Eurozona, interrotta la ripresa economica

La Commissione Ue lancia un nuovo allarme, la ripresa economica si è interrotta.

L’annuncio è arrivato in seguito alla lettura delle previsioni economiche d’autunno, che vedranno crescere l’Eurozona dello 0,5% nel 2012 rispetto all’1,5% del 2011, mentre l’Unione europea, nel suo complesso, vedrà la crescita rallentare allo 0.6% nel 2012 rispetto all’1.6% stimato nel 2011.

La conseguenza di questo crollo della fiducia nella futura ripresa frenerà gli investimenti e consumi, mentre il rallentamento della crescita mondiale limiterà le esportazioni. Problemi anche per quel che riguarda i risanamenti dei conti da realizzare urgentemente, che peseranno sulla domanda interna.

Dopo il 2012 è  previsto un ritorno a una crescita lenta di circa l’1,5% entro il 2013″. Il mercato del lavoro non dovrebbe migliorare eil livello della disoccupazione si manterrà agli elevati livelli attuali, circa il 9,5%”, mentre l’inflazione dovrebbe tornare sotto il 2% nei prossimi trimestri.

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Lavoro: troppi irregolari, il nero impera

Poco lavoro

Poco lavoro

In nero, irregolare, senza partita IVA, senza contratto: sono queste le parole più usate per descrivere l’inizio di questo nuovo settembre lavorativo, stando a quanto dichiarato dai dati diffusi dalla Confartigianato.

In Italia sarebbero attualmente quasi 640mila i lavoratori irregolari, la cui presenza più concentrata la si riscontra a partire dal Mezzogiorno in giù. La Calabria si contraddistingue come pecora nera tra le regioni, registrando la più grande disfuzione dello Stivale (con addirittura 1 su 3 lavoratori irregolari).

Chi ha perso il lavoro sono soprattutto le persone nella fascia d’età 25-54 anni, che lo hanno perso durante la crisi, con un numero maggiore di uomini rispetto alle donne.

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UE: crisi in ripresa, lavoro no

UE

UE

Lo dice Eurostat: anche se l’Eurozona accenna a segni di ripresa dalla crisi economica, purtroppo l’occupazione non dà invece altrettanti segni di ripresa. Si tratterebbe infatti solo di una leggera crescita economica, a cui non tutti i Paesi UE sono allineati, e quindi la svolta decisiva sembra ancora lontana.

La disoccupazione fuori UE, come in USA ed in Giappone, si attesta rispettivamente al 9.5% ed al 5.2%, mentre nel Paesi dell’accordo è più alta, al 10%, con picchi di crescita dei lavoratori inattivi. Al contrario, l’inflazione pare essersi registrata in calo, e pare che nello Stivale i consumi degli ultimissimi mesi siano cresciuti dello 0.2%.

(Foto © Stampalibera)

Lavoro: USA, luglio mese di crisi

Lavoro USA

Lavoro USA

Tempi duri anche in USA, dove Washington ha reso noto come lo scorso mese di luglio abbia segnato un picco negativo nell’impiego dei compagni oltreoceano.

Il Bureau of Labor Statistics ha rilevato uan contrazione ben superiore a quella da loro stimata, tra cui affiora una nuova categoria di disoccupati: esiste la fascia del lavoratori part-time, che però vorrebbero lavorare full-time ma la crisi non offre loro nè altre ore lavorative nè un altro impiego part-time aggiuntivo.

Crescono anche i cosiddetti “non attivi”, ovvero coloro un tempo classificati come “disoccupati”, ma scivolati nella nuova categoria a seguito di lunghi mesi di infruttuosa ricerca di un impiego.

(Foto © International-job-search)

Vigevano: corsi di autostima per i cassintegrati

Corsi di autostima

Corsi di autostima

Li ha organizzato Enrico Bindolini, della Confartigianato di Vigevano. Si tratta di corsi di autostima per i lavoratori in cassintegrazione, la cui frequenza sarebbe mirata ad aumentare la propria idea di sè nella difficile situazione.

Bindolini pensa che sia una buona occupazione, considerando che il periodo di cassintegrazione non permette di lavorare ma includerebbe la frequanza di corsi.

E, a chi gli dice che sarebbe meglio aiutare i lavoratori a muoversi nella ricerca di una soluzione reale, Bindolini spiega:

“E’ Per dare una scossa. Un messaggio. Agiremo sul livello psicologico, partiremo dal “fallimento” per poi procedere con un percorso positivo. Lo scopo è trasmettere il messaggio io ce la farò.”

