Scritto Venerdì 2 Luglio 2010 da Carola Argiro

Giappone
Il
debito pubblico del Giappone rischia di far
collassare il Paese; per lo meno secondo quanto allarmisticamente annunciato da
Naoto Kan, il nuovo premier nipponico.
La sola soluzione per evitare il tracollo finanziario è quella di mettersi a tavolino per controllare e risolvere i proprio debiti; obiettivo: risanamento dei conti, a tutti i costi.
Indispensabile pare anche essere il costante controllo della crescita del debito stesso (220% del PIL attualmente): pare che non ci si possa permettere di farlo lievitare più delle cifre attuali, altrimenti l’implosione finanziaria del Giappone sembra essere praticamente assicurata.
Per quale motivo tanto allarmismo da parte di Kan? Pare sia tutto riconducibile alla recente situazione verificatasi in Grecia, e che come colpo di frusta avrebbe toccato anche il Paese del Sol Levante.
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Tag:2010, collasso finanziario, crisi economica, debito pubblico, giappone, Grecia, Naoto Kan, PIL
Scritto Sabato 16 Gennaio 2010 da Carola Argiro
La spesa pensionistica che il nostro Paese affronterà nel 2010 sarà quella più elevata mai registrata sin dal 1997; in quell’anno si era toccato il valore massimo e mai attestato prima del 13.7%: 13 anni dopo, si batte il “record” raggiungendo il 15% del Pil (Prodotto Interno Lordo, crf.)
Il rapporto, stilato dal Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, sottolinea altresì la coesistenza di due siatuazioni agli antipodi: il livello attuale di indicizzazione delle pensioni e gli andamenti economici futuri. Cosa significa? “(…) una tendenziale riduzione delle domande per andare in pensione per effetto dell’aumento delle età di pensionamento” – dice il rapporto.
Globalmente, però, pare che l’aumento della spesa pensionistica per il Paese non porterà grandi riforme e rimaneggiamenti e le pensioni non verranno toccate. Solo, al limite – dicono – verranno effettuate piccole modificazioni del caso.
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Tag:costi, economia nazionale, Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, pensioni, PIL, spesa pensionistica
Scritto Sabato 3 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
Figura anche l’Italia tra i 9 paesi verso i quali l‘Unione Europea ha deciso di aprire una procedura di infrazione per deficit eccessivo rispetto al tetto del 3% fissato per il PIL 2009.
Stando ai dati contenuti nell’ultima nota al Dpef, il disavanzo per il nostro paese si aggirerebbe intorno al 5,3%.
Così la prossima settimana la Commissione Europea si riunirà per discutere la situazione di questi 9 paesi, portando così a 20 su 27 il numero dei membri che non rispettano il parametro.
Nel gruppo dei nove, oltre all’Italia, ci sono anche Germania e Portogallo.
Il commissario agli Affari Economici e Monetari, Joaquin Almunia, ha spiegato che la prossima settimana “la Commissione discuterà dei rapporti su altri 9 paesi che nel 2009 hanno il deficit sopra il 3%. La Commissione avvierà formalmente la procedura a metà novembre mentre le decisioni formali spettaranno all’Ecofin di dicembre”.
In situazioni di questo tipo, infatti, la riunione della Commissione può solo concludersi con una raccomandazione da inviare all’Ecofin, il Consiglio dei ministri economici e finanziari (cosa che viene data per scontata) a cui poi spetta di decidere che cosa fare.
Gli 11 paesi verso i quali la procedura è già aperta sono invece Ungheria e Regno Unito (l’anno scorso, già prima della crisi) a cui si sono aggiunti, all’inizio di quest’anno e con riferimento al bilancio 2008, Grecia, Irlanda, Francia, Spagna, Malta, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania. Le date entro cui i governi devono riportare il deficit al di sotto del 3% – secondo le rispettive “raccomandazioni” approvate poi dall’Ecofin, variano dal 2010 al 2013/2014.
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Tag:commissione europea, deficit, disavanzo, ecofin, PIL, raccomandazione, UNIONE EUROPEA
Scritto Mercoledì 23 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
E’ giunto l’ok da parte del Consiglio dei Ministri alla Finanziaria 2009, in seguito all’incontro tenutosi i giorni scorsi tra Governo e parti sociali, nel corso del quale era stato dato il via libera alla relazione previsionale programmatica e alla nota di aggiornamento del Dpef.
La manovra è stata definita “leggera”, e di fatto è proprio così visto che si compone di appena tre articoli e di circa una trentina di tabelle, per un valore totale di 3,4 miliardi, distribuiti nel trienni 2010-1012.
“Non viene modificato quanto previsto per gli anni 2010 e 2011, abbiamo solo aggiunto il 2012″ ha spiegato il presidente del Consiglio Berlusconi , sottolineando il “cambiamento epocale del sistema di presentazione della Finanziaria, perché negli anni precedenti c’era sempre un assalto alla diligenza e uno scontro tra ministri e partiti. Abbiamo evitato l’assalto delle lobbies e soprattutto quello che accadeva negli anni che vanno dal 1980 al 1992 e cioè la moltiplicazione per 8 del debito pubblico, cosa che stiamo ancora pagando”.
