Italia: gli stipendi più bassi dell’UE

Barzelletta italiana

Barzelletta italiana

Arriva un altro prima negativo per lo Stivale, questa volta riguarda i salari nazionali, che sono i più bassi tra i Paesi dell’Unione Europea. Un salario medio italiano è di 30,794 Dollari (calcolato nell’ultimo anno), mentre la media del salario dei Paesi occidentali è di 41mila Dollari.

I salari italiani, oltre ad essere i più bassi, sono anche gli unici a rimanere fermi, bloccati. Al contrario, nei Paesi occidentali sopracitati, 10 anni fa il salario era di circa 30mila Dollari, ma è cresciuto adeguandosi ai cambiamenti ed al costo della vita.

La Uil, che rammenta come in Italia 1 giovane su 2 sia precario, sulla situazione nostrana degli stipendi dichiara: Leggi tutto »

I super-stipendi degli europalrlamentari italiani

unioneeuropea Nuovo, negativo primato per i politici italiani, che questa volta riescono a “farsi riconoscere” anche all’estero.
Sembra, infatti, che gli europarlamentari italiani siano i più pagati a Strasburgo, riuscendo a guadagnare oltre 20mila euro al mese.
I dati di questi veri e propri stipendi da capogiro sono emersi grazie ad un’indagine promossa da massmediologo Klaus Davi che ha effettuato l’indagine prendendo in considerazione lo stipendio dell’ultimo anno e i dati pubblicati sui siti ufficiali dei parlamenti e governi dei principali Stati membri dell’Ue.
Ecco i numeri e i dati che faranno parlare di scandali, lasciando irritati non poco i cittadini che intanto continuano a leggere su quotidiani e libri d’inchiesta di come, invece, i politici italiani con uno scranno europeo continuino a disertare le sedute e non conoscano le lingue. Ma intanto gli vengano comunque pagati i ristoranti, le auto blu con relativo autista, i cellulari, i cinema, i teatri, le autostrade, i treni e gli aerei, piscine e palestre.
Ad onor del vero, va comunque detto che questa cospicua busta paga viene contesa dai colleghi inglesi che guadagnano un poco di più: 20.760 euro lordi mensili, contro i 20.600 euro percepiti dagli italiani. Ma, calcolando il costo della vita molto più bassa in Italia che nel Regno Unito, il primato ritorna nel BelPaese.
Seguono poi francesi che, grazie alle somme corrisposte per il pagamento degli assistenti, raggiungono una busta paga di 20.416 euro. Un importo, quest’ultimo, addirittura doppio rispetto ai rappresentati tedeschi, quarti in classifica con 10.729 euro. Sopra gli 8.000 euro percepiti mensilmente: irlandesi, olandesi e austriaci (rispettivamente con 8.615, 8.060 e 8.023 euro), seguiti da belgi (6.625 euro), spagnoli (4.945 euro) e finlandesi (4.350 euro). Fanalino di coda dell’Unione sono i membri del governo portoghese e quello lituano con 3.707 euro e 3.139 euro.
Il cahier des doléances non finisce qui. Secondo l’analisi condotta da Davi anche i ministri europei non sono da meno. Restano sul podio conquistando la prima posizione, i francesi con un salario di 20.295 euro lordi al mese. A sorpresa il secondo e il terzo posto sono invece occupati dai membri austriaci del Nationalrat (16.047 euro) e belgi (15.540 euro) che superano inglesi e italiani, vicini ai 14.000 euro (13.970 euro e 13.920 euro).
Non staccati di molto i ministri irlandesi e tedeschi che portano a casa rispettivamente 12.967 euro e 12.860 euro. Sotto quota 10.000euro si piazzano olandesi (9.230 euro), finlandesi (8.230 euro) e spagnoli (6.722 euro). I meno retribuiti i membri del governo portoghese e quello lituano con 4.820 euro e 3.855 euro.
E che gli stipendi degli europarlamentari italiani siano di gran lunga i più alti già se ne aveva avuto sentore lo scorso febbraio, quando il settimanale Espresso pubblicò un’inchiesta a cura di Emiliano Fittipaldi. Il giornalista aveva calcolato voce per voce la busta paga dei politici italiani che sedevano a Strasburgo la scorsa legislazione, scoprendo che ogni mese avevano incassato 11.703,64 euro.
E l’indennità era solo una delle tante entrate. A queste, infatti, si dovevano aggiungere le spese generali che servivano a coprire le uscite effettuate in Italia per l’ufficio, i viaggi, il telefonino, computer, francobolli e altro. Gli spostamenti da e verso Strasburgo e Bruxelles venivano invece rimborsati con un’indennità forfettaria.

Tassa sulla solidarietà, l’idea della Cgil

CGIL%20Funzione%20PubblicaBella l’uscita del Segretario confederale della Cgil, Agostino Mengale, che ha Domenica In ha dichiarato che lo stipendio dei primi 100 top manager italiani sarebbe sufficiente a retribuire ben 10mila persone tra impiegati e operai. Il dato, alquanto impressionante, sarebbe stato elaborato grazie ad una ricerca dell’Ires Cgil, che avrebbe inoltre rilevato un aumento, solo nell’ultimo anno, di ben il 23%, circa 832mila euro in tutto, per le retribuzioni dei manager.
Di qui la proposta di istituire una sorta di tassa di solidarietà per tutti quei lavoratori che hanno un reddito al di sopra dei 150mila euro annui, con lo scopo non solo di sostenere i lavoratori precari e privi di tutele ma anche di finanziare i famosi ammortizzatori sociali. La proposta rappresenta anche un duro affronto alla politica del Governo che, nel panorama europeo, è stato l’unico ad aver destinato appena lo 0,2% del Pil ad interventi fiscali anti-crisi.
Di qui la necessità di un intervento più mirato ed impegnativo a favore dei cittadini disagiati, grazie all’introduzione di una norma che, inoltre, secondo Mengale permetterebbe di intensificare la lotta all’evasione fiscale, ripristinando inoltre la norma sulla tracciabilità della spesa che è stata eliminata dal Governo in carica.
Favorevoli i cittadini che, invitati nel corso della trasmissione ad esprimere il proprio parere sulla proposta, si sono schierati per il 94% a favore del si.