Telecom Italia e le nuove cabine telefoniche

cabinaTelecom Italia non vuole mandare in pensione le vecchie cabine telefoniche nonostante la presenza massiccia di telefonini. Anzi, ha intenzione di rilanciare le cabine sul mercato nazionale in una nuova veste, tutta tecnologica e moderna.  E’ un progetto in fase embrionale, ma che potrebbe ben presto diventare realtà.

L’originalità di queste cabine sarà nell’interfaccia tecnologica simile all’I-phone, la nuova cabina multimediale dovrebbe permettere agli utenti non solo di telefonare, ma anche di navigare in internet, dialogare con la pubblica amministrazione ed ottenere informazioni generali.

Insomma, altro che pensione: Telecom pensa ad una cabina tutta tecnologica, ai passi con i tempi.

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Monti al convegno “Nouveau Monde” incita l’Europa a diventare più credibile sui mercati

finanzaIl Presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, ha le idee chiare quando va in giro per Europa.

Questa volta, in occasione del convegno “Nouveau Monde” a Parigi,  ha sollecitato una maggiore credibilità dell’Ue sui mercati anche per dare respiro agli Stati e garanzie ai cittadini. Il suo riferimento era in particolare alla delicata questione degli investitori esteri che hanno paura dell’euro a causa della sua instabilità.

“C’è bisogno che sparisca dalla mente degli investitori stranieri l’idea di un rischio permanente sull’euro perché tutti i cittadini europei possano veder compensati i propri passi sulla strada dell’integrazione europea. Occorre che l’Ue affronti concretamente politiche per la crescita non finanziata dal disavanzo ma che sfrutti l’integrazione e il mercato unico”.

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La Regione Toscana punta alla scalo aeroportuale di Firenze

aeroporto FirenzeLa Regione Toscana punta alla conquista dell’aeroporto di Firenze. Ha deciso di acquistare, investendo come tetto massimo 15 milioni, il 10% delle quote della Saf, che gestisce lo scalo.

Le nuove intenzioni puntano a controllare la Saf, oggi nelle mani della Benetton,  e creare una società unica con la Sat, la società di gestione dello scalo pisano, del quale la Regione Toscana detiene il 16,9 %.

I primi di novembre la Regione emanerà un bando per trovare il 10 per cento del capitale necessario all’operazione.  L’Ente cassa di risparmio e la Camera di commercio di Firenze hanno già confermato la loro disponibilità. L’obiettivo è raggiungere anche altri sostenitori per togliere lo scalo nella mani della grande famiglia Benetton.

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Eurozona, interrotta la ripresa economica

La Commissione Ue lancia un nuovo allarme, la ripresa economica si è interrotta.

L’annuncio è arrivato in seguito alla lettura delle previsioni economiche d’autunno, che vedranno crescere l’Eurozona dello 0,5% nel 2012 rispetto all’1,5% del 2011, mentre l’Unione europea, nel suo complesso, vedrà la crescita rallentare allo 0.6% nel 2012 rispetto all’1.6% stimato nel 2011.

La conseguenza di questo crollo della fiducia nella futura ripresa frenerà gli investimenti e consumi, mentre il rallentamento della crescita mondiale limiterà le esportazioni. Problemi anche per quel che riguarda i risanamenti dei conti da realizzare urgentemente, che peseranno sulla domanda interna.

Dopo il 2012 è  previsto un ritorno a una crescita lenta di circa l’1,5% entro il 2013″. Il mercato del lavoro non dovrebbe migliorare eil livello della disoccupazione si manterrà agli elevati livelli attuali, circa il 9,5%”, mentre l’inflazione dovrebbe tornare sotto il 2% nei prossimi trimestri.

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Finanziaria:ok di Palazzo Chigi

Berlusconi E’ giunto l’ok da parte del Consiglio dei Ministri alla Finanziaria 2009, in seguito all’incontro tenutosi i giorni scorsi tra Governo e parti sociali, nel corso del quale era stato dato il via libera alla relazione previsionale programmatica e alla nota di aggiornamento del Dpef.
La manovra è stata definita “leggera”, e di fatto è proprio così visto che si compone di appena tre articoli e di circa una trentina di tabelle, per un valore totale di 3,4 miliardi, distribuiti nel trienni 2010-1012.
“Non viene modificato quanto previsto per gli anni 2010 e 2011, abbiamo solo aggiunto il 2012″ ha spiegato il presidente del Consiglio Berlusconi , sottolineando il “cambiamento epocale del sistema di presentazione della Finanziaria, perché negli anni precedenti c’era sempre un assalto alla diligenza e uno scontro tra ministri e partiti. Abbiamo evitato l’assalto delle lobbies e soprattutto quello che accadeva negli anni che vanno dal 1980 al 1992 e cioè la moltiplicazione per 8 del debito pubblico, cosa che stiamo ancora pagando”.
Per qunto concerne la “destinazione” questi 3,4 miliardi saranno destinati al rinnovo dei contratti del pubblico impiego, precisamente con questa suddivisione: 693 milioni nel 2010, 1.087 nel 2011 e 1.680 nel 2012. Si tratta di 1,8 miliardi per il settore statale e 1,6 miliardi per il settore non statale, almeno fino a quando non si giungerà ad un accordo duraturo sui contratti.
Altro punto importante quello delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni che verranno estese fino al 2012, senza dimenticare il buco di circa 3 miliardi che pende sulle pensioni agricole.
Pochi e alquanto scarni quindi i punti affrontati e le soluzioni proposte che non fanno di certo ben sperare.

