Made in Italy: un’etichetta sacra per l’economia nostrana

Made in Italy

Made in Italy

Giancarlo Galan, ministro delle Politiche agricole, preme sul fatto che si renda obbligatoria l’etichetta Made in Italy che accompagna l’origine della materia prima.

Pare che, oltre ad essere una priorità di Coldiretti, questa lo sia anche per il premier Silvio Berlusconi, il quale pare aver affermato di voler al più presto istituire l’obbligatorietà di quest’indicazione, tramite una legge, al fine di tutelare la qualità e l’eccellenza dei prodotti nostrani, soprattutto pane, pasta e carne.

L’accordo italiano, però, deve trovare riscontro positivo con Bruxelles; la Coldiretti, tuttavia, procede convinta nel volere salvaguardare la fiorente economia gastronomica del Paese, sopratutto dopo il recente caso delle mozzarelle blu.

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Michele Ferrero: il cioccolato rende ricchi

Michele Ferrero

Michele Ferrero

E’ lui il più ricco d’Italia di quest’anno: Michele Ferreo, patron dell’industria cioccolatiera e dolciaria più famosa d’Italia.

Tra la vendita di una Nutella e di un Kinder, mister Ferrero ha racimolato ben 17 miliardi di Dollari solo nello scorso anno.

Sembra una macro-cifra? E pensare che nella lisat dei ricconi mondiali, per trovare Ferrero bisogna scendere fino al 28esimo posto.

Il cioccolataio di origini piemontesi batte addirittura Silvio Berlusconi che, in 74esima posizione, non solo guadagna “miseri” 9 miliardi di Dollari all’anno, ma è anche stato escluso dalla “lista VIP” delle 50 persone più facoltose al mondo (Ferrero, però, è incluso, crf.).

(foto © Lastampa)

Finanziaria:ok di Palazzo Chigi

Berlusconi E’ giunto l’ok da parte del Consiglio dei Ministri alla Finanziaria 2009, in seguito all’incontro tenutosi i giorni scorsi tra Governo e parti sociali, nel corso del quale era stato dato il via libera alla relazione previsionale programmatica e alla nota di aggiornamento del Dpef.
La manovra è stata definita “leggera”, e di fatto è proprio così visto che si compone di appena tre articoli e di circa una trentina di tabelle, per un valore totale di 3,4 miliardi, distribuiti nel trienni 2010-1012.
“Non viene modificato quanto previsto per gli anni 2010 e 2011, abbiamo solo aggiunto il 2012″ ha spiegato il presidente del Consiglio Berlusconi , sottolineando il “cambiamento epocale del sistema di presentazione della Finanziaria, perché negli anni precedenti c’era sempre un assalto alla diligenza e uno scontro tra ministri e partiti. Abbiamo evitato l’assalto delle lobbies e soprattutto quello che accadeva negli anni che vanno dal 1980 al 1992 e cioè la moltiplicazione per 8 del debito pubblico, cosa che stiamo ancora pagando”.
Per qunto concerne la “destinazione” questi 3,4 miliardi saranno destinati al rinnovo dei contratti del pubblico impiego, precisamente con questa suddivisione: 693 milioni nel 2010, 1.087 nel 2011 e 1.680 nel 2012. Si tratta di 1,8 miliardi per il settore statale e 1,6 miliardi per il settore non statale, almeno fino a quando non si giungerà ad un accordo duraturo sui contratti.
Altro punto importante quello delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni che verranno estese fino al 2012, senza dimenticare il buco di circa 3 miliardi che pende sulle pensioni agricole.
Pochi e alquanto scarni quindi i punti affrontati e le soluzioni proposte che non fanno di certo ben sperare.

