Piazza affari apre male e affonda

piazza AffariPiazza Affari apre in negativo e poi affonda fino a cedere il 3% con un all’allargamento della forbice tra il decennale italiano e quello tedesco, con lo spread che torna sopra quota 480 e il rendimento del titolo a 10 anni che sale al 6,70%.

Il calo accomuna i listini europei, che guardano agli Usa ma anche a Parigi, con la tripla A messa a rischio, sottolinea Moody’s, dal rialzo dei tassi dei titoli di Stato e dal deteriorarsi delle prospettive di crescita.

Non vanno meglio le cose per quanto riguarda il commercio estero. Secondo i dati presentati dall’ Istat, l’export extra Ue  cade a  -5,1%  a ottobre. E’ peggior calo mensile da due anni, anche se il dato tendenziale resta positivo.

Foto by http://www.e-investimenti.com/wp-content/uploads/2010/12/Piazza-Affari.jpg

Giovani: peggiore disoccupazione dal 2001

Lavoro

Lavoro

Lo dice l’Istat: i giovani disoccupati moderni sono quelli nella situazione peggiore di sempre, persino rispetto al 2001 (l’anno più sfortunato).

Il tasso di disoccupazione è diffuso in tutta Europa: tra i 15 ed i 24 anni, quasi il 30% dei giovanissimi non riesce a trovare un lavoro ed è disoccupato.

Ed è proprio quest’ultimo il dato che preoccupa maggiormente il Paese Unito, soprattutto considerando che tale dato è aumentato del 4.5% rispetto allo stesso periodo quadrimestre dello scorso anno.

E come ha rivelato l’Eurostat, pare che la disoccupazione sia in crescita in tutti i Paesi dell’Eurozona, in un solo anno, precipitosamente.

Leggi tutto »

Istat: redditi più cospicui al nord

Benestanti

Benestanti

L’Istat, in seguito ad un’ulteriore ricerca, ha potuto rilevare una diseguaglianza nella distribuzione dei redditi alle famiglia dello Stivale. Pare, infatti, che più della metà dei redditi (il 53%) siano stati erogati al nord, e solo il 21% al centro.

Nonostante si sia registrata anche una tendenziale crescita dei redditi (paril al +3.2), il nord Italia si distacca ancora troppo dal resto delle altre zone della penisola. Liguria e Lombardia sono le due regioni che avanzano economicamente con maggiore successo, insieme a Piemonte e Valle d’Aosta.

La regione che si trova nella situazione meno promettente parrebbe essere l’Umbria che, con solo il +2.5% di crescita, non ha tenuto testa all’avanzamento delle altre aree. Buonissima l’Emilia-Romagna ed il Veneto (rispettivamente, +4% e +3%).

Leggi tutto »

Lavoro: aumento nelle retribuzioni secondo l’Istat

Aumento retribuzioni

Aumento retribuzioni

Un’indagine dell’Adnkronos emanata il 1 febbraio 2010 sostiene che al termine del 2009 si sia registrato un aumento dell’+3% delle retribuzioni.

Il dato sarebbe derivato con trasparenza dall’Istat – ma non solo: pare che questo aumento abbia toccato l’89.7% dei contratti lavorativi su tutto il territorio dello Stivale (ma solo dei lavoratori dipendenti, crf.). I dati sono freschissimi, quelli di dicembre ’09; a tale aumento ammonterebbe una quota corrispondente dell’88.0% del retributivo preso in considerazione.

Per quanto riguarda le retribuzioni ad ore, l’Istat è di nuovo positiva: pare che l’aumento abbia riguardato anche questo settore, registrando un +0.1% sulla retribuzione per ogni ora lavorativa. A paragone del mese precedente a dicembre 2009, quindi, dicembre 2009 vincerebbe con una percentuale del +2.8, e rispetto all’anno 2008 con addirittura il +3%.

