Tremonti tiene duro!

tremonti-3 Non smuove la sua posizione il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per quanto concerne la linea da tenere sui conti pubblici.
Tremonti conferma, infatti, la sua posizione, ovvero quella di mantenere il rigore, anche dopo l’annuncio dato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, di procedere alla riduzione dell’Irap.
Tremonti ha anche disertato l’incontro a Palazzo Chigi, dove era stato convocato il Consiglio dei Ministri, preferendo incontrare privatamente Berlusconi per discutere della questione Irap.
Il dibattito riguarderebbe il taglio dell’Irap annunciato dal Premier, misura che secondo le stime del Governo dovrebbe far risparmiare alle aziende circa 3,5 miliardi di euro, su un gettito Irap pari a 38 miliardi nel 2009.
Ma il ministro dell’Economia tiene duro, anche se c’è chi non ha escluso le sue dimissioni dopo che le voci sulle crescenti insoddisfazioni all’interno della maggioranza, soprattutto da parte della corrente di ex di Alleanza nazionale, per il lavoro del ministro dell’Economia, hanno incominciato a farsi più consistenti.

Sosteniamo le PMI

56016_361283_c9b3b508a4_6860134_medium A lanciare l’allarme sullo stato delle piccole e medie imprese italiane è questa volta il presidente della Piccola Industria, Giuseppe Morandini, che, intervenendo al XI Forum ha sottolineato come “Oltre un milione di piccole imprese sono a rischio chiusura nei prossimi sei mesi”.
Una situazione che preoccupa, visto che nel nostro paese le PMI rappresentano la maggior parte delle imprese italiane, ovvero circa 4,4 milioni. A tal proposito Morandini non ha potuto fare a meno di ricordare che “più di 9 imprese su 10 sono di piccola dimensione, più di 8 posti di lavoro su 10 sono nella piccola industria che produce più del 60% dell’export”.
Il convegno, in corso in questi giorni a Mantova, è quindi secondo Morandini l’occasione più giusta per rilanciare una politica di salvaguardia delle PMI, magari attuando il famigerato progetto ‘T-Holding’, “dove T sta per Tutela”.
Il progetto dovrebbe ricomprendere 4 tappe fondamentali:
1)L’imprenditore cede la proprietà della sua azienda ad una holding e ne diventa socio
2)Viene creato un fondo capitale di circa 2 miliardi di euro, da investire per la crescita di questa nuova aggregazione di PMI
3)Agevolazioni fiscali per le nuove holding
4)Partecipazione fiscale agevolata da parte delle banche
Morandini è poi intervenuto anche sulle riforme fiscali, sottolineando come non è sufficiente il taglio dell’Irap a rilanciare l’economia, visto che a questa misura dovrebbe necessariamente accompagnarsi una rilancio della domanda e dei consumi.

IRAP, nuovamente rinviata la scadenza

agenzia delle entrate Rinviato il famigerato clic-day per il rimborso dell’IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive.
Dopo il primo rinvio nel mese di giugno, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di rinviare anche la scadenza del 14 settembre, a causa delle innumerevoli perplessità espresse da imprenditori e commercialisti.
In un comunicato stampa, l’Agenzia ha motivato la sua decisione, sottolinenado che “la proroga si rende necessaria per individuare, nel rispetto dell’attuale contesto normativo, le soluzioni tecniche piu’ idonee per eliminare alcuni inconvenienti connessi all’attuale meccanismo telematico di presentazione delle istanze di rimborso, tenuto anche conto delle segnalazioni pervenute dagli Ordini professionali e dalle Associazioni di categoria”.
Ciò che non ha convinto è stato soprattutto il meccanismo attualmente previsto per la restituzione, visto che il riconoscimento del beneficio risulta legato all’ordine cronologico delle istanze e all’esaurimento dei fondi. Budget decisamente insufficiente a restituire ai contribuenti il dovuto, ovvero del 10% dell’Irap pagata tra il 2004 e il 2007.
A dirlo sono i dati che mettono in luce come, in base a questo processo, ben un contribuente su quattro avrebbe rischiato di rimanere a bocca asciutta, visto che contro una domanda stimata di circa 4 miliardi di euro degli aventi diritto, gli stanziamenti previsti dal decreto anticrisi ammontano, infatti, a 100 milioni per il 2009, complessivamente un miliardo di euro nel triennio fino al 2011.
I contribuenti hanno quindi accolto con gran piacere la decisione delle Entrate, così come i commercialisti e diverse associazioni come Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato e Casartigiani non hanno mai nascosto, di fatto, l’insofferenza creata da questo sistema di ammissione telematica ai benefici con le domande da presentare online che sarebbero state accettate in ordine cronologico fino all’esaurimento dei pochissimi fondi a disposizione.
Dalle Associazioni si faceva notare da tempo come il rimborso fosse un diritto e non potesse chiaramente essere ridotto ad una semplice gare al “clic” più veloce.