Ecco la classifica dei paperoni mondiali

BillGates_Davos2004La crisi si abbatteanche nel mondo dei super-ricchi, riducendone nettamente le “schere”. Al vertice si piazza ancora una volta il miliardario dell’informatica Bill Gates, nominato uomo più ricco del mondo dall’annuale classifica di Forbes, con i suoi 40 miliardi di dollari. Al secondo posto si piazza Warren Buffet, anch’egli americano, con 37 miliardi, seguito dal magnate messicano delle telecomunicazioni, Carlos Slim con 35.
Ma anche i ricchi piangono. Pare, infatti, sempre stando al magazine, che in appena un anno Gates abbia visto ridursi sensibilmente il suo patrimonio che è passato da 58 miliardi del 2008 ai 40 di quest’anno, mentre Buffet e Carlos, sarebbero scesi rispettivamente da 60 a 37 e da 62 a 35. In un solo anno, quindi, solo questi tre miliardari avrebbero complessivamente perso in un anno una ricchezza pari a 68 miliardi di dollari.
Ma a ridursi è stato anche il numero dei miliardari passato da 1.126 ad appena 793, a causa soprattutto della grave crisi che si è abbattuta sui miliardari russi e asiatici. Infatti secondo Forbes, New York è tornata a rimpiazzare Mosca come la città in cui vivono il maggior numero di super ricchi (55), mentre Mosca, che un anno fa aveva 87 supermiliardari, oggi ne conta 32.
A New York però l’unico che non ha accusato perdite nell’ultimo anno è stato il sindaco Michael Bloomberg, il cui patrimonio sarebbe cresciuto da 11,5 a 16 miliardi, facendogli conquistare il titolo di uomo più ricco di New York e il 17esimo posto nella classifica mondiale.
Per quanto concerne l’Italia il più ricco è Michele Ferrero, piazzatosi al quarantesimo posto con un patrimonio valutato attorno ai 9,5 miliardi di dollari. Seguono al settantesimo posto, il premier Silvio Berlusconi e famiglia con 6,5 miliardi di dollari e Leonardo del Vecchio, patron di Luxottica, al settantunesimo posto con 6,3 miliardi. Per trovare altri italiani bisogna scendere alle posizioni più basse della lista dei ricchi del pianeta. Primo tra questi «ultimi» è lo stilista Giorgio Armani al duecentoventiquattresimo mo posto con 2,8 miliardi di dollari di patrimonio.

Nucleare, accordo tra Francia e Italia

nucleare
Accordo raggiunto tra Francia e Italia sul nucleare. Sarà, infatti, siglata a Roma un’intesa tra il premier Berlusconi e il presidente Sarkozy che interesserà tutti gli aspetti del nucleare, dalla sicurezza, alla cooperazione tecnologica, allo smantellamento degli impianti., alla cooperazione con i paesi terzi.
Il ministro dello Sviluppo Economico, Scajola, ha dichiarato che “si compie un significativo passo avanti verso la nuova strategia energetica del Paese, che prevede maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, con la diversificazione delle fonti e delle aree geografiche, e maggiore tutela dell’ambiente”.
Un accordo che, sempre secondo il ministro è stato reso possibile anche dalla nuova strategia enegetica adottata dal paese e dalla forte crescita che nel settore nucleare ha fatto registrare l’Enel.

Nazionalizzare le banche:questa l’idea di Berlusconi

berlusconi4Nazionalizzare le banche, E’ questa la proposta lanciata sul tavolo da Silvio Berlusconi nel corso di un incontro con il premier britannico, Gordon Brown, per fronteggiare la grave crisi economica che ha investito i mercati finanziari. Questa la soluzione che il premier italiano impotizza, precisando però che questa opzione non troverebbe applicazione nel nostro paese, visto che in Italia “il sistema bancario è solido”.
“Sino ad ora non ci e’ arrivata alcuna richiesta” di ricapitalizzazione utilizzando gli strumenti messi in campo dal governo. ”Cio’ – ha aggiunto Berlusconi – ci deve tranquillizzare sullo stato delle banche italiane”. Subito dopo il premier ha ulteriormente precisato che ”la nazionalizzazione non riguarda le banche italiane ma e’ una delle proposte sul tavolo del G8”.
Anche a livello internazionale il Presidente del Consiglio ha tuttavia voluto precisare che l’opzione della nazionalizzazione è solo un ipotesi, attraverso la quale si potrebbe, tuttavia, impegnare le banche a fornire credito alle imprese. Il Governo ha già stanziato dei fondi nel caso in cui le banche decidano di avviare una ricapitalizzazione, sebbene per il momento “non e’ arrivata nessuna richiesta” anche se “si pensa che possano arrivare”.
Berlusconi non ha però potuto nascondere le sue preoccupazioni su un altro aspetto, ovvero “sul fatto che le banche debbano continuare a fare le banche e a dare fondi e investimenti necessari alle imprese ci sono diversie grida di allarme in tutto il Paese”. Lo stesso allarme – ha segnalato Berlusconi – e’ “anche dal punto di vista della remunerazione dei capitali prestati”.
Berlusconi ha quindi sottolineato la necessità di collaborare con l’Abi per dare supporto alle imprese e alla finanza bancaria. Infine è giunta una netta condanna al protezionismo, negando che questo fenomeno stia prendendo piede in USA e in Francia: “ci sono azioni che sanno un po’ di protezionistico, ma non sono ancora misure protezionistiche, che possono far male”.

