Treni nuovo sciopero in arrivo

treni_merciIndetto per sabato 14 marzo lo scipero nazionale dei ferrovieri. I treni, infatti, si fermeranno dalle 21 di sabato fino alla stessa ora di domenica 15 marzo. L’astensione dal lavoro è stata proclamata dall’assemblea nazionale dei ferrovieri e sostenuta da tutte le sigle sindacali per protesta contro l’ingiusto licenziamento del macchinista Dante De Angelis, dopo il caso dell’Eurostar spezzato.
I delegati nazionali dei ferrovieri con riguardo a questo caso hanno infatti dichiarato che “il nuovo spezzamento del treno Etr 500 Frecciarossa avvenuto il 24 gennaio scorso nei pressi di Anagni (Frosinone), ha dimostrato quanto sia stato pretestuoso il licenziamento di De Angelis. Questo nuovo incidente, avvenuto fortunatamente senza danni alle persone, ha ridicolizzato chi aveva chiesto addirittura come condizione per la riassunzione la ritrattazione pubblica, una vera e propria abiura di stampo medioevale. Di fronte a questa grave ingiustizia, che consideriamo un atto di vero e proprio “fascismo aziendale“, siamo costretti a scioperare ancora. Rivolgiamo un messaggio anche a chi vuole imbavagliarci e legarci le mani con la cancellazione del diritto di sciopero. Non potremo mai tollerare che a fronte di atti brutali che calpestano diritti, sicurezza e dignità delle persone, si debba rispondere con proteste o scioperi virtuali: solo davanti a licenziamenti virtuali faremo scioperi virtuali”.
Disagi previsti quindi per queste 24 ore di sciopero, sebbene le Ferrovie dello Stato facciano sapere che non ci saranno delle ripercussioni sulla circolazione dei treni a media e a lunga percorrenza, così come grantito sarà anche il collegamento tra la stazione di Roma Termini e l’aereoporto di Fiumicino.
Per quanto concerne il trasporto locale non potranno essere garantite le fasce a maggior mobilità locale, così le Fs invitano i passeggeri ad informarsi presso le stazioni, i punti d’informazione o sul sito www.ferroviedellostato.it.

Casa sempre più care e affitti in risalita

progetto-casaSono stati resi noti i dati diffusi dal Borsino immobiliare di Confedelizia, relativi alla vendita degli immobili in 104 province italiane, precisamente 47 ciità del Nord, 25 del Centro e 32 del Sud.
I dati confermano una certa stabilità dei prezzi ed un sostanziale ritorno all’affitto, ma stilla anche una classifica delle città più care e di quelle più “low cost“.
Tra i valori massimi di compravendita registrati da Confedelizia, spicca Venezia con una media di 9.500 euro al metro quadro, seguita da Roma con 7.800 euro al metro quadro e da Milano con 7.500 euro al metro quadro.
Venezia si conferma la più costosa anche per le zone semi-centrali con 6.200 euro almetro quadro, seguita da Milano al secndo posto con 5.000 euro al metro quadro e da Roma con 4.600 al metro quadro.
E non c’è due senza tre visto che Venezia si aggiudica il podio della città più cara anche per gli affitti nelle zone periferiche.
Dove invece si compra spendendo meno è a Vibo Valencia con 350 euro al metro quadro inuna zona periferica mentre ce ne vogliono 400 per una zona semicentrale. Al secondo posto delle più “economiche” si piazza Trapani dove bastano 480 euro al metro quadro per compare un appartamento in una zona centrale.
“Nel 2008 avevamo previsto una caduta delle transazione e quindi una discesa dei prezzi delle abitazioni – spiega Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia – e così si è verificato. Nel 2009 invece siamo convinti che ci sarà una stabilità sia del numero delle transazioni che dei prezzi. Questo in parte è dovuto ai disinvestimenti da attività finanziarie, dovuto alla crisi economica, e al dirottamento della relativa liquidita’ negli immobili”.
Confedilizia, poi, sottolinea un ritorno all’affitto. ”Sono state confermate le previsioni di un anno fa circa il significativo aumento nel corso del 2008 del numero dei contratti di locazione -spiega Sforza Fogliani- risultato di diversi fattori, fra cui l’aumento dei tassi dei mutui. Per il 2009, prevediamo un consolidamento di tale ritorno di interesse per l’affitto, soprattutto a causa delle perduranti difficoltà di accesso al credito da parte delle famiglie”. Il presidente di Confedilizia, quindi, annuncia una campagna per favorire l’affitto: “Si chiamera’ ‘Casa Mon Amour’ per richiamare l’attenzione sugli oltre 40 mila immobili invenduti nei centri delle città -afferma Sforza Fogliani- e allora chiedo ai politici perché si continua a costruire, sottraendo zone all’agricoltura, al verde e all’ambiente. Vogliamo rilanciare l’affitto degli immobili già costruiti e allora proponiamo una cedolare secca al 20%, che stabilisca la non cumulabilità con altri redditi”. ”Oggi, invece -spiega Sforza Fogliani – l’attuale tassazione si aggira intorno al 50-60%. Con una tassazione cosi’ alta al proprietario di casa, pagate la tasse, rimane ben poco. E non siamo solo noi a dirlo che gli immobili hanno una scarsa redditività. In questo modo, invece, emergerebbero gli affitti in nero e si eviterebbero tutti quegli immobili sfitti”.

