Scritto Lunedì 12 Luglio 2010 da Carola

Affitto
Si tratta di una
splendida villa torinese, si tuata in in strada San Vito Revigliasco 486, tra la villa della famiglia Agnelli e Villa Frescot. Il
gruppo degli U2, che si esibirà in concerto a Torino il 6 agosto prossimo, ha chiesto un preventivo all’agenzia per sostare 6 giorni nella villa con suggestiva vista sulla Mole.
Il preventivo, però, per otto giorni è stato di 280 mila Euro, a cui andrebbero aggiunti ulteriori 35 mila Euro di diritti d’agenzia: Bono e soci, alla richiesta, hanno deciso di continuare a cercare. Prima di abbandonare l’offerta, però, gli U2 avrebbero chiesto una riduzione del prezzo, ma i proprietari della villa hanno negato la riduzione per non svendere la loro lussuosa proprietà.
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Tag:affitto, costi, più caro d'Italia, prezzi, torino
Scritto Martedì 29 Giugno 2010 da Carola

Rc-Auto
L’
Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo, crf.) ha dimostrato come l’
Rc-Auto in Italia sia più cara, soprattutto rispetto ai nostri colleghi europei. Addirittura, i
premi italiani sono
doppi (!!) rispetto a quelli di tedeschi, francesi e spagnoli!
Giancarlo Giannini, presidente dell’istituto che ha diffuso i numeri, sostiene che alla base di un sistema così costoso ci sia una debolezza del sistema assicrativo. E poi, il sistema degli aumenti ingiustificati (7 mila Euro per un´auto di media cilindrata per i neopatentati).
Giannini, che ribadisce soprattutto il confronto con gli altri Paesi europei, e dichiara: Leggi tutto »
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Tag:Giancarlo Giannini, Isvap, Italia, Paesi europei, prezzi, Rc auto
Scritto Sabato 26 Dicembre 2009 da Carola
L’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) ha stilato una rapporto chiamato “Cittalia 2009” in cui dimostra ai viaggiatori cosa significa “vivere imbottigliati nel traffico”.
Il rapporto, calcolato su 15 centri urbani italiani, fornisce dati non troppo incoraggianti. E’ stato calcolato che un guidatore passa mediamente 2 settimane all’anno nell’abitacolo della sua auto privata ma il consumo è anche in denaro.
Pare infatti che il forte traffico induca un consumo di risorse (lavoro straordinario dei vigili, incidenti che alzano i premi assicurativi e riducono le ore lavorative ecc…) stimato intorno ai 2.6 miliardi annui. Esempi pratici? Ecco il costo annuo medio per mantenere una macchina a:
Torino: 609,00 €
Milano: 573,00 €
Genova: 881,00 €
Roma: 1.351,00 €
Il risultato è una richiesta di miglioramento dei mezzi pubblici (considerati troppo lenti e poco puntuali). In bocca al lupo!
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Tag:Associazione nazionale comuni italiani, città italiane, Cittalia 2009, consumi, mantenimento, prezzi, traffico
Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Davvero poco incoraggianti i dati diffusi dall’Istat che, nella mattinata di ieri, ha diffuso i dati relativi al mese di luglio per quanto concerne l’andamento delle vendite al dettaglio.
Secondo l’istituto di ricerca i valori non sarebbero positivi, visto che si è registrato un calo dello 0,4% rispetto al precedente mese di giugno.
Su base annua il divario sarebbe ancora più marcato se si considera il fatto che rispetto a luglio dello scorso anno il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha presentato una diminuzione del 2,6%, somma di una contrazione del 2,1 per cento per le vendite di prodotti alimentari e del 2,8 per cento per le vendite di prodotti non alimentari.
Va anche segnalato che l’istituto statistico sottolinea come la variazione annuale negativa sia il risultato di flessioni dello 0,8 per cento per le vendite della grande distribuzione e del 3,7 per cento per le imprese operanti su piccole superfici.
“I nuovi dati relativi alle vendite al dettaglio resi noti oggi dall’Istat, purtroppo, non fanno altro che confermare nuovamente quanto, con insistenza e pervicacia, sosteniamo da tempo” – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
In effetti le previsioni effettuate dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, già da mesi prospettavano, nel 2009, in assenza di interventi tesi a rilanciare la domanda di mercato, una caduta dei consumi dell’ordine del -2,5-3% (per le famiglie a reddito fisso -3,3%), con una minore spesa complessiva, da parte delle famiglie, di oltre 20 miliardi di euro.
“A questo punto si rendono sempre più necessarie le manovre a sostegno delle famiglie che rivendichiamo da tempo, per le quali siamo scesi in piazza nei giorni scorsi”, incalzano le due associazioni.
Che per l’ennesima volta chiedono al governo di lanciare provvedimenti per una detassazione di almeno 1200 euro annui per le famiglie a reddito fisso (colpite dagli effetti della crisi per minori entrate di 980 euro annui, ed addirittura per 300 euro al mese per quanto riguarda le famiglie al cui interno vi è un cassaintegrato) e una serie di misure di sostegno a favore di disoccupati e precari.