Leggi tutto »

Vendite al dettaglio: valori ancora negativi

spesa1 Davvero poco incoraggianti i dati diffusi dall’Istat che, nella mattinata di ieri, ha diffuso i dati relativi al mese di luglio per quanto concerne l’andamento delle vendite al dettaglio.
Secondo l’istituto di ricerca i valori non sarebbero positivi, visto che si è registrato un calo dello 0,4% rispetto al precedente mese di giugno.
Su base annua il divario sarebbe ancora più marcato se si considera il fatto che rispetto a luglio dello scorso anno il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha presentato una diminuzione del 2,6%, somma di una contrazione del 2,1 per cento per le vendite di prodotti alimentari e del 2,8 per cento per le vendite di prodotti non alimentari.
Va anche segnalato che l’istituto statistico sottolinea come la variazione annuale negativa sia il risultato di flessioni dello 0,8 per cento per le vendite della grande distribuzione e del 3,7 per cento per le imprese operanti su piccole superfici.
“I nuovi dati relativi alle vendite al dettaglio resi noti oggi dall’Istat, purtroppo, non fanno altro che confermare nuovamente quanto, con insistenza e pervicacia, sosteniamo da tempo” – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
In effetti le previsioni effettuate dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, già da mesi prospettavano, nel 2009, in assenza di interventi tesi a rilanciare la domanda di mercato, una caduta dei consumi dell’ordine del -2,5-3% (per le famiglie a reddito fisso -3,3%), con una minore spesa complessiva, da parte delle famiglie, di oltre 20 miliardi di euro.
“A questo punto si rendono sempre più necessarie le manovre a sostegno delle famiglie che rivendichiamo da tempo, per le quali siamo scesi in piazza nei giorni scorsi”, incalzano le due associazioni.
Che per l’ennesima volta chiedono al governo di lanciare provvedimenti per una detassazione di almeno 1200 euro annui per le famiglie a reddito fisso (colpite dagli effetti della crisi per minori entrate di 980 euro annui, ed addirittura per 300 euro al mese per quanto riguarda le famiglie al cui interno vi è un cassaintegrato) e una serie di misure di sostegno a favore di disoccupati e precari.

Tasso di disoccupazione ancora in crescita

stress Aumenta ancora di più la disoccupazione che si attesta al 7,4%.
A rivelarlo l’Istat, che sottolinea anche come si tratti del dato più alto registrato negli ultimi tre anni.
Dall’istituto di statistica fanno anche sapere come in circa un anno il tasso di disoccupazione aumenti di ben nove decimi di punto percentuale per gli uomini e di appena un decimo per le donne.
I dati sono allarmanti in quanto in appena tre mesi sono stati ben 378mila i posti di lavoro persi, il dato peggiore mai registrato dal lontano 1994.
“Il risultato – spiega l’istutito di statistica – sintetizza il protrarsi della caduta dell’occupazione autonoma delle piccole imprese, l’accentuarsi del calo dei dipendenti a termine e la nuova riduzione del numero dei collaboratori”.
L’offerta di lavoro registra, rispetto allo stesso periodo del 2008, una riduzione dell’1%, ovvero -241.000 unità, mentre il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 59,2% del secondo trimestre 2008 all’attuale 57,9 per cento. Il numero delle persone in cerca di occupazione sale invece a 1.841.000 unità (+137.000 unità, pari al +8,1% rispetto al secondo trimestre 2008).

Inflazione, nuova crescita ad agosto

consumo-benzina Riprende dopo un anno la corsa dell’inflazione nel nostro paese. Secondo i dati diffusi dall’Istat, infatti, in agosto si è registrato un aumento dei prezzi di circa lo 0,4% rispetto al mese di luglio. In tal modo l’inflazione acquisita, ovvero quella che si avrebbe se si continuasse a registrare lo stesso livello rilevato ad agosto, si aggirerebbe intorno allo 0,9%.
Ad aumentare soprattutto il prezzo dei carburanti, visto che in agosto la benzina ha registrato un +1,8%, metre per il gasolio c’è stata una crescita del 3%.
I beni alimentari hanno segnato una diminuzione su base mensile dello 0,1%.
Le associazione dei consumatori Adusbef e Federconsumatori in un comunicato congiunto invitano il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di passare «dalle parole ai fatti, mettendo le mani al portafoglio». Secondo i due rispettivi presidenti, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, «alla luce dei dati Istat sui consumi di giugno, del pessimo andamento economico, delle disastrose previsioni sul Pil, a cui si aggiungono le pesantissime ricadute per l’aumento di cassa integrazione e licenziamenti (che produrranno minori entrate di 580 euro annui a famiglia, ed addirittura di circa 980 euro annui per le famiglie a reddito fisso), è indispensabile intervenire con una manovra concreta a sostegno delle famiglie».

