Italiani i più tartassati

Che il peso tributario sia sempre stato tra i più alti in Europa nel nostro paese, ormai è cosa nota.
Il problema esiste da tempo e gli italiani, sempre più tartassati, sentono ancora di più il peso delle imposte a causa della crisi che sta facendo perdere tanti posti di lavoro e restringimento sempre di più i salari.
tasse686558_18462590mini Ebbene sono ora disponibili i dati che permettono, grazie all’evidenza dei numeri, di render sempre più palese la difficoltà della situazione attuale.
E’ stato, infatti, calcolato che su ogni italiano grava un peso tributario annuo, fatto di sole tasse, imposte e tributi, pari a 7.777 euro, mentre in Germania ci si ferma a 7.052.
Stanno peggio di noi solo i nostri cugini d’Oltralpe, per i quali a fronte di una media di 8.053 euro di tasse, dove però c’è una spesa sociale pro capite di 10.494 euro.
A diffondere questi non certo incoraggianti dati è la Cgia di Mestre che, con la sua indagine, ha inteso dimostrare come nel nostro paese esista ancora un saldo negativo tra tasse versate e spesa sociale ricevuta.

Agosto, tempo di scadenze fiscali

tasse686558_18462590mini Vacanze finite e non solo per gli italiani ma anche per il Fisco che, dopo la proroga sul pagamento delle tasse per il mese di agosto, torna puntuale con le sue scadenze.
Si riprende proprio il 31 agosto quando scadrà, per i titolari di contratti di affitto, il termine per il pagamento dell’imposta di registro per i nuovi contratti di locazione o per quelli che sono stati rinnovati con decorrenza dal 1 agosto 2009.
Il modello fiscale da utilizzare per il saldo dell’imposta e’ come sempre l’F23 presso banche, agenzie postali o concessionari.
Nello stesso giorno scade anche il termine per il pagamento del bollo auto per tutti coloro che risultano residenti in regioni che non hanno definito modalità diverse e risultino proprietari di veicoli con una potenza fino a 35 Kw.
Il pagamento del bollo puo’ essere effettuato dai diretti interessati presso gli uffici dell’ACI, alla Posta con un apposito bollettino di conto corrente, presso le agenzie di pratiche auto oppure ancora presso le tabaccherie.
Il 31 agosto e’ anche l’ultimo giorno utile per i contribuenti non titolari di partita Iva e che non hanno partecipazioni in societa’, associazioni e imprese soggette agli studi di settore, che hanno scelto nella dichiarazione dei redditi Unico 2009 il pagamento rateale e hanno effettuato il primo versamento entro il 16 giugno 2009, per procedere al versamento della quarta rata delle imposte e dei contributi dovuti a titolo di saldo 2008 e di 1° acconto 2009, con applicazione degli interessi nella misura del 4% annuo.

Il Fisco va in ferie

tasse686558_18462590mini Il fisco chiude il suo anno lavorativo e va definitivamente in ferie, almeno fino al 19 agosto.
Per il nono anno successivo, infatti, un decreto del Presidente del Consiglio ha sancito una “tregua” almeno per il ferragosto, prorogando fino al 20 agosto i termini in scadenza la primo del mese.
A diffondere la notizia è il Ministero dell’Economia e delle Finanze che, con una scheda illustrativa pubblicata sul proprio sito, ha voluto precisare che la proroga serve a “consentire ai contribuenti di fruire di un più congruo periodo di tempo per l’effettuazione dei versamenti, evitando i disagi in corrispondenza delle vacanze estive”.
Il decreto in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale prevede quindi che la ripresa degli adempimenti fiscali si avrà a partire da giovedì 20, termine entro il quale i pagamenti fiscali e prevvidenziali, potranno avvenire senza incorrere in nessuna mora.
Il provvedimento non interessa, tuttavia, i contribuenti cui si applicano gli studi di settore. Per loro resta ferma la proroga fissata in precedenza e prevista dal DPCM 4/6/2009. A causa, infatti, del ritardo con cui è stato messo a disposizione il nuovo software Gerico, il Fisco ha già concesso loro di effettuare i versamenti relativi alla dichiarazione dei redditi per l’anno 2008 entro il 6 luglio, senza maggiorazione, oppure entro il 5 agosto, con la maggiorazione dello 0,40%.
Tra i pagamenti che slittano ci sono, in particolare, tutti i pagamenti con i modelli F24, compresi quelli previdenziali, secondo le regole fissate dalla convenzione tra agenzia delle Entrate, Inps, Inail ed Enpals.