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Tag:2008, 2009, Adusbef, alimentari, associazioni consumatori, crisi economica, famiglie, federconsumatori, istat, prezzi, spesa, vendita al dettaglio
Scritto Lunedì 21 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
La corsa all’inflazione è arrivata ad azzerarsi nel corso dell’estate, spinta verso il basso dalla normalizzazione dei mercati delle materie prime.
Gli ultimi dati disponibili relativi al mese di agosto, sembrano ricordare l’inizio di una nuova storia, che dovrebbe accompagnarsi al superamento della fase peggiore della crisi. Il tasso di crescita tendenziale dei prezzi ha infatti iniziato ad aumentare, mentre la variazione mese su mese è risultata più elevata della media del periodo.
Tali dati potrebbero rappresentare un indizio della ripresa di una iniziale pressione sui prezzi, con un’inversione di tendenza rispetto alla fase deflazionistica in atto dalla fine dello scorso anno. Ma un’analisi più attenta ci consente di collocare meglio i dati a disposizione, sottolineando che il dato di agosto è stato influenzato da tendenze stagionali, non solo per quanto concerne i servizi turistici, ma anche a causa delle influenze sui mercati petroliferi che hanno indotto i rincari dei carburanti così come quelli dei servizi di trasporto.
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Tag:agosto, deflazione, economia, finanza, Inflazione, mercati, prezzi
Scritto Lunedì 31 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Riprende dopo un anno la corsa dell’inflazione nel nostro paese. Secondo i dati diffusi dall’Istat, infatti, in agosto si è registrato un aumento dei prezzi di circa lo 0,4% rispetto al mese di luglio. In tal modo l’inflazione acquisita, ovvero quella che si avrebbe se si continuasse a registrare lo stesso livello rilevato ad agosto, si aggirerebbe intorno allo 0,9%.
Ad aumentare soprattutto il prezzo dei carburanti, visto che in agosto la benzina ha registrato un +1,8%, metre per il gasolio c’è stata una crescita del 3%.
I beni alimentari hanno segnato una diminuzione su base mensile dello 0,1%.
Le associazione dei consumatori Adusbef e Federconsumatori in un comunicato congiunto invitano il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di passare «dalle parole ai fatti, mettendo le mani al portafoglio». Secondo i due rispettivi presidenti, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, «alla luce dei dati Istat sui consumi di giugno, del pessimo andamento economico, delle disastrose previsioni sul Pil, a cui si aggiungono le pesantissime ricadute per l’aumento di cassa integrazione e licenziamenti (che produrranno minori entrate di 580 euro annui a famiglia, ed addirittura di circa 980 euro annui per le famiglie a reddito fisso), è indispensabile intervenire con una manovra concreta a sostegno delle famiglie».
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Tag:Adusbef, aumenti, beni alimentari, benzina., federconsumatori, gasolio, Inflazione, istat, Italia, prezzi
Scritto Lunedì 24 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Il 2008 è stato un anno davvero difficile, soprattutto per le famiglie, che hanno dovuto fronteggiare rincari e riduzioni del potere d’acquisto. La crisi ha avuto dei significativi effetti innanzitutto sui consumi che sono diminuiti in maniera significativa.
Le ultime statistiche in merito sono state diffuse dalla “Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2008″ redatta del ministero dell’Economia, secondo cui la spesa delle famiglie italiane lo scorso anno si è attestata complessivamente a 922,6 miliardi di euro, segnando in 4 anni una crescita di poco più del 10%.
Ad essere colpita dalla crisi soprattutto la spesa alimentare, per la quale si è registrata una contrazione dello 0,9%, mentre nel 2007 si era registrata una crescita dell’1,2%.
“Bene, anzi male, dopo un anno anche il ministero dell’Economia denuncia quello che noi denunciamo in tempo reale e cioè la situazione delle famiglie e l’andamento dei relativi consumi”, accusano le associazioni Adusbef e Federconsumatori. Che poi aggiungono: “Il prossimo anno ci diranno che i consumi saranno calati del 2,5-3,0% nel 2009 come già oggi noi sosteniamo”.
Intervenire stimolando la crescita, questo chiedono a gran voce le due associazioni che per bocca dei rispettivi presidenti fanno sapere che “la domanda potrà essere stimolata solo attraverso un processo di detassazione del reddito fisso di almeno 1200 euro annui a partire dalla restituzione immediata del fiscal drag“, altrimenti qualsiasi altro intervento “non eviterebbe quello che si sta purtroppo profilando sui consumi, sulla produzione industriale e sul Pil”. Un meccanismo di sostegno che, vede come necessario istituire assegni di sostentamento per i precari e per chi è allontanato dl ciclo produttivo.
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Tag:2007, 2009, Adusbef, alimenti, consumi, famiglie, federconsumatori, Inflazione, Italia, PIL, prezzi, spesa
Scritto Venerdì 7 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Fallito il vertice tra Governo e petrolieri per giungere ad un’accordo sulla riduzione del prezzo della benzina che,in coincidenza con il grande esodo estivo, ha ripreso ad aumentare. Il Governo ha cercato di evitare altri rincari, ma dall’unione Petrolieri hanno fatto sapere che al momento non esistono i margini necessari per tornare indietro.
