Scritto Lunedì 8 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
I mutui continuano ad essere troppo alti, nonostante la Banca Centrale Europea abbia fissato il tasso di riferimento all’1%. A denunciarlo è l’Adusbef, che sottolinea come, nonostante l’intervento europeo, gli istituti italiani continuino a praticare tassi oltre il 6%. Necessario, quindi, secondo l’associazione dei consumatori, stillare una classifica indicando quelli che sono attualmente i mutui più convenienti.
L’ipotesi considerata è quella di un mutuo di 200 mila euro, in dieci o venti anni, a tasso fisso.
Il primo posto spetta a “Che Banca”, con un Taeg (tasso annuo effettivo globale) rispettivamente del 5,04 e del 5,57 per cento. Al secondo posto per i dieci anni c’è l’Intesa San Paolo e per i venti il Monte dei Paschi. Per il tasso fisso a 30 anni, la palma della maggiore convenienza va a Woolwich e Barclays bank (entrambe con un Taeg al 4,87 per cento), la medaglia d’argento va alla Bnl. Se si sceglie invece il mutuo a tasso variabile per i dieci anni e i vent’anni vince il Monte dei Paschi, per i trent’anni la Ing Direct (l’intero studio è consultabile sul sito www.adusbef.it).
L’emergenza caro-mutui è diventata in questo periodo molto più forte a causa della crisi e soprattutto dell’insolvenza delle banche. Un problema sul quale anche il ministro del Walfare, Maurizio Sacconi, ha deciso di intervenire, chiamando in causa direttamente le banche. “Il governo è insoddisfatto del modo in cui servono le imprese – commenta – oggi si sono allontanate da quei modelli che hanno accompagnato la crescita negli anni Cinquanta e Sessanta”, si sono “centralizzate, burocratizzate, allontanate dal territorio”.
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Tag:Adusbef, banca centrale europea, maurizio sacconi, Mutui, tasso fisso
Scritto Lunedì 27 Aprile 2009 da Lucia Cocozza
Giancarlo Mattei, direttore commerciale Emilia Ovest di Unicredit, risponde oggi alle richieste avanzate sui quotidiani nei giorni scorsi dalla Cgil di Reggio Emilia, la quale aveva chiesto un maggiore impegno e attenzione alle famiglie in difficoltà. Mattei ha, infatti, ribadito che il gruppo intende fare quanto in suo potere per aiutare i cittadini a superare questo delicatissimo momento congiunturale.
Tra le varie iniziative messe in campo da Unicredit c’è “Insieme 2009″, un progetto con il quale il gruppo bancario ha congelato fino ad un anno le rate del mutuo, predisponendo anche dei piani ad hoc in modo da veire maggiormente incontro alle esigenze dei propri clienti.
prima di questa iniziativa Unicredit aveva già avviato la campagna “check up del mutuo”, con la quale il gruppo ha stabilito un contatto diretto con tutte quelle famiglie che avevano visto aumentare in maniera sproporzionata la rata del mutuo rispetto al proprio reddito, predisponendo inoltre una rinegoziazione del tutto gratuita del mutuo stesso.
Tra le varie proposte bisogna poi ricordare il Progetto Carta Etica che permette ad UniCredit di sostenere con 120mila euro un centinaio di mamme in difficoltà.
Un’attenzione ai temi sociali che il gruppo intende rafforzare per sottolineare la propria intenzione a valutare l’avvio di nuove iniziative che amplifichino l’esigenza di flessibilità richiesta dalla delicata situazione economica.
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Tag:cgil, crisi economica, Mutui, rate, unicredit
Scritto Lunedì 27 Aprile 2009 da Lucia Cocozza
Il terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo sta creando degli immensi disagi a tutti i cittadini colpiti. Per venire incontro alle esigenze dei residenti anche Equitalia ha deciso di attivarsi, inaugurando due linee telefoniche (0863-413235 e 0864-212772) dedicati a tutti quei contribuenti che dovessero ricevere cartelle esattoriali emesse prima del sisma e non bloccate dopo le decisione di sospendere per i contribuenti colpiti tutti gli adempimenti fiscali. Il servizio, attivo dal lunedi’ al venerdi’, dalle ore 8,30 alle 13,00 e dalle 14,30 alle 16,00, è stato disposto da Equitalia in adempimento delle disposizioni interne all’azienda in seguito al sisma.