I contratti si registrano on-line

agenzia delle entrate Nuovo servizio messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
A partire da oggi, infatti, sarà possibile con pochi click registrare i contratti di locazione e versare le relative imposte, senza più code chilometriche agli uffici postali.
Grazie a questo nuovo sevizio web sarà quindi possibile da casa, comodamente seduti davanti al proprio pc, registrare i contratti compilando un semplice form nel quale basterà inserire i dati relativi al conduttore, al locatore, all’immobile e al canone di locazione, non dovendo piu’ utilizzare l’F23 cartaceo.
Per le imposte da pagare, infatti, basterà cliccare su un pulsante dopo aver inserito le coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale poi l’Agenzia delle Entrate addebiterà l’importo.
Sono piu’ di 800mila – riferisce l’Agenzia delle Entrate – i documenti che, nel corso del primo semestre di quest’anno, sono stati inviati telematicamente per la registrazione di contratti di locazione. Inoltre, in questo periodo, e’ emersa una crescita significativa nell’uso del nuovo servizio, tanto da rivelare un incremento del 9,8% nei contratti di affitto, registrati in coincidenza con il lancio della procedura innovativa delle “locazioni web”.
Si tratta, sottolinea l’Agenzia delle Entrate, di “un significativo balzo in avanti che ha convinto l’amministrazione a realizzare un kit completo con le istruzioni per l’uso, non affollato di pagine e di indici, immediato e di facile lettura, il cui obiettivo e’ ridurre sensibilmente il numero dei contribuenti che si recano presso gli uffici in cerca di informazioni o per chiudere definitivamente una procedura, in questo caso legata alla registrazione d’un contratto di locazione”.
Il pieghevole – disponibile on line su www.agenziaentrate.gov.it, all’interno della sezione ‘Documenti, guide fiscali’, e distribuito in forma cartacea presso tutti gli uffici delle Entrate – illustra infatti in maniera semplice e immediata la procedura attivata dall’Agenzia a partire da gennaio 2009 per facilitare ulteriormente i cittadini nelle operazioni di registrazione dei contratti di locazione.

Fisco, tempo di scadenze

fisco Il tempo sta per scadere.
E’ fissato, infatti, al 16 giugno la data per la presentazione delle imposte e dei contributi risultanti dal modello Unico, alle quali vanno ad aggiungersi anche i primi acconti dell’Ici, ovvero circa il 50% del totale.
Termine diverso invece per i soggetti facenti parte del cosiddetto studio di settore, ovvero artigiani, professionisti e imprenditori, che potranno pagare le imposte fino al 6 luglio, senza dover pagare neanche il supplemento pari allo 0,40 in più.
Diverso il caso dell’ici, per la quale la scadenza è fissata per tutti al 16 giugno, che, dal 2008, non è però più dovuta per le abitazioni accatastate A2 e A7 e per le relative pertinenze quali box, garage e cantine.
Tale esonero si estende come detto alle pertinenze, tuttavia i Comuni possono riservarsi la possibilità di limitare l’agevolazione, stabilendo ad esempio che queste devono trovarsi nello stesso stabile o nelle immediate vicinanze.
Esenti dall’ici anche gli immobili dati ai familiari per uso gratuito, a patto però che il Comune li abbia assimilati all’abitazione principale. Stessa regola vale per gli immobili degli anziani che hanno trasferito
la residenza in case di cura. In ogni caso conviene sempre controllare direttamente al Comune o al sito
www.ancicnc.it.
Infine, il coniuge separato o divorziato ha sempre diritto all’esenzione sul la casa familiare, anche se non gli è stata assegnata, ma non de ve possedere un altro immobi le nello stesso comune. Per gli italiani residenti all’estero l’esonero sull’abitazione nel comune spetta solo se espressamente previsto dal co mune.
www.finanzaoggi.it Dichiarazione dei redditi Modello Unico

