La crisi rovina l’avanguardia

Europa

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Lo sostiene convinto Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, il quale specifica anche che l’attuale crisi economica ha “spazzato via” la crescita ottenuta alacremente in 10 anni.

Nonostante l’amarezza per la questione, Barroso sostiene che l’Euro rimanga tuttavia una “moneta credibile” che non desta preoccupazioni, piuttosto preoccupano gli attacchi alla sicurezza e l’attuale politica di alcuni Paesi (primo fra tutti, la Grecia).

Il Comitato economico e sociale europeo, tenutosi a Firenze, ha sollecitato tutti gli Stati membri ad un’operato collaborativo ed omogeneo nell’affrontare queste sfide immense. Ed intanto, il Tesoro Britannico annucia i tagli ai costi affermando: Leggi tutto »

UE:bisogna stringere la cinghia!

unioneeuropea Le ripercussioni di questi due anni di recessione economica si faranno sentire, e per lungo tempo. Già perchè la crisi economica sembra aver cancellato 20 anni di sforzi per rimettere in piedi le economie europee.
E’ questo quello che emerge da un documento della Commissione Europea, pubblicato in questi giorni sul sito della Dg Ecofin, che purtroppo dipinge un quadro piuttosto nero per le economie europee.
Nel documento viene altresì sottolineata la volontà espressa dalla Commissione di riportare le economie dei propri paesi membri su binari sostenibili, il che significa nuovi sacrifici al fine di evitare una nuova bolla dei debiti pubblici.
Inoltre la Commissione invita a non ripetere gli errori del passato, ad esempio a imboccare la via del protezionismo economico “o di qualsiasi misura che promuova gli interessi nazionali a spese del funzionamento del mercato unico”.
La situazione insomma mostra poco a poco le macerie di quello che è stato prima il nostro stile di vita, specie a danno delle fasce più deboli.
Non a caso il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, nel corso di una conferenza stampa sul G8 dell’Aquila, ha detto: “Non sappiamo ancora quando comincerà la ripresa, continueremo a muoverci nei prossimi mesi in territorio negativo ma dobbiamo cominciare a pensare a come uscirne, tenendo conto che non torneremo al potenziale di crescita che avevamo prima della recessione“. Appunto, niente sarà come prima.

Energia e internet, questi gli obiettivi dell’Europa

berlaymont_thumbLa Commissione Europea ha recentemente presentato, nel quadro dell’attuazione di ripresa approvato dal Consiglio europeo nel dicembre 2008, proposte di investimento in progetti fondamentali concernenti infrastrutture dell’energia e di Internet a banda larga. Questi progetti avranno l’arduo compito di fornire all’economia europea lo stimolo di cui essa ha grande bisogno, fissando nel contempo obiettivi strategici come la sicurezza energetica. Tutti gli Stati membri beneficeranno del pacchetto di misure, il quale contiene una breve comunicazione che descrive in generale il contesto e gli obiettivi dell’iniziativa, mentre per quanto riguarda i progetti energetici, è inserita una proposta di regolamento che concede alla Comunità un finanziamento per progetti strategici nel settore dell’energia. Si propone un importo complessivo di 3,5 miliardi di euro per gli investimenti di cattura e stoccaggio del carbonio (dotazione finanziaria: 1 250 milioni di euro), per i progetti di energia eolica offshore (500 milioni di euro) e per i progetti di interconnessioni del gas e dell’elettricità (1 750 milioni di euro). Per quanto riguarda la la banda larga, la Commissione propone di destinare 1 miliardo di euro per estendere e migliorare la connessione a Internet ad alta velocità nelle comunità rurali; tale importo, erogato mediante l’attuale Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, servirà a coprire gli attuali “vuoti” della mappa europea della banda larga (il 30% della popolazione delle zone rurali che non ha accesso alla banda larga). Infine per affrontare le nuove sfide contenute nella valutazione della politica agricola comune (PAC): impiegando gli attuali meccanismi di sviluppo rurale, 500 milioni di euro sarebbero destinati al lancio dei lavori per affrontare le “nuove sfide” definite nella valutazione della PAC, sfide costituite dal cambiamento climatico, dalle fonti energetiche rinnovabili, dalla gestione delle risorse idriche, dalla biodiversità e dalla ristrutturazione del settore lattiero-caseario.
Ne consegue quindi che nel quadro del suo piano europeo di ripresa economica, la Commissione ha proposto di stanziare per il 2009 e il 2010 altri 5 miliardi di euro provenienti dai crediti non spesi del bilancio dell’UE per progetti nel settore dell’energia e dell’infrastruttura a banda larga. L’idea era di accelerare gli investimenti necessari, attenuare gli effetti della recessione economica sul settore dell’edilizia e rafforzare il potenziale di crescita sostenibile a lungo termine dell’Unione europea, stimolandone l’economia con precisi obiettivi. Si tratta di un contributo importante all’obiettivo concordato di destinare l’1,5 % del PIL a misure di stimolo dell’economia, sia nazionali sia comunitarie.
La proposta è stata presentata questa settimana dal Presidente Barroso, d’accordo con i commissari Piebalgs, Fischer Boel e Reding. Con queste proposte la Commissione attua il mandato conferitole dal Consiglio europeo nel dicembre del 2008 affinché presentasse rapidamente un elenco di progetti specifici che tenessero conto di un adeguato equilibrio geografico. Per massimizzare gli effetti il più rapidamente possibile sull’economia in generale, è stato posto un particolare accento sulla necessità di impegnare le spese nel 2009 e nel 2010.
Affinché le proposte possano produrre quanto prima gli effetti perseguiti, la Commissione auspica che il Consiglio e il Parlamento europeo riescano a far progredire velocemente i dibattiti e l’adozione delle misure legislative. La Commissione pertanto si augura che possano essere accelerate le normali procedure delle altre istituzioni, per consentire una rapida adozione del pacchetto.

