Hedge fund più semplice il rimpatrio

fairmont-monte-carlo Poco prima della partenza dello scudo fiscale parte terza è stato varato un provvedimento che rende molto più semplice il rimpatrio di una particolare tipologia di strumenti finanziari.
Nel decreto-legge noto come “salva-infrazione”, che contiene provvedimenti per l’attuazione ad obblighi comunitari, varato dal Governo lo scorso 14 settembre, all’articolo 14 è previsto che i proventi dei fondi comunitari non ammortizzati e assoggettati a forme di vigilanza nei paesi esteri nei quali sono istituiti , situati nei paesi membri dell’UE e negli stati membri del SEE, siano assoggettati ad una ritenuta del 12,50% a titolo di acconto per esercenti e imprese commerciali e a titolo d’imposta per tutti gli altri contribuenti, persone fisiche incluse.
Nella tipologia dei fondi comuni non ammortizzati rientrano ad esempio i titoli speculativi e gli hedge fund e i fondi riservati. La tassazione sarà sul realizzato, ovvero applicata ai proventi distribuiti e alla differenza tra prezzo di cessione e di acquisto. Il nuovo trattamento fiscale, in vigore dal 1° gennaio 2010, elimina quindi una possibile remora al rimpatrio di questa tipologia di fondi, in quanto l’assoggettamento dei proventi a ritenuta da parte dell’intermediario italiano consentirà il loro mantenimento nel dossier “segreto” , trattandosi di accredito di reddito da capitale e plusvalenze realizzate riferibili a attività rimpatriate e tassati a titolo definitivo.

UE:ecco le previsioni per il 2010

unione_europea Notizie leggermente positive giungono dall’Europa sull’economia italiana, sebbene i dati non siano ancora incoraggianti, visto che le previsioni di crescita nell’Eurozona si attestano ancora a -4%. Tuttavia la situazione sembra essere migliorata, facendo ben sperare per la seconda metà dell’anno.
Tuttavia le incertezze rimangono.
Per quanto concerne l’Italia, si è sottolineato come il Pil italiano segnerà nel 2009 una contrazione del 5% su base annua, ma vedrà una piccola ripresa nella seconda metà dell’anno che daranno “piccoli impulsi positivi alla crescita” nel 2010. È quanto stima la Commissione Europea nelle Previsioni intermedie pubblicate oggi. “Per l’anno nel suo complesso – si legge nel documento – l’attività economica secondo le proiezioni dovrebbe contrarsi del 5%, il peggior calo annuo in numerosi decenni”.
L’economia italiana avrà un “miglioramento progressivo nella seconda parte dell’anno”.
Sono queste le stime del Commissario europeo agli affari monetari, Joaquin Almunia, che con riguardo all’Italia ha sottolineato che la contrazione per il nostro paese sarà pari al 5%, sebbene non si possa sottacere che alcuni segnali di ripresa ci sono come ad esempio la crescita della fiducia da parte dei consumatori.
Previsioni che aprono qualche bagliore di speranza, ma avranno davvero un fondamento e soprattutto un seguito?

Petrolio:mercato in rialzo

consumo-benzina L’AIE, l’Agenzia internazionale per l’energia, ha rivisto le sue previsioni sulla domanda globale di petrolio che, negli ultimi mesi del 2009 e per tutto il 2010, dovrebbe salire a causa principalemtne del miglioramento delle condizioni economiche in Cina e negli USA.
Le stime hanno subito un rialzo di circa 500mila barili per entrambi gli anni, sebbene l’Aie metta in guardia nel suo bollettino mensile che la ripresa economica sarà piuttosto lenta.
L’aumento è legato soprattutto alla produzione delle raffinerie cinesi, mentre quello delle raffinerie Ocse resterà in calo, specie in Europa e in Giappone.
I paesi dell’Opec hanno deciso di mantenere invariati i livelli di produzione ai target attuali di 24,845 milioni di barili al giorno, esprimendo ottimismo sulle prospettive di ripresa del mercato del mercato del gregge. E’ la terza volta nel corso del 2009 che i membri dell’Opec confermano i livelli di produzione fissati lo scorso dicembre, a conferma di come gli attuali prezzi del greggio, attorno ai 70 dollari al barile, siano considerati un giusto equilibrio in questa fase della congiuntura.
Secondo varie stime, gli 11 paesi membri dell’Opec producono oggi circa il 6 o 7 per cento in più della quota prevista, pari a circa 1,3-1,4 milioni di barili. E’ una situazione che viene tenuta sotto stretta osservazione dai vertici dell’Opec e che potrebbe rivelarsi dannosa in caso di una nuova frenata dell’economia che possa far scendere nuovamente il livello dei consumi. Al momento tuttavia le prospettive sono incoraggianti, soprattutto considerando la ripresa accelerata dei paesi emergenti come Cina e India che ormai consumano circa il 60% del petrolio prodotto dall’Opec.

