Obama all’attacco del sistema finanziario
Già da tempo Barack Obama aveva annunciato la necessità di porre dei freni al sistema economico americano, dotandolo di una serie di norme che ne limitassero sia l’eccessiva libertà che gli spazi enormi per la creazione di nuovi e pericolosi strumenti di investimento che, come noto, sono stati alla base, della crisi.
E’ stata così annunciata una riforma globale del sistema normativo, al punto di parlare di ‘una trasformazione di dimensioni che non si vedevano dai tempi della Grande Depressione’.
Obama quindi parte all’attacco, fissando come termini fondamentali della sua riforma l’attribuzione di superpoteri di controllo per la Federal Reserve sui mercati, una nuova autorità anti-crac per le grandi aziende, un’agenzia per la tutela finanziaria dei consumatori in particolare nei loro rapporti con le banche, che li vede spesso (anche negli Usa) vittime di abusi.
Stesso discorso per gli strumenti finanziari, visto che la bolla che ha dato vita al crollo delle economie è in larga parte frutto delle trovate del sistema, e in questo caso Obama punta a una stretta su derivati finanziari e prestiti complessi.
Obama dice apertamente di essere alla ricerca di una via di mezzo tra i vantaggi e gli eccessi del capitalismo e spera che il progetto elaborato in queste settimane possa essere approvato, anche se le potentissime lobby finanziarie avranno già fatto le loro mosse per spingere la Camera a creare parecchie tensioni.
Del resto proprio dal Congresso arrivano da tempo accuse contro il presidente, visto come un pericolo perché punta a voler istituire un numero troppo alto di restrizioni che – dicono – potrebbero essere un danno alla competitività dei gruppi finanziari statunitensi sui mercati finanziari.