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Sanità russa: al lavoro, fate la siesta come gli italiani

Russia

Russia

In questi giorni le autorità della sanità russe hanno dispensato dei consigli leggermente particolari ai loro cittadini per tener testa al caldo di questa estate 2010.

Oltre alla classica serie di raccomandazioni su come ripararsi dal sole, di bere acqua e di quali tessuti per indumenti sono consigliabili, le autorità consigliano anche ai lavoratori di fare una pausa.

Una pausa che loro chiamano “pisolino all’italiana” e che -dicono loro- sia tipica usanza quotidiana del popolo italiano, soprattutto durante l’estate (ma anche nel corso dell’anno).

Parrebbe così che gli italiani, insieme alla sacralità della pausa pranzo per i francesi, si classifichino tra le popolazioni europee che, al contrario della maggior parte dei colleghi dell’UE, siano disposti a mettere da parte il lavoro temporaneamente in favore del savoir vivre.

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Giovani: peggiore disoccupazione dal 2001

Lavoro

Lavoro

Lo dice l’Istat: i giovani disoccupati moderni sono quelli nella situazione peggiore di sempre, persino rispetto al 2001 (l’anno più sfortunato).

Il tasso di disoccupazione è diffuso in tutta Europa: tra i 15 ed i 24 anni, quasi il 30% dei giovanissimi non riesce a trovare un lavoro ed è disoccupato.

Ed è proprio quest’ultimo il dato che preoccupa maggiormente il Paese Unito, soprattutto considerando che tale dato è aumentato del 4.5% rispetto allo stesso periodo quadrimestre dello scorso anno.

E come ha rivelato l’Eurostat, pare che la disoccupazione sia in crescita in tutti i Paesi dell’Eurozona, in un solo anno, precipitosamente.

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Le donne lavorano in media 12 anni in più degli uomini

Donne lavoratrici

Donne lavoratrici

Pare che, divise tra casa ed ufficio, le donne italiane lavorino in totale 12 anni in più rispetto agli uomini.

E’ stato anche calcolato che le donne italiane spendono dalle 3 alle 5 ore quotidiane per i lavori domestici, e sono in testa alla classifica europea; mentre gli uomini spendono solo poco più di un’ora quotidiana nelle faccende familiari, scendendo nella classifica europea.

Inoltre, bisogna precisare che se il lavoro svolto dalle donne lavoratrici nelle faccende familiari e domestiche venisse retribuito, dopo il pensionamento ammonterebbe dai 200 ai 290 mila Euro. Le regioni più “ricche” in Italia sono:
- Campania: 295 mila Euro;
- Lazio: 211 mila Euro;
- Lombardia: 194mila Euro.

(Foto © Chong-ebiz)

Cina: i sindacalisti per Foxconn

La Foxconn in Cina

La Foxconn in Cina

Si sono mossi i sindacalisti cinesi, per cercare di far chiarezza nella burrascosa e penosa situazione dei lavoratori sfruttati, i cui ultimi si sono suicidati pochi giorni fa nella fabbrica di iPhone ed iPad Foxconn.

ASIANEWS parla per mezzo di Lee Cheuk Yan, sindacalista, che prende in considerazioni i suidici ed esprime la sua preoccupazione che la società cinese possa esplodere.

Si tratta di atti estremi che non dovrebbero mai essere commessi, e che sono frutto di una “politica gestionale oppressiva e cieca”. Senza timore di parlare, Lee Cheuk Yan spiega come i lavoratori, che spesso hanno lasciato la famiglia e sono privi di qualunque sostegno, vengano trattati come degli animali e siano sottoposti a pressioni tali da compiere molto spesso dei gesti estremi.

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Lavoro: tutti assenti per malattia

Assenteismo lavorativo

Assenteismo lavorativo

Situazione particolare, quella che emerge dalla stima della Fondazione ISTUD per il ministero del Welfare.

Pare che il numero degli assenti per malattia sul posto di lavoro sia in aumento del 27%; sorprendentemente, pare che gli accaniti della malattia siano i lavoratori più giovani.

La fascia d’età oscilla infatti tra i 25 ed i 34 anni, indifferentemente tra settore privato e pubblico. Ma non si tratta solo di pigrizia: i ricercatori hanno scoperto che l’assenteismo lavorativo è più che altro una reazione psicologica.

Infatti, se sul posto di lavoro ci fosse un clima generale migliore, i dipendenti sarebbero motiva, spinti alla produttività e più sereni; lo studio ha anche sottolineato come i lavoratori più giovani siano quelli che maggiormente risentono di questi disagi dovuti al cattivo clima aziendale.

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