La guerra estiva delle OPA

de%20benedetti M&C, il fondo salvaimprese di Carlo De Benedetti, sembra proprio essere la società più ambita di quest’estate. Ben 4 OPA già lanciate in appena due mesi, fanno crescere l’attenzione sull’impresa ormai in fase di smobilitazione.
Il motivo di questo “smatellamento” si deve rintracciare nel fatto che l’impresa non è mai decollata.
Nata come società di investimento, nel corso della sua attività è riuscita a concludere solo tre operazioni, prima di decidere di restituire i soldi non investiti agli azionisti.
Dei 315 euro ancora in suo possesso la prossima settimana ne verranno restituiti 254, lasciando in cassa circa 59,9 milioni, giusto il necessario per gestire le tre società ancora in portafoglio.
E proprio questa cassa sembra far gola a molti. Il 7 giugno scorso è stata lanciata la prima OPA a 0,08 euro da MiMoSe, holding della famiglia Segre. Un mese dopo il colpo di scena, con una contro OPA lanciata da Tamburi Investments Partners (Tip) di Giovanni Tamburi, che già controlla il 15% di M&C. Venerdì 7 agosto la seconda bordata di Opa: MiMose offre 0,11 euro, subito dopo Tip ribatte con un’altra Opa da 0,114-0,12 euro. E non sembra finita. Perché i 59,9 milioni che M&C avrà in cassa corrispondono a 0,12 euro per azione, quindi le offerte lanciate fino ad ora sono state neutre, cioè si ripagavano già con i soldi della cassa. Tamburi, grazie al 15% che detiene in M&C, incasserà la settimana prossima circa 37 milioni, che potrebbe decidere di reinvestire in un’altra Opa al rialzo, nel caso in cui ce ne sia bisogno. L’obiettivo, sia per MiMoSe sia per Tip, è quello di valorizzare le tre società controllate da M&C, vale a dire Saiag-Comital, che è la società produttrice del Domopak, la casa tedesca Treofan e la Botto Fila. Ora bisognerà attendere il 15 settembre, che è il termine entro il quale gli azionisti M&C potranno consegnare le azioni a uno dei due contendenti. C’è però un terzo incomodo, tanto per complicare ancora di più la situazione. Si tratta dell’imprenditore Alessio Nati, marito della figlia di primo letto di Silvia De Benedetti, l’attuale moglie dell’ingenere. Nati aveva fatto sapere di essere interessato anche lui a M&C, senza però avere fatto seguire i fatti alle parole. Altre Opa sembrano essere nell’aria, staremo a vedere chi vincerà.

Unicredit, bene il primo trimestre 2009

unicreditChiude bene il primo trimestre del 2009 il gruppo Unicredit, con un utile netto consolidato di circa 447 milioni, in calo del 55,6% rispetto allo scorso anno, quando l’utile si era situato al di sopra del miliardo. Tuttavia, in una nota diffusa dall’istituto si legge che le performance del gruppo sono migliorate del 27,3% annuo e del 51,9% trimestrale a 2.740 milioni.
Per quanto concerne l’utile ante imposte, questo si colloca a 922 milioni contro 1.757 milioni di un anno prima e -158 milioni nel quarto trimestre 2008. Il risultato di gestione raggiunge quota 2.740 milioni contro 2.311 milioni un anno prima e 1.903 milioni nell’ultimo quarto del 2008, grazie ai maggiori ricavi e a un forte contenimento dei costi (-6,4% trimestrale i costi operativi).
Da Unicredit commentano così questi dati ” la nostra performance riflette l’importanza per il gruppo della diversificazione, beneficiando sia della buona tenuta dell’attività di banca commerciale che della ripresa, rispetto ai trimestri precedenti, della divisione Market and Investment Banking (Mib)” e ancora che “l’attività della banca commerciale, mostra una sostanziale tenuta del risultato di gestione”
www.finanzaoggi.it Spot Unicredit con gli azzurri