Italia:consumi bloccati

Cibo Il dato conferma l’onda lunga della recessione, secondo Istat nel 2008 la spesa media mensile per famiglia è stata pari a 2.485 euro, di fatto uguale a quella dell’anno precedente (+0,2%), in un quadro che vede l’inflazione nel periodo in crescita del 3,3%.Altro segnale che conferma un quadro deteriorato, il calo dei consumi è stato più forte al Sud, infatti mentre il Veneto è la regione con la spesa mensile più elevata (2.975 euro) per famiglia, seguito da Lombardia (2.930), fanalino di coda è stata la Sicilia (1.742 euro).
Nel 2008, la spesa per generi alimentari e bevande – dice Istat – si attesta su 475 euro, circa 9 euro in più rispetto ai 466 euro registrati nel 2007.Il risultato sembra essenzialmente dovuto alla sostenuta dinamica inflazionistica che ha caratterizzato i generi alimentari (+5,4%), effetto che è stato tuttavia mitigato dalla messa in atto di strategie di risparmio da parte delle famiglie: la quota di famiglie che ha dichiarato di aver limitato l’acquisto o scelto prodotti di qualità inferiore o diversa rispetto all’anno precedente è sempre superiore al 40%”.
In particolare si attesta al 43,4% per il pane, al 49,2% per la pasta, al 55,7% per la carne, al 58% per il pesce e al 53,7% per frutta e verdura. Continua ad aumentare la percentuale di famiglie che acquistano generi alimentari (pane, pasta, carne, pesce, frutta) presso gli hard-discount (dall’8,6% del 2006, al 9,7% del 2007, al 10,9% del 2008).
Il supermercato rimane il luogo di acquisto prevalente (68,1%, era il 67,8% nel 2007), soprattutto nel Centro-nord (superiore al 70%), immediatamente segue il negozio tradizionale (63,7%, era il 64,7%) in particolare nel Mezzogiorno (76,2%) e per l’acquisto di pane (59,4%). Il 17,2% delle famiglie acquista presso ipermercati, con punte del 22% nel Nord, dove questa tipologia distributiva è più diffusa. Al mercato si reca circa il 22% delle famiglie del Centro-nord (erano il 20% nel 2007) contro il 33,1% delle meridionali (erano il 31,4%).

Interventi per le imprese agricole

agricoltura-foto L’interventi per garantire la liquidità alle imprese sono particolarmente importanti per il settore agricolo dove si è verificato un crollo dei prezzi alla produzione che ha coinvolto tutti i settori ed ha raggiunto il 16 per cento a giugno rispetto allo scorso anno. E’ quanto ha affermato la Coldiretti con riferimento alla proposta di Dpef, presentata dal Ministro Giulio Tremonti al tavolo di concertazione con le parti sociali, che vede tra gli obiettivi la tenuta dei conti pubblici, la coesione sociale, la liquidita’ alle imprese, a partire dalle piccole e medie. La crisi di liquidità delle imprese agricole – sottolinea la Coldiretti – è conseguenza della forte riduzione sia dei prezzi dei cereali (-33,3%), sia le quotazioni di vini e oli di oliva che su base annua hanno registrato, rispettivamente, contrazioni del 23,6% e del 20,4%. In netto calo anche i prezzi alla produzione della frutta (-21,7% sul giugno 2008), mentre le colture industriali chiudono il mese con una flessione tendenziale del 4,4%. Tra i prodotti zootecnici – continua la Coldiretti – il confronto su base annua segnala una variazione negativa per i prezzi alla produzione di suini (-4,9%) e bovini (-5,8%). Ancora più accentuato – conclude la Coldiretti – il calo delle quotazioni dei lattiero-caseari, che rispetto al giugno 2008 registrano in media una flessione del 14,7%, mentre segnano un meno 1,1% i prezzi degli ovicaprini