Beni di lusso:basta sconti agli enti associativi

agenzia_delle_entrateLe dimore fastose, le degustazioni di vino pregiati, le sedute di yoga e il personal trainer, non potranno più essere oggetto di sconti da parte del Fisco per l’ente associativo che, pur non perseguendo scopi di lucro, li garantisce in quanto servizi ai propri soci.
Il Fisco ha, infatti, stabilito che tutte le spese rientranti in queste categorie devono essere considerate ai fine delle imposte sul reddito e dell’Iva, poichè si tratta di corrispettivi diversificati e quantificati in ragione anche della tipologia delle unità abitative e della pluralità dei servizi fruiti.
A chiarirlo la risoluzione 141/E, diffusa oggi, con la quale l’Agenzia delle Entrate risponde al quesito presentato da un’associazione che chiedeva di conoscere il trattamento tributario, ai fini Iva e dell’imposta sui redditi, da riservare alle somme che riceverà dagli associati, in vista dell’acquisto di appartamenti di pregio, facenti parte d’un complesso storico immobiliare, in cui i soci potranno soggiornare.

Entrate fiscali: sempre più basse

tremontiVanno male le entrate erariali che , nel periodo gennaio-marzo 2009, sono risultate inferiori a 4.068 milioni di euro (-4,6%) rispetto a quelle dello stesso periodo del 2008. Il calo è stato, quindi, di 4.058 milioni di euro (-4,6%), stando alle stime comunicate oggi dal dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia.
In questi primi mesi del 2009, l’Iva ha infatti lasciato sul terreno ben 2,4 miliardi di euro, con un calo del 10,6%, con una caduta dell’Iva pari al 33%.
Nello stesso periodo il gettito derivante dai ruoli, nei quali sono inserite le cartelle esattoriali dovute alla lotta all’evasione, è stato di 888 milioni (-12 milioni di euro, pari a -1,3%): 604 milioni di euro (-13 milioni di euro, pari a -2,1%) dalle imposte dirette e 284 milioni di euro (+1 milione di euro, pari a +0,4%) dalle imposte indirette.
La colpa, stando a quanto dice il Ministero, sarebbe “un riflesso del contesto economico”, aggiungendo poi che “la diminuzione delle entrate fiscali è un dato molto preoccupante per il sistema economico italiano. Su questo dato negativo incide certamente la crisi economica, ma la riduzione del gettito Iva, rispetto all’andamento dei consumi, dimostra che bisogna tenere la guardia alta nella lotta all’evasione fiscale”.

