Ue: Barroso, fondi per la crescita delle piccole medie imprese

 

BarrosoIl Presidente della Commissione europea, Jose’ Manuel Durao Barroso, ha sostenuto l’esigenza di destinare parte dei fondi strutturali alla crescita e lo sviluppo per le piccole medie imprese. Una soluzione – a detta del Presidente – che renderebbe il bilancio Ue più flessibile: ”C’e’ una quantità piuttosto importante di denaro che deve essere ancora allocata a titolo di fondi strutturali: sono 82 miliardi – ha detto Barroso – e sebbene gran parte sia già  destinata a progetti buoni, almeno una parte potrebbe essere indirizzata su programmi di prestito alle piccole e medie imprese”.
Allo stesso modo, l’ex premier portoghese ha suggerito di spostare fondi da programmi che non rispettano gli obiettivi verso meccanismi che abbiano dato prova di efficacia per il rilancio economico dei Paesi Ue.

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Crisi di fiducia per le piccole medie imprese italiane

fondo di garanziaLa crisi economica che sta attraversando l’Europa e l’Italia sta determinando una vera e propria mancanza di fiducia per quanto concerne la crescita delle piccole medie imprese. Certamente i dati a messi a disposizione della Confesercenti non mostrano segnali di fiducia: la flessione delle vendite a ottobre è l’ennesima allarmante prova che le piccole e medie imprese del commercio stanno pagando un prezzo altissimo alla crisi.

Che la situazione si sarebbe aggravata nel tempo era già noto agli esperti dei mercati nazionali: “Sono cinque anni che le Pmi attraversano crescenti difficoltà – si legge sulla nota rilasciata alla stampa della Confesercenti – numeri parlano chiaro: dal2006 aottobre 2011 le vendite dei piccoli esercizi hanno subito un calo in termini reali del 17,2%”.

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Pmi: incrementare il commercio con il web marketing

Pmi

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Recenti studi hanno affermato esserci una differenza tra il marketing tradizionale ed il (relativamente) nuovo web marketing, soprattutto per le Piccole e Medie Imprese.

Le caratteristiche di internet sono poche e semplici, ma fanno la differenza in termini di pubblicità e fidelizzazione della clientela per le aziende. I costi del web marketing non sono necessariamente ingenti ed i contenuti sono a discrezione dell’azienda.

Il grande vantaggio? La visibilità e l’audience, che può essere illimitata grazie all’elettronica. Inoltre, dal web, è il cliente che cerca l’azienda e non viceversa; in questo modo, è più facile fidelizzare l’audience, che sente di poter scegliere in più autonomia e senza le pressioni o i fastidi di un’azienda che si auto-propone.

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Sosteniamo le PMI

56016_361283_c9b3b508a4_6860134_medium A lanciare l’allarme sullo stato delle piccole e medie imprese italiane è questa volta il presidente della Piccola Industria, Giuseppe Morandini, che, intervenendo al XI Forum ha sottolineato come “Oltre un milione di piccole imprese sono a rischio chiusura nei prossimi sei mesi”.
Una situazione che preoccupa, visto che nel nostro paese le PMI rappresentano la maggior parte delle imprese italiane, ovvero circa 4,4 milioni. A tal proposito Morandini non ha potuto fare a meno di ricordare che “più di 9 imprese su 10 sono di piccola dimensione, più di 8 posti di lavoro su 10 sono nella piccola industria che produce più del 60% dell’export”.
Il convegno, in corso in questi giorni a Mantova, è quindi secondo Morandini l’occasione più giusta per rilanciare una politica di salvaguardia delle PMI, magari attuando il famigerato progetto ‘T-Holding’, “dove T sta per Tutela”.
Il progetto dovrebbe ricomprendere 4 tappe fondamentali:
1)L’imprenditore cede la proprietà della sua azienda ad una holding e ne diventa socio
2)Viene creato un fondo capitale di circa 2 miliardi di euro, da investire per la crescita di questa nuova aggregazione di PMI
3)Agevolazioni fiscali per le nuove holding
4)Partecipazione fiscale agevolata da parte delle banche
Morandini è poi intervenuto anche sulle riforme fiscali, sottolineando come non è sufficiente il taglio dell’Irap a rilanciare l’economia, visto che a questa misura dovrebbe necessariamente accompagnarsi una rilancio della domanda e dei consumi.

