Lavoro: tutti assenti per malattia

Italia 2010: freno alla disoccupazione

Meno disoccupazione

Meno disoccupazione

Secondo quanto sostiene il Rapporto Unioncamere 2010, le assunzioni previste quest’anno in Italia sembrano registrare un momento favorevole.

Le imprese italiane hanno registrato un +50.000 posti di lavoro, un numero che suer addirittura le stime del 2009, e quindi in calo di disoccupazione atteso è di fatto m igliorato.

L’ottava Giornata dell’Economia sostiene la stessa situazione di positività, per cui il tasso di entrata al lavoro è attualmente al +7%, mentre lo stesso tasso per l’anno precedente era del +6.8%.

Ap proposito, il presidente di Unioncamere dichiara:

“Le anticipazioni dei dati sull’occupazione confermano che il punto di maggiore flessione è probabilmente superato e che il sistema, pur continuando ad espellere risorse, sta seguendo una traiettoria più moderata rispetto a quella di Paesi a noi più prossimi. Dopo la Germania siamo infatti il paese che, tra i principali Ue, ha visto il minore incremento della disoccupazione. Lieve ma apprezzabile la ripresa delle assunzioni: 50mila unità in più.”

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Lavori sfiancati e mal pagati agli stranieri

Lavoratori stranieri

Lavoratori stranieri


“In Italia, gli stranieri riempiono un buco”

– Carlo Dell’Arringa, professore all’Università Cattolica di Milano, spiega così il ruolo degli extracomunitari nel Paese –

“Se non ci fossero stati gli immigrati, alcuni dei posti di lavoro che questi occupano, non sarebbero stati creati perché troppo costosi per il datore di lavoro”

Questa informazione, supportata dai dati Istat, conferma la dilagante presenza di manodopera straniera, impiegata soprattutto nell’artigianato, edilizia, manifattura ed infine cura della persona.
La necessità di moltissimi immigrati di guadagnare li spinge ad occupare posti di lavoro che per gli Italiani, nonostante l’attuale crisi economica, non sono appetibili.

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Economia e Lavoro in Italia: differenza tra nord e sud

Nord e Sud

Nord e Sud

Uno studio della Svimez messo a punto dalla “Rivista Economica del Mezzogiorno” ed incentrato sulle politiche economiche dello Stivale, rivela che la panisola soffra di grandi discrepanze lavorative tra nord e sud, con un picco di negatività in quest’ultima area geografica.

Che cosa accade nella parte meridionale dell’Italia? Diversi studi hanno rilevato che la tendenza all’arenamento nel campo del lavoro deriva da diversi fattori: il “lavoro nero”, così viene definito, includendo anche tutte le pratiche che danno poche garanzie al lavoratore, tra cui tassi d’interesse, i contratti atipici ed il basso investimento per ricerca e sviluppo.

Il costo del lavoro nel meridione, inoltre, sarebbe affetto da uno dei tassi più elevati della nazione: e se in Puglia la situazione è semi-normale, in Calabria, Sicilia e Basilicata si arriva fino a picchi del 26.4%.

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I furbi bigliettai Actv sono ritornati al lavoro

Biglietti

Biglietti

Sono diventati “famosi” in seguito al servizio di Striscia la Notizia, che denunciava la loro disonestà. Si tratta dei bigliettai Actv, che sbagliavano sempre a dare il resto (ne davano di meno, logicamente) ai turisti.

Dopo essere stati sospesi dal servizio nei mesi scorsi, due dei quattro bigliettai disonesti sono tornati in servizio nel corrente mese.

La ragione? La Procura sostiene di non aver sufficienti elementi che determinino la loro sospensione dal lavoro. Attualmente, i due bigliettai lavorano in una stazione differente, quella di Rialto e quella in Piazzale Roma.

Pare che i due bigliettai abbiano al momento qualche difficoltà nel ritornare alla vita quotidiana, disagio dovuto ai negativi strascichi mediatici del programma TV, tanto che entrambi vorrebbero intentare una causa per danni morali…

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Lavoro: aumento nelle retribuzioni secondo l’Istat

Aumento retribuzioni

Aumento retribuzioni

Un’indagine dell’Adnkronos emanata il 1 febbraio 2010 sostiene che al termine del 2009 si sia registrato un aumento dell’+3% delle retribuzioni.

