Redditi on line: i contribuenti non vogliono finire sulla rete

Probabilmente a nessuna persona farebbe piacere se un conoscente sapesse la propria dichiarazione dei redditi. Contrariamente fa sempre gola e crea curiosità sapere quella degli altri. Gli Italiani sono impiccioni quando non si tratta della propria vita.

La pubblicazione della dichiarazione dei redditi consultabile on line da tutti diventa di nuovo di moda. Era qualche anno fa che aveva incuriosito molti, il risultato fu che il sito dell’Agenzia delle Entrate fu preso d’assalto da curiosidi tutta Italia.

Volete veramente che tutti sappiano quanto realmente gudagnate? Credo di no, allora non fate le portinaie, pensate a pagare le tasse, vinvece d’impicciarvi nei fatti altrui.

Internet mobile fa paura alla rete stessa

Internet mobile

Internet mobile

Soprattutto in Italia, il successo dei nuovi telefonini Smartphone, con annesse le “colleghe di lavoro” auli chiavette, sta avendo un momento che si può tranquillamente definire d’oro.

Tranne che per internet “classica”, ovvero quella della rete. Se in Italia ci sono 15 milioni di utenti che si connettono con internet mobile (siamo seguiti solo dagli inglesi, con 11 milioni di utenti, gli altri Paesi sono ad un distacco più netto) il Garante delle telecomunicazioni Calabrò avverte anche sul possibile sovracarico di traffico.

Pare infatti che la diffusione degli strumenti atti all’internet mobile sia in continuo, mentre le reti disponibili per questo tipo di navigazione siano sempre le stesse, e quindi sovracatiche.

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Opinioni?Son sempre attendibili?

toprural Una delle ultime tendenze di questi anni è di organizzarsi da sè le vacanze, servendosi principalmente dei molteplici servizi messi a disposizione dalla Rete. Quando si sceglie una struttura una delle prime cose che si fa è di leggere i commenti di chi ci è già stato, un indicatore di “qualità” considerato di estrema importanza.
Ebbene sono proprio le opinioni degli utenti a finire nel mirino.
La polemica di questi mesi è nata da una serie di articoli, che si sono diffusi velocemente dalla blogsfera fino a raggiungere importanti media come il Sunday Times e il Daily Telegraph (in inglese), sulla credibilità del sistema di opinioni in Tripadvisor, il più grande portale mondiale di viaggiatori e recensioni di viaggio. La tesi, che sembrerebbe peraltro dimostrata, preme sulla fallibilità dell’algoritmo utilizzato dal portale per verificare la veridicità delle opinioni pubblicate e che permetterebbe agli stessi albergatori o a non verificabili autori di pubblicare recensioni benevole o maligne, in tutti e due i casi non veritiere. Anche in Italia la polemica è divampata sulla blogsfera e sui principali portali di viaggio, ed è per questo che uno dei siti più autorevoli nel settore, Toprural, ha deciso di vederci chiaro, indicando le “mosse” da seguire per non incappare in opinioni menzognere.
1) Garantire l’affidabilità delle opinioni dei viaggiatori, ovvero mantenere mantiene uno controllo sulle opinioni che vengono pubblicate sul portale, controllo non sul contenuto dei messaggi veritieri, che è e sempre resterà libero, ma sull’identità della fonte.
2) Nessuna classifica degli agriturismi primi nelle valutazioni dei viaggiatori
3) Offrire una informazione completa e imparziale
In ultimo una regola di senso comune: le opinioni sono sempre elementi soggettivi di esperienze di viaggio e possono essere a volte o troppo benevole o troppo critiche. “In medio stat virtus”, attenzione quindi a fidarsi delle opinioni estremamente positive o negative.