Fondi per i Paesi dell’Est

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I leader dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo per aumentare da 25 a 50 miliardi il fondo di “emergenza” per sostenere i paesi membri in difficolta’ per la crisi. Ai fondi possono accedere i paesi che si trovano fuori dall’Eurozona e che hanno gravi squilibri nella bilancia dei pagamenti. La proposta del nuovo stanziamento era stata presentata dalla Commissione europea. Dei 25 miliardi gia’ disponibili, 6,5 sono gia’ stati destinati all’Ungheria e 3,1 alla Lettonia e sono in corso negoziati per aiutare anche la Romania.A Bruxelles e’ cominciata questa mattina la sessione conclusiva del Consiglio europeo, incentrata sul Partenariato orientale con sei repubbliche ex sovietiche, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e Ucraina. Il nuovo Partenariato sara’ battezzato al vertice straordinario di Praga del 7 maggio, ma intanto c’e’ il nodo dei fondi per sostenere questi Paesi. La Commissione europea ha proposto un incremento di 600 milioni di euro fino al 2013 che, nella bozza di conclusioni, i Ventisette definiscono “rispettoso delle risorse disponibili”. Ma numerosi Stati Membri (tra cui Italia, Francia e Spagna) hanno sollevato obiezioni riaffermando la validita’ della ripartizione degli aiuti di due terzi al Sud e un terzo ad Est stabilita nel 2006. Di qui la richiesta che ogni eventuale incremento di risorse ad Est si rifletta in un incremento a Sud secondo queste proporzioni. L’Ue e’”pronta a sostenere” gli Stati membri piu’ in difficolta’ per la crisi e per questo “riesaminera’ il plafond del meccanismo europeo di sostegno finanziario alle bilance dei pagamenti”: si legge nell’ultima bozza di conclusioni del Consiglio. Il testo non indica pero’ cifre. Il presidente della Commissione europea, Jose’ Manuel Barroso, aveva proposto di raddoppiare i fondi attuali, pari a 25 miliardi di euro, di cui 10 gia’ stanziati per aiutare Ungheria e Lettonia. “La solidarieta’ tra gli Stati membri e’ un valore fondamentale dell’Ue”, si legge ancora nel testo dei Ventisette che invitano la Commissione a prendere le misure necessarie “al fine di essere pronti, valutando caso per caso, ad attivare tutti gli strumenti disponibili e, se ci fosse bisogno, in cooperazione stretta con le istituzioni finanziarie internazionali’. Monito anche alle banche: nella bozza delle conclusioni del Consiglio, si sottolinea che le banche che hanno ricevuto aiuti di Stato non dovrebbero limitare il credito alle loro filiali nell’Est Europa. Il sostegno alle banche madri non dovrebbe risultare in alcuna restrizione sulle attivita’ delle filiali in altri Paesi Ue”. Nella bozza si annuncia inoltre che il Consiglio europeo del 18-19 giugno “approvera’ i principi di base di un nuovo sistema di supervisione per il settore finanziario dell’Ue, sulla base delle proposte della Commissione derivanti dal gruppo de Laroisiere”. I Ventisette ribadiscono che “il ripristino della fiducia e il corretto funzionamento del mercato e’ una precondizione indispensabile per uscire dall’attuale crisi finanziaria ed economica”.

Infrastrutture in Italia

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Come annunciato ieri, il Consiglio Ue ha trovato l’accordo sulla destinazione dei 5 miliardi di euro per lo sviluppo di infrastrutture europee da realizzare in un biennio.

All’Italia vanno finanziamenti per un totale di 660 milioni.

La bozza del comunicato finale, anticipata questa mattina da Reuters, contiene la tabella con il dettaglio delle opere finanziate.

Ecco l’elenco delle infrastrutture che riguardano l’Italia:

* Gasdotti: Nabucco (200 milioni); Itgi-Poseidon (100 milioni); Galsi (Italia-Algeria: 120 milioni);

* Interconnettori elettrici: Sicilia-continente (nuovo cavo sottomarino da 380 kV AC fra Sorgente e Rizziconi: 110 milioni); Italia-Malta (20 milioni);

* Cattura e stoccaggio anidride carbonica: Porto Tolle (110 milioni).

Pericolo

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Il presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick ha messo in guardia oggi dalle conseguenze dell’atteso forte declino della crescita economica nel mondo quest’anno.

“Penso che il 2009 sarà un anno molto pericoloso”, ha detto Zoellick nel corso di una conferenza a Bruxelles, citando le previsioni della Banca Mondiale di un picco di mortalità infantile associato alla crisi economica, e di una decrescita del commercio mondiale.

Zoellick ha proposto che il G20, che riunisce le maggiori economie del Pianeta e quelle emergenti, e i cui leader si devono incontrare a Londra ad aprile, avvii un processo di revisione per capire se saranno necessarie ulteriori misure di stimolo per far ripartire la ripresa.

Le scelte della Toyota

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Toyota Motor dimezza le assunzioni nel 2009: il colosso automobilistico progetta di assumere 1.400 neo laureati nel nuovo anno fiscale che avra’ inizio dal primo aprile contro le 2.733 unita’ stimate nell’anno corrente.
Un’operazione dettata dalla necessita’ di rispondere al calo della domanda di auto innescato dalla crisi economica.
Un portavoce della compagnia ha spiegato che si tratterebbe del numero minimo di nuovi assunti dal 1996.
Toyota stima una perdita operativa d’esercizio di 450 miliardi di yen, pari a 4,69 miliardi di dollari, che secondo gli analisti dovrebbe salire a 482 miliardi l’anno prossimo.

Restituite i bonus!

