Cina ecologica: “Trattiamo per una svolta verde”

16Forse non ce lo saremo aspettati, ma con i cambiamenti climatici che si stanno attualmente verificando a Copenhagen, è stata proprio la Cina a chiedere direttamente agli USA di Obama di aumentare i tagli alle emissioni inquinanti. Secondo i cinesi, infatti, solo in questo modo il summit riuscirà a raggiungere il suo obiettivo, ovvero una “svolta verde”.

In cambio per questo favore richiesto, la Cina offre la sua disponibilità nelle trattative relative all’argomento, che insieme agli USA detiene il 40% del totale dei gas serra, per cui la Cina diventa -per ovvi motivi- importante per tale trattativa.

Ad esempio, Pechino offre di tagliare le emissioni del 50% (non prima del 2050), se i Paesi ricchi taglieranno quelle dei gas serra, entro il 2020, di non meno del 25-40%.

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G20: ecco le conclusioni

barak-obama Il G20 di Pittsburgh sembra aver preso una posizione sull’annosa questione dei bonus ai manager che, stando alla bozza di comunicato approvata, dovrebbero d’ora in poi essere legati ai risultati a lungo termine da questi conseguiti e non più alla condotta sul breve periodo.
Stando ad alcune indiscrezioni il testo prevederebbe in modo esplicito di “limitare i bonus a una certa percentuale dei profitti totali netti, quando non si sia in armonia con il mantenimento di una solida base di capitale”.
Una posizione quella del G20 che protende ad una maggior sicurezza e trasparenza, nonostante le cautele espresse da USA e Gran Bretagna che, rispetto alla Francia e alla Germania, sembravano protendere per posizioni più “morbide”.
Non si tratta tuttavia di un’intesa definitiva, visto che un compromesso definitivo ancora non c’è.
L’intento in seno al G20 è di attuare compiutamente la nuova normativa per migliorare qualità ed entità dei capitali bancari entro il 2012, con una progressiva applicazione mirata sull’evolversi delle condizioni finanziarie e sulla ripresa economica globale.
Altro punto di dibattito le misure da adottare per evitare un arresto improvviso della ripresa economica, punto questo alquanto delicato sul quale si guerreggia soprattutto la battaglia al protezionismo.

USA in uscita dalla crisi

obama Sembra che le parole di Obama, in tour negli Stati Uniti per rassicurare i propri lettori sulla salute dell’economia americana, abbiano avuto oggi una conferma. Secondo quanto reso noto, infatti, sembra che il Prodotto Interno Lordo degli USA del secondo trimestre, ha visto una contrazione della ricchezza americana pari solo all’1%, risultati molto al di sopra delle attese.
Si tratta senza dubbio di un bel passo in avanti, che fa ben sperare sull’uscita degli Stati Uniti dalla crisi , sebbene ci sia ancora molto da fare prima di dichiarare cessato l’allarme.
Da segnalare che i consumi americani, i quali pesano per circa due terzi sull’economia, sono scesi in questo terzo trimestre dell’1,2%, un crollo inatteso soprattutto dopo la ripresa dello 0,6% registrata nei mesi scorsi.
Per questo si conferma la sensazione che il recupero sara’ lento mentre il numero dei senza lavoro preme sull’economia statunitense.

Usa, sbarca l’alta velocità

treno_2Svolta storica nel trasporto degli USA. Dopo il gran parlare in Europa, l‘alta velocità approda anche negli Stati Uniti. Ad annunciarlo il presidente Obama, preoccupato forse di recuperare il ritardo rispetto a Francia, Spagna, Cina e Giappone.
“Noi abbiamo bisogno di un sistema di trasporti intelligente che risponda ai bisogni del ventunesimo secolo”, ha dichiarato Obama.
Il piano varato dal governo americano prevede 8 miliardi di dollari in due anni per i treni ad alta velocità, oltre al sussidio annuale che il governo passa al servizio di treni passeggeri Amtrack.
Altri 5 miliardi andranno invece al finanziamento degli stati che decidono di investire nell’alta velocità. “Si tratta di un primo passo. Noi sappiamo che questo sarà un progetto a lungo termine”, ha continuato il presidente Usa, sottolineando che in questo modo sarà anche possibile creare migliaia di nuovi posti di lavoro.
Il piano comporterà la creazione di 12 nuove linee delle quali alcune in California, con l’idea di poter collegare San Francisco-San Diego, oltre a una lunga linea sulla costa est, dal New England alla Florida, e ad altre tratte nel nord ovest del Paese.