Nucleare, accordo tra Francia e Italia

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Accordo raggiunto tra Francia e Italia sul nucleare. Sarà, infatti, siglata a Roma un’intesa tra il premier Berlusconi e il presidente Sarkozy che interesserà tutti gli aspetti del nucleare, dalla sicurezza, alla cooperazione tecnologica, allo smantellamento degli impianti., alla cooperazione con i paesi terzi.
Il ministro dello Sviluppo Economico, Scajola, ha dichiarato che “si compie un significativo passo avanti verso la nuova strategia energetica del Paese, che prevede maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, con la diversificazione delle fonti e delle aree geografiche, e maggiore tutela dell’ambiente”.
Un accordo che, sempre secondo il ministro è stato reso possibile anche dalla nuova strategia enegetica adottata dal paese e dalla forte crescita che nel settore nucleare ha fatto registrare l’Enel.

Affitti sempre più cari

assicurazione%20casaLa crisi economica si fa sentire anche sul mercato immobiliare, con un calo delle vendite ed una netto aumento della crescita degli affitti e delle domande di offerta di locazioni.
E’ questo il quadro tracciato da uno studio del Sunia e dalla Cgil sulle offerte delle abitazioni in affitto nelle grandi città.
Il dato più importante è rappresentato dalla crescita esponenziale dei canoni d’affitto che, a fronte di un’offerta in crescita non accennano a diminuire., segnando addirittura, per il periodo 1999-2008 un aumento del 130%. Il canone medio per chi si trova già in affitto è quindi di 740 euro, ma per chi si appresta a prendere ora una casa in locazione il canone lievita a circa 1.100 euro al mese.
I pressi più alti si registrano a Roma e Milano, dove si va da un massimo di 2.300 euro ai 1.400 euro per un appartamento in centro, mentre per quelli situati in periferia il prezzo si attesta intorno ai 1.100 euro.
A diminuire, invece, sono le compravendite residenziali, che hanno registrato una riduzione del 13%, mentre le domande di affitto sono cresciute di circa il 4% a causa delle crescenti difficoltà di accesso al credito.

Multe: sempre più numerose e salate

vigileMulte, multe e ancora multe. E ai vertici di una certa non onorevole classifica torna una città che già si era distinta per l’eccessivo “zelo” dei propri vigili, Caserta che riconquista il primato superando Roma e Firenze.
Non cambiano, quindi, le prime in classifica, ma a mutare sono, invece, gli importi delle multe che, stando ai dati, hanno visto i vigili staccare verbali per 1,64 miliardi di euro, con un aumento del 13,3% rispetto all’anno prima.
Tutto questo senza contare le multe commissionate da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza che farebbero salire l’importo di altri 300 milioni all’anno, sfondando così abbondantemente il tetto dei due miliardi.
Certo, una cosa sono gli importi, un’altra è la riscossione. Già perchè a quanto sembra, soprattutto al Sud, le riscossioni di competenza, ovvero quelle relative all’anno in cui la multa è stata commissionata, sono appena del 51,9%, portando la colonna delle entrate accertate nel 2007 a 11 milioni, mentre la cassa si è fermata sotto al milione e mezzo.
Ai vertici della classifica spiccano come visto Roma con +46,5% e Firenze con + 12%, mentre a Milano a fare la differenza e a gonfiare ulteriormente le entrate è soprattutto l’Ecopass che ha contribuito nel 2008 a far raggiungere alla città i tre milioni di multe, sebbene le cifre ufficiali si avranno solo ad aprile.