OSCE: per il 2010 ripresa lenta

OSCE E’ stato pubblicato in questi giorni l’Economic Outlook, ovvero il dossier con il quale l‘OSCE ha cercato di fare il punto della situazione economica mondiale. Il primo dato che emerge è che i paesi europei sono riusciti ad evitare il peggio della crisi globale, aprendo la strada ad una ripresa che tuttavia si preannuncia molto lenta.
Per questo il capo economista dell’OSCE, Jorgen Elmeskov, mette i paesi in guardia, sottolineando come questo non è di certo il momento più opportuno per rilassarsi.
Inoltre l’OSCE ha rivisto al rialzo le previsioni di ripresa dei singoli paesi, prevedendo che nel 2010 il Pil registrerà un aumento dello 0,7% per paese, mentre il Pil mondiale salirà del 2,3%.
Più critica la situazione per l’Italia. Nel rapporto si legge, infatti, che il nostro paese sta attraversando un periodo di recessione molto forte, con la conseguenza che, anche nel 2010, la ripresa sarà molto lenta, mentre per l’anno in corso è prevista una riduzione del Pil di ben il 5,5%.
Sembra che il peggior scenario sia stato evitato – si legge nelle conclusioni del rapporto – e le economie Ocse stanno per toccare il fondo. Ma la ripresa sarà debole e fragile per qualche tempo e le conseguenze economiche e sociali della crisi saranno di lunga durata“.
Tuttavia, nel rapporto si legge anche che le conseguenze peggiori sono state evitate e che, pertanto, sarebbe potuto andare peggio se i governi non avessero fatto un grande sforzo di politica economica.
per quanto concerne gli scenari futuri l’OSCE sottolinea che la ripresa sarà stentata e soprattutto che si potrà uscire dalla crisi solo se verranno implementate le misure di stimolo all’economia, le norme di controllo e di regolarizzazione del settore ed una più attenta supervisione sui mercati internazionali.
A questo proposito l’Ocse invita chi non l’ha ancora fatto, a «rendere pubblici» gli stress test delle banche e a favorire la ricapitalizzazione degli istituti finanziari. L’Outlook prefigura anche una exit strategy dalla crisi. «Quando la ripresa sarà sufficientemente forte – si legge – il debito pubblico e il deficit dovranno essere ridotti». Il consolidamento andrà fatto in modo coordinato tra i diversi paesi.

Trichet: “Siamo in ripresa”

europaLa crisi economica sembra stia facendo un passo indietro.
Da un pò di tempo, da più parti si sentono rieccheggiare queste parole che fanno bene sperare che, a breve, il periodo nero che ha investito il mondo abbia un termine.
Ebbe, sembra che anche il numero uno d’Europa, il presidente della BCE, Jean-Claude Trichet, si sia deciso di unirsi al coro.
Nel corso del gruppo di lavoro dei Trenta, tenutosi in questi giorni a Roma, Trichet, infatti, intervenendo nella giornata conclusiva ha affermato ”Segnali positivi si avranno solo nel 2010”.”La stabilita’ dei prezzi -ha precisato Trichet- e’ un elemento cruciale” per riportare la fiducia necessaria alla ripresa economica. Parole, insomma, che fanno ben sperare per un’imminete ed indolore uscita dalla crisi economica mondiale.

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Economia, l’ora della ripresa?

IMG_4468_-_Milano_-_La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall%27Orto_-_20_jan_2007Arrivano segnali positivi dalla Relazione Unificata presentata dal Ministero del Tesoro, presentata dal ministro Tremonti. Le posizioni del ministro sono state avvallate in queste ore anche dalla Cgia di Mestre che ha dispensato segnali incoraggianti, sottolineando come la ricchezza delle famiglie italiane sia aumentata di circa il 38%.
Nel rapporto si legge che “L’attuale crisi rappresenta un’opportunità di cambiamento e di sviluppo, un’opportunità che deve essere colta”, e che “l’economia italiana è risultata essere meno esposta ai rischi specifici della crisi, anche se ha subito pesantemente il suo impatto diretto”.
Tale impatto ha portato i tecnici a rivedere a ribasso le previsioni di crescita del pil per il 2009, mentre per il 2010 e per il 2011 si attende una crescita media di circa lo 0,7%.
Questo dato finirà con l’inflienzare anche gli altri indicatori ; il deficit/pil è atteso al 4,6% sia quest’anno che il prossimo (3,7 e 3,3% le precedenti previsioni), mentre il debito/pil 2009 è stato rivisto al rialzo dal 110,5 al 114,3%. La flessione del pil comporterà anche un incremento della pressione fiscale al 43,5 per cento e una contrazione degli occupati del 2,6%, evenienza cui si è fatto fronte aumentando gli ammortizzatori sociali a 9 miliardi.
Buone notizie anche per le famiglie che vedranno aumentare il proprio portafogli di circa 3mila miliardi, con un incremento della ricchezza media per famiglia pari a di 121.140,8 euro, un dato che negli ultimi 10 anni è aumentato del 38,7%, più dell’inflazione (22,1%).

Credit Suisse:segnali di ripresa

dataBuona ripresa di Credit Suisse, la seconda banca elvetica, che nel primo trimestre di quest’anno ha fatto registrare un risultato netto di circa 2 miliardi di franchi, ovvero circa 1,4 miliardi di euro. Una bella ripresa, quindi, se si pensa che nello stesso periodo dello scorso anno il gruppo perdeva circa 2,1 miliardi.
Il gruppo elvetico, quindi, colpito come Ubs dalla forte crisi finanziaria, si sta avviando sulla strada della ripresa, a dispetto delle previsioni degli analisti che ritenevano che la ripresa sarebbe stata pari appena a 980 milioni di franchi.
“Questi risultati dimostrano anche che le misure che abbiamo preso l’anno scorso sono efficaci”, ha affermato il direttore generale Brady Dougan in un comunicato, aggiungendo di essere “ottimista sulle prospettive” del gruppo.
Nel corso di questo trimestre Credit Suisse ha comunque svalutato asset per 938 milioni di franchi, detenendo però ancora 10 miliardi di franchi di asset “problematici”, che la banca definisce “posizioni di rischio”.
Bisognerà vedere in che modo il gruppo intenderà ripulire questi asset e uscire definitivamente da un periodo buio.