Bernanke: la crisi si allontana

bernanke Segnali positivi arrivano dalla Federal Reserve.
Il suo presidente, Ben Bernanke, ha infatti dichiarato ieri che il peggio sarebbe finalmente passato e che, sebbene inizialmente la ripresa sarà piuttosto lenta, le cose dovrebbero iniziare a migliorare, facendo stabilizzare le economie mondiali, in primis quella americana.
Buone sembrano essere quindi le prospettive anche a breve termine e dei segnali positivi si vedono già nei listini di Borsa dove le dichiarazioni di Bernanke hanno diffuso un cauto ottimismo, facendo parallelamente salire anche le vendite degli immobili, mai state così alte negli ultimi tempi.
Stando ai dati registrati dall’associazione di settore National Association of Realtors le vendite avrebbero subito un rialzo del 7,2%, dopo l’aumento del 3,6 per cento a 4,89 milioni di giugno (valore invariato rispetto alla prima stima) e al livello più alto dall’agosto 2007. L’aumento è stato superiore alle previsioni degli analisti, che attendevano una crescita a 5 milioni di unità.
L’ottimismo del presidente della Federal Reserve è tuttavia contenuto, soprattutto perchè appare ancora critica la situazione dei mercati finanziari globali, ancora sotto pressione. Bernanke ha così sottolineato che appare urgente far fronte alle debolezze del sistema finanziario USA,soprattutto per quanto riguarda la gestione e la supervisione da parte del governo, e “costruire un nuovo quadro di regolamentazione finanziaria” anche a livello globale.

Apple, ottimi risultati!

iphone-apple La crisi in atto ha fatto sentire il suo peso, soprattutto nel corso di quest’anno,a nche sulle aziende produttrici di cellulari, le quali hanno dovuto far fronte a gravi perdite.
In questo quadro piuttosto negativo, c’è chi fa eccezione.
Si tratta della Apple, la quale sembra totalmente immune dalle contrazioni negative del mercato, almeno stando ai dati relativi al terzo quadrimestre dell’anno.
Questo primato positivo si deve probabilmente al ritorno in azienda dello storico CEO e co-fondatore, Steve Jobs, o alla qualità e all’alta tecnologia dei prodotti targati Apple.
Qualunque sia la causa, ciò che è certo è che i guadagni della Apple sono aumentati di circa il 15%, con un profitto totale pari a 1,23 miliardi di dollari. Un bel salto di qualità, se si pensa che lo scorso anno i ricavi erano stati pari a 1,07.
Dei risultati che sono stati capaci di stupire Wall Street e avrebbero potuto segnare un progresso ancor più marcato per l’azienda se non ci fosse stata di mezzo la crisi economica.
Le attese di Apple per il prossimo trimestre sono di un profitto compreso tra gli 8,7 e gli 8,9 miliardi di dollari.

Buon fine settimana per Piazza Affari

1019813_foto_1144681113_PIAZZA_AFFARI Si chiude bene la settimana per Piazza Affari che, grazie alla buona performance di Wall Street, è riuscita a concludere la settimana in rialzo, dopo una puntata abbastanza prudente.
Al termine della seduta il Mib è così riuscito a guadagnare lo 0,6% a 19.348 punti e all’All Share è salito dello 0,7% a 20.059 punti. Andamento piu’ contenuto per gli indici minori, a dimostrazione che gli acquisti si sono concentrati sulle blue chips. Il Mid Cap ha guadagnato lo 0,1% e lo Star e’ salito dello 0,1%
Tra i titoli a maggiore capitalizzazione svetta il rialzo di Ubi Banca ed Enel che salgono del 4,5%, Ubi grazie all’approvazione definitiva del bond convertibile mentre per Enel, oggi era l’ultimo giorno per aderire all’aumento di capitale. Finmeccanica è salita del 2,5% grazie a un report pubblicato oggi sul settore dell’aerospazio e della difesa, degli analisti di Nomura che hanno dato una raccomandazione di acquisto (buy) e un prezzo obiettivo di 12,5 euro. Prysmian ha guadagnato il 2,1% grazie a un consiglio di acquisto da parte di Centrosim. Rialzo del 2,5% anche per Buzzi e Autogrill, Cir è salita dell’1,6% su una raccomandazione di acquisto di Citigroup.

