RC Auto: le assicurazioni accessorie
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Non è mai abbastanza ripeterlo: se non siete convinti di un’assicurazione RC Auto che avete trovato o che vi hanno consigliato, non firmatela.
Solitamente, i sentori di dubbio vanno presi in considerazione, per cui, prima di firmare qualsivoglia contratto o impegnativa è necessario (e possibile) effettuare autonomamente delle verifiche incrociate circa l’attendibilità (se non, addirittura, l’esistenza effettiva) di una compagnia assicurativa. Oltre all’esistenza dell’impresa, è fondamentale assicurarsi che l’agenzia sia abilitata ad operare sul territorio nazionale.
Oggi è possibile fare questi controlli grazie ad alcuni servizi al consumatore creati da enti con Altroconsumo, che dispone di una lista di compagnie per RC Auto accreditata, dà informazioni su come contattare l’ISVAP e mete a disposizione, per qualsiasi informazione, un call-center al numero 06-42.13.31.

Rc-Auto
Giancarlo Giannini, presidente dell’istituto che ha diffuso i numeri, sostiene che alla base di un sistema così costoso ci sia una debolezza del sistema assicrativo. E poi, il sistema degli aumenti ingiustificati (7 mila Euro per un´auto di media cilindrata per i neopatentati).
Giannini, che ribadisce soprattutto il confronto con gli altri Paesi europei, e dichiara: Leggi tutto »

Rc auto
Pare che nello Stivale talvolta operino delle compagnie assicurative per auto che, in realtà, non hanno ricevuto alcuna autorizzazione per questo. Solo nello scorso mese di gennaio, si sono identificate quattro compagnie fantasma (per esempio: Arisa Assurances S.A. e HDI Direkt Versicherung AG).
Difendersi da questo fenomeno è possibile. Per esempio, non fidatevi mai al primo colpo delle offerte vantaggiose o della possibilità di risparmio: spesso, può capitare che si paghi poco, ma questo potrebbe rivelarsi un contratto truffaldino se non, addirittura, fasullo. Il che equivarrebbe ad aver pagato una somma ma non avere nessuna copertura Rc auto.
Nuovo scontro sul fronte delle RC auto, con, da una parte, le associazioni dei consumatori e, dall’altra, l’Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici.
La questione è sempre la stessa, ed è legata al rincaro dei prezzi delle assicurazioni che, secondo le associazioni, sarebbero in costante ascesa, mentre secondo l’Ania, sarebbero stabili se non addirittura con tendenza al ribasso, a causa della liberalizzazione del mercato.
Una situazione controversa e a dir poco intricata che rende ancor più complicato per gli automobilisti trovare la tariffa più conveniente, anche perchè. stando ad una recente indagine, sembra che gli automobilisti italiani non sfruttino minimamente la concorrenzialità.
Come fare, dunque, per risparmiare?
A cercare di fare un pò di luce il “Libretto rosso delle assicurazioni“, che fornisce alcune indicazioni, facendo il confronto tra ben 18.515 tariffe.
In generale il Libretto consiglia di non rivolgersi sempre alla stessa agenzia, ma effettuare costantemente una comparazione dei prezzi alla ricerca delle offerte più convenienti, magari sfruttando al massimo le risorse messe a disposizioni da Internet.
La Rete, infatti, permette un monitoraggio ed un aggiornamento costante, di certo capace di indirizzare l’automobilista verso la tariffa più adatta alle sue esigenze e al suo portafoglio.
Sono ben 17 le auto rubate ogni ora nel nostro paese, un record alquanto negativo che crea inoltre innumerevoli inconvenienti ai poveri malcapitati, i quali, tuttavia, non sembrano voler correre ai ripari.
Stando ai dati diffusi da Assicurazioni.it, compratore on line di preventivi Rc auto e moto, sembra infatti che appena il 32% degli italiani si sia deciso a sottoscrivere una garanzia furto-incendio.
L’indagine è stata condotta su un campione di 30mila persone, da febbraio a luglio 2009.