CDP in campo per le imprese

donne lavoro Per cercare di convincere le banche ad appoggiare la ripresa delle PMI è scesa in campo anche la Cassa Depositi e Prestiti che ha deciso di tagliare i tassi di interesse applicati ai finanziamenti al sistema bancario, indirizzati al sostegno delle PMI.
Grazie a questo provvedimento, le banche riceveranno risorse da destinare alle imprese con i differenziali sull’Euribor a 6 mesi abbassati di 15 punti base, portando le due nuove fasce di spread a 60 e 80 punti base.
L’iniziativa ha il chiaro obiettivo di mettere a disposizione delle imprese italiane condizioni più favorevoli come già previsto dalla Convenzione siglata alla fine dello scorso maggio tra Cdp e l’Associazione bancaria italiana sui flussi di finanziamento alle Pmi supportata da risorse della Cassa, che quindi ha messo a disposizione delle banche complessivamente 8 miliardi di euro.
La decisione, presa grazie alle migliori condizioni del mercato, avrà efficacia a partire dalle erogazioni che saranno richieste dalle banche alla Cassa per ottobre. Nelle ultime settimane, – spiega Cdp – si è registrata una sensibile e progressiva riduzione della percezione del rischio di credito, sia in generale, sia in particolare sul comparto bancario e finanziario italiano, che ha determinato un restringimento degli spread sui titoli di Stato e delle obbligazioni bancarie.

Lavoro: ecco le professioni introvabili

artigiano_jpg Nonostante la crisi che fa tremare il mercato dell’occupazione, nelle Pmi c’è posto per bene 94.670 dipendenti. Ma, sorpresa, ben il 32,5% di questi risulta introvabile, colpa di alcuni mestieri che stanno scomparendo come quello del fornaio, della sarta, dell’idraulico, ma anche dell’informatico e dell’addetto alla robotica.
A lanciare questa singolare denuncia è stata la Confartigianato, che ha elaborato un quadro preciso, nel quale viene mostrato come il fabbisogno di occupazione c’è e come, pertanto, delle opportunità ci siano ma non vengono sfruttate.
Per tale motivo Confartigianato ha lanciato l’emergenza manodopera nelle piccole e medie imprese, stillando una classifica delle professioni introvabili.
Ai primi posti per il numero più elevato di professionalità richieste e non disponibili vi sono falegnami ed operatori specializzati nella lavorazione del legno: servono 2.690 persone, ne mancano 1.390, pari al 51,7% del fabbisogno totale. A seguire parrucchieri ed estetisti: sui 6.570 dipendenti necessari, ne mancano all’appello 3.210.
Problemi anche per gli elettricisti: le aziende ne cercano 9.850, non se ne trovano 2.840. Anche meccanici e autoriparatori sono pronti ad assumere 3.900 persone, ma ben 1.640 sono introvabili. Non va meglio per gli idraulici: le imprese dovranno rinunciare ad assumerne 1.560 su un fabbisogno totale di 6.910.
Anche nel settore alimentare le opportunità di lavoro non mancano: 1.340 i posti disponibili nei panifici e pastifici, ma il 38,8% rimarrà scoperto. Situazione analoga per le pasticcerie e gelaterie dove il fabbisogno di manodopera è di 2.200 persone, il 28,2% delle quali difficile da reperire. Problemi anche per i sarti: su 1.600 posti disponibili ne rimarranno scoperti 550. Se dalle attività tradizionali ci si sposta a quelle più innovative, le difficoltà delle imprese a reperire personale rimangono le stesse.

