USA: ecco perchè è bello vivere da temporaneamente poveri

Roulotte

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La negli USA ha costretto alla povertà alcune persone che, nonostante tutto, si sono reinventate così bene in questo nuovo stile di vita da (addirittura) non rimpiangere quello precedente ed economicamente più forte.

Come è capitato anche all’attrice Hillary Swank, dormire in auto e sotto i ponti a Los Angeles è una cosa che è capitata anche a lei. Ed oggi che il fenomeno è conosciuto, ci sono diverse persone che testimoniano in favore della “povertà”.

Esiste ad esempio un uomo, Steve, ex amministratore di una start-up, che ha lasciato il suo bilocale, i suoi mocassini in pelle, le sue camicie e la sua auto per in una roulotte. Cosa dice? Questo: Leggi tutto »

Italia:consumi bloccati

Cibo Il dato conferma l’onda lunga della , secondo nel 2008 la spesa media mensile per famiglia è stata pari a 2.485 euro, di fatto uguale a quella dell’anno precedente (+,2%), in un quadro che vede l’inflazione nel periodo in crescita del 3,3%.Altro segnale che conferma un quadro deteriorato, il calo dei è stato più forte al Sud, infatti mentre il Veneto è la regione con la spesa mensile più elevata (2.975 euro) per famiglia, seguito da Lombardia (2.930), fanalino di coda è stata la Sicilia (1.742 euro).
Nel 2008, la spesa per generi e bevande – dice – si attesta su 475 euro, circa 9 euro in più rispetto ai 466 euro registrati nel 2007.Il risultato sembra essenzialmente dovuto alla sostenuta dinamica inflazionistica che ha caratterizzato i generi (+5,4%), effetto che è stato tuttavia mitigato dalla messa in atto di strategie di risparmio da parte delle : la quota di che ha dichiarato di aver limitato l’acquisto o scelto prodotti di qualità inferiore o diversa rispetto all’anno precedente è sempre superiore al 40%”.
In particolare si attesta al 43,4% per il pane, al 49,2% per la pasta, al 55,7% per la carne, al 58% per il pesce e al 53,7% per frutta e verdura. Continua ad aumentare la percentuale di che acquistano generi (pane, pasta, carne, pesce, frutta) presso gli hard- (dall’8,6% del 2006, al 9,7% del 2007, al 10,9% del 2008).
Il supermercato rimane il luogo di acquisto prevalente (68,1%, era il 67,8% nel 2007), soprattutto nel Centro-nord (superiore al 70%), immediatamente segue il negozio tradizionale (63,7%, era il 64,7%) in particolare nel Mezzogiorno (76,2%) e per l’acquisto di pane (59,4%). Il 17,2% delle acquista presso ipermercati, con punte del 22% nel Nord, dove questa tipologia distributiva è più diffusa. Al mercato si reca circa il 22% delle del Centro-nord (erano il 20% nel 2007) contro il 33,1% delle meridionali (erano il 31,4%).

Il calo dei prezzi

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I alla produzione dei prodotti industriali venduti sul mercato interno segnano in gennaio una diminuzione dello ,8% sul mese precedente che si confronta col -1,7% di dicembre, dato rivisto da -1,3%.

In termini tendenziali, l’indice è sceso del 2% dal -,7% del mese precedente, dato rivisto da +,6%.

Le diminuzioni registrate in gennaio sono superiori a quelle previste dagli analisti interpellati da Reuters, che indicavano una variazione di -,4% su mese e di -,3% su anno.

Al netto delle componenti dei prodotti petroliferi, dell’energia elettrica, di gas e acqua la variazione di gennaio è risultata di -,8% su mese e di -,2% su anno.

La grande recessione

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L’economia mondiale scenderà probabilmente “sotto lo zero” quest’anno, in quella che molti definiscono ora la “Grande ”.

A dirlo oggi è il capo del Fondo monetario internazionale.

“L’ si aspetta una crescita globale sotto lo zero quest’anno, la peggior performance della maggior parte della nostra vita”, ha detto il direttore dell’ Dominique Strauss-Kahn ai leader finanziari e politici africani nella capitale della Tanzania.

“La continua discesa delle istituzioni finanziarie mondiali, combinata con il crollo delle fiducia dei consumatori e delle imprese, sta deprimendo la domanda interna in tutto il globo, mentre il commercio mondiale sta calando a tassi allarmanti e i delle commodity sono crollati”, ha aggiunto Strauss-Kahn.

Con i paesi avanzati che si focalizzano sui problemi delle loro economie, Strauss-Kahn ha chiesto alla comunità internazionale di non dimenticare l’Africa, dove la crescita è attesa in del 3% quest’anno, una proiezione definita “troppo ottimistica” da Strauss-Kahn.

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Giappone sempre più giù

340xL’ giapponese è in grave . A dirlo i dati che segnalano un crollo del del 12,7%, con una diminuzione del 3,3% nel solo periodo luglio-settembre. Molto preoccupato il Ministro dell’, Kaoru Yosano, che intende correre ai ripari. Per questo il Governo sta già eleborando un piano anticrisi, il quarto dopo quello di agosto, settembre e dicembre, da circa 20.000 miliardi di yen, circa 170 miliardi di euro, attraverso il quale rilanciare l’ giapponese.
Una misura estrema che il Governo ha adottato per fronteggiare quella che è stata definita la più grave crisi del secondo dopo-guerra e che se andasse in porto permetterebbe di rilanciare il paese ma che se non funzionasse determinerebbe un crollo di circa 100.000 miliardi di yen, ovvero 840 miliardi di euro.

Pil in calo nel 2009

stor_12056769_43040Il rapporto redatto dal Centro Studi di Confindustria, relativo all’andamento della per il mese di gennaio, non ci da delle buone prospettive per il futuro. Stando ai dati, infatti, sembra che nel 2009 ci sarà un del di circa il 2,5%. La causa è da ricercare nel della produzione che si è attestata intorno ai valori del 1994, ovvero intorno al 15,2%
“La massiccia diminuzione della nel quarto trimestre (-7,5% sul terzo) implica una riduzione marcata del (almeno -1,6%) – secondo le valutazioni del Csc – e una conseguente maggiore eredità negativa del 2008 (-1,6%) che pesa sul bilancio annuale 2009″.
Molto negativa, quindi, la stima di Confindustria per quanto concerne il prodotto interno lordo del 2009, la cui ripresa, si stima, si avrà solo nel 2010 e sarà molto lieve, dallo ,3% all’1%.
Concorda con Confindustria anche che, tuttavia, appare più ottimista sulla ripresa del 2010 che dovrebbe attestarsi intorno allo ,5%, mentre le previsioni più negative provengono dalla , secondo cui la durerà anche nel 2010 con un di circa lo ,1%.