Ma le auto ad idrogeno, che fine hanno fatto?

16Nel corso di tutto lo scorso anno c’è stata una massiva pubblicizzazione dell’auto, quella nuova, per eccellenza: l’auto ad idrogeno. Quella che sembra non aver difetti: rispetta l’ambiente, è economica, è il futuro.

Dopo vari workshop tra i Politecnici dello Stivale per far vedere agli Ing. Del futuro la grande tecnologia del mezzo, dopo servizi TV e articoli in cui si rilasciavano promesse, la famosa auto ad idrogeno – che avrebbe dovuto essere in commercio ora – è diventata la famigerata auto dei sogni.

Perché non ne parla più nessuno? Che fine ha fatto? Adesso è stato infatti deciso che l’auto ad idrogeno “non si può più fare” (!), perché costruire i rifornitori del prezioso gas sono troppo costosi da allestire; il che significa, in pratica, che se in questo preciso momento in California l’idrogeno viene venduto a simile prezzo della benzina, in altre parti del mondo gli interessi delle attuali compagnie petrolifere fanno credere che “i costi per ottenere l’idrogeno sono troppo alti”.

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Il mercato? Lo sostengono i teenagers

teenagerCrisi? Pare che per il mercato under 20 non ci sia. Una recente ricerca della TNS ha dimostrato che l’Italia dei giovanissimi non avverte la crisi.

Questa è la fascia di età sulla quale fa più presa il potere del marketing, soprattutto per l’abbigliamento e la tecnologia – come rivela la 4°edizione del convegno chiamato Teenagers, organizzato da Somedia.

I consumi di questo mercato di massa di nicchia sono infatti studiati per questo target d’età, cercando di coinvolgere questo pubblico e cercando di creare il bisogno di determinati servizi.

D’altronde, TNS diffonde numeri interessanti per il settore: il mercato dei teenagers fattura 9milliardi di euro annui, che non sono frutto di lavori svolti dai ragazzi (ad eccezione del 18%) ma da amorevoli elargizioni familiari.

Le cose indispensabili da avere quando hai meno di 20 anni? Accessori, telefonino, gadget (per telefonino), internet… ed il 73% di loro sostiene però di acquistare solo lo stretto necessario….

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USA: la Tv via cavo sposa quella generalista

televisione La Comcast, il più grande operatore di tv via cavo degli USA, riprova a rientrare alla grande nel mondo della televisione generalista, dopo aver tentato di strappare la Abc alla Disney, ora attacca la Nbc, e con ogni probabilità questa volta ce la farà.
L’offerta è di 7 miliardi di dollari per il 51% della rete televisiva: a vendere sarà la General Eletric che possiede l’80% della Nbc. Il restante 20% è invece in mano ai francesi di Vivendi, e proprio il loro atteggiamento sarebbe alla base di perplessità.
Al gruppo Nbc fanno capo anche le reti televisive Cnbc e Telemundo, la web TV HULU e gli studi cinematografici Universal.
Ancora incerti i termini dell’accordo che dovrebbe essere finalizzato a novembre. L’ipotesi più accreditata è che la Comcast arrivi a possedere il 51% di una nuova compagnia formata dalla Nbc Universal e dai vari network via cavo posseduti attualmente da Comcast, come E! G4 e The Golf Channel.
Il matrimonio non è però visto bene dal mercato.
Il primo ottobre quando è stata resa pubblica l’ipotesi dell’acquisizione, le azioni di Comcast sono precipitate del 7%. Vedremo come andrà a finire.

Settore auto:buona la ripresa

berlina_salone_dell_automobile_di_parigi_cruze_chevrolet_europe_02 Buoni i dati per il settore auto nel mese di settembre, nel corso del quale si è fatto registrare il quarto rialzo dell’anno.
Una performace positiva che deve senza dubbio essere attribuita agli incentivi pubblici.
Stando ai dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, a settembre sono state immatricolate189.476 autovetture nuove, con una crescita sullo stesso mese dello scorso anno del 6,8%.
“Questo aumento è stato ottenuto con qualche forzatura sui chilometri zero, ma è comunque un dato positivo”, commentano al Centro studi Promotor, che ricorda come siamo arrivati al quarto incremento consecutivo di un anno che era iniziato con un calo del 33% in gennaio e del 24% in febbraio.
Il Csp sottolinea comunque non a caso che la decisa inversione di tendenza del mercato automobilistico italiano è dovuta agli incentivi statali in vigore dal 7 febbraio.
La risposta a questo provvedimento è stata piuttosto lenta per un’insufficiente disponibilità di vetture incentivate.
Questo problema è però ormai risolto: “A partire da giugno, infatti, i bilanci mensili delle immatricolazioni chiudono in positivo e si può prevedere che così sarà anche nell’ultimo trimestre dell’anno”, spiegano gli esperti del CsP. Che arrivano a ipotizzare per l’intero 2009 un volume di immatricolazioni di oltre 2 milioni di unità, con un calo rispetto al 2008 contenuto ad appena il 5%.
Il Governo ha deciso di estendere il programma di supporto anche per il prossimo anno, da una parte questo ha impedito che ci fosse una corsa finale all’acquisto, dall’altra garantisce un 2010 più tranquillo.