Banca d’Italia: italiani, copiamo la Germania

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Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, sotiene che l’Italia dovrebbe prendere esempio dalla Germania per avviare la sua ripresa economica.

Come mai? Secondo Draghi, l’Italia deve puntare a crescere investendo sulla competitività e sulla produtività, come cercano di fare i colleghi UE teutonici. Soprattutto nello Stivale, dove il divario tra nod e sud è ancora pesante, è necessario assumersi alcuni rischi e la vorare sodo.

Draghi conclude con questa previsione:

“Il mio è un giudizio di cautissimo ottimismo, con la consapevolezza dell’esistenza di rischi. La ripresa c’é: è una ripresa trainata dalla domanda mondiale e che comincia ad essere sostenuta dalla crescita dei consumi e degli investimenti in Germania, ma è una crescita che nel resto di Eurolandia non è sostenuta ed equilibrata”

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UE: crisi in ripresa, lavoro no

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Lo dice Eurostat: anche se l’Eurozona accenna a segni di ripresa dalla crisi economica, purtroppo l’occupazione non dà invece altrettanti segni di ripresa. Si tratterebbe infatti solo di una leggera crescita economica, a cui non tutti i Paesi UE sono allineati, e quindi la svolta decisiva sembra ancora lontana.

La disoccupazione fuori UE, come in USA ed in Giappone, si attesta rispettivamente al 9.5% ed al 5.2%, mentre nel Paesi dell’accordo è più alta, al 10%, con picchi di crescita dei lavoratori inattivi. Al contrario, l’inflazione pare essersi registrata in calo, e pare che nello Stivale i consumi degli ultimissimi mesi siano cresciuti dello 0.2%.

(Foto © Stampalibera)

USA: Mercato auto in ripresa

marchio_ford Si comincia finalmente a vedere anche sul mercato americano qualche timido segnale di ripresa. Ma per le grandi di Detroit l’orizzonte resta carico di nubi, visto che nè Ford nè GM si azzardano ancora a dire che il pericolo è finalmente scampato.
Certo in settembre le vendite delle Ford hanno riportato soltanto un piccolo -4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, a fronte di un mercato ancora in forte contrazione(-21%).
Un traguardo raggiunto dopo una risalita lenta ma costante cui non è estraneo l’incremento delle vendite di “piccole” come la Focus.
Ma è anche il risultato di una politica commerciale che ha visto la comunicazione Ford puntata non tanto e non più contro le rivali di Detroit ma volta a sfidare direttamente Honda e Toyota.
Unica delle Big 3 ad uscire indenne da un terribile 2009, contando sulle proprie forze, la Ford può inoltre vantare una situazione finanziaria del tutto tranquilla , confortata da una netta riduzione del rosso di bilancio, da 1,4 miliardi di dollari nel primo trimestre a 424 milioni nel secondo.

Trichet: “L’economia italiana si riprenderà”

trichet Parole incoraggianti vengono dal presidente della banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, che parlando della situazione italiana durante un convegno ha dichiarato:
“Le piccole e medie imprese italiane fronteggiano tempi difficili” a causa della crisi. “Ma sono convinto che ne usciranno con una migliore struttura dei costi e una più efficiente organizzazione dei processi produttivi. Lo spirito imprenditoriale che è il gene di questa nazione alla fine prevarrà”, ha proseguito il presidente della Bce.
“La crisi – ha proseguito Trichet – può essere la leva per un ambizioso piano di modernizzazione dell’economia italiana e per renderla più dinamica. Le riforme economiche non possono essere rinviate. Le istituzioni del mercato del lavoro devono essere riformate per consentire alle retribuzioni di riflettere meglio gli sforzi individuali e il livello di eccellenza delle aziende. La catena dei prezzi, in particolare del settore dei servizi, va modificata incisivamente per incrementare la flessibilità dei prezzi. Alcune prestazioni legate al Welfare vanno eliminate in quanto drenano il reddito disponibile e penalizzano la crescita potenziale”.
Quanto alla situazione generale, “è prematuro dire che la crisi finanziaria sia stata superata. L’economia sta mostrando segnali di stabilizzazione dopo la sua peggiore crisi dai tempi della seconda guerra mondiale, ma la ripresa sarà molto graduale”. Siamo ancora comunque in una fase di incertezza, ma la Bce è, “come sempre, in allerta rispetto a qualsiasi sviluppo inaspettato”.

