Armani anti-crisi
C’è chi sembra non risentire minimamente della grave crisi economica in atto. Se, infatti, gli stilisti americani devono fare i conti con la recessione e il calo delle vendite, il Made in Italy sembra in buona salute, per nulla scalfito dalle difficoltà internazionali.
A testimoniarlo è il ritorno di Giorgio Armani a New York, con l’apertura di una nuova boutique sulla Quinta Strada, il secondo innaugurato dalla stilista, nonché unico azionista della sua casa di moda, nella Grande Mela.
“Anche in tempi difficili, New York è sempre la stessa, bellissima New York. È vero però che le strade sono più vuote. C’é meno gente in giro”, ha commentato ieri lo stilista in un blog pubblicato sul New York Times.
Tra gli altri italiani tornati quest’anno a New York spunta anche Alberta Ferretti, Miss Sixty il cui direttore creativo ha così risposto alle domande dei giornalisti “crediamo che la moda sia prima di tutto un divertimento. Siamo ottimisti. Questa è anche la nostra risposta alla crisi”.
Tra gli stilisti americani la risposta alla crisi è stata invece di tipo pragmatico, improntata cioè a pochi eccessi e alla totale abolizione degli sfarzi.