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L’AD del colosso AIG, accusato dal presidente Usa di una distribuzione “oltraggiosa” di bonus dopo i 173 miliardi di dollari di aiuti ricevuti dallo Stato, risponde di aver chiesto ai dipendenti destinatari di ‘premi’ da oltre 100.000 dollari la restituzione di almeno metà dell’importo.

Secondo il numero uno del colosso assicurativo alcuni avrebbero già accettato – e anzi si sarebbero offerti di restituire al governo americano l’intera somma ricevuta.

Edward Liddy ha anche sottolineato che la Fed era a conoscenza del piano di ‘premi’.

Stasera, in un intervento dinnanzi al Congresso, il presidente americano Barack Obama è tornato a scagliarsi contro i maxi bonus ai vertici della società.

Obama ha definito quei bonus “uso improprio dei fondi dei contribuenti” e ancora una volta ha sottolineato la necessità di nuove norme che prevengano il sistema da situazioni analoghe.

Trichet: l’economia in Europa è solida

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La ripresa economica potrebbe arrivare l’anno prossimo ma la Banca Centrale Europea è pronta, se necessario, ad adottare misure aggiuntive per dare slancio all’economia. Il tasso zero però non è una panacea contro tutti i mali ma, al contrario, si porta dietro molti svantaggi.

Lo ha detto oggi il presidente della Bce Jean-Claude Trichet nel corso di due interviste rilasciate a radio Europe 1 e alla fondazione Robert Schuman.

“Il 2009 sarà molto, molto difficile”, ha detto Trichet. “Allo stesso tempo, c’è un consenso piuttosto generale tra tutte le istituzioni pubbliche e private che il 2010 potrebbe essere l’anno di una moderata ripresa della crescita”, ha aggiunto.

“Continuiamo a prevedere una persistente debolezza nell’attività economica della zona euro nei prossimi trimestri”, ha detto il presidente, ma “l’economia è estremamente solida”.

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Gli abbonati di Mediaset Premium

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Mediaset vede a metà marzo 3,225 milioni di abbonati a Mediaset Premium, la pay-Tv del gruppo per la quale conferma l’obiettivo di breakeven nel 2010.

E’ quanto è emerso nel corso della presentazione dei risultati 2008 agli analisti.

Il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi ha sottolineato anche che l’Arpu nel 2008 è salito a 80 da 60 euro (100 euro l’obiettivo indicato per il 2010) e parlato di ritmi di crescita dell’attività pay superiori alle stesse attese del gruppo.

Il manager ha preannunciato anche un ampliamento dell’offerta film e ha detto che arriverà su Premium il moto mondiale in versione integrale e, in esclusiva, la Europe League (Uefa).

Il presidente Fedele Confalonieri ha ricordato che Mediaset “ha investito ad oggi oltre 1,7 miliardi di euro nel digitale terrestre”, che accanto alla Tv generalista resta al centro delle strategie del gruppo.

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Gli alloggi popolari

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Il Governo pensa ad un piano di dismissione delle case popolari “per aumentare la ricchezza delle famiglie”, ma preceduto innanzitutto da maggiori controlli sugli affitti per evitare “morosita’ e abusivismi”.
E’ quanto ha riferito all’Agi il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Mario Mantovani, aggiungendo che queste sono alcune delle proposte allo studio del governo. Ma, ha precisato, “non e’ detto che entrino nel decreto legge” che il governo varera’ venerdi’ prossimo. “Quella di trasformare l’affitto in mutuo e’ un modo per aumentare la ricchezza delle famiglie – ha spiegato Mantovani – dopo un’analisi di quanto e’ stato versato. Allo stesso tempo stiamo pensando di affettuare maggiori controlli sull’assegnazione a termine delle case popolari per evitare forme di morosita’ e abusivismi. In questo senso, si potrebbe adattare la normativa in vigore per le locazioni private, 4 anni per 4 o 6 per 6. In ogni caso dopo un certo nuimero di anni ci devono essere delle verifiche per evitare distorsioni”. Circa il piano che prevede la costruzione di 20mila alloggi entro il 2011, “dopo l’esame del Cipe, verra’ reso operativo con un dpcm”.

Vertice Napolitano Berlusconi

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C’e’ la necessita’ di un’azione incisiva e coesa da parte dell’Unione europea per far fronte alla crisi e per garantire l’ordinato ed equilibrato operare dei mercati finanziari a sostegno dell’economia. E’ quanto emerso, secondo quanto riferito da una nota del Quirinale, dall’incontro tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, il ministro degli Affari esteri Franco Frattini, il ministro dell’Economia e delle finanze Giulio Tremonti, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, il ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi e il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i principali temi del prossimo Consiglio europeo di Bruxelles e in particolare la crisi economica e la preparazione del G20 in programma a Londra il prossimo 2 aprile.

Gli utili della Unicredit

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UniCredit centra in pieno l’obiettivo fissato per il 2008 archiviando l’anno con un utile netto consolidato di 4,012 miliardi.

L’istituto aveva fissato per il 2008 un obiettivo di utile netto intorno ai 4 miliardi di euro, mentre il consensus degli analisti convergeva su 3,775 miliardi.

Il margine di intermediazione è sceso a 26,866 miliardi contro i 29,5 miliardi del 2007 a causa della dinamica del risultato netto di intermediazione, copertura e fair value negativo per 1,98 miliardi, dice una nota.

Il risultato di gestione ha raggiunto quota 10,174 miliardi contro i 13,3 miliardi del 2007.

Il rapporto costi/ricavi (cost/income) è salito al 62% contro il 55% del 2007 a causa dell’impatto della crisi sul risultato di negoziazione.

Nel periodo sono state effettuate rettifiche su crediti e accantonamenti per garanzie e impegni pari a 3,7 miliardi, contro i 2,5 del 2007 a causa del difficile contesto creditizio.

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