Casa sempre più care e affitti in risalita

progetto-casaSono stati resi noti i dati diffusi dal Borsino immobiliare di Confedelizia, relativi alla vendita degli immobili in 104 province italiane, precisamente 47 ciità del Nord, 25 del Centro e 32 del Sud.
I dati confermano una certa stabilità dei prezzi ed un sostanziale ritorno all’affitto, ma stilla anche una classifica delle città più care e di quelle più “low cost“.
Tra i valori massimi di compravendita registrati da Confedelizia, spicca Venezia con una media di 9.500 euro al metro quadro, seguita da Roma con 7.800 euro al metro quadro e da Milano con 7.500 euro al metro quadro.
Venezia si conferma la più costosa anche per le zone semi-centrali con 6.200 euro almetro quadro, seguita da Milano al secndo posto con 5.000 euro al metro quadro e da Roma con 4.600 al metro quadro.
E non c’è due senza tre visto che Venezia si aggiudica il podio della città più cara anche per gli affitti nelle zone periferiche.
Dove invece si compra spendendo meno è a Vibo Valencia con 350 euro al metro quadro inuna zona periferica mentre ce ne vogliono 400 per una zona semicentrale. Al secondo posto delle più “economiche” si piazza Trapani dove bastano 480 euro al metro quadro per compare un appartamento in una zona centrale.
“Nel 2008 avevamo previsto una caduta delle transazione e quindi una discesa dei prezzi delle abitazioni – spiega Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia – e così si è verificato. Nel 2009 invece siamo convinti che ci sarà una stabilità sia del numero delle transazioni che dei prezzi. Questo in parte è dovuto ai disinvestimenti da attività finanziarie, dovuto alla crisi economica, e al dirottamento della relativa liquidita’ negli immobili”.
Confedilizia, poi, sottolinea un ritorno all’affitto. ”Sono state confermate le previsioni di un anno fa circa il significativo aumento nel corso del 2008 del numero dei contratti di locazione -spiega Sforza Fogliani- risultato di diversi fattori, fra cui l’aumento dei tassi dei mutui. Per il 2009, prevediamo un consolidamento di tale ritorno di interesse per l’affitto, soprattutto a causa delle perduranti difficoltà di accesso al credito da parte delle famiglie”. Il presidente di Confedilizia, quindi, annuncia una campagna per favorire l’affitto: “Si chiamera’ ‘Casa Mon Amour’ per richiamare l’attenzione sugli oltre 40 mila immobili invenduti nei centri delle città -afferma Sforza Fogliani- e allora chiedo ai politici perché si continua a costruire, sottraendo zone all’agricoltura, al verde e all’ambiente. Vogliamo rilanciare l’affitto degli immobili già costruiti e allora proponiamo una cedolare secca al 20%, che stabilisca la non cumulabilità con altri redditi”. ”Oggi, invece -spiega Sforza Fogliani – l’attuale tassazione si aggira intorno al 50-60%. Con una tassazione cosi’ alta al proprietario di casa, pagate la tasse, rimane ben poco. E non siamo solo noi a dirlo che gli immobili hanno una scarsa redditività. In questo modo, invece, emergerebbero gli affitti in nero e si eviterebbero tutti quegli immobili sfitti”.

Tassa di possesso, va conservata tre anni

fisco.jpg Nuove normative sul fronte della vecchia tassa di circolazione, che oggi si chiama tassa di possesso. E’ stato, infatti, stabilito che il bollo che attesta l’avvenuto pagamento del tributo dovrà essere conservata per i tre anni successivi a quello del pagamento, anche nel caso in cui il veicolo, sia esso una macchina o una moto, sia stato venduto.
Con questa nuova disposizioe si conformano così i tempi, visto che anche per gli altri pagamenti, quelli relativi alle bollette di gas, luce ed acqua, era sino ad ora quasi d’obbligo conservare le ricevute per un periodo che poteva variare dai 5 ai 10 anni.
Altra puntualizzazione. Se l’operazione è stata effettuata tramite banca, sarà obbligatorio conservare anche gli estratti conto dell’istituto di credito, in modo da poter rendere incontestabile l’avvenuto pagamento.
Cinque anni è il tempo previsto per le ricevute delle contravvenzioni stradali e dell’ICI, per le spese di ristrutturazione di case che hanno dritto alle esenzioni fiscali e per le quietanze delle singole rate dei mutui.
Per quanto concerne le tasse pagate per la nettezza urbana e del canone Rai il termine di “conservazione” sarà di ben dieci anni.
Quindi, cari consumatori, d’ora in poi tenete libero un bel cassetto dove conservare tutte le vostre ricevute.