Banca d’Italia: italiani, copiamo la Germania

Italia

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Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, sotiene che l’Italia dovrebbe prendere esempio dalla Germania per avviare la sua ripresa economica.

Come mai? Secondo Draghi, l’Italia deve puntare a crescere investendo sulla competitività e sulla produtività, come cercano di fare i colleghi UE teutonici. Soprattutto nello Stivale, dove il divario tra nod e sud è ancora pesante, è necessario assumersi alcuni rischi e la vorare sodo.

Draghi conclude con questa previsione:

“Il mio è un giudizio di cautissimo ottimismo, con la consapevolezza dell’esistenza di rischi. La ripresa c’é: è una ripresa trainata dalla domanda mondiale e che comincia ad essere sostenuta dalla crescita dei consumi e degli investimenti in Germania, ma è una crescita che nel resto di Eurolandia non è sostenuta ed equilibrata”

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Scuola e Gelmini: 200 mila precari senza futuro

Scuola

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Brutte notizie per i 200mila insegnanti precari italiani: il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, oggi, ha reso noto che le scuole pubbliche non sono in grado di posizionare ciascuno di loro.

La Gelmini ha aggiunto:

“I precari che ereditiamo sono 200.000, un numero spaventoso, che è il frutto di politiche disinvolte del passato che la scuola non era in grado di finanziarie (…) Nessun governo può assorbire 200.000 precari”.

Nel fratempo, il ministro sostiene di stare lavorando per ottimizzare l’impiego delle posizioni degl insegnanti, e sostiene che in questo periodo di ristrettezze economiche non è pensabile chiedere più risorse.

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Aumento pedaggi causa governo povero

Governo

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L’aumento dei pedaggi autostradali a Roma ha fatto infuriare praticamente tutti gli automobilisti. L’aumento non è infatti dettato da necessità di manutenzione o da operazioni straordinarie, ma solo dal fatto che il governo è in crisi economica.

Il responsabile lavoro e welfare dell’Italia dei Valori, Maurizio Zipponi, dichiara:

“‘L’aumento dei pedaggi autostradali e’ solo la ciliegina sulla torta che completa l’impopolare manovra economica del governo. Infatti, per tutto il 2010, erano gia’ state rincarate le tariffe dei treni, del gas, luce e degli aerei. Tali aumenti equivalgono a una spesa di circa mille euro in piu’ per ogni famiglia, con la conseguente drastica riduzione dei consumi e, in molti casi, del passaggio allo stato di poverta’ anche per intere fasce di lavoratori”.

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Invalidità: tanti costi, pochi invalidi

Invalidità

Invalidità

Pare che non tutti gli invalidi dichiarati in Italia siano realmente tali. Una condizione nella quale si cullano per sfruttarne i vantaggi, ma che va a scapito del Paese stesso.

Oltre al fatto che al sud c’è quasi il 60% in più degli invalidi del nord (comè posisbile?), il costo di ogni singolo soggetto nella siatuazione è di 7.359 Euro all’anno. Una spesa ingente per la qualità di vita dell’Itlaia, soprattutto considerando che spesso l’invalido non c’è, e che sono quindi soldi sprecati.

Lo scorso anno, lo Stato ha sborsato 15.504 miliardi di Euro, il 18,7% in più rispetto all’anno precedente.

(Foto © Impresalavoro)

Fiat in Serbia: problemi per l’Italia?

Fiat

Fiat

L’investimento che l’azienda locale produttrice di auto (Fiat) ha deciso di effettuare in Serbia, per la manifattura della nuova autovettura, non cessa di sollevare questioni in Italia.

I sindacati si incontreranno per discutere insieme al tavolo delle trattative il da farsi, e nel frattempo il sindaco Chimaparino ha discusso con Segio Marchionne per i lavoratori nostrani, e quest’ultimo ha affermato di non avere intenzione di precludere nulla a Torino, città madre della Fiat stessa.

Promesse (da mantenere) a parte, anche Berlusconi si pronuncia sulla questione della delocalizzazione dello stabilimento, e dichiara:

“Delocalizzazione non a scapito dell’Italia (…) In una libera economia ed in un libero stato un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione (…) mi auguro però che questo non accada a scapito dell’Italia e degli addetti a cui la Fiat offre il lavoro.”

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Riparare l’auto, in Italia, è facile

Auto

Auto

Si penserebbe un servizio ben fornito, per una volta, quello che gli italiani hanno per le loro autovetture: secondo i dati di Cna, gli automobilisti dello Stivale non avrebbero problemi a trovare un’offiina e un meccanico in causo di panne con la macchina.