Il dato sarebbe derivato con trasparenza dall’Istat – ma non solo: pare che questo aumento abbia toccato l’89.7% dei contratti lavorativi su tutto il territorio dello Stivale (ma solo dei lavoratori dipendenti, crf.). I dati sono freschissimi, quelli di dicembre ’09; a tale aumento ammonterebbe una quota corrispondente dell’88.0% del retributivo preso in considerazione.

Per quanto riguarda le retribuzioni ad ore, l’Istat è di nuovo positiva: pare che l’aumento abbia riguardato anche questo settore, registrando un +0.1% sulla retribuzione per ogni ora lavorativa. A paragone del mese precedente a dicembre 2009, quindi, dicembre 2009 vincerebbe con una percentuale del +2.8, e rispetto all’anno 2008 con addirittura il +3%.

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Papa Benedetto XVI auspica al lavoro

Papa Benedetto XVI

Papa Benedetto XVI

Papa Benedetto XVI si ricorda dei lavoratori durante l’Angelus di ieri a Roma:
“Fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l’occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie”

Lanciando un appello di sensibilizzazione al popolo per la Cei e verso la Fiat, il Pontefice invita anche alla presa di coscienza della preoccupante situazione lavorativa attuale, invitando tutti (imprenditori, lavoratori governanti) a fare il possibile per creare le condizioni che offrano maggiore stabilità per tutti.

Paradossalmente, al termine dell’Angelus, le colombe che solitamente vengono rilasciate in volo per auspicare pace e serenità, non hanno preso il volo. Ed i ragazzi dell’Azione Cattolica incaricati di indirizzare le colombe al volo, si sono potuti sentire commentare dai microfoni “… e te pareva!”

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British Airways al suo staff: “Se scioperate vi priveremo di tutti i privilegi!”

British Airways SuffersNon possono neanche più scioperare gli operatori di bordo della British Airways contro il taglio dei posti di lavoro. O meglio, possono farlo, ma la compagnia stessa ha minacciato il suo staff che li priverà di tutti i loro privilegi lavorativi.

Per arginare gli scioperi, la compagnia ha detto che priverà coloro che vi aderiranno di sconti e tariffe agevolate. I dipendenti rispondono definendo “scioccante e provocatori” questi dettami schiavizzanti.

Lo sciopero dovrà terminare entro il 22 febbraio prossimo. E nel frattempo, il segretario generale della compagnia ha detto che queste minacce erano solo “frivolezze”. Eppure il business administrator della BA scrive in un comunicato allo staff di volo: Non possiamo andare avanti così”.

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Lavoro: più disoccupati, meno possibilità

16Brutti i dati sul lavoro in questo periodo: più di 2 milioni di persone in cerca di lavoro in Italia, aumento della disoccupazione e degli inattivi, e diminuzione dei posti di lavoro. Il dato è preoccupante, soprattutto considerando che il tasso di disoccupazione italiano è al di sotto di quello della media europea.

E se in un anno si sono persi 389 mila posti, crescono gli inattivi (coloro che non cercano impiego), si abusa degli ammortizzatori sociali, e la crisi economica peggiora la situazione. E’ dal 2004 che si è ai massimi disoccupazionali (8.3%), fenomeno che colpisce anche le risorse (il settore giovanile).

Dalla politica, più che interventi, arrivano le solite parole che si limitano a descrivere una situazione già ormai ampiamente constata: “situazione impressionante” e “situaizone critica” e “situaizone allarmante”. Così viene raccontata l’Italia dai segretari e dai politici.

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Facebook: “Stranieri, scioperate!!”

16Facebook Italia si unisce creando un gruppo di 11 mila aderenti, tutti che incoraggiano gli stranieri a scioperare.

Il gruppo è convinto che lo sciopero degli immigrati sia fondamentale per far capire all’opinione pubblica come, senza l’apporto del loro lavoro, la società si privi di un apporto fondamentale al funzionamento della quotidianità.

E così il gruppo ha fissato la data della manifestazione il primo marzo 2010: “sciopero degli stranieri”. Ed invita tutti a partecipare, tanto che un messaggio recita:

Questo gruppo nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida ilrifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli.

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