Piano di acquisto

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Gli Stati Uniti hanno reso noto stamane gli attesi dettagli del piano per gli investitori privati per aiutare le banche a eliminare fino a 1.000 miliardi di dollari di asset tossici che stanno paralizzando i prestiti e hanno condotto gli Usa in recessione.

Un funzionario dell’amministrazione Obama ha detto che il governo investirà dai 75 ai 100 miliardi di dollari del suo fondo di salvataggio [da 700 mld di dollari] in acquisti di asset tossici dalle banche, un provvedimento lungamente atteso che va al cuore della crisi del credito.

Rimane da vedere se gli hedge fund e gli altri investitori potranno aderire al piano.

Il programma prevede anche che il Tesoro Usa acquisti da 500 ai 1.000 miliardi di dollari di “legancy” asset dalle banche.

Il segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner illustrerà il programma ai media alle ore 13,45 italiane.

Si mangia!

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“Caro Presidente Obama dovresti decidere che il weekend dura tre giorni, fare gli affitti che costano meno soldi e dare alla gente animali gratis”. La lista dei desideri è stata spedita alla casa Bianca da Emily Morales, 9 anni, che abita a San Francisco. La sua è una delle 40mila lettere che arrivano ogni giorno al nuovo presidente degli Stati Uniti, ma ora fa parte di un libro che raccoglie bigliettini e disegni di bambini tra i 6 e i 14 anni che partecipano ai doposcuola gratuiti fondati dallo scrittore Dave Eggers in diverse città americane, da San Francisco a Chicago, da Seattle a New York.
I bambini sono stati una presenza costante della campagna elettorale di Obama, erano all’inaugurazione a Washington, ai comizi, erano con i genitori a fare il porta a porta in Pennsylvanya o in Indiana e ricordano la festa del 4 novembre:
“Tutti nel mio quartiere – racconta Teresa di San Francisco – si sono messi a suonare i clascson delle macchine, a gridare e a mandare sms sul fatto che eri stato eletto presidente”.

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Il cemento ambientalista

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L’America di Obama punta sul New Deal verde per svegliare l’economia: innovazione e ambiente. E in Italia? Berlusconi tira fuori dal cilindro la solita deregulation dell’edilizia, con la concessione di volumetria in regalo a chi investe sul mattone. Come se il paesaggio italiano non avesse già subito abbastanza violenze… Che bisogno c’è di incentivare l’edilizia in un paese che consuma ogni anno 250 mila ettari di suolo? Soltanto negli ultimi 15 anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati e/o cementificati. Questa è la risposta di un imprenditore che è partito dall’edilizia (EdilNord) e non sa immaginare altre risposte. Il Paese avrebbe bisogno di puntare su scelte SOSTENIBILI. Meno cemento, più movimento.

E’ intesa sul piano Obama

barak-obamaBarak Obama ce l’ha fatta. Il nuovo presidente degli Stati Uniti è riuscito infatti ad incassare il sì della Camera e del Senato sul piano di rilancio dell’economia americana. La manovra così, che complessivamente prevede 789 miliardi di dollari, passa alla fase di ratifica del nuovo progetto che sarà votato giovedì prossimo.
L’intesa raggiunta è arrivata in seguito alla presentazione, da parte del ministro del Tesoro Tim Geitnner, del piano di salvataggio delle banche americane, grazie ad una serie di negoziati che hanno consentito di “risolvere le divergenze” tra il progetto presentato dalla Casa Bianca di 820 miliardi di dollari e quello avanzato dal Senato di 838 miliardi.
Tra le iniziative più importanti contenute nella strategia economica di Obama spicca il taglio delle tasse per la classe media e la creazione di circa 3,5 milioni di nuovi posti di lavoro.
Staremo a vedere se le misure prese dal nuovo presidente riusciranno effettivamente a risollevare le sorti dell’economia americana e con esse quelle delle economie europee.