Nello specifico sono state sospese tutte le attivita’ esecutive e cautelari, nonche’ quelle di notifica delle cartelle di pagamento e degli altri atti di riscossione, nonchè il pagamento delle rate dei provvedimenti di dilazione emanati dalle societa’ del Gruppo Equitalia o dagli enti creditori.
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Tag:abruzzo, adempimenti fiscali, equitalia, Mutui, numeri verdi, sospensione, terremoto
Scritto Giovedì 19 Marzo 2009 da Lucia Cocozza
L’Inpdap è nei guai. Il parlamentare eletto nella Circoscrizione estero per il Pd, Gino Bucchino, ha infatti rivolto ai ministri dell’Economia e della Pubblica Amministrazione un’interrogazione per conoscere i motivi della mancata emanazione da parte dell’Inpdap del Regolamento che disciplina l’erogazione dei mutui aggevolati da parte dell’Istituto di Previdenza pubblica per chi acquista una casa, fissando inoltre anche i tassi di interesse.
Nell’interrogazione Bucchino sottolinea come i tassi di interesse dei mutui ipotecari dell’Inpdap sono quelli stabiliti nel 2007 e quindi non adeguati ancora alla costante e apprezzabile discesa dell’Euribor (il tasso stabilito dalla Banca centrale europea) negli ultimi due anni. Il parlamentare quindi chiede ai ministri di prendere provvedimenti contro questo scandaloso ritardo, sollecitando contemporaneamente l’Istituto ad adottare il Regolamento del 2009 e ad applicarlo agli iscritti alla propria Gestione creditizia.
Solo in questo modo precisa Bucchino si potrà assicurare un trattamento equo e al passo con le innovazioni legislative.
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Tag:euribor, Gino Bucchino, inpdap, Mutui, Regolamento 2009, tassi di interesse
Scritto Martedì 10 Marzo 2009 da Lucia Cocozza
Anche se con due mesi di ritardo, l’Agenzia delle Entrate ha finalmente proclamato il provvedimento che le banche dovranno seguire per applicare il tetto del 4% sui tassi dei mutui.
Le agevolazione concessa dal Decreto Anti-crisi considte essenzialmente in questo.
Innanzitutto l’importo delle rate dei mutui a tasso variabile da pagare nel corso del 2009 sarà calcolato usando il tasso maggiore tra il 4% e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto. Il resto della rata non sarà addebitato dalla banca e verrà coperta dallo Stato sotto forma di credito d’imposta.
Il provvedimento riguarda tutti i mutui atasso fisso legati all’acquisto o alla costruzione di abitazioni, sottoscritti da persone fisiche entro il 31 ottobre 2008.
In ogni modo l’elenco completo dei beneficiari sarà disponibile per le banche attraverso il canale Entratel, sebben l’elenco non sia esaustivo, visto che il provvedimento prescrive che anche i soggetti non contemplati nell’elenco ma in possesso dei necessari requisiti potranno autocertificare direttamente in banca la loro situazione.
Peccato però che gli utenti non hanno accesso all’elenco. L’unica cosa che si può fare è quella di andare in banca a informarsi.
Il provvedimento è giunto, come detto, in ritardo e si spera che almeno per la rata di marzo i pochi beneficiari di questa norma potranno ottenere dei vantaggi, fermo restando che le banche dovranno restituire ai propri clienti quanto ingiustamento versato da questi per le prime rate del 2009 a causa della mancata applicazione del provvedimento da parte degli istituti bancari.
