Scritto Domenica 21 Novembre 2010 da Carola

Soldi
Quasi due terzi della popolazione sono preoccupati per le loro finanze, ma la maggior parte non riescono a prendere misure per migliorare la loro situazione, un’indagine rivela oggi. Circa il 43 per cento ha detto che preoccupati per i soldi ‘più spesso che no’, mentre il 17 per cento preoccupato tutto il tempo.
Solo tre per cento degli intervistati hanno detto che non si preoccupò mai di soldi, secondo il sondaggio YouGov per l’Istituto di Pianificazione Finanziaria (IFP) e risparmio nazionale e gli investimenti (NS & I).
Questo dato è stato un calo significativo del 12 per cento che ha detto questo quando la stessa ricerca è stata effettuata nel 2009.
Quasi la metà delle persone ricoverate hanno trovato difficoltà a fare i loro ultimi soldi fino a quando non sono stati pagati prossimo, con le donne più probabile che la lotta degli uomini. Ma, pur essendo preoccupati per i soldi, solo il 14 per cento aveva preso tempo per identificare le proprie priorità e il piano finanziario nei loro confronti.
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Tag:EU, risparmio, soldi
Scritto Lunedì 30 Agosto 2010 da Carola

Libri
Nuovo anno scolastico, nuovi libri, nuove spese alle stelle e sempre la stessa domanda: è possibile
risparmiare sui libri di testo?
Grazie alla nonscuranza del Ministero dell’Istruzione, per questo nuovo anno 2010-11, nessun tetto massimo è stato indicato dall’ente, per cui si alimenteranno confusione e qualche fregatura. Il suggerimento è quello di acquistare libri usati.
Inalternativa, quando i professori richiedono proprio “l’ultima versione, quella aggiornata, di quest’anno”, i genitori dei bambini delle scuole elementari, medie ed i ragazzi del liceo possono mettersi d’accordo per comprare qualche copia del libro, dividendo la spesa, e poi fotocopiarlo per tutti: rispettando, a turno, i limiti massimi per le fotocopie, ognuno potrà avere il suo libro.
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Tag:Libri di testo, mission impossible, risparmio
Scritto Giovedì 18 Febbraio 2010 da Carola

Pagliaccio triste
L’
ADICO (Associazione difesa dei consumatori, crf.), a seguito di una ricerca su un campione di 400 persone del Veneto, ha reso noto che c’è una tendenza forte e dilagante di difficoltà per le famiglie a sostenere le
spese mediche.
Anche se afflitti da problemi, gli italiani spesso rinunciano alle cure mediche specialistiche perché hanno la necessità di risparmiare per far quadrare il bilancio familiare. Il 14% delle famiglie con un basso reddito, si riscontrano grandi rinunce per le visite dentistiche ed oculistiche.
Purtroppo, questo pare non essere il solo taglio indotto dalla crisi. Il 33% dei casi, rinuncia ai divertimenti (tra cui la pizzata in compagnia), ma anche svago (vacanze), accessori e abbigliamento.
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Tag:crisi economica, cure mediche, italiani, risparmio
Scritto Domenica 31 Gennaio 2010 da Carola
Una delle opzioni usate dalle famiglie per mettere da parte dei soldi per i loro bambini piccoli è quella di scegliere un libretto di risparmio che permetta di accumulare un credito negli anni.
Banca Sella, a questo proposito, ha creato due proposte:
1 – Libretto di Risparmio Tuo Baby 0@10. Per bambini dagli 0-10 anni di età. Il bambino sarà l’intestatario (con un interesse lordo annuo dello 0,7%) mentre I genitori saranno coloro ad operare sul libretto. Zero spese di apertura, chiusura, gestione e perfino (udite, udite) bollo.
2 – Libretto di Risparmio Tuo Junior 11@17. Per ragazzi dagli 11-17 anni di età. Con questo libretto, però, si pagherà il bollo (14,62€) ed 1,80€ per operazioni che non siano versamento o prelievoTasso di interesse annuo lordo: 0,75%.