Settore auto:buona la ripresa

berlina_salone_dell_automobile_di_parigi_cruze_chevrolet_europe_02 Buoni i dati per il settore auto nel mese di settembre, nel corso del quale si è fatto registrare il quarto rialzo dell’anno.
Una performace positiva che deve senza dubbio essere attribuita agli incentivi pubblici.
Stando ai dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, a settembre sono state immatricolate189.476 autovetture nuove, con una crescita sullo stesso mese dello scorso anno del 6,8%.
“Questo aumento è stato ottenuto con qualche forzatura sui chilometri zero, ma è comunque un dato positivo”, commentano al Centro studi Promotor, che ricorda come siamo arrivati al quarto incremento consecutivo di un anno che era iniziato con un calo del 33% in gennaio e del 24% in febbraio.
Il Csp sottolinea comunque non a caso che la decisa inversione di tendenza del mercato automobilistico italiano è dovuta agli incentivi statali in vigore dal 7 febbraio.
La risposta a questo provvedimento è stata piuttosto lenta per un’insufficiente disponibilità di vetture incentivate.
Questo problema è però ormai risolto: “A partire da giugno, infatti, i bilanci mensili delle immatricolazioni chiudono in positivo e si può prevedere che così sarà anche nell’ultimo trimestre dell’anno”, spiegano gli esperti del CsP. Che arrivano a ipotizzare per l’intero 2009 un volume di immatricolazioni di oltre 2 milioni di unità, con un calo rispetto al 2008 contenuto ad appena il 5%.
Il Governo ha deciso di estendere il programma di supporto anche per il prossimo anno, da una parte questo ha impedito che ci fosse una corsa finale all’acquisto, dall’altra garantisce un 2010 più tranquillo.

Buone notizie dalla Fed

saupload_clip_image001_5_ Notizie positive arrivano per l’economia dalla Federal Reserve che ieri ha annunciato che si è finalmente imboccata la strada della ripresa, sebbene vi sia ancora la necessità di mantenere bassi i tassi di interesse, così da non mettere a repentaglio una ripresa già difficile.
Contemporaneamente la Fed ha annunciato la sua intenzione di rallentare il ritmo dell’acquisto dei titoli di debito emessi dalle agenzie federali per rifinanziare mutui, iniziando a creare una breccia nella straordinaria gamma di misure a sostegno del sistema finanziario messo in vigore dall’inizio dell’anno.
La Fed ha infatti deciso di estendere per altri 3 mesi il programma che mette sul piatto circa 1.450 miliardi di dollari.
Per quanto concerne il tasso di interesse la Fed ha deciso di lasciarlo a 0,25%.
“I dati raccolti dopo la riunione del Monetary Policy Committee nel mese di agosto suggeriscono che l’attività economica è migliorata, dopo una grave recessione”, ha detto la Fed nel comunicato che ha accompagnato le due decisioni.
“Le condizioni dei mercati finanziari sono migliorate e l’attività nel settore immobiliare è cresciuta”, ha continuato la banca centrale statunitense.
A conti fatti, nel giro di quasi un anno, la Fed ha iniettato centinaia di miliardi nel sistema finanziario degli Stati Uniti per cercare di far uscire l’economia della peggiore recessione dalla Grande Depressione dagli Anni 30 a oggi.
Anche sul tema dell’inflazione, tutto sembra andare come previsto e sperato. Il comitato di politica monetaria ha infatti rassicurato che l’inflazione dovrebbe rimanere molto moderata per un ampio periodo , il basso livello di attività porta poca pressione sui prezzi, sempre dando per scontata la previsione che vede le materie prime stabili anche sul lungo termine

