Scritto Giovedì 12 Novembre 2009 da Carola
A causa dell’uragano Ida, che si è imbattuto la scorsa settimana sul Golfo del Messico, conseguentemente il prezzo del petrolio al barile è salito fino ad $80.
L’uragano Ida è stato inizialmente sottovalutato come una semplice e consueta manifestazione di mal tempo tropicale, ed i produttori di petrolio aspettavano il suo passaggio senza prevedere tali danni.
Tuttavia, gli analisti in Borsa hanno affermato che, anche se l’uragano Ida ha minato il potere del Dollaro, questo era già indebolito in precedenza per altri fattori. L’uragano, tuttavia, che si è manifestato martedì scorso, ha abbattuto del 29.6% la produzione petrolifera del Golfo del Messico.
[Image via Amso]
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Tag:dollaro, economia, Golfo del Messico, petrolio, prezzo al barile, produzione, Uragano Ida
Scritto Domenica 11 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
Dopo ben 5 cali consecutivi, sembra che il settore industriale italiano sia in ripresa.
A renderlo noto il Centro Studi di Confindustria che per il terzo trimestre del 2009 prevede un aumento della produzione industriale che dovrebbe registrare un +5,9%.
Il dato è contenuto nell’indagine condotta dal Centro e relativa alla produzione industriale, diffusa nei giorni scorsi dall’Istat.
Per quanto riguarda le stime per il mese di settembre il Centro Studi di Confindustria rende noto che, nonostante vi sia stata una leggera flessione, il dato di settembre rimane comunque superiore del 3,6% rispetto ai valori registrati a giugno e a luglio.
Il livello risulta, invece, del 20% inferiore al picco precrisi (aprile 2008), avendo recuperato solo il 7,5% dai minimi di marzo 2009. La produzione media giornaliera si riduce a settembre 2009 del 12,7% sul settembre 2008. In agosto la contrazione annua era stata del 18,3% (dati corretti per il diverso numero di giornate lavorative). Nei dati grezzi l’attività diminuisce in settembre del 12,3% sullo stesso mese del 2008 (-14,5% in agosto).
Nel contesto internazionale l’Italia sembra però registrare una buona performance rispetto ad esempio alla Germania (+1,7%) e alla Francia (+1,8%). Ciò consente di riequilibrare il divario accumulato nei mesi precedenti. L’indicatore anticipatore dell’Ocse delinea ulteriori miglioramenti nei prossimi mesi.
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Tag:crisi economica, francia, germania, incrmento, industria, Italia, osce, produzione
Scritto Domenica 21 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
Uno spiraglio arriva dall’Istat che nel tracciare il quadro economico del nostro paese ha reso noto come l’unico settore a resistere alla crisi sia l’agricoltura.
Dopo un inizio d’anno piuttosto fiacco con una crescita limitata, l’agricoltura ha fatto registrare una buona performance con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
A conti fatti si è notato come l’andamento del settore agricolo non sia in linea con quello negativo registrato dagli altri settori produttivi, come sottolineato poi dalla Cia-Confederazione italiana degli agricoltori. L’associazione di categoria sottolinea che su base annua il valore aggiunto agricolo segna un una cifra positiva, mentre per l’industria in senso stretto si ha un crollo del 16,7%, per le costruzioni una diminuzione del 5,6% e per quello dei servizi un calo del 2,6%.
Non sono però tutte rose e fiori, visto che la Cia avverte “Gli agricoltori continuano a fare i conti con grandi difficoltà, sempre più stretti dai costi produttivi e contributivi e dalla mancanza di strategie mirate allo sviluppo e alla competitività“.
I costi del lavoro aumentano vertiginosamente, mentre i prezzi imposti dai distributori diminuiscono, lasciando tra l’altro invariati i prezzi per i consumatori, così da danneggiare la filiera economica per ben due volte.
La prima mettendo a rischio la sopravvivenza dell’agricoltura italiana, la seconda non trasferendo i vantaggi dei prezzi crollati a favore delle tasche degli italiani, in un periodo nero come questo.
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Tag:agricoltura, Cia, crisi economica, istat, PIL, produzione
Scritto Venerdì 19 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
Sebbene l’inflazione sia nel nostro paese ai minimi storici almeno da almeno 40 anni, i prezzi degli alimentari continuano a salire, con un incremento annuale di circa il 2,5%.
Come mai questo incremento smisurato?
Colpa forse delle campagne?
Pare di no, visto che i numeri parlano di una vera e propria deflazione nelle campagne, con un calo del 12,7% dei prezzi agricoli alla produzione a maggio rispetto allo scorso anno.
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle rilevazioni Ismea in occasione della divulgazione dei dati Istat sull’inflazione a maggio. Il crollo delle quotazioni si registra – sottolinea la Coldiretti – sia per le produzioni vegetali (-17,6%) che per quelle derivate dagli allevamenti (- 5,8%).