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Tag:Agenzia delle Entrate, banca, economia, Mutui, piano anticrisi, tasso fisso, tasso variabile
Scritto Giovedì 15 Gennaio 2009 da Lucia Cocozza
Leggero calo per l’Euribon, il tasso che le banche utilizzano per regolare le proprie politiche sui mutui ipotecari, che oggi si è attestato su 2,51%, ovvero il livello più basso dal gennaio 2006.
Come si regoleranno le banche?
Al momento l’intero settore è in fermento e qualche novità comincia a profilarsi all’orizzonte.
La Ing Direct ha, ad esempio, deciso di lanciare un nuovo mutuo a tasso variabile ancorato direttamente alla Banca Centrale Europea e non all’Euribon che sino ad ora era stato il parametro per i mutui variabili.
Seguendo la scia del gruppo olandese anche altri istituti hanno pensato di lanciare delle offerte analoghe. Bipiemme ha abbracciato la via degli “Euromutuo” ed ha deciso di implementare quanto già fatto lo scorso novembre. Con l’approvazione del decreto anti-crisi, infatti, il Governo aveva imposto alle banche di offrire ai propri clienti la possibilità di scegliere un mutuo a tasso variabile agganciato direttamente al tasso della Banca Centrale Europea, e la Bipiemme aveva subito risposto all’invito offrendo questa opzione.
Visti i precedenti c’è quindi da aspettarsi che altri istituti di credito faranno lo stesso, offrendo prestiti ancorati al costo del denaro.
Ma che cosa cambia con queste misure?
Dalle prime analisi emerge che lo spread, ovvero il margine di rincaro, applicato ai mutui ancorati al tasso Bce è più elevato rispetto a quello legato all’Euribon, risultando quindi più cari rispetto a quelli indicizzati all’Euribon.
Ad esempio i “mutui Bce” della Ing, rispetto a quelli Euribon, risultano più cari di 0,25 punti percentuali, mentre Unicredit applica un rincaro di 0,5 punti, Bipiemme un rialzo tra lo 0,3 e lo 0,7 punti percentuali o ancora il “mutuo Ambra” di Banca Sella costa 0,65 punti percentuali in più se legato al tasso Bce.
In controtendenza solo il Banco Popolare che per entrambi i prodotti applica uno spread del 2%.
Ma da cosa dipende il costo maggiore dello spread dei mutui Bce rispetto a quelli Euribon?
La spiegazione si rintraccerebbe nel fatto che il mutuo Bce incorpora una sorta di assicurazione, in virtù del fatto che il tasso Bce è più stabile rispetto agli indici Euribon, che sono molto sensibili alle variazioni del mercato, e quindi molto più esposti a oscillazioni anomale.
Come si fa allora a scegliere?
Ad oggi i mutui Euribon sono meno cari anche grazie al ribasso dell’indice, ma va comunque sempre tenuto presente che le variazioni degli indici Euribon possono essere repentine ed inaspettate, scatenando in ogni momento una situazione analoga a quanto è avvenuto lo scorso anno a causa dei mutui subprime.
L’unica raccomandazione possibile è quindi di stare sempre con gli occhi aperti!
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Scritto Giovedì 8 Gennaio 2009 da Lucia Cocozza
Nuove normative sul fronte della vecchia tassa di circolazione, che oggi si chiama tassa di possesso. E’ stato, infatti, stabilito che il bollo che attesta l’avvenuto pagamento del tributo dovrà essere conservata per i tre anni successivi a quello del pagamento, anche nel caso in cui il veicolo, sia esso una macchina o una moto, sia stato venduto.
Con questa nuova disposizioe si conformano così i tempi, visto che anche per gli altri pagamenti, quelli relativi alle bollette di gas, luce ed acqua, era sino ad ora quasi d’obbligo conservare le ricevute per un periodo che poteva variare dai 5 ai 10 anni.
Altra puntualizzazione. Se l’operazione è stata effettuata tramite banca, sarà obbligatorio conservare anche gli estratti conto dell’istituto di credito, in modo da poter rendere incontestabile l’avvenuto pagamento.
