Crisi: Monti parla di ripresa, i sindacati non ci credono

sindacatiLa Cisl e Uil non credono alle parole di Monti su una possibile ripresa e su una prossima uscita dal tunnel della crisi economica.
“Non sono mai stato pessimista nella mia vita, e non mi piacciono quelli che dicono che va sempre tutto male, però obiettivamente non vedo segnali per essere ottimisti sulla ripresa della nostra economia”. A dirlo è il leader della Cisl, Raffele Bonanni, in un’intervista ad Avvenire nella quale sottolinea che “sostenere che il taglio delle tasse si farà quando ci saranno le risorse è come dire che non si farà”.
Il leader sindacale, inoltre, avverte che per portare a termine queste operazioni di ripresa serve “una grande opera di trasparenza e un maggiore controllo sociale attraverso il coinvolgimento pieno delle parti sociali”. Il segretario ha poi sottolineato di aver apprezzato le parole del ministro Passera, che ieri ha fatto accenno ad un impegno corale e a una sana concertazione che è un metodo, secondo Bonanni “assolutamente necessario per risolvere i problemi che abbiamo di fronte”.

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Lavoratori Telecom in sciopero

www.finanzaoggi.it Lavoratori Telecom in sciopero sciopero I lavoratori della Telecom non ci stanno.
E’ indetto per oggi uno scipero dei dipendenti di Telecom per protestare contro i tagli occupazionali, previsti dal piano di riorganizzazione aziendale.
Secondo Cgil, Cisl e Uil a rischio ci sarebbero migliaia di posti di lavoro, considerando che, sempre secondo i sindacati, l’azienda si appresterebbe a non rispettare gli accordi conclusi lo scorso 19 settembre dal Ministero del Lavoro, in base ai quali sono state previste 5 mila uscite volontarie fino a dicembre 2010, imponendo quindi alla Telecom di non procedere a trasferimenti coatti.
Secondo indiscrezioni, invece, l’azienda starebbe appuntando un piano di riorganizzazione che lascerebbe a casa una bella fetta dei propri dipendenti.

Occupazione, proteste a Berlino

manifestazioneProtestano anche i lavoratori tedeschi che sono scesi oggi in piazza a Berlino per chiedre al governo una tutela maggiore dell’occupazione.
La manifestazione è stata organizzata dalla Confederazione dei sindacati tedeschi (DGB) ed è riuscita a far scendere per le strade circa 100 mila persone, almeno stando ai dati diffusi dai promotori.
Alla manifestazione ha preso parte anche la UIL di Angeletti, preoccupata della grave situazione occupazionale che anche nel nostro paesi si sta delineando e che non prevede buoni scenari neanche per il 2009 quando i disoccupati dovrebbero salire a 3,72 milioni ovvero circa 2,27 milioni in più rispetto allo scorso anno.

ww.finanzaoggi.it Tafferugli manifestazione Torino

Contratti, firmato un nuovo accordo

PalazzoChigiLa Ggil non ha modificato la sua posizione. Non ha infatti firmato, come invece hanno fatto Cisl, Uil, Ugl, Confidustria e tutte le altre associazioni imprenditoriali l’accordo con il Governo per la riforma del modello contrattuale, da applicare sia la settore privato che a quello pubblico.
Riserva hanno mantenuto anche l’Abi e le altre assicurazioni che, pur condividendo il testo presentato a Palazzo Chigi, hanno deciso di prendere “una pausa di riflessione” e di mediare sul documento nei prossimi giorni.
Le novità principali sono due. Innanzitutto si stabilisce che i contratti avranno una durata triennale, sia normativamente che economicamente, mentre scompare l’inflazione programmata che verrà sostituita dall’indice dei prezzi al consumo(IPCA), armonizzato in ambito europeo per l’Italia.
Il no della Cgil è venuto in seguito ad una domanda, non accolta dal Governo, di apportare al documento alcune modifiche che il sindacato considerava imprescindibili. “Ci è stato presentato un testo integrato dalla parte del pubblico impiego – ha detto il leader della Cgil – conosciuto solo questa sera. Un testo immodificabile, un prendere o lasciare che non abbiamo voluto firmare”. Ma Epifani non si è fermato qui e ha continuato il suo affondo al Governo aggiungendo “Un governo che non riesce a dare risposte sugli ammortizzatori sociali, che non dà sostegno ai consumi, che non ha uno straccio di politica industriale. Un governo che non redistribuisce le risorse fiscali a favore dei pensionati e dei lavoratori a reddito fisso e non capisce che la ‘social card’ poteva essere fatta in una maniera non umiliante, è un governo che ha forzato in direzione di un accordo che sapeva non poteva avere il consenso della Cgil”.
Diversa la posizione del ministro del Walfare, Maurizio Sacconi, per il quale l’accordo “ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo lunga e defatigante negoziazione, ma perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo”.
I maggiori vantaggi delle nuove forme contrattuali deriverebbero quindi dalla possibilità di spostare le contrattazioni dal livello nazionale a quello aziendale e territoriale, dove vi è una maggior possibilità per leparti di condivider obiettivi e risultati.
Sacconi non può non celare il suo disappunto per la mancata adesione di Cgil, colpevole a suo dire di non riuscire a convergere con le altre organizzazioni sindacali.

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