Frutta e verdura: meno cari nei mercati

frutta Frutta e verdura continuano a subire rincari, soprattutto nei grandi supermercati, che quindi si rivelano sempre meno vantaggiosi.
Sarà per questo che la maggior parte degli italiani decide di rivolgersi ai mercati rionali che si rivelano molto più economici.
A rivelarlo l’Antitrust, in occasione dell’11mo Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio organizzato dalla Coldiretti.
“Limitatamente ai prodotti ortofrutticoli – ha spiegato Carla Rabitti Bedogni, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato -, l’indagine conoscitiva ha evidenziato come la Grande distribuzione organizzata non riesca ad utilizzare, a meno di non trovare fornitori di dimensioni e caratteristiche adeguate, gli stessi criteri di marketing di acquisto che utilizza per gli altri prodotti”.
Ne derivano – aggiunge Rabitti Bedogni – costi di approvvigionamento più elevati e, dunque, un’offerta relativamente meno economica rispetto ai mercati rionali. “L’accorciamento della catena derivante dalla distribuzione diretta del produttore, come i farmers’ market, i mercati degli agricoltori, rappresenta un’alternativa concreta”, ha incalzato nella sua relazione.
Secondo l’ultima indagine conoscitiva dell’Antitrust i prezzi per l’ortofrutta - precisa la Coldiretti – moltiplicano di tre volte dalla produzione al consumo e i ricarichi variano dal 77 per cento nel caso di filiera cortissima (acquisto diretto dal produttore da parte del distributore al dettaglio) al 103 per cento nel caso di un intermediario, al 290 per cento nel caso di due intermediari, al 294 per cento per la filiera lunga (presenza di 3 o 4 intermediari tra produttore e distributore finale).
Proprio per tagliare le intermediazioni ed arrivare ad offrire prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo Coldiretti ha lanciato un progetto per la realizzazione di una filiera agricola tutta italiana attraverso la rete di Consorzi Agrari, cooperative, farmers market, agriturismi e imprese agricole.

I libri?Compriamoli su eBay

libri Con l’inizio dell’anno scolastico ritorna anche l’incubo del caro-scuola. Ma quest’anno potrebbe esserci una soluzione al tradizionale “salasso”.
Una mano giunge come sempre dalla Rete, che offre una bella alternativa ai tradizionali mercatini dell’usato.
Sono infatti piu’ di 8mila le inserzioni legate al mondo della scuola pubblicate su eBay, primo sito di compravendita online in Italia. La maggior parte riguardano libri e dizionari.
E’ sempre piu’ diffusa infatti l’abitudine di rivendere i propri testi scolastici per poterne acquistare altri. Tra le offerte, il libro “Leggere la storia” a 50 centesimi, oppure il dizionario di Latino “IL- Castiglioni e Mariotti” in asta a partire da 99 centesimi.
Un nuovo modo di acquisto che riuscira’ ad abbassare la spesa per i libri di testo che quest’anno ammontera’ a circa 440/450 euro all’anno (con un aumento del 3-5% rispetto allo scorso anno).
Ma ci sono anche zaini, astucci e diari. Prodotti che secondo
Un boom, quello che si registrera’ sul fronte degli acquisti on line, che deve essere comunque accompagnato dalle solite raccomandazione utili da ricordare quando si utilizzano le preziose tesserine su Internet.

Codacons in campo contro il caro-libri

20060926003906_1 Si stanno per riaprire le scuole e torna per i genitori l’incubo del caro-libri.
Per cercare di far fronte a questa onerosa spesa per le famiglie italiane è sceso in campo il Codacons, il quale ha lanciato l’iniziativa Libri Gratis. Da qualche giorno, infatti, è attivo il sito www.codacons.net/librigratis un punto d’incontro sul web attraverso il quale studenti e cittadini potranno scambiare o regalare libri di testo usati.
Pertanto chiunque decida di aderire all’iniziativa potrà donare o scambiare libri, semplicemente accedendo in maniera gratuita al servizio, dove sarà possibile pubblicare i propri annunci, specificando il testo che si intende cedere (titolo, autore, edizione, ecc.) eventuali libri ricercati per scambio, e lasciando i propri riferimenti. In tal modo sarà possibile creare una rete dove i cittadini autonomamente potranno contattarsi e scambiare libri di testo, risparmiando notevolmente in vista del nuovo anno scolastico.
Non solo. Grazie a questo servizio sarà possibile reperire velocemente quei siti internet che consentono di scaricare gratuitamente libri di testo, sulla base dell’art 15 della legge n. 112 del 25 giugno 2008 varata dall’attuale Governo, che consente di scaricare gratuitamente libri di testo dal web, e che afferma: ”A partire dall’anno scolastico 2008/2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell’organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet.
Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente”. L’associazione informa inoltre di aver inviato un’istanza d’accesso al Ministero dell’istruzione relativamente al tetto massimo sui libri nelle scuole, voluto dallo stesso dicastero. “Vogliamo sapere – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – a cosa serve questo tetto se puntualmente ogni anno viene sforato da migliaia di classi, e quali provvedimento il Ministero abbia preso nei confronti di coloro che si sono resi responsabili dello sforamento, ed in particolare contro gli editori che continuano ad aumentare di anno in anno il prezzo dei libri di testo’.