Benzina nuovi rincari all’orizzonte

benzina_346 Sale ancora il prezzo del petrolio che dopo il picco dei 147 dollari a barile registrato lo scorso 11 luglio aveva fatto registrare un bel calo, pari a circa l’80%, fino al minimo storico di 32,70 dollari di gennaio 2009. Ebbene sembra che il prezzo sia tornato a salire, superando la soglia dei 70 dollari, per poi attestarsi, a contrattazioni chiuse, sui 68,44 dollari, in calo di 37 centesimi.
L’ascesa del petrolio ha dato il via ad un nuovo rialzo dei prezzi del carburante, con la verde a quota 1,3 euro al litro e il gasolio a 1,12.
Gli ultimi rialzi si sono registrati alla Schell, dove il prezzo consigliato ai gestori è di 1,329 per la verde e di 1,119 per il diesel. Quotazioni simili non si vedevano da ottobre, quando il prezzo praticato dalle varie compagnie petrolifere si aggirava intorno ai 1,35 euro al litro, quando il petrolio viaggiava sugli 80 euro al barile.
Al di là della Shell, tutti gli altri marchi si stabilizzano per la verde sopra 1,3 euro. Più altalenante invece il prezzo del gasolio che resta ancora sotto 1,1 euro nei distributori di Api, Ip, Esso, Tamoil e Total.
www.finanzaoggi.it Prezzo del petrolio

Luce e gas, giù le bollette

bollette Dopo un lungo periodo di rialzo iniziato lo scorso anno, tornano a scendere le bollette di luce e gas che nel primo trimestre di luglio faranno segnare un ribasso: -9,5% per il gas e -2,1% per la luce.
La flessione, preannunciata dalle stime di Nomisma Energia, farà risparmiare ad una famiglia media circa 107 euro all’anno, facendo così salire il risparmio annuo rispetto al 2008 a 230 euro.
La flessione di luglio si andrebbe infatti ad aggiungere al calo del 5,1% per l’elettricità e dell’1% per il gas scattato a gennaio, nonchè alla riduzione del 7,5% del gas e del 2% della luce in vigore dallo scorso aprile. “La prevista riduzione delle tariffe di luce e gas è un fatto positivo, ma questo è il momento di fare di più, dimezzando l’Iva sul metano dal 20% al 10%”. E’ quanto afferma Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori, spiegando che la flessione delle bollette, “più che far risparmiare, riporta a condizioni normali gli enormi sbalzi tariffari di oltre 240 euro all’anno subiti nel 2008″.
www.finanzaoggi.it Scendono luce e gas

Petrolio, prezzi su

petrolioNuovo balzo in avanti per il petrolio.
Sembra, infatti, che il prezzo dell’oro nero sia nuovamente cresciuto.
Stando alle contrattazioni after hours svoltesi sul mercato di New York, sembra che il prezzo del petrolio sia nuovamente salito attestandosi sui 60.64 dollari al barile.
Il rialzo, rispetto al precedente valore di 60 dollari, c’è quindi ed è pari a ben lo 0,9%.
L e ripercussioni sul prezzo della benzina non si faranno di certo attendere e questo a causa dell’anomalia del mercato petrolifero che vede il prezzo del carburante aumentare in maniera esponenziale ad ogni rialzo del prezzo del gregge, mentre, quando questo diminuisce, il calo della benzina si verifica solo dopo molto tempo.
Staremo a vedere cosa accadrà, soprattutto a Napoli, dove, stando ai dati il pezzo del carburante è il più caro d’Italia.

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Il calo dei prezzi

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I prezzi alla produzione dei prodotti industriali venduti sul mercato interno segnano in gennaio una diminuzione dello 0,8% sul mese precedente che si confronta col -1,7% di dicembre, dato rivisto da -1,3%.

In termini tendenziali, l’indice è sceso del 2% dal -0,7% del mese precedente, dato rivisto da +0,6%.

Le diminuzioni registrate in gennaio sono superiori a quelle previste dagli analisti interpellati da Reuters, che indicavano una variazione di -0,4% su mese e di -0,3% su anno.

Al netto delle componenti dei prodotti petroliferi, dell’energia elettrica, di gas e acqua la variazione di gennaio è risultata di -0,8% su mese e di -0,2% su anno.