UE:stiamo uscendo dalla crisi

trichet Segnali positivi ma prudenti giungono dall’Europa sullo stato della crisi economica globale. A parlare è il numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, il quale ha dichiarato che “probabilmente si è usciti dalla fase di caduta libera vista fra fine 2009 e inizio 2010, ma dobbiamo comunque restare prudenti. Non si esclude, infatti, che la strada da percorrere sia accidentata”.
E’ questo l’esito del Global Economy Meeting di Basilea, dove si sono riuniti governatori delle Banche centrali per discutere della disoccupazione in aumento nelle maggiori economie, e in particolare del suo impatto sulla fiducia e sulle famiglie.
“Molti indicatori economici stanno andando meglio di quanto si pensasse” e “tante stime sono state riviste verso l’alto”, ha spiegato il presidente dell’Istituto di Francoforte.
Ma la guardia non va mai più abbassata. Infatti, anche se la fase peggiore della crisi ormai è alle spalle, Trichet ammonisce comunque i suoi colleghi: “Le autorità finanziarie mondiali devono prestare grande attenzione alle lezioni delle crisi finanziarie precedenti, perché non sarebbero perdonate in caso di nuove crisi”.
Intanto, altre notizie positive arrivano dall’agenzia di rating Moody’s che ha diffuso le sue previsioni. I numeri più delle parole. Secondo quanto si legge nel “Credit Opinion”, quest’anno la crescita italiana sarà del -4,4%, con una crescita dello 0,1% nei prossimi 12 mesi.
Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, parlando al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini a fine agosto, aveva detto: “Nella media del 2009 la caduta del Pil rispetto all’anno precedente risulterà in Italia intorno al 5%”.
Pochi giorni dopo l’Ocse, nel suo “Interim Economic Assessment”, parlava invece del 5,2%, comunque meglio del -5,5% di giugno.

Confcommercio: ecco i primi segnali di ripresa

spesa%20supermercato In arrivo i primi segnali della tanto sognata risalita economica.
Stando ai dati diffusi dalla Confcommercio, infatti, i consumi hanno registrato due incrementi fondamentali.
In primo luogo c’è stata una ripresa su base tendenziale, ovvero rispetto a luglio dello scorso anno si è registrato un aumento dello 0,5%, mentre su base congiunturale, e cioe’ rispetto a giugno scorso, e’ dello 0,2%.
Per Confcommercio, si tratta di “un risultato importante che, associato ad altre informazioni, sembra confermare il superamento della fase piu’ negativa del ciclo e l’inizio di una debole ripresa. Certo, l’esiguita’ degli impulsi registrati e il permanere di elementi congiunturali contraddittori non permettono ancora di parlare di una ripresa robusta”.

Bernanke: la crisi si allontana

bernanke Segnali positivi arrivano dalla Federal Reserve.
Il suo presidente, Ben Bernanke, ha infatti dichiarato ieri che il peggio sarebbe finalmente passato e che, sebbene inizialmente la ripresa sarà piuttosto lenta, le cose dovrebbero iniziare a migliorare, facendo stabilizzare le economie mondiali, in primis quella americana.
Buone sembrano essere quindi le prospettive anche a breve termine e dei segnali positivi si vedono già nei listini di Borsa dove le dichiarazioni di Bernanke hanno diffuso un cauto ottimismo, facendo parallelamente salire anche le vendite degli immobili, mai state così alte negli ultimi tempi.
Stando ai dati registrati dall’associazione di settore National Association of Realtors le vendite avrebbero subito un rialzo del 7,2%, dopo l’aumento del 3,6 per cento a 4,89 milioni di giugno (valore invariato rispetto alla prima stima) e al livello più alto dall’agosto 2007. L’aumento è stato superiore alle previsioni degli analisti, che attendevano una crescita a 5 milioni di unità.
L’ottimismo del presidente della Federal Reserve è tuttavia contenuto, soprattutto perchè appare ancora critica la situazione dei mercati finanziari globali, ancora sotto pressione. Bernanke ha così sottolineato che appare urgente far fronte alle debolezze del sistema finanziario USA,soprattutto per quanto riguarda la gestione e la supervisione da parte del governo, e “costruire un nuovo quadro di regolamentazione finanziaria” anche a livello globale.

USA in uscita dalla crisi

obama Sembra che le parole di Obama, in tour negli Stati Uniti per rassicurare i propri lettori sulla salute dell’economia americana, abbiano avuto oggi una conferma. Secondo quanto reso noto, infatti, sembra che il Prodotto Interno Lordo degli USA del secondo trimestre, ha visto una contrazione della ricchezza americana pari solo all’1%, risultati molto al di sopra delle attese.
Si tratta senza dubbio di un bel passo in avanti, che fa ben sperare sull’uscita degli Stati Uniti dalla crisi , sebbene ci sia ancora molto da fare prima di dichiarare cessato l’allarme.
Da segnalare che i consumi americani, i quali pesano per circa due terzi sull’economia, sono scesi in questo terzo trimestre dell’1,2%, un crollo inatteso soprattutto dopo la ripresa dello 0,6% registrata nei mesi scorsi.
Per questo si conferma la sensazione che il recupero sara’ lento mentre il numero dei senza lavoro preme sull’economia statunitense.