Scuola tra ricari e tasse

scuola L’inizio dell’anno scolastico comporta sempre molte spese, tra tasse, libri e “corredo” completo.
Come se questo non bastasse molto spesso ci sono anche dei contributi “volontari” che poi tanto volontari non sono.
A segnalarlo l’Adiconsum secondo cui esiste una vera e propria tassa occulta che grava sul diritto allo studio per una spesa pari a circa 100-150 euro. Si tratta appunto del “contributo volontario” che gli istituti scolastici richiedono all’atto di iscrizione, ovvero “un erogazione liberale a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado e che deve essere finalizzata all’innovazione tecnologica e all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa”.
“Il contributo volontario – continuano – non può pertanto essere considerato obbligatorio ai fini dell’iscrizione alla scuola pubblica, ma le scuole lo richiedono comunque”.
In tal modo questa cifra finisce con l’appesantire il bilancio familiare, tanto è che tale contributo è detraibile dalla dichiarazione dei redditi per circa il 19%.
Tutto ciò senza contare che nonostante il Ministero abbia fissato i tetti di spesa per quanto concerne i testi scolastici, vera spino nel fianco di mamme e papà, le scuole continuano ad aggirare la norma con i cosiddetti testi consigliati che poi diventano obbligatori.
Per cercare di far fronte a questi aumenti ingiustificati l’Adiconsum da una serie di consigli alle famiglie, come ad esempio quello di ricordarsi che esistono delle agevolazioni per le famiglie con reddito fino a 15mila euro annui, grazie ai quali è possibile acquistare i libri risparmiando fino al 50%.
O ancora, Adiconsum ricorda che il Ministero prevede la possibilità dei libri in comodato d’uso, una forma di “affitto” dei libri agli studenti che in questo caso si devono rivolgere alle scuole.

Benzina, tra accordi mancati e rialzi

benzina_346 Fallito il vertice tra Governo e petrolieri per giungere ad un’accordo sulla riduzione del prezzo della benzina che,in coincidenza con il grande esodo estivo, ha ripreso ad aumentare. Il Governo ha cercato di evitare altri rincari, ma dall’unione Petrolieri hanno fatto sapere che al momento non esistono i margini necessari per tornare indietro.
Il sottosegretario con delega all’energia, Stefano Saglia, che ha seguito l’incontro ha tentato in tutte le maniere di far fare qualche passo indietro ai petrolieri, invitandoli ad evitare delle manovre di carattere speculativo, a procedere ad una riduzione dei prezzi e a ridurre il differenziale dei costi con l’Europa.
Ma davanti a a sé il sottosegretario ha trovato una porta chiusa, visto che dall’Unione Petrolieri si è ribadito che i prezzi della benzina sono in linea con l’andamento del mercato petrolifero.
Uno scontro serrato dal quale non è scaturito alcun beneficio per i consumatori!
Al Governo così non è rimasto altro che fare appello all’improbabile bandiera della trasparenza al distributore, richiamando la legge che entrerà in vigore il prossimo 15 agosto e che in pratica prevede che ciascun punto vendita dovrà comunicare al Ministero dello Sviluppo Economico i prezzi effettivi praticati alla pompa e saranno sanzionati coloro che ometteranno la comunicazione: in questo modo i consumatori potranno scegliere il punto di rifornimento più conveniente nella propria area.
Unica nota positiva per i viaggiatori italiani la decisione del Ministro Scajola di chiedere al Garante per la sorveglianza dei prezzi di avviare indagini sull’andamento dei listini di carburanti.
Intanto, il consiglio ai milioni di italiani che in queste ore si sta mettendo in macchina alla volta delle mete vacanziere resta quello di puntare sul risparmio grazie all’utilizzo dell’area self-service anche in autostrada dove i listini sono più bassi anche di 4 centesimi al litro.
Per tenere d’occhio i prezzi praticati alle pompe è altresì opportuno dare un’occhiata a www.prezzibenzina.it, il sito Internet dove ogni utente dà il suo contributo aggiornando il prezzo del distributore sotto casa, o sulla strada per andare in ufficio. Basta uno sguardo alle varie classifiche per capire quale compagnia applica il prezzo più conveniente per benzina, diesel, metano e gpl.
E poi ci sono i distributori indipendenti. Sono sempre più diffuse su tutto il territorio nazionale le cosiddette pompe bianche: non sono direttamente collegate a nessuna compagnia petrolifera e praticano quindi prezzi liberi, spesso molto competitivi e che possono portare a un risparmio anche di 6-7 centesimi al litro.