Nasce AIM Italia, la nuova frontiera della Borsa italiana

003577E’ stata avviata in questi giorni la campagna realizzata da Brand Portal per lanciare AIM Italia, il nuovo mercato di Borsa Italiana specificamente indirizzato alle piccole e medie imprese che intendono investire nel proprio sviluppo e crescita.
AIM Italia è il risultato dell’integrazione tra Borsa Italiana e il London Stock Exchange ed è basato sul modello dell’AIM inglese e sul suo know-how.
Lo scopo è quello di far conoscere il nuovo exchange-regulated market di Borsa Italiana alle piccole e medie imprese e di illustrare le opportunità offerte da questo nuovo mercato che mira a garantire agli investitori tutela e nuove opportunità di investimento.
Tutta la campagna, da quella off-line a quella on-line, punta a sottolineare le opportunità che questo nuovo mercato potrebbe offrire alle PMI che intendono realmente trovare nuovi canali di sviluppo.

Mercegaglia:”Siamo in ripresa”

http://www.finanzaoggi.it/ Mercegaglia ulla crisi economica mercegagliaLa ripresa sembra essere più vicina di quanto si immaginasse. Questo è il messaggio lanciato dal Presidente di Confindustria, Emma Mercegaglia, la quale sottolinea come la crisi economica “forse arrivata al fondo” e da luglio “potrebbe esserci qualche inversione di tendenza”.
Un ottimismo che appare condiviso anche dall’Osce che, sebbene non ritenga che la fase più dura sia passata, non può non sottolineare come gli aiuti messi in campo a sostegno dell’economia e della finanza, comincino a dare i loro frutti.
Quindi secondo il presidente di Confindustria uno spiraglio si è finalmente aperto, mentre ora “il problema è capire in quanto tempo torneremo alla crescita e probabilmente avremo ancora qualche mese difficile. Il nostro Centro studi ritiene che nella seconda parte dell’anno, da luglio, ci possa essere qualche inversione di tendenza”.
Soprattutto perché, ha concluso Marcegaglia, la crisi “è stata gestita complessivamente bene, con tempestività, dando l’impressione alla gente che c’era volontà di governarla”.
Ma non tutti sembrano condividere questo entusiasmo. Paolo Galassi, presidente della Confapi, replica seccamente alle dichiarazioni della Mercegaglia, sottolineando come ” le PMI italiane non sono così convinte che la ripresa sia dietro l’angolo”.”Più che di previsioni, – aggiunge Galassi – le PMI italiane hanno bisogno di misure immediate, come il posticipo dell’acconto delle tasse di giugno, altrimenti a luglio più che di ripresa si dovrà parlare di declino perché se crollano le PMI crolla l’intero sistema economico nazionale”.
Ma per una vera ripresa bisogna attendere il 2010, almeno secondo le previsioni dell’Osce che ricorda a tutti che il 2009 sarà un anno molto difficile. Insomma si deve stringere ancora la cinghia!

Finanziamenti europei: interviene la Commissione

_esterno-parlamento-europeoLe PMI possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. La Commissione Europea ha infatti deciso di intervenire sulla spinosa questione dei ritardi nei finanziamenti europei che in Italia superano largamente la media europea.
Dopo aver cercato si sollecitare la PA italiana, le imprese hanno deciso di rivolgersi direttamente alle istituzioni comunitarie, le quali hanno deciso di intervenire con decisione, disponendo che le autorità pubbliche dovranno corrispondere i dovuti pagamenti, che provengono dai fondi comunitari, alle imprese entro un termine massimo e perentorio di 30 giorni.
L’intervento della Commissione si è reso necessario per il fatto che nel nostro paese le PMI devono attendere addirittura 2 anni per ricevere i finanziamenti comunitari dalla PA, andando incontro a numerose difficoltà.
La lentezza della burocrazia, infatti, costringe molti imprenditori a rivolgersi agli istituti di credito per far fronte alle proprie spese, con gravissime conseguenze sul corretto funzionamento dell’intero sistema economico.
Si spera che questa volta la pubblica amministrazione italiana si adeguerà alle disposizioni comunitarie,con buona pace degli imprenditori italiani.