Casa sempre più care e affitti in risalita

progetto-casaSono stati resi noti i dati diffusi dal Borsino immobiliare di Confedelizia, relativi alla vendita degli immobili in 104 province italiane, precisamente 47 ciità del Nord, 25 del Centro e 32 del Sud.
I dati confermano una certa stabilità dei prezzi ed un sostanziale ritorno all’affitto, ma stilla anche una classifica delle città più care e di quelle più “low cost“.
Tra i valori massimi di compravendita registrati da Confedelizia, spicca Venezia con una media di 9.500 euro al metro quadro, seguita da Roma con 7.800 euro al metro quadro e da Milano con 7.500 euro al metro quadro.
Venezia si conferma la più costosa anche per le zone semi-centrali con 6.200 euro almetro quadro, seguita da Milano al secndo posto con 5.000 euro al metro quadro e da Roma con 4.600 al metro quadro.
E non c’è due senza tre visto che Venezia si aggiudica il podio della città più cara anche per gli affitti nelle zone periferiche.
Dove invece si compra spendendo meno è a Vibo Valencia con 350 euro al metro quadro inuna zona periferica mentre ce ne vogliono 400 per una zona semicentrale. Al secondo posto delle più “economiche” si piazza Trapani dove bastano 480 euro al metro quadro per compare un appartamento in una zona centrale.
“Nel 2008 avevamo previsto una caduta delle transazione e quindi una discesa dei prezzi delle abitazioni – spiega Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia – e così si è verificato. Nel 2009 invece siamo convinti che ci sarà una stabilità sia del numero delle transazioni che dei prezzi. Questo in parte è dovuto ai disinvestimenti da attività finanziarie, dovuto alla crisi economica, e al dirottamento della relativa liquidita’ negli immobili”.
Confedilizia, poi, sottolinea un ritorno all’affitto. ”Sono state confermate le previsioni di un anno fa circa il significativo aumento nel corso del 2008 del numero dei contratti di locazione -spiega Sforza Fogliani- risultato di diversi fattori, fra cui l’aumento dei tassi dei mutui. Per il 2009, prevediamo un consolidamento di tale ritorno di interesse per l’affitto, soprattutto a causa delle perduranti difficoltà di accesso al credito da parte delle famiglie”. Il presidente di Confedilizia, quindi, annuncia una campagna per favorire l’affitto: “Si chiamera’ ‘Casa Mon Amour’ per richiamare l’attenzione sugli oltre 40 mila immobili invenduti nei centri delle città -afferma Sforza Fogliani- e allora chiedo ai politici perché si continua a costruire, sottraendo zone all’agricoltura, al verde e all’ambiente. Vogliamo rilanciare l’affitto degli immobili già costruiti e allora proponiamo una cedolare secca al 20%, che stabilisca la non cumulabilità con altri redditi”. ”Oggi, invece -spiega Sforza Fogliani – l’attuale tassazione si aggira intorno al 50-60%. Con una tassazione cosi’ alta al proprietario di casa, pagate la tasse, rimane ben poco. E non siamo solo noi a dirlo che gli immobili hanno una scarsa redditività. In questo modo, invece, emergerebbero gli affitti in nero e si eviterebbero tutti quegli immobili sfitti”.

Lo shopping ora si fa on-line

shoppingTempo di crisi, ma gli italiani non sembrano disposti a rinunciare ad accessori e vestiti. E mentre lo shopping “tradizionale” cerca di attirare i clienti diminuendo gli zeri sui cartellini dei prezzi, sembra prendere sempre più piede l’acquisto on-line. Già perchè se i negozi a cinque stelle sono belli per sognare, anche le grandi marche vengono vendute solo tramite i siti di second-hand o la formula dello swap party.
Quindi visto che non si può proprio rinunciare al gioco del vestirsi lo si cerca almeno di fare “arraggiandosi”, principalmente tramite internet.
Ma la soluzione che sta prendendo sempre più piede viene dagli albori della storia. Si tratta del baratto.Sono, infatti, sempre più numerose le ragazze che accumulano vestiti “usati” nell’armadio nella speranza di poterli barattare con la borsa o le scarpe dei propri desideri: l’importante è solo cercare di incrociare i reciproci desideri. Ragazze che accumulano vestiti negli armadi e poi si incontrano per scambiare il proprio usato o tramite siti ad hoc come swapstyle.com, barattoonline.com e barattopoli.com. Se invece c’è anche voglia di svagarsi la questione si può risolvere con uno swap party. L e regole sono semplici, basta riunire vestiti, accessori e bijoux, incontrarsi e cercare di fare un affare. Ovviamente esistono delle regole da rispettare: evitare troppi invitati che generano confusione, presentare merce di qualità e perfettamente pulita, inserire nel giro gli amici degli amici, creare una minima omogeneità di stile (e di taglie) e trasformare l’avvenimento in una piccola festicciola. In modo che, se il business non va a buon fine, il divertimento è assicurato.
Vanno bene anche le vendite tra le mura domestiche, dove a vendersi bene sono sia le grandi marche che gli oggetti più originali di nuovi brand o stilisti in erba.
Per chi cerca grandi occasioni c’è venteprive.com, un autentico paradiso dell’occasione che offre link dove trovare occasioni o Saldiprivati.com che è invece un club privato di shopping online dove si accede solo tramite invito e registrazione ma dove si possono trovare sconti dal 30 al 70%.
“Due volte la settimana gli iscritti ricevono, via posta elettronica, l’invito a prendere parte ad una nuova vendita di prodotti di marca offerti con sconti dal 40 al 70%”, spiega l’amministratore delegato di Bnk4 Gionata Tedeschi, “naturalmente in periodi di saldi ovunque la nostra campagna di promozione è notevolmente potenziata. In più le aziende più famose, che normalmente hanno una certa riluttanza a partecipare alle vendite, sono in chiusura di bilancio e volendo stringere il fatturato ci offrono molti più capi ampliando il nostro bacino di offerte”.