Per qunto concerne la “destinazione” questi 3,4 miliardi saranno destinati al rinnovo dei contratti del pubblico impiego, precisamente con questa suddivisione: 693 milioni nel 2010, 1.087 nel 2011 e 1.680 nel 2012. Si tratta di 1,8 miliardi per il settore statale e 1,6 miliardi per il settore non statale, almeno fino a quando non si giungerà ad un accordo duraturo sui contratti.
Altro punto importante quello delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni che verranno estese fino al 2012, senza dimenticare il buco di circa 3 miliardi che pende sulle pensioni agricole.
Pochi e alquanto scarni quindi i punti affrontati e le soluzioni proposte che non fanno di certo ben sperare.
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Tag:finanziaria, investimenti, Italia, palazzo chigi, pensioni, PIL, silvio berlusconi, tremonti
Scritto Giovedì 17 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Notizie leggermente positive giungono dall’Europa sull’economia italiana, sebbene i dati non siano ancora incoraggianti, visto che le previsioni di crescita nell’Eurozona si attestano ancora a -4%. Tuttavia la situazione sembra essere migliorata, facendo ben sperare per la seconda metà dell’anno.
Tuttavia le incertezze rimangono.
Per quanto concerne l’Italia, si è sottolineato come il Pil italiano segnerà nel 2009 una contrazione del 5% su base annua, ma vedrà una piccola ripresa nella seconda metà dell’anno che daranno “piccoli impulsi positivi alla crescita” nel 2010. È quanto stima la Commissione Europea nelle Previsioni intermedie pubblicate oggi. “Per l’anno nel suo complesso – si legge nel documento – l’attività economica secondo le proiezioni dovrebbe contrarsi del 5%, il peggior calo annuo in numerosi decenni”.
L’economia italiana avrà un “miglioramento progressivo nella seconda parte dell’anno”.
Sono queste le stime del Commissario europeo agli affari monetari, Joaquin Almunia, che con riguardo all’Italia ha sottolineato che la contrazione per il nostro paese sarà pari al 5%, sebbene non si possa sottacere che alcuni segnali di ripresa ci sono come ad esempio la crescita della fiducia da parte dei consumatori.
Previsioni che aprono qualche bagliore di speranza, ma avranno davvero un fondamento e soprattutto un seguito?
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Tag:crisi economica, europa, finanza, Italia, joaquin almunia, mercati, PIL, ue, UNIONE EUROPEA
Scritto Venerdì 4 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Non arrivano delle buone notizie dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, il quale ha annunciato che nei prossimi mesi i prezzi al consumo saliranno nuovamente, sebbene il tasso di riferimento resterà al suo minimo storico, ovvero all’1,0%.
“Ci aspettiamo che la stabilità dei prezzi venga preservata nel medio termine – ha detto Trichet – Gli indicatori disponibili sulle aspettative di inflazione restano fermamente in linea con l’obiettivo del consiglio direttivo di mantenere l’inflazione inferiore ma prossima al 2%”.
Ad ogni modo, ha aggiunto il numero uno dell’Eurotower, ” nel medio termine la pressione inflazionistica resterà bassa, in quanto l’espansione monetaria e creditizia continuerà a rallentare”.
Così ci aspetta per la zona euro una crescita negativa del Pil compresa tra -4,4% e -3,8%, mentre nel 2010 la situazione dovrebbe migliorare con un Pil che oscillerebbe tra -0,5% e +0,9%. Proiezioni al rialzo, quindi, rispetto a quelle del mese di giugno, che rifletterebbero secondo il numero uno della Bce i recenti dati macro.
Anche per l’inflazione le stime sono state infatti riviste al rialzo, con una proiezione di 0,2/0,6% per il 2009 da 0,1/0,5% delle previsioni di giugno, e di 0,8/1,6% per il 2010 da 0,6/1,4%.
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Tag:2009, 2010, BCE, crisi, economica, europa, finanza, Inflazione, PIL, prezzi al consumo, trichet
Scritto Giovedì 3 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Nonostante la crisi e il fantomatico problema di arrivare alla quarta settimana, gli italiani si confermano come i maggiori risparmiatori d’Europa.
Così mentre nel resto del Vecchio Continente sale in maniera vertiginosa l’indebitamento delle famiglie, in Italia si fa più attenzione al portafogli, riuscendo di conseguenza ad evitare un eccessivo carico di prestito sugli istituti di credito.
A “etichettare” gli italiani come le formichine d’Europa è un’indagine recentemente condotta dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre.
I numeri piu’ delle parole: ogni famiglia italiana ha un debito medio pari a 21.270 euro contro i 36.150 euro della Francia, i 37.785 euro della Germania, i 55.886 euro della Spagna e i 63.447 euro del Regno Unito.