Numeri alla mano, secondo il Viminale lo scorso anno ad inizio mese sono state rubate 144.472 automobili, vale a dire circa 400 al giorno. E, sebbene i furti d’auto siano diminuiti del 16,6% rispetto al 2007, il dato non solo non è dei più confortanti, visto che gli italiani non fanno nulla per arginarlo.
“Molti italiani – ha spiegato Alberto Genovese, CEO di Assicurazione.it. – scelgono di non includere queste clausole perché pensano sia sufficiente custodire l’autovettura in garage o affidarsi a un buon antifurto”. Una soluzione adottata soprattutto dai veneti (il 65% dei guidatori tiene la propria auto nel box), dagli automobilisti della Valle D’Aosta (73%) e dai campani (72%).
C’è poi un’altra grande fetta di italiani, il 72,15%, che ha dotato il proprio mezzo con un sistema di antifurto, soprattutto quelli senza allarme (20,6%), elettronici (15,85%) e con allarme (11,34%).
Brutte notizie per gli automobilisti italiani.
Negli ultimi 14 anni, ovvero dal 1994 ad oggi, le tariffe obbligatorie Rc Auto sono aumentate di circa il 155%, passando da 391 euro a 995. A denunciare questo esorbitante aumento sono Adusbef e Federconsumatori che sottolineano, inoltre, come i rincari più significativi si siano registrati per assicurare moto e motorini sotto i 150 cc di cilindrata per i quali gli aumenti sono stati di ben il 400%.
le due associazioni si scagliano contro il Governo che ha rinviato la class action, l’unico strumento che, a loro parere, avrebbe potuto proteggere i cittadini contro tariffe fraudolente.
Intanto niente di buono si prospetta per il 2009, anno per il quale si prevede un aumento di circa il 5%, corrispondente a ben 47 euro in più per le polizze obbligatorie, mentre per le due ruote i rincari saranno pari al 7,5%, ovvero di circa 30 euro a polizza.
“Le richieste di rincari del 5-9% inviate anche in questi giorni di agosto ad assicurati virtuosi che non hanno denunciato alcun sinistro da parte di compagnie dominanti sono – riporta ancora la nota dei consumatori – scandalose e ingiustificate. Adusbef e Federconsumatori sospettano che le compagnie rincarino le tariffe sia per pagare gli alti bonus, le prebende e stock option dei manager che per coprire i buchi prodotti da investimenti su titoli tossici, swap e derivati avariati”.
In un periodo molto difficile per il mercato dell’auto che tra crisi dei grandi colossi e continue oscillazioni del prezzo del petrolio, una nuova “mazzata” si abbatte sul settore e sulle teste dei poveri automobilisti.
Si tratta della Rc auto che, stando ad una denuncia delle associazioni dei consumatori, sono aumente di circa il 149% tra il 1996 e il 2008, prevedendo che per il 2009 si sfonderà il tetto del +159%.“Nel solo 2008 abbiamo registrato aumenti del 4,5% – affermano in una nota Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef -e nei primi mesi 2009 il nostro Osservatorio ha registrato ancora aumenti del 5% in media, con punte del 12 per cento”.
L’Ania(Associazione nazionale italiana assicuratori) cerca di correre ai ripari, specificando che l’aumento delle polizze sono dovuti soprattutto all’incremento del numero degli incidenti e alla crescita dei costi per le società assicuratrici.
“La tariffa è un listino prezzi – ha detto il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, durante la relazione annuale dell’Isvap -. In un mercato concorrenziale non è detto che sia possibile realizzare il prezzo di tariffa. E’ il mercato a deciderlo”.
Ma le associazioni dei concumatori, Codacons in testa, non ci stanno e chiedono a gran voce una netta riduzione delle tariffe, pari ad almeno il 10-15%.
“Chiediamo che le compagnie a seguano il consiglio del presidente dell’Isvap e riducano i costi, piuttosto che aumentare le tariffe, puntando a una reale concorrenza, anziché contrastare primi elementi di competitività inseriti con i decreti Bersani“.