TFR è vantaggioso?

tfr2Si è chiuso pittosto male il 2008 per il settore della previdenza integrativa che ha fatto registrare delle perdite tra il 6 e il 25%, mentre il TFR si è rivalutato di circa il 2,7%.
Delusi quindi quelli che hanno destinato il TFR ai fondi pensioni alternativi?
Osservando i dati da una prospettiva di lungo periodo si scopre infatti che i fondi, nonostante i cali, avranno sempre la meglio sul TFR. Prendendo ad esempio un lavoratore che nella peggiore delle ipotesi avesse investito la propria liquidazione in una linea azionaria, avrebbe ottenuto un utile di circa il 20%, mentre il TFR si sarebbe svalutato dell’8%. Investendo in obbligazioni, invece, il guadagno sarebbe stato di circa il 37%, con un portafoglio bilanciato del 29%.
Ragionando, invece, sul medio periodo la previdenza alternativa avrebbe consentito di realizzare una performance che varierebbe dal 24 al 38%, mentre il TFR avrebbe perso circa l’11%. “Le elaborazioni mostrano cosa sarebbe successo da un lato a chi avesse mantenuto il Tfr in azienda — spiega Sergio Sorgi, vicepresidente di Progetica — e dall’altro a chi fosse stato iscritto a un fondo aperto per 1, 5, 10, 15 o 20 anni. E’ stato considerato uno scenario di lungo periodo, trent’anni, anche se i fondi allora non erano operativi. Sono stati applicati i costi medi e l’inflazione effettiva nel periodo e il Fisco”.
Gli scenari considerati sono quindi tre: il minimo, il massimo e i valori intermedi e in tutti si è constatato che affidandosi alla previdenza alternativa si sarebbe più al sicuro, mentre il TFR non avrebbe in nessun caso consentito di mantenere il potere d’acquisto.
Nei calcoli fondamentale è la variabile fiscale e il fatto che il confronto riguarda esclusivamente il solo TFR senza ipotizzare un contributo volontario, e quindi non considera la deducibilità sui versamenti: in questo caso il risultato sarebbe stato ancor più favorevole ai fondi.

Cellulari, in arrivo i ribassi

cellulari-litio-nichel-riciclo-rifiuti-tecnologia-zincoLa crisi sembra stia portando qualche piccolo “vantaggio” per i consumatori, soprattutto per quelli appassionati di telefonini e gadget annessi. Sembra, infatti, che il settore stia vivendo un momento difficile e questo a causa della crisi economica in atto, così si è deciso di dare il via ad una “svendita” pazza anche per i modelli usciti appena due mesi fa. “Devono farli, perché le vendite mondiali di cellulari hanno subito un tracollo: del 10 per cento, negli ultimi tre mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo nel 2007. Il peggiore declino degli ultimi sette anni”, dice Neil Mawston, analista di Strategy Analytics. Il calo in Europa è stato anche peggiore: del 15 per cento.
Ad esempio, il Nokia 5800, che era stato lanciato al prezzo di 429 euro e sul quale la Nokia sembra aver puntoto molto per contrastare l’I-phone di Apple, è sceso a 339 euro, un calo notevole, quindi, che dimostra la difficoltà del settore. Ma i tagli stanno riguardando anche al tre grandi aziende, alla crisi, infatti, non sembrano essersi sottratte neanche Samsung, Lg E e SonyEricsson, che di recente hanno ridotto di molto i prezzi.
Ovviamente le compagnie in questione negano che siano in corso degli sconti speciali e questo probabilmente per evitare che si inizi una battaglia dei prezzi. Ma i dati li smentiscono visto che stando a quanto affermano gli esperti gli sconti ci sono e come, senza contare un’altra tendenza importante, ovvero il fatto che i consumatori puntano ora solo all’essenziale, dimenticandosi di gadget ed accessori vari che in passato avevano fatto registrare delle buone vendite. L’austerity colpisce ancora.

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