Partenza negativa per le borse europee

borse_economicheAprono male la settimana le principali piazze finanziarie europee che questa mattina hanno fatto registrare un ribasso generale: Londra perde lo 0,64%,Bruxelles lo 0,14%, Zurigo lo 0,06%, Parigi lo 0,53%, Amsterdam lo 0,51%, Francoforte lo 0,66% e Madrid lo 0,59%.
Non va meglio Piazza Affari che ha aperto la seduta con un calo generale dello 0,42%, un trend negativo poi confermato dalla rapida discesa dell’indice generale per il resto della mattinata sino a toccare la soglia dei due punti percentuali in meno.
Male anche il mercato asiatico, segnato da ribassi e perdite generali che hanno travolto tutte le piazze finanziarie con l’unica eccezione di Shanghai che ha terminato sopra la pari e di Tokyo, che ha concluso a +1% è tornata ai massimi dal 7 ottobre. L’indice Nikkei ha recuperato circa il 40% dai minimi di marzo.
Per quanto concerne la performance peggiore in Europa, particolarmente male è andata Bruxelles con 1,9%, mentre a Milano gli indici peggiori sono stati Enel e Finmeccanica,mentre perdono di meno Bulgari, Buzzi e Pirelli. Positivi, tra i titoli a maggior capitalizzazione, soltanto Mediobanca (quasi il 2%), Lottomatica (poco più dell’1) e Telecom (poco meno di mezzo punto).

Mercati su e giù

borsa_valori_new_yorkComincia male la settimana per le Borse.
Chiusi i mercati europei, causa vacanze pasquali, Wall Street registra indici in calo, mentre a Tokyo la chiusura è stata negativa.
A New York il Dow Jones ha cominiciato con un -0,21% a 8.066,17 punti, il Nasdaq composite -0,66% a 1.641,61 punti e lo S&P 500 -0,14% a 855,33 punti, mentre a Tokyo, nonostante due giorni sostanzialmente buoni e l’annuncio del programma per rilanciare l’economia del paese, gli indici giapponesi hanno perso quota, con il Nikkei a meno 39,68 punti, pari allo 0,44 per cento.
Nonostante questi dati la tendenza della settimana appare positiva, visto che il mercato finanziario nipponico ha guadagnato circa il 15% in un mese.
Per quanto concerne le altre piazze asiatiche, la migliore resta quella di Shanghai, con un guadagno di oltre il 40%, ma si difende bene anche Singapore, dove la tendenza è stata analoga.
Il volume degli scambi è rimasto comunque più basso del normale, a causa delle festività in corso in alcuni paesi della regione che hanno fermato i mercati: e infatti, le Borse di Hong Kong, India, Thailandia, Nuova Zelanda e Australia sono rimaste chiuse.

Borsa giapponese in ripresa

me_7131Segnali di ripresa sembrano giungere dalle borse giapponesi che hanno fatto registrare un bel rialzo, trainate dalle banche, in particolare da Mitsubishi UFJ Financial Group.
Buona, quindi, la chiusura di ieri con un balzo di ben l’1,8% dovuto al ben andamento delle banche le quali a loro volta hanno potuto usuffruire di un notevole allentamenro della tensione sullo stato di salute delle agenzie di prestito immobiliare americane.
Tra i titoli quotati il Nikkei ha fatto registrare un+ 1,78% a 7.704,15 punti, ai massimi di chiusura dal 16 febbraio, mentre l’indice allargato Topix ha terminato a 741,69 punti, in rialzo del 2,4%.
Ripresa, quindi, che si spera stia innaugurando un perioro di rialzo generalizzato.

Mercati in ripresa

me_7131Chiude bene la Borsa di Tokyo con un rialzo del 4.55% sulla scia della bella prestazione di Wall Street. L’indice Nikkei, infatti, si è portato a quaota 7.376,12 punti, 321,14 in più della chiusura di martedì. Molto bene anche le altre piazze asiatiche: Hong Kong ha segnato in apertura +4,40%.
Il mercato giapponese riesce quindi a superare la fase negativa degli ultimi tre giorni che aveva ribassato molto il Nikkei, facendogli toccare delle quote che non si registravano da 26 anni. A risollevare le sorti del mercato asiatico, e non solo, la notizia di una possibile ripresa del sistema economico americano, in particolare la bella ripresa di Citigroup.
“L’ottimismo su Citigroup - ha commentato Yumi Nishimura, di Daiwa Securities - ha contribuito a migliorare la percezione sulle prospettive del sistema finanziario. I timori di ulteriori svalutazioni o richieste di nuovi aiuti sembrano alleggeriti”. Positivi gran parte dei 33 settori azionari del Tokyo Stock Exchange: in evidenza i titoli bancari, finanziari e assicurativi.
Buone le prestazioni anche in America Latina, dove la Borsa ha chiuso in forte recupero e l’indice Merval ha guadagnato il 5,41%. Molto bene anche il mercato azionario brasiliano, con l’indice Ibovespa che ha chiuso a +5,59%.
Nel frattempo il prezzo del petrolio si mantiene stabile, essendo contrattato a 45,73 dollari a barile, con un rialzo di appena 0,02 dollari sulle quotazioni di martedì sera a New York, dove aveva perso 1,36 dollari scendendo a 45,71 dollari a barile.

Mercati americani in calo

30aNuovamente in discesa i mercati americani che nonostante la chiusura di ieri di Wall Street ha registrato una caduta considerevole dell’indice S&P 500 che, rispetto alla chiusura di venerdì, ha fatto già registrare una perdita di due punti percentuali.
Male anche la piazza giapponese che, dopo la brutta figura del ministro Nakagawa in Eurovisione, ha visto il Nikkei 225 arretrare di circa 1,35%.
In calo anche i mercati europei con il future sull’Eurostroxx che perde circa l’1,8%.
Va invece bene il mercato delle obbligazioni tedesco con il bud future a 125,50, mentre continuano anche le vendite sui titoli italiani.
Per quanto riguarda le monete il dollaro sembra si stia rafforzando rispetto all’euro(1,2640) e allo yen(116,40).

La crisi investe anche i mercati giapponesi

bandiera Giappone Anche la Borsa di Tokyo va giù!
Le cause?La crisi economica che non accenna a diminuire, i deludenti risultati economici statunitensi e i conti in rosso, per la prima volta nella sua storia, di Toyota.
Nikkei quindi in calo, con una perdita rispetto alla seduta precedente di ben il 2,37%.
L’indice si è quindi assestato intorno all’8.517,10, perdendo 206,68 punti dopo aver raggiunto ieri il livello più alto nell’ultimo mese.
Un calo netto ha fatto registrare anche Toyota che, perdendo ben il 3.97%, ha trascinato dietro di sè tutto il comparto automobilistico, aggravando la crisi globale che non fa preannunciare nulla di buono almeno per il primo trimestre del 2009.
Nessuna buona notizia, quindi, all’orizzonte, visto che la crisi sembra ormai aver investito aziende storiche e solide.
Oltre a Toyota, infatti, anche Honda appare pittosto debole, perdendo il 5,9%, mentre neanche il mercato valutario sembra passarsela meglio.
In calo il dollaro, che rispetto a ieri, quando veniva quotato 90,85 yen, si è attestatoi oggi intorno al 90,38 yen.
Stabile invece l’euro che sembra contrastare meglio la crisi che sta ormai deteriorando i mercati globali.
La situazione globale rimane comunque allarmante e poche rassicurazioni possono quindi giungere dalla notizia dell’abbassamento del tasso Euribon che potrebbe aprire qualche spiraglio nella crisi USA e dare una nuova sferzata di vitalità all’economia globale.