I guidatori nordici, del centro e del sud hanno a disposizione un alto nuero di centri per questi servizi, come mai? Pare che la spesa per riparare l’auto, infatti, costituisca ben il 40% deicosti di gestione della stessa.

E così si ha un’officina ogni 533 veicoli in Piemonte e Valle d’Aosta, 545 auto per officina in Campania, 547 auto per quella in Veneto, 549 nelle Marche, 552 in Lombardia, 585 in Lazio e poi: Toscana (620 auto per officina), Umbria (625 auto per officina), Trentino Alto Adige e Umbria (625 macchine per officina) e Molise (697 auto per officina).

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Vigili squattrinati finiscono la benzina

Vigili

Vigili

E’ capitato pochi giorni fa ad una pattuglia di vigili nostrani: sono rimasti senza benzina e, come se non bastasse, sono anche rimasti a piedi. Il motivo? Non avevano più soldi.

Come ha infatti denunciato il comandante Serafino Di Peri, i fondi di bilancio destinati al mantenimento ed alal gestion interna si sono rivelati insufficienti. Oltre al fatto che l’inconveniente ha danneggiato l’immagine del Corpo stesso, i carabinieri si sono lamentati delle esigue risorse che sono loro disponibili in tempo di crisi.

Il problema andrebbe a sommarsi alla carenza di assunzioni e del personale, che si ricostruirebbe in un sovracarico lavorativo delle squadre operanti, seppur in condizioni non accettabili.

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Italia e lavoro femminile: necessario adeguamento alla media UE

Lavoro femminile UE

Lavoro femminile UE

L’impiego femminile in Italia è cresciuto, ma non è acnroa sufficiente se paragonato alla media di quello degli altri Paesi-colleghi membri dell’Unione Europea.

Se nell’UE l’impiego femminile è andato aumentando, arrivando ad 59.1%, in Italia questo è ancora tragicamente e tristemente fermo al 46.4%. Oltre ad essere gratuitametne ingiusto e retrogrado, è anche oggettivamente controproducente per il Paese stesso: l’impiego femminile in Paesi UE più moderni e colti ha rilevato come le donne, soprattutto nelle posizion di potere, siano in grado di performance speriori a quelle maschili.

La ragione di questo? Semplice: nella storia, ma anche nella struttura del cervello femminile: abituate antropologicmente a esperienze più dolorose e che richiedono più impegno, le donne sono anche in grado di gestire strategicamente e monitorare meglio le situazioni, soprattutto sotto stress (cosa che non riesce con successo a molti uomini) poichè il cervello delle donna ha la grande possiblità di essere multitasking.

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Italia: gli stipendi più bassi dell’UE

Barzelletta italiana

Barzelletta italiana

Arriva un altro prima negativo per lo Stivale, questa volta riguarda i salari nazionali, che sono i più bassi tra i Paesi dell’Unione Europea. Un salario medio italiano è di 30,794 Dollari (calcolato nell’ultimo anno), mentre la media del salario dei Paesi occidentali è di 41mila Dollari.

I salari italiani, oltre ad essere i più bassi, sono anche gli unici a rimanere fermi, bloccati. Al contrario, nei Paesi occidentali sopracitati, 10 anni fa il salario era di circa 30mila Dollari, ma è cresciuto adeguandosi ai cambiamenti ed al costo della vita.

La Uil, che rammenta come in Italia 1 giovane su 2 sia precario, sulla situazione nostrana degli stipendi dichiara: Leggi tutto »

Italia: hot spot gratuiti wi-fi in spiaggia

Spiaggia wi-fi

Spiaggia wi-fi

Roma, Firenze, Venezia, Torino, Pescara, Bologna, Parma, Reggio Emilia e Trieste: sono queste le città d’Italia che offrono hot spot gratuiti per connettersi ad internet wi-fi in piazze, musei comunali e biblioteche.

La rivoluzione della comodità wi-fi arriva dall’estate 2010 anche in spiaggia, in modo che si possa accedere ad internet e sfruttare al melgio le potenzialità dei netbook e degli apprezzatissimi Smartphone, che spesso restano parzialmente utilizzati a causa degli ancora troppo alti costi di connessione.

E così ad Imperia, collegandosi preventivamente a www.imperiaspiagge.it, sarà possibile controllare la lista dei lidi balneari che offrono il servizio, ed essere liberi di navigare in libertà… da sotto l’ombrellone!

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