Contrastare la grave crisi economica e lottare contro ogni forma di protezionismo, questo è l’impegno che i governatori e i vertici delle istituzioni economiceh internazionali si sono presi nel corso del G7 di ieri a Roma.
Il primo obiettivo che ci si è assunti è quello di contrastare la volatilità dei cambi che finiscono con l’avere delle ripercussioni negative sulla stabilità economica dei paesi.
Lo strumeno?
Avviare un monitoraggio ravvicinato dei tassi di cambio, al fine di orientare le economie internazionali verso tassi di cambio molto più flessibili. Questo l’impegno che i vertici G7 si sono assunti insieme a quello di una dura lotta al protezionismo che, alimentato dalla recessione. sta rischiando di “esacerbare la fase negativa”.
A tal fine i 7 grandi del mondo si sono impegnati a favorire “un sistema di investimenti e di commercio globale e aperto è indispensabile per la prosperità mondiale”, che sappia, inoltre, impedire l’emergere di nuove barriere ed ostacoli al commercio internazionale.
A preoccupare sono state soprattutto le decisioni degli Stati Uniti e della Francia, che nei giorni scorsi avevano adottato delle misure per sostenere il settore dell’auto, in crisi crescente, suscitando perà i sospetti della Germania e della BCE.
Oltre che lottare contro il protezionismo, il G7 si è impegnato anche a far ripartire il credito, accogliendo così la proposta italiana di “sviluppare un set concordato di principi e standard comuni sulla proprietà, l’integrità e la trasparenza delle attività economiche e finanziarie internazionali”.
A cambiare è solo il termine della proposta, visto che nbon si parla più di legal standard ma di standard globali.
Non ci si poteva dimenticare, poi, dell’occupazione e del bisogno di incrementarla visto che il forte rallentamento economico ha già causato ” consistenti perdite occupazionali e si prevede che durerà per quasi tutto il 2009″.
Ciò che serve è quindi un impegno a livello globale che porti i paesi a collaborare in maniera più stringente anche dopo la diffusione dei dati, piuttosto negativi, sul Pil europeo che, nel quarto trimestre del 2008, è sceso di circa 1,5% nell’eurozona con punte negative soprattutto in Italia e in Germania, rispettivamente con un calo dell’1,8% e del 2,1%.
Si è poi prospettata la creazione di un Financial Stability Forum che, collaborando con il Fondo monetario, sarà in grado di monitorare in maniera più rapida i rischi finanziari.
Entusiasta della nuova collaborazione Tremonti che ha affermato “oggi qui da Roma è iniziato un percorso molto significativo, non solo tecnicamente ma politicamente. Crediamo sia una delle sfide più affascinanti politicamente e, aggiungo, moralmente. È una sfida per un nuovo sistema economico, sociale e politico: la formula nuovo ordine mondiale può sembrare ridondante ma è quello l’obiettivo cui dobbiamo puntare”.