[Image via Greenpandatreehouse]
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Tag:Banca Sella, Libretti, Libretto di Risparmio Tuo Baby 0@10, Libretto di Risparmio Tuo Junior 11@17, minori, risparmio
Scritto Sabato 3 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
Finalmente buone notizie per le famiglie italiane ancora alle prese con il caro-vita.
Sembra infatti che nel prossimo trimestre le bollette subiranno un ribasso, visto che dal 1° ottobre scorso è stata decisa una riduzione dell’1,2%, consentendo così un risparmio di circa 12 euro rispetto al trimestre precedente.
Si risparmierà, quindi, sulla bolletta del gas, mentre quella elettrica resterà invariata.
A deciderlo è stata l’Autorità per l’energia e per il gas che ha reso noto che nel dettaglio il prezzo del gas scenderà di circa 67,48 centesimi di euro per metro cubo, mentre il risparmio annuo per ogni famiglia si aggirerà sui 945 euro.
Da gennaio la riduzione del prezzo del gas è stata del 22,4%, mentre le bollette dell’elettricità sono scese dell’8%.
Capitolo a parte per l’esborso annuale delle famiglie per l’elettricità che resta confermato a 449 euro, dal momento che i prezzi di riferimento dell’energia viene confermato nel quarto trimestre per le famiglie un prezzo di 16,63 centesimi di euro per kilowattora.
In aumento, invece, dopo le forti diminuzioni dei mesi scorsi, le condizioni economiche di fornitura del Gpl (gas di petrolio liquefatto), che aumentano dell’8,7%, con un valore medio finale del Gpl pari a 247,33 centesimi di euro per metro cubo.
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Tag:bollette, caro-vita, crisi economica, elettricità, famiglie, gas, gpl, Italia, risparmio
Scritto Giovedì 3 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Nonostante la crisi e il fantomatico problema di arrivare alla quarta settimana, gli italiani si confermano come i maggiori risparmiatori d’Europa.
Così mentre nel resto del Vecchio Continente sale in maniera vertiginosa l’indebitamento delle famiglie, in Italia si fa più attenzione al portafogli, riuscendo di conseguenza ad evitare un eccessivo carico di prestito sugli istituti di credito.
A “etichettare” gli italiani come le formichine d’Europa è un’indagine recentemente condotta dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre.
I numeri piu’ delle parole: ogni famiglia italiana ha un debito medio pari a 21.270 euro contro i 36.150 euro della Francia, i 37.785 euro della Germania, i 55.886 euro della Spagna e i 63.447 euro del Regno Unito.
“Ma il distacco rispetto ai principali competitors europei – spiega Giuseppe Bortolussi, segretario dell’Associazione Artigiani – risulta ancor piu’ interessante e, ovviamente ancor piu’ confortante, quando viene posto l’accento sull’indebitamento di tutte le famiglie in rapporto al Pil”.
Si scopre, cosi’, che i 524 miliardi di euro di debiti dei nuclei familiari italiani incidono sul Prodotto interno lordo per il 34,2%. Un valore ben lontano da quello rilevato in Francia dove gli oltre 942 miliardi di euro fanno arrivare questo rapporto quasi al 50%.
Mentre i risultati piu’ eclatanti giungono da Germania, Spagna e, soprattutto dal Regno Unito, dove l’indebitamento delle famiglie, pari a 1.605 miliardi di euro, incide per piu’ del 100% del Pil.
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Tag:banche, credito, crisi economica, europa, famiglie, francia, germania, Italia, PIL, Prestiti, risparmio
Scritto Mercoledì 2 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Addio alle vecchie lampadine.
E’ questo quanto è stato deciso dall’Europa che, dal primo settembre, ha messo al bando le vecchie lampadine da 100 Watt e le smerigliate, le quali dovranno essere definitivamente sostituite da dispositivi più efficienti, meno spreconi ma anche più cari, visto che il loro costo è in media di 5 euro.