Le tendenze registrate in campagna non si sono però trasferite a favore dei consumatori dove – denuncia la Coldiretti – i prezzi per l’alimentare, secondo l’Istat, continuano ad aumentare su base annua ad un tasso del 2,5% che è quasi il triplo di quello dell’inflazione media dello 0,9 per cento.
Come dire, il contadino non sa più a che santo votarsi per il crollo del valore dei suoi prodotti che, chissà come, quando arrivano sul bancone della spesa invece continuano a salire di prezzo.
“L’aumento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo – spiega la Coldiretti – conferma la presenza di forti distorsioni esistenti nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola, che danneggiano imprese agricole e consumatori”.
I prezzi – avvertono presso l’associazione – aumentano quindi in media quasi cinque volte dal campo alla tavola ed esistono dunque ampi margini da recuperare, con maggiore efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficoltà economica.
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Tag:campagna, coldiretti, famiglie, Inflazione, istat, Italia, prezzi alimentari, produzione
Scritto Lunedì 18 Maggio 2009 da Lucia Cocozza
Cattive le stime che arrivano sulla produzione di automobili in Europa per quanto concerne il mese di aprile.
Una vera e propria doccia fredda, visto che il calo della produzione è stato di ben il 30,5%,
La produzione e’ infatti passata dalle 1.919.471 unita’ di aprile del 2008 a 1.334.396 unita‘.
E sembra che questa discesa non abbia risparmiato davvero nessuno dei principali produttori europei. per una volta le cose sembrano sia andate meglio in Italia, visto che il calo registrato da Fiat è stato più contenuto e pari al 14,9%.
Sono questi i dati che emergono da un’analisi di J.D.Power elaborata dall’ANSA, che non ci fanno davvero ben sperare in una ripresa
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Tag:ansa, auto, comparto automobilistico, Fiat, produzione
Scritto Giovedì 19 Marzo 2009 da alberto

Sorprende a gennaio la
produzione industriale italiana che, a differenza di quanto
successo in Germania e in Francia, segna un calo di solo -0,2%
rispetto a dicembre. A fronte di un consensus per -2,5%.
Il dato dell’ultimo mese dell’anno peggiora, però, a -3,9%
su mese a seguito di una revisione dal -2,5% inizialmente
indicato da Istat, portando a un andamento combinato di dicembre
e gennaio decisamente negativo.
Il risultato è una timida speranza di stabilizzazione
dell’output industriale nei prossimi mesi, da verificare nei
dati di febbraio e marzo.
“La forte revisione al ribasso del dato di dicembre
significa che, considerando congiuntamente dicembre e gennaio,
si ha una variazione più o meno simile a quella che ci
aspettavamo, attorno al -2% per ciascun mese” commenta Ken
Wattret di Bnp Paribas. “Prima di dire che abbiamo toccato il
fondo e siamo pronti per risalire, dovremo vedere segni di
miglioramento nelle indagini sui direttori acquisti e in quelle
sulla fiducia delle imprese”.
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Tag:industria, produzione
Scritto Mercoledì 11 Marzo 2009 da alberto

Dopo il calo di dicembre, la produzione industriale segnera’ un temporaneo recupero a gennaio per poi scendere di nuovo a febbraio e marzo. Secondo i dati diffusi oggi dall’ISTAT – si legge in una nota dell’istituto – a dicembre l’indice destagionalizzato della produzione industriale e’ diminuito del 2,5%. Tale contrazione e’ risultata piu’ accentuata rispetto alle attese dei previsori. L’evoluzione negativa e’ il risultato di diminuzioni diffuse in pressoche’ tutti i comparti industriali, in particolare per le produzioni di beni strumentali e intermedi. In un quadro congiunturale che permane sfavorevole, l’attenuazione del deterioramento di alcuni indicatori farebbe presagire una relativa moderazione della fase negativa dell’attivita’ manifatturiera a inizio 2009. Secondo le previsioni dell’ISAE, la produzione industriale mostrerebbe in particolare un temporaneo recupero a gennaio (+0,4%), per poi tornare a contrarsi a febbraio (-0,6%) e, ancor piu’, a marzo (-1,8%). Sulla base di tali andamenti, nel primo trimestre del 2009 l’attivita’ produttiva mostrerebbe una diminuzione del 3,8% rispetto ai precedenti tre mesi. A livello settoriale si conferma il marcato deterioramento del tono congiunturale, che a dicembre ha interessato pressoche’ tutti i comparti della trasformazione industriale. L’unica transizione ha riguardato le industrie tessili e dell’abbigliamento, ritornate nuovamente in flessione dopo un temporaneo miglioramento ciclico. Il comparto della produzione e distribuzione di energia permane in una condizione di stabilita’.
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Tag:produzione, soldi