Aiuti statali non solo per le auto

LAVATRICEDopo gli aiuti concessi dal Governo al settore dell’auto, il pacchetto potrebbe allargarsi anche a quello degli elettrodomestici. Lo ha dichiarato ieri il Premier Silvio Berlusconi, per il quale, tuttavia, bisogna dare priorità al comparto automobilistico. Della stessa opinione anche il ministro per lo Sviluppo Eonomico, Claudio Scajola, il quale ha dichiarato “rispetteremo l’impegno preso nell’incontro con le parti sociali quando fu annunciato un provvedimento entro 10 giorni”.
Ma quali sono le misure che il ministro intenderà mettere in atto?
Innanzitutto si partirà con una nuova rottamazione, per sostituire le auto Euro, Euro 1 e Euro 2, immatricolate diino al 1999, con vetture Euro 4 e Euro 5, alla quale si aggiungeranno una serie di agevolazioni per gli scooter.
“Un provvedimento forte – annuncia Scajola – da sottoporre venerdì al Consiglio dei ministri e che riguarderà anche altri settori sulla base del rispetto dell’ambiente e della sicurezza”.
Per quanto concerne i costi di queste operazioni, che dovrebbe aggirarsi tra 1 e 1,5 miliardi, il Governo mantiene il riserbo anche se annuncia che una parte sarà certamente coperta con un esborso netto dello Stato, mentre un’altra verrà dal maggior gettito fiscale.
Ma, come visto, il Governo è deciso ad impegnarsi anche in altri settori, probabilmente con un secondo provvedimento, attraverso il credito al consumo. Per tale motivo il Premier ha calorosamente invitato gli italiani a non cambiare il proprio stile di vita e che il Governo è pronto a nuovi impegni. “Stiamo preparando altri provvedimenti per sostenere settori strategici, come quello delle auto, degli elettrodomestici, della componentistica e altri ancora, e per sostenere anche il credito ai consumatori. Si tratterà di cifre non da poco, il totale sarà di circa 80 miliardi di euro, anche utilizzando i fondi europei e regionali”.
Nel frattempo il ministro Tremonti guarda già ai fondi UE, puntando soprattutto ad una riprogrammazione degli stessi.
Per quanto concerne il credito al consumo si sta ipotizzando di mettere in campo un meccanismo di detrazioni fiscali sugli interessi delle rate, riguardanti però le rate relative all’acquisto di beni durevoli estesi all’arredamento e agli elettrodomestici.

Berlusconi:”Ci vuole ottimismo”

silvio-berlusconiIl premier, Silvio Berlusconi, continua a seminare attimismo tra gli italiani, nonostante i dati poco incoraggianti provenienti tanto dalla Banca d’Italia, quanto da Bruxelles.
Berlusconi ha infatti dichiarato “La crisi non è così drammatica come tutti vogliono pensare e il -2% del Pil previsto significa che torneremo indietro di due anni e due anni fa non stavamo così male”.
Parole che sembrano contrastare molto con i dati che preannunciano un 2009 alquanto difficile e che non riescono di certo ad incoraggiare gli italiani che vedono le loro tasche farsi sempre più vuote.
Il premier si è anche soffermato sul capitolo pensioni, sottolineando come il sistema non cambierà “perchè non è che ogni due anni un governo può cambiarlo”. Tuttavia è stato confermato che con grande probabilità ci sarà un’adeguamento dell’età pensionabile per le donne, visto che “l’UE ritiene che le donne in Italia siano discriminate perchè vanno in pensione 5 anni prima degli uomini”.
Insomma una posizione alquanto ambigua quella di Berlusconi che va nettamente a cozzare con le previsioni che in questi giorni si sono susseguite e che smentiscono inesorabilmente qualsiasi prospettiva di ripresa, almeno per ora.