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Gas, via le norme antitrust

gasE’ stata cancellata dal Senato la norma che che aveva previsto e fissato una serie di tetti antitrust al mercato del gas. Le soglie erano state stabilite al 61% e avrebbero dovuto trovare applicazioni dal 31 dicembre 2010 fino al 31 dicembre 2015, con particolare riferimento all’Eni.
L’assemblea di Palazzo Madama ha, invece, di abrogare l’articolo 18 bis del disegno di legge sviluppo, anziché mettere mettere ai voti un disegno del presidente della Commissione Industria del Senato, Cesare Cursi, che prevedeva la soppressione della proroga, inserita nel corso dell’esame.
Il mercato torna, quindi, ad essere libero per la gioia dei produttori.
www.finanzaoggi.it Cesare Cursi a Mappero

BCE, nuovo taglio dei tassi d’interesse

bce01g La BCE ha nuovamente tagliato i tassi d’interesse. A partire dal 13 di questo mese, infatti, il tasso scenderà a quaota 1% contro l’attuale 1,25%, determinando così un nuovo taglio storico nella zona euro.
La riduzione è stata decisa giovedì scorso, e rappresenta la riduzione più bassa da quando, a partire dal 1999, la BCE ha cominciato a gestire la politica monetaria in area UE.
www.finanzaoggi.it Trichet sulla crisi economica, presidente della BCE, ha sottolineato che l’istituto “non ha deciso oggi che l’attuale livello dei tassi sia il minimo possibile”, anche se al momento, ha aggiunto il numero uno della Bce, i tassi «sono appropriati».
Immediate le ripercussioni sulle borse e sui mercati, con Milano e Londra che allungano il passo guadagnando il 2,42%, mentre Parigi l’1,6% e Francoforte l’1,58%, Amsterdam sale del 2,36%. Bene il comparto bancario con Commerzbank (+14,93%) e Dexia (+8,91%), ad eccezione di Lloyds (-8,22%), che ha indicato una crescita dei crediti a rischio. Salgono le materie prime con Kazakhmys (+7,91%) e Rio Tinto (+5,07%), mentre si muove contrastata l’automobile, presa tra lo scivolone di Porsche (-12,33%) dopo la fusione con Volkswagen (+0,79%) e il balzo di Renault (+4,56%).

Petrolio:quotazioni in calo

il-petrolio-ad-un-nuovo-recordDopo una settimana caratterizzata da buone performance, tornano a perdere terreno le quotazioni del petrolio, le quali, tuttavia, sembrano contenere bene le perdite.
Nonostante ciò gli scambi sono terminati nella giornata di ieri con un bilancio piuttosto pesante, questo soprattutto a causa dei timori legati alla febbre da suino che sta colpendo il Messico e gli Stati Uniti.
Nelle ultime ore l’allarme si è spostato anche in Europa, facendo temere che, una diffusione del panico da epidemia, possa avere anche dei gravi contraccolpi sulla prospettiva di una ripresa dell’economia a livello mondiale.
Le vendite così hanno preso il sopravvento sul circuito del Nymex a New York dove il future con scadenza giugno è stato fotografato a quota 50,07 dollari, con una flessione del 2,9%, dopo essere arrivato a segnare nell’intraday una perdita superiore ai cinque punti percentuali.

La BCE taglia i tassi d’interesse

bce01gLa BCE taglia ancora i tassi di interessi che si attestano oggi sull’1,25%. La riduzione è stata di circa un quanrto di punto, sui depositi dallo 0,5% allo 0,25% e dal 2,5% al 2,25% per quello marginale. Il taglio, deciso giovedì, porta il costo del denaro ad un nuovo minimo storico, vero e proprio record da quando la BCE gestisce la politica monetaria.
La decisione delude però il mercato che sperava in un taglio di mezzo punto, con la conseguenza di un rallentamento delle principali borse europee.
La decisione ha sorpreso anche il mercato dei cambi, dove l’euro è schizzato a quota 1,3419 dollari.
“A metà anno i tassi dovrebbero risalire” ha dichiarato il presidente della Bce Jean-Claude Trichet che però non ha escluso che fino ad allora possano ulteriormente scendere, aggiungendo che “l’economia dell’Eurozona si è indebolita ulteriormente nei primi mesi dell’anno e ci aspettiamo che rimanga debole per tutto il 2009 con segnali di miglioramento graduale nel 2010″.
Per il momento la pressione dell’inflazione è in diminuzione e tutti gli indicatori fanno presagire che resterà al di sotto del 2%.
Trichet ha poi aggiunto “Non abbiamo modificato la nostra posizione in materia di deflazione. Non vediamo materializzarsi per ora i rischi di deflazione. Certo molto dipenderà anche dai prezzi del greggio”.
Rinviate a maggio le ulteriori decisioni della BCE in relazione ad altri provvedimenti che si spingano oltre la leva dei tassi.