Il sottosegretario con delega all’energia, Stefano Saglia, che ha seguito l’incontro ha tentato in tutte le maniere di far fare qualche passo indietro ai petrolieri, invitandoli ad evitare delle manovre di carattere speculativo, a procedere ad una riduzione dei prezzi e a ridurre il differenziale dei costi con l’Europa.
Ma davanti a a sé il sottosegretario ha trovato una porta chiusa, visto che dall’Unione Petrolieri si è ribadito che i prezzi della benzina sono in linea con l’andamento del mercato petrolifero.
Uno scontro serrato dal quale non è scaturito alcun beneficio per i consumatori!
Al Governo così non è rimasto altro che fare appello all’improbabile bandiera della trasparenza al distributore, richiamando la legge che entrerà in vigore il prossimo 15 agosto e che in pratica prevede che ciascun punto vendita dovrà comunicare al Ministero dello Sviluppo Economico i prezzi effettivi praticati alla pompa e saranno sanzionati coloro che ometteranno la comunicazione: in questo modo i consumatori potranno scegliere il punto di rifornimento più conveniente nella propria area.
Unica nota positiva per i viaggiatori italiani la decisione del Ministro Scajola di chiedere al Garante per la sorveglianza dei prezzi di avviare indagini sull’andamento dei listini di carburanti.
Intanto, il consiglio ai milioni di italiani che in queste ore si sta mettendo in macchina alla volta delle mete vacanziere resta quello di puntare sul risparmio grazie all’utilizzo dell’area self-service anche in autostrada dove i listini sono più bassi anche di 4 centesimi al litro.
Per tenere d’occhio i prezzi praticati alle pompe è altresì opportuno dare un’occhiata a www.prezzibenzina.it, il sito Internet dove ogni utente dà il suo contributo aggiornando il prezzo del distributore sotto casa, o sulla strada per andare in ufficio. Basta uno sguardo alle varie classifiche per capire quale compagnia applica il prezzo più conveniente per benzina, diesel, metano e gpl.
E poi ci sono i distributori indipendenti. Sono sempre più diffuse su tutto il territorio nazionale le cosiddette pompe bianche: non sono direttamente collegate a nessuna compagnia petrolifera e praticano quindi prezzi liberi, spesso molto competitivi e che possono portare a un risparmio anche di 6-7 centesimi al litro.
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Tag:aumenti, benzina., benzinai, claudio scajola, esodo estivo, gasgarante per i prezzi, gpl, ministero dello sviluppo economico, petroli, petrolieri, prezzi, rincari, viaggiatori
Scritto Martedì 4 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Sono salite fino ai massimi livelli nell’ultimo mese le quotazioni del greggio, giungendo a sfiorare i 71 dollari a barile.
Oltre al rafforzamento dei mercati dell’equity, alimentano la corsa del greggio i buoni risultati dell’economia cinese, secondo consumatore globale di petrolio.
Le borse internazionali sono salite di circa il 2% la scorsa settimana, chiudendo così la terza settimana consecutiva in positivo e confermando un momento di ripresa dopo il trend negativo dei mesi scorsi.
“Il prezzo del greggio è sostenuto dalla fiducia. I numeri della scorsa settimana sul pil americano confermano che il peggio è passato e l’attenzione ora sarà concentrata sullo scoprire quanto rapida sarà la ripresa”, dice Ben Westmore, commodities analyst alla National Bank of Australia.
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Tag:benzina., consumi, greggio, incrementi, petrolio, prezzi, prezzo al barile, rialzi
Scritto Giovedì 23 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
L’Italia tra i grandi Paesi produttori (Germania, Francia e Spagna) è l’unico dove la Commissione Europea ha rilevato un aumento dei prezzi al consumo per latte e formaggi, secondo i dati a febbraio 2009.
E’ quanto ha affermato la Coldiretti nel commentare la comunicazione del Commissario Europeo Mariann Fischer Boel che prevede la proposta dell’istituzione di “un sistema di monitoraggio dei prezzi delle derrate alimentare al fine di accertare se non ci siano pratiche potenzialmente anticoncorrenziali nelle catena di distribuzione, in particolare del latte e dei prodotti lattiero caseari.
In Italia – sottolinea la Coldiretti, impegnata in una mobilitazione nazionale – il latte viene pagato in media agli allevatori italiani 0,31 euro al litro mentre sugli scaffali arriva a 1,35 con un ricarico del 350 per cento dalla stalla allo scaffale. Oggi il latte agli allevatori italiani viene pagato meno di venti anni fa con le speculazioni che sono favorite dalla mancanza di trasparenza sulla provenienza della materia prima. Nessuno vuole la fortezza Italia o Europa, ma i consumatori italiani e le imprese vogliono sapere dove e come è prodotto il latte che importiamo. Questo – conclude la Coldiretti – è un diritto sacrosanto di trasparenza e informazione che nessun regolamento comunitario può negare.
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Tag:alimenti, coldiretti, commissione europea, concorrenza, economia, monitoraggio, prezzi, ue