Questa sostituzione farà risparmiare in media 46 miliardi di euro in costi di elettricità e eliminerà 239 milioni di tonnellate di anidride carbonica, pari alla produzione di 228 centrali elettriche o a 685 milioni di barili di petrolio in un anno.
Rimandata al 2010 la seconda fase, quella che farà cessare le forniture ai negozi di lampade inefficienti
75W, mentre da settembre 2011 tocchera’ a quelle da 60W. E, infine, un anno dopo, sara’ la volta di tutte le altre (da 40, 25 e 15 Watt). Dal settembre 2012, dunque, spariranno completamente le lampadine energivore – ossia collocate nelle classi D, E e F – per lasciare spazio solo a quelle in classe A, B e C.
Alcune eccezioni ci saranno, come le lampadine da frigo, da freezer o da forno, quelle usate in neonatologia e quelle per le incubatrici negli allevamenti. Inoltre, a partire dal 2016 saranno bandite anche le lampadine di classe C.
Con cosa sostituiremo le vecchie lampadine?
Attualmente esistono in commercio lampade a risparmio energetico ed alogene, in grado di produrre lo stesso grado di luminosita’ con minore assorbimento di potenza, quindi con minore consumo di energia.
La lampadina a incandescenza con tecnologia alogena (nel bulbo c’e’ anche iodio e kripton) e’ considerata una variante di quella a incandescenza tradizionale consente un’autoalimentazione per un periodo di vita di 2.000 ore e un rendimento luminoso del 50-100% superiore rispetto a quella tradizionale.
Mentre la lampada fluorescente, formata da uno o piu’ tubi di vetro contenenti vapori di mercurio, non sviluppa subito la massima intensita’ luminosa – che arriva dopo una decina di secondi – ma consente un maggiore risparmio energetico. Ad esempio, una lampadina ad incandescenza da 75 watt delle classi di efficienza F o G puo’ essere sostituita senza perdite di efficienza luminosa con una lampadina a risparmio energetico da 17 watt.
Conti alla mano, utilizzando le nuove lampade a basso consumo una famiglia potra’ spendere tra i 50 e i 160 euro in meno all’anno sulla bolletta della luce. Su scala europea si tratta di 5-10 miliardi di euro l’anno, creando cosi’ spazi per nuovi investimenti nel settore energetico
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Tag:anidride carbonica, elettricità, inquinamento, lampade alogene, lampadine, risparmio, UNIONE EUROPEA
Scritto Mercoledì 1 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
Puntuale come ogni anno arriva la stagione dei saldi.
Ad aprirla ieri è Campobasso che sarà seguita a ruota da Napoli, Milano, Bari, Bologna, Palermo, Roma e Torino, dove gli sconti inizieranno domani.
L’Ufficio Studi Confcommercio ha stimato che ogni famiglia spenderà in media circa 240 euro, per un totale di 3,6 miliardi di euro.
Interessante- dicono alla Confcommercio -, anche per capire come reagiranno il mercato e i consumatori, sarà il “test” di Trento dove, grazie ad una recente legge Provinciale, per la prima volta i saldi estivi partono con le nuove regole di liberalizzazione con periodi stabiliti dagli stessi commercianti.
Un appuntamento importante quello dei saldi, soprattutto per i commercianti, per i quali la stagione degli sconti persa per il 12% sul fatturato totale annuo del settore abbligliamento.
“Le vendite estive – spiega Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federmoditalia – non stanno andando bene sia per una generalizzata crisi dei consumi che interessa tutti i settori e, in maniera particolarmente pesante, il comparto abbigliamento, accessori e calzature, sia per fattori legati a condizioni climatiche poco favorevoli”.
Secondo Borghi un parziale recupero potrà avvenire proprio grazie ai saldi estivi, “che rappresentano, indubbiamente, un’importante occasione per le famiglie per poter acquistare articoli con sconti che in media saranno superiori al 30%. C’è comunque una aspettativa ottimistica derivante dai dati Isae che confermano come la fiducia delle famiglie sia in ripresa”.
