Manovra sanità: taglio ai guadagni dei farmacisti

Manovra sanitaria

Manovra sanitaria

Farmacisti e farmacie sono anche oggetto dell’ultima manovra finanziaria volta per arginare l’attuale crisi economica.

Nello specifico, il margine di guadagno dei farmacisti e dei grossisti sulla vendita dei prodotti medicinali verrà ridotto dalla manovra, a favore della promozione all’uso di farmaci generici. In numeri, le farmacie scivoleranno dall’attuale guadagno del 6,65% a quello del 3,65% dopo la manovra; similarmente, i grossisti perderanno una percentuale fino a -35% del guadagno.

Pare che tali misure, che a partire dal 31 dicembre prossimo prevedono anche una riduzione del costo dei farmaci generici, permetteranno alle casse statali di risprmiare 550 milioni di Euro, che saranno reinvestiti nel rafforzamento del sistema sanitario nazionale.

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Tremonti tiene duro!

tremonti-3 Non smuove la sua posizione il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per quanto concerne la linea da tenere sui conti pubblici.
Tremonti conferma, infatti, la sua posizione, ovvero quella di mantenere il rigore, anche dopo l’annuncio dato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, di procedere alla riduzione dell’Irap.
Tremonti ha anche disertato l’incontro a Palazzo Chigi, dove era stato convocato il Consiglio dei Ministri, preferendo incontrare privatamente Berlusconi per discutere della questione Irap.
Il dibattito riguarderebbe il taglio dell’Irap annunciato dal Premier, misura che secondo le stime del Governo dovrebbe far risparmiare alle aziende circa 3,5 miliardi di euro, su un gettito Irap pari a 38 miliardi nel 2009.
Ma il ministro dell’Economia tiene duro, anche se c’è chi non ha escluso le sue dimissioni dopo che le voci sulle crescenti insoddisfazioni all’interno della maggioranza, soprattutto da parte della corrente di ex di Alleanza nazionale, per il lavoro del ministro dell’Economia, hanno incominciato a farsi più consistenti.

La BCE taglia i tassi d’interesse

bce01gLa BCE taglia ancora i tassi di interessi che si attestano oggi sull’1,25%. La riduzione è stata di circa un quanrto di punto, sui depositi dallo 0,5% allo 0,25% e dal 2,5% al 2,25% per quello marginale. Il taglio, deciso giovedì, porta il costo del denaro ad un nuovo minimo storico, vero e proprio record da quando la BCE gestisce la politica monetaria.
La decisione delude però il mercato che sperava in un taglio di mezzo punto, con la conseguenza di un rallentamento delle principali borse europee.
La decisione ha sorpreso anche il mercato dei cambi, dove l’euro è schizzato a quota 1,3419 dollari.
“A metà anno i tassi dovrebbero risalire” ha dichiarato il presidente della Bce Jean-Claude Trichet che però non ha escluso che fino ad allora possano ulteriormente scendere, aggiungendo che “l’economia dell’Eurozona si è indebolita ulteriormente nei primi mesi dell’anno e ci aspettiamo che rimanga debole per tutto il 2009 con segnali di miglioramento graduale nel 2010″.
Per il momento la pressione dell’inflazione è in diminuzione e tutti gli indicatori fanno presagire che resterà al di sotto del 2%.
Trichet ha poi aggiunto “Non abbiamo modificato la nostra posizione in materia di deflazione. Non vediamo materializzarsi per ora i rischi di deflazione. Certo molto dipenderà anche dai prezzi del greggio”.
Rinviate a maggio le ulteriori decisioni della BCE in relazione ad altri provvedimenti che si spingano oltre la leva dei tassi.