Italia: PIL ancora negativo

soldi negativi i dati diffusi sull’andamento del PIL per questo secondo trimestre, visto che ci sarebbe stata una riduzione di circa lo 0,5% e un crollo annuo pari addirittura al 6%.
Un vero record negativo, che secondo l’Istat conferma il trend negativo degli ultimi mesi, visto che si tratta del quinto calo consecutivo, anche la contrazione e’ molto piu’ leggera rispetto alle precedenti.
Ma il dato su base annuale continua a marcare una pesante differenza. “La contrazione congiunturale del Pil è il risultato di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi”, spiega Istat.
Dati, quindi, piuttosto preoccupanti che confermano come l’Italia viva una situazione piuttosto difficile anche perchè altri paesi come il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno fatto registrare un andamento migliore: per il primo la riduzione congiunturale è stata dello 0,8% mentre per il secondo il calo è stato pari allo 0,3%.

Produzione industriale:prestazioni negative

produzione_industriale Scende ancora l’indice della produzione industriale. Nel mese di luglio infatti si è segnata una diminuzione dell’1,2%, , rispetto a maggio, mentre la variazione congiunturale degli ultimi tre mesi è stata pari a -3,9%.
A comunicarlo l’Istat, che aggiunge come il calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno sia stato pari al 19,7%.
Per quanto concerne la produzione auto l’Istat rende noto come questa sia diminuita in giugno del 31,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (dato grezzo). L’Istat precisa che il calo corretto per i giorni lavorativi è stato pari al 35,2%. Nel primo semestre dell’anno si è invece avuta una diminuzione tendenziale, depurata dagli effetti di calendario, pari a 36,1% mentre l’indice grezzo è risultato pari a -36,6 per cento.

Italia: aumenta la povertà

ms%20povert Sono quasi 5 su 100, gli italiani che non possono dire di avere una vita “dignitosa”. Ben il 4,9%, infatti, fa parte della schiera dei poveri tra i poveri, il che significa che ben 1 milione di famiglie non riesce a garantirsi i bisogni minimi.
A renderlo noto l’Istituto di Statistica Nazionale, nell’annuale rapporto sulla povertà.
La povertà assoluta colpisce soprattutto il Sud, o meglio le famiglie con un solo lavoratore autonomo e composte da almeno 4 persone. Rispetto ai dati diffusi per lo scorso anno, sebbene non vi siano significative variazioni, un dato emerge, ovvero il fatto che peggiora la condizione tra le famiglie tradizionalmente povere e che un peggioramento della situazione si sta verificandosi soprattutto al Sud, dove si è passati dal 5,8% al 7,9%.
Sono quindi ben 78milioni le persone che in Italia si trovano in una condizione di povertà (13,6% della popolazione).
L’incidenza di povertà, in particolare, risulta in crescita tra le famiglie più ampie (dal 14,2% al 16,7% tra quelle di quattro persone e dal 22,4% al 25,9% tra quelle di cinque o più), soprattutto per le coppie con due figli (dal 14% al 16,2%) e ancor più tra quelle con minori (dal 15,5% al 17,8%).
In aumento la povertà soprattutto nelle famiglie di monogenitori (13,9%), nei nuclei con a capo una persona in cerca di occupazione (dal 27,5% al 33,9%), tra quelle che percepiscono esclusivamente redditi da lavoro, e cioè con componenti occupati e senza ritirati, (dall’8,7% al 9,7%) e tra le famiglie con a capo un lavoratore in proprio (dal 7,9% all’11,2%).
Soltanto le famiglie con almeno un componente anziano mostrano una diminuzione dell’incidenza di povertà (dal 13,5% al 12,5%) che è ancora più marcata in presenza di due anziani o più (dal 16,9% al 14, 7%).
Commentando i dati diffusi dall’Istat, il ministro del Lavoro, della salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi ha rilevato come sia “opportuno sviluppare la strada aperta con la Carta Acquisti in favore di famiglie con anziani o minori indigenti. L’esperimento, che ora dovrà essere completato, impiegando le risorse residue, ha avviato un canale di comunicazione tra le istituzioni, i donatori privati e i beneficiari, così come, per la prima volta, ha consentito una prima identificazione dei soggetti bisognosi”.
“Per queste ragioni – ha continuato Sacconi – anche attraverso il dialogo con gli attori sociali, il Governo è intenzionato a procedere lungo la strada intrapresa coinvolgendo altri donatori privati e tutte le reti che generosamente si dedicano agli ultimi degli ultimi”.