“Ma il distacco rispetto ai principali competitors europei – spiega Giuseppe Bortolussi, segretario dell’Associazione Artigiani – risulta ancor piu’ interessante e, ovviamente ancor piu’ confortante, quando viene posto l’accento sull’indebitamento di tutte le famiglie in rapporto al Pil”.
Si scopre, cosi’, che i 524 miliardi di euro di debiti dei nuclei familiari italiani incidono sul Prodotto interno lordo per il 34,2%. Un valore ben lontano da quello rilevato in Francia dove gli oltre 942 miliardi di euro fanno arrivare questo rapporto quasi al 50%.
Mentre i risultati piu’ eclatanti giungono da Germania, Spagna e, soprattutto dal Regno Unito, dove l’indebitamento delle famiglie, pari a 1.605 miliardi di euro, incide per piu’ del 100% del Pil.
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Tag:banche, credito, crisi economica, europa, famiglie, francia, germania, Italia, PIL, Prestiti, risparmio
Scritto Lunedì 24 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Il 2008 è stato un anno davvero difficile, soprattutto per le famiglie, che hanno dovuto fronteggiare rincari e riduzioni del potere d’acquisto. La crisi ha avuto dei significativi effetti innanzitutto sui consumi che sono diminuiti in maniera significativa.
Le ultime statistiche in merito sono state diffuse dalla “Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2008″ redatta del ministero dell’Economia, secondo cui la spesa delle famiglie italiane lo scorso anno si è attestata complessivamente a 922,6 miliardi di euro, segnando in 4 anni una crescita di poco più del 10%.
Ad essere colpita dalla crisi soprattutto la spesa alimentare, per la quale si è registrata una contrazione dello 0,9%, mentre nel 2007 si era registrata una crescita dell’1,2%.
“Bene, anzi male, dopo un anno anche il ministero dell’Economia denuncia quello che noi denunciamo in tempo reale e cioè la situazione delle famiglie e l’andamento dei relativi consumi”, accusano le associazioni Adusbef e Federconsumatori. Che poi aggiungono: “Il prossimo anno ci diranno che i consumi saranno calati del 2,5-3,0% nel 2009 come già oggi noi sosteniamo”.
Intervenire stimolando la crescita, questo chiedono a gran voce le due associazioni che per bocca dei rispettivi presidenti fanno sapere che “la domanda potrà essere stimolata solo attraverso un processo di detassazione del reddito fisso di almeno 1200 euro annui a partire dalla restituzione immediata del fiscal drag“, altrimenti qualsiasi altro intervento “non eviterebbe quello che si sta purtroppo profilando sui consumi, sulla produzione industriale e sul Pil”. Un meccanismo di sostegno che, vede come necessario istituire assegni di sostentamento per i precari e per chi è allontanato dl ciclo produttivo.
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Tag:2007, 2009, Adusbef, alimenti, consumi, famiglie, federconsumatori, Inflazione, Italia, PIL, prezzi, spesa
Scritto Venerdì 7 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
negativi i dati diffusi sull’andamento del PIL per questo secondo trimestre, visto che ci sarebbe stata una riduzione di circa lo 0,5% e un crollo annuo pari addirittura al 6%.
Un vero record negativo, che secondo l’Istat conferma il trend negativo degli ultimi mesi, visto che si tratta del quinto calo consecutivo, anche la contrazione e’ molto piu’ leggera rispetto alle precedenti.
Ma il dato su base annuale continua a marcare una pesante differenza. “La contrazione congiunturale del Pil è il risultato di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi”, spiega Istat.
Dati, quindi, piuttosto preoccupanti che confermano come l’Italia viva una situazione piuttosto difficile anche perchè altri paesi come il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno fatto registrare un andamento migliore: per il primo la riduzione congiunturale è stata dello 0,8% mentre per il secondo il calo è stato pari allo 0,3%.
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Tag:crisi, economia, Gran Bretagna, istat, Italia, PIL, riduzione, Stati Uniti
Scritto Sabato 1 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Sembra che le parole di Obama, in tour negli Stati Uniti per rassicurare i propri lettori sulla salute dell’economia americana, abbiano avuto oggi una conferma. Secondo quanto reso noto, infatti, sembra che il Prodotto Interno Lordo degli USA del secondo trimestre, ha visto una contrazione della ricchezza americana pari solo all’1%, risultati molto al di sopra delle attese.
Si tratta senza dubbio di un bel passo in avanti, che fa ben sperare sull’uscita degli Stati Uniti dalla crisi , sebbene ci sia ancora molto da fare prima di dichiarare cessato l’allarme.
Da segnalare che i consumi americani, i quali pesano per circa due terzi sull’economia, sono scesi in questo terzo trimestre dell’1,2%, un crollo inatteso soprattutto dopo la ripresa dello 0,6% registrata nei mesi scorsi.
Per questo si conferma la sensazione che il recupero sara’ lento mentre il numero dei senza lavoro preme sull’economia statunitense.
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Tag:consumi, crisi economica, finanza, obama, PIL, ripresa, usa