New entry nell’eurozona

euro_1.jpg Dopo l’ingresso nell’Unione Europea, il primo maggio del 2004, a partire dal primo gennaio di quest’anno la Slovacchia entra a far parte anche dell’eurozona, sostituendo la corona con l’euro ad un tasso di cambio di 1 euro=30,1260 Skk.
Così a partire dal 17 gennaio potranno essere utilizzate solo le monete e le banconote in euro per i pagamenti in contante, sebbene le banche continueranno a cambiare la vecchia valuta nazionale con la nuova moneta europea per un certo periodo ad un tasso fisso: i biglietti fino alla fine del 2009 e le monete fino a giugno dello stesso anno.
Realizzato, quindi, quanto promesso dall’Esecutivo “rosso-bruno” che, per bocca del socialdemocratico, Robert Fico, aveva appunto promesso il passaggio alla monta europea nel corso delle elezioni elettorali del giugno 2006.
Un obiettivo che Bratislava è stata capace di conseguire in momento a ir poco cruciale, visto che l’ombrello europeo viene visto da molti paesei ell’Est ome una sorta di ancora di salvezza, contro la grave crisi economica che anche questi paesi stanno attraversando.
Così l’8 gennaio il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, e il commissario Ue agli Affari Economici, Joaquin Almunia, voleranno a Bratislava per festeggiare l’ingresso della Slovachia nell’eurozona.
Generale, quindi, l’entusiasmo che è andato a stemperare l’iniziale scetticismo, soprattutto della popolazione slovacca che temeva che l’arrivo dell’euro potesse causare un indiscriminato incremento dei prezzi. Così per evitare che si verifichi il cosiddetto caro-euro il premier Fico ha annunciato un monitoraggio attento dei prezzi dei prodotti e delle tariffe dell’energia, con particolare attenzione a quelle di gas e acqua che, a quanto sembra, resteranno invariate per tutto il 2009, mentre quelle dell’elettricità aumenteranno appena dello 0,11%.
Unica incognita rimane l’inflazione che a novembre si attestava intorno al 4,9% e che rappresenta l’unico punto debole in un economia nel complesso piuttosto solida e basata soprattutto sull’industria automobilistica ed elettronica.
Per quanto riguarda, infine, il “look” degli euro slovacchi si è deciso di imprimere sulle monete da 1 e 2 euro la croce patriarcale su tre alture che compare nell’emblema nazionale della Slovacchia, le monete da 10 e 20 cent saranno dedicate al castello di Bratislava, mentre il monte Krivan, simbolo della sovranità slovacca, comparirà sulle monete da 1, 2 e 5 cent.
Bhè che dire, benvenuta Slovacchia!

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