Ma c’è anche chi non riesce ad essere ottimista sullo scenario saldi. Ad esempio l’Adoc si esprime così per bocca del suo presidente, Carlo Pileri: “Le previsioni per i prossimi saldi sono fosche. Stimiamo che poco meno del 50% dei consumatori non effettuerà acquisti a saldo. Sarebbe opportuno estendere la durata dei saldi a tutto l’anno. Crediamo sia una misura opportuna e utile, che gioverebbe sia ai consumatori che ai commercianti stessi”.
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Tag:Adoc, Confcommercio, ribassi, risparmio, saldi estivi, sconti
Scritto Martedì 30 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
La crisi si fa sentire. E non solo su famiglie e lavoratori, ma anche sui più giovani che, dopo un anno molto difficile dal punto di vista economico, hanno deciso di optare per una vacanza a basso costo. E’ quanto emerge da un’indagine recentemente condotta da Swg Confesercenti, dalla quale si evince anzi che la crisi pesa molto di più sui giovani che sugli adulti.
Quindi se si deve stringere la cinghia, cioè significa che quest’anno le vacanze, per almeno 1 giovane su 4, saranno più brevi e più economiche.
A conti fatti l’indagine Swg-Confesercenti dice che la percentuale di giovani dai 18 ai 24 anni in vacanza nell’estate del 2009 è superiore alla media (circa l’83%, ovvero quattro punti superiore alla media generale), ma è anche più alta la quota di giovani (un 25% contro una media complessiva del 21% ) che ammette di dover spendere meno a causa della crisi.
Di conseguenza la spesa media messa in campo è di 596 euro a persona, inferiore di ben 350 euro rispetto alla media totale (946 euro). Complessivamente i più giovani spenderanno 2,1 miliardi di euro.
Socializzare, divertirsi, risparmiare: ecco perché il 23% si fa affascinare dalle città d’arte (contro un generale 17,7%), il 20% punta quest’estate sulle grandi metropoli (media generale: solo 7,7%). Meno entusiasmo suscitano montagna (9,1% contro il 16,3%) e campagna (2,8% contro l’8,7%).
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Tag:confesercenti, crisi economica, estate, low-cost, risparmio, vacanze
Scritto Lunedì 15 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
La crisi mette a rischio le vacanze degli italiani.
Eppure per chi non voglia rinunciare al meritato riposo, un modo per risparmiare, concedendosi la spiaggia e il mare esiste.
Il “segreto” sta nella scelta del periodo in cui andare in vacanza.
Stando ai dati diffusi da un’indagine dell’Adoc, emerge che alcune località abbiano prezzi differenti, molto pesanti nei mesi “caldi” di luglio ed agosto, molto più convenieti in quelli di giugno e di settembre.
Ad esempio una località come la splendida Capo Rizzuto passa dai 900 euro mensili per un appartamento di 40-70 mq ai 1.700 euro di agosto, più del doppio.
In Sardegna un posto fantastico come Santa Teresa di Gallura riesce comunque a essere tra le destinazioni meno care per gli affitti (1.200 euro) ma già a luglio schizza a 2.200 euro (quasi il doppio), ad agosto esce perfino dalla classifica dei luoghi più avvicinabili, per poi tornare di colpo a prezzi mensili sopportabili in settembre.
Quindi prima scelta, giugno o settembre, anche se giugno ha il vantaggio di godere di giornate molto più lunghe rispetto a settembre. Inoltre con un po’ di accorgimenti, Internet e un po’ di fortuna, si trovano appartamenti a prezzi ben diversi.
Ad esempio, in una località come La Maddalena, in Sardegna, si trovano affitti adeguati per una famigliola a 1.200 euro al mese (quindi 300 a settimana) in quartieri che non sono magari nel centro del paese o a picco sul mare, che comunque è raggiungibile in pochissimi minuti e offre decine di spiagge libere, senza l’incubo dei prezzi di ombrellone e sdraio.
per godersi le meritate vacanze senza dissanguarsi basta quindi avere solo pochi accorgimenti e un pizzico di fortuna.
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Tag:italiani, mare, risparmio, sardegna, spiagge, vacanze