sviluppare il numero di agriturismi presenti sul territorio. A dimostrazione di quanto detto basti considerare che in questo Paese esiste 1 solo alloggio rurale ogni 10.000 abitanti, mentre in Spagna, un mercato per molti aspetti simile, ne dispone di 2 e in Francia addirittura se ne contano ben 13”.