Cinque anni è il tempo previsto per le ricevute delle contravvenzioni stradali e dell’ICI, per le spese di ristrutturazione di case che hanno dritto alle esenzioni fiscali e per le quietanze delle singole rate dei mutui.
Per quanto concerne le tasse pagate per la nettezza urbana e del canone Rai il termine di “conservazione” sarà di ben dieci anni.
Quindi, cari consumatori, d’ora in poi tenete libero un bel cassetto dove conservare tutte le vostre ricevute.
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Tag:canone rai, contravvenzioni stradali, ici, Mutui, ricevute, tasse
Scritto Mercoledì 24 Dicembre 2008 da Lucia Cocozza
Finalmente una buona notizia sul fronte economia.
Il tasso Euribor, quello di riferimento per fissare l’interesse sulle rate dei mutui, ha infatti subito una flessione, scendendo sotto quota 3%, cosa che non accadeva dal giugno del 2006.
Un notizia positiva quanto inattesa, vista soprattutto l’impennata che gli stessi tassi avevano subito nel corso della scorsa settimana.
La causa di questa riduzione è da ricondurre soprattutto alla decisione della Banca Centrale Europea di tagliare i tassi di interesse di 175 punti base e di procedere ad una revisione delle regole sui prestiti, così da ridurre il tasso interbancario dai massimi storici.
Tuttavia gli effetti positivi di questa riduzione non sono stati per la maggior parte ancora avvertiti e questo a causa della forbice tra tassi interbancari e tassi ufficiali, che risente ancora delle tensioni sul mercato dei cambi.
Insomma per vedere dei miglioramenti nelle proprie tasche i consumatori dovranno ancora aspettare un pò, sperando che questo trand positivo non si interrompa.
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Tag:banca centrale europea, Francoforte, Mutui, tassi di interesse, tasso euribor
Scritto Mercoledì 17 Dicembre 2008 da Lucia Cocozza
Sui mutui c’è molto da dire e, purtroppo, tutto è sempre il contrario di tutto.
Fino a poco tempo fa, infatti, l’unica difesa contro i rischi sembrava essere il tasso fisso, che consentiva di ottenere nuovi finanziamenti e di proteggersi dai tassi impazziti dell’Euribor.
Ebbene sembra che anche questa ultima “barriera” sia stata abbattuta e che, paradossalmente, una nuova difesa possa giungere solo dal tanto demonizzato tasso di interesse variabile. A contribuire a questa svolta è stato soprattutto il Decreto Anti-crisi per il 2009 che ha fissato, per i soli tassi variabili, il tetto massimo del 4%.
Questa nuova normativa ha beneficiato coloro che avevano effettuato il passaggio da fisso a variabile, ma ha anche fortemente penalizzato quelli che avevano scelto, per motivi di prudenza, di sobbarcarsi il maggior costo del tasso fisso.
Un ruolo importante in questa “riscossa” dei tassi variabili ha poi giocato anche la drastica riduzione degli Euribor che ha reso i tassi variabili molto più convenienti.
Cosa fare duque?
Una delle strade percorribili sarebbe quella della rinegoziazione e della surroga che attualmente potrebbe consentire un risparmio mensile secco tra il 5,8 e il 16,8%, in previsione del prevedibile ed ulteriore calo degli Euribor nel 2009.
Ma prima di compiere questo passo sarà bene pensarci visto che gli Euribor, come tutti gli indici, non scenderanno in eterno e che quindi un rischio, e anche forte, rimane.
I più prudenti potranno quindi decidere di restare fedeli alla “formula fisso”, stipulando così un mutuo con un tasso che, magari oggi comporterà dei costi superiori, ma che risulterà più conveniente e sicuro in ottica pluriennale.
Tuttavia, è bene ricordarlo, anche i tassi fissi nascondono delle insidie, collegate all’andamento dei tassi Irs, per i quali si prevede una discesa nel 2009.
Il risultato?Nessuna certezza sulla scelta o sulla convenienza dell’una o dell’altra opzione, il mutuo rimane un “terno al lotto”.
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Tag:indici Euribor, Mutui, tasso fisso, tasso variabile