Benzina, ancora rincari!

consumo-benzina Tempo di vacanze, tempo di partenza!
Manca poco all’affollamento di strade ed autostrade, invase da vacanzieri ansiosi di raggiungere il mare e il sole.
C’è però un problema che affiggerà i viaggiatori italiani, almeno quelli che decideranno di muoversi in macchina. Già perchè il prezzo della benzina sembra lievitare senza freni, nonostante il prezzo del gregge si mantega stabile.
Se la benzina ha raggiunto quota 1,3 euro a litro, non scherza neanche il gasolio, ormai al di sopra dei 1,1 euro. Un incremento che non piace per nulla alle associazioni dei consumatori, che da tempo fanno notare come si adeguino a eventuali crescite dei prezzi del greggio molto ma molto piu’ in fretta di quanto non facciano quando invece le quotazioni scendono.
Per questo, prima che accada, è necessario che tutte le istituzioni preposte ai controlli dei prezzi dei carburanti intervengano su quella che appare evidente essere una speculazione sulle vacanze degli italiani“, attacca il Codacons.
L’associazione chiede ad Antitrust, Commissione Industria e Commercio, ministro dello Sviluppo Economico e Mister Prezzi non solo di convocare immediatamente sia l’Unione Petrolifera che le compagnie petrolifere, ma anche di prendere provvedimenti per calmierare i prezzi.
Il Codacons, ad esempio, vorrebbe che arrivassero provvedimenti per favorire la vendita dei carburanti da parte della grande distribuzione. Non solo, ci vorrebbero modifiche legislative, che prevedano “cartelli luminosi per esporre i prezzi praticati e sanzioni severe per chi non li espone in modo ben visibile, ‘benzacartelloni’ anche in città e controlli della Guardia di Finanza alle pompe, sia per controllare i litri effettivamente emessi che la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli e quelli effettivamente praticati”.

Benzina nuovi rincari all’orizzonte

benzina_346 Sale ancora il prezzo del petrolio che dopo il picco dei 147 dollari a barile registrato lo scorso 11 luglio aveva fatto registrare un bel calo, pari a circa l’80%, fino al minimo storico di 32,70 dollari di gennaio 2009. Ebbene sembra che il prezzo sia tornato a salire, superando la soglia dei 70 dollari, per poi attestarsi, a contrattazioni chiuse, sui 68,44 dollari, in calo di 37 centesimi.
L’ascesa del petrolio ha dato il via ad un nuovo rialzo dei prezzi del carburante, con la verde a quota 1,3 euro al litro e il gasolio a 1,12.
Gli ultimi rialzi si sono registrati alla Schell, dove il prezzo consigliato ai gestori è di 1,329 per la verde e di 1,119 per il diesel. Quotazioni simili non si vedevano da ottobre, quando il prezzo praticato dalle varie compagnie petrolifere si aggirava intorno ai 1,35 euro al litro, quando il petrolio viaggiava sugli 80 euro al barile.
Al di là della Shell, tutti gli altri marchi si stabilizzano per la verde sopra 1,3 euro. Più altalenante invece il prezzo del gasolio che resta ancora sotto 1,1 euro nei distributori di Api, Ip, Esso, Tamoil e Total.
www.finanzaoggi.it Prezzo del petrolio