Carlos Slim: dal Messico, l’uomo più ricco al mondo

Carlos Slim

Carlos Slim

Lo ha sancito il magazine “Forbes”, che ogn anno spulcia tra le tasche dei più ricchi del globo e ne decreta il vincitore.

Carlos Slim è un magnate che possiede network televisivi e di telefonia in nord e sud America, tanto che gli hanno permesso di accumulare tanta ricchezza da superare anche Bill Gates.

Il suo patrimonio? Slim ha nel suo conto in banca 53.5 miliardi di Dollari che, nonostante la crisi economica diffusa, sono aumentati rispetto ai “soli” 35 miliarid di Dollari che il magnate possedeva fino a due anni fa.

Per quanto riguarda la classifica di “Forbes”, ci sono anche i prodigi; ad esempio, il miliardario più ricco dello scorso anno è stato Mark Zuckerberg, ovvero il fondatore di FaceBook (che ha fruttato al giovane studente ben 4 miliardi di Dollari.

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Starbucks commercia tazze pre-Ispaniche, Messico rivendica diritti intellettuali

16Problemi da risolvere tra il gigante della caffetteria Starbucks, presente nelle maggiori città Eu e non, ed il Messico.

Il motivo, accusano i messicani è che la catena Americana ha realizzato e messo in comemrcio delle tazze per caffè il cui tema sono delle immagine pre-Ispaniche del Messico.
Nello specifico, le foto sulle tazze rappresentano il calendario Azteco, la Piramide Lunare, e le rovine di Teotihuacan (pre-Azteche); tali rappresentazioni hanno scatenato una piccola “lotta” per i diritti intellettuali.

Entro una settimana, la sezione archeologica del Governo del Messico ha informato che prenderà una decisione riguardo ad un possibile pagamento di multa che dovrà versare la Starbucks Corporation al Paese. Contemporaneamente, la Starbucks si difende dicendo di aver già pagato diritti e licenze prima di mettere in commercio le tazze.

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Petrolio:quotazioni in calo

il-petrolio-ad-un-nuovo-recordDopo una settimana caratterizzata da buone performance, tornano a perdere terreno le quotazioni del petrolio, le quali, tuttavia, sembrano contenere bene le perdite.
Nonostante ciò gli scambi sono terminati nella giornata di ieri con un bilancio piuttosto pesante, questo soprattutto a causa dei timori legati alla febbre da suino che sta colpendo il Messico e gli Stati Uniti.
Nelle ultime ore l’allarme si è spostato anche in Europa, facendo temere che, una diffusione del panico da epidemia, possa avere anche dei gravi contraccolpi sulla prospettiva di una ripresa dell’economia a livello mondiale.
Le vendite così hanno preso il sopravvento sul circuito del Nymex a New York dove il future con scadenza giugno è stato fotografato a quota 50,07 dollari, con una flessione del 2,9%, dopo essere arrivato a segnare nell’intraday una perdita superiore ai cinque punti percentuali.