Troppo smog industriale: anche la salute in pericolo

Smog

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Se da un lato la si chiama “produttività”, dall’altro l’inquinamento da fonti industriali sta letteralmente dilagando nel Paese.

Tra piombo e diossine, le sostanze tossiche rischiano di mettere in pericolo la salute, ed hanno dimostrato un’incidenza nella comparsa dei tumori.

Legambiente” si mette in prima fila per sensibilizzare l’opinione pubblica al problema, spiegando come i microinquinanti scaricati in atmosfera mettano a rischio il pianeta.

La soluzione a ciò è in una legge, che per ridurre l’impatto ambientale prevede il rilascio di un’autorizzzione specifica, l’” Aia” (Autorizzazione Integrata Ambientale, crf.) ma per la quale le tempistiche di ottenimento sarebbero decisamente troppo lunghe.

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Incentivi per i motorini

Electric_Scooters Dopo il successo degli incentivi sulle biciclette (57mila due ruote vendute in 4 giorni e 7,7 milioni di euro stanziati già esauriti), dal 5 ottobre è la volta dei motorini. A loro il ministero dell’Ambiente ha destinato 5,1 milioni di euro con l’obiettivo di incentivare l’acquisto di nuovi ciclomotori o motociclo elettrici e rinnovare così il parco di veicoli circolanti per ridurre il numero di quelli altamente inquinanti.
I mezzi, tuttavia, non dovranno avere una cilindrata superiore ai 50 cc, dal momento che quest’ultimi già usufruiscono di incentivi, come il settore auto, dallo scorso febbraio. La Finanziaria ha, infatti, dedicato ai veicoli di cilindrata superiore (fino a un massimo di 400 cc), sempre previa rottamazione, uno sconto di 500 euro.
Così grazie a questa nuova campagna, chi acquisterà un motociclo elettrico, un motociclo ibrido Euro 3, un quadriciclo elettrico o un triciclo o quadriciclo Euro 2 ibrido potrà beneficiare di una somma massima di 1.300 euro. La cifra comprende gli eventuali altri incentivi statali e, nel caso dei motoveicoli ibridi prevede la contestuale rottamazione di un ciclomotore vecchio.
Per l’acquisto di un ciclomotore elettrico e di un ciclomotore Euro 2 ibrido (in quest’ultimo caso con rottamazione) è invece previsto un contributo massimo del 30% pari a 850 euro, mentre per l’acquisto di un ciclomotore Euro 2 a quattro tempi o di un Euro 2 a ridotto consumo (con rottamazione) il contributo è del 20% fino a 500 euro.
Infine massimo l’8% del costo del veicolo, fino a 180 euro, andranno a chi acquisterà un ciclomotore Euro 2 a due tempi, con contestuale rottamazione.
Va ricordato che per avere l’incentivo non occorre rottamare un vecchio modello se si acquista un motociclo elettrico, un quadriciclo elettrico o un ciclomotore elettrico. È invece necessaria la rottamazione di un Euro 0 o Euro 1 negli altri casi. Il costo non sarà sopportato dal cliente, ma – grazie a un accordo tra Ancma (Associazione nazionale cicli motocicli e accessori) e demolitori – sarà suddiviso a metà tra ministero e rivenditore.
Sul sito dell’Ancma sono disponibili tutte le informazioni utili per chi volesse acquistare un nuovo ciclomotore o si accinge a cambiare quello vecchio, nel caso in cui il modello che interessa non dovesse comparire nell’elenco, è consigliabile domandare al costruttore se aderisce alla campagna di incentivi. Infatti, non tutti i rivenditori, saranno autorizzati ad accogliere le pratiche.
Intanto va sottolineato che snocciolando i dati sugli incentivi per le biciclette emerge che fra le città che hanno risposto meglio alla richiesta del bonus in testa c’è Roma con oltre 1500 bici vendute. Mentre tra le Regioni la palma d’oro se l’aggiudica la Lombardia giunta a quota 11 mila.
“Sono entusiasta – afferma il Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo – della risposta che gli italiani hanno tributato agli incentivi del Ministero dell’ambiente. È stato dato un segnale fortissimo ed inequivocabile a favore di uno stile di vita amico dell’ambiente e della salute. Un segnale che ci inorgoglisce perché avevamo visto giusto, ma ci assegna anche la responsabilità di assecondare in futuro con interventi coerenti questa che si è dimostrata grande passione nazionale”. Dopo il grande successo raccolto dagli incentivi alle biciclette, sono partiti da ieri quelli per le moto e i motorini.
Il Ministero dell’Ambiente ha infatti stanziato 5,1 milioni di euro all’incentivo per l’acquisto di nuovi ciclomotori o motociclo elettrici.
Esistono chiaramente dei parametri che dovranno essere rispettati.
In primo luogo i mezzi non dovranno avere una cilindrata superiore ai 50 cc, dal momento che quest’ultimi già usufruiscono di incentivi, come il settore auto, dallo scorso febbraio.
Pertanto con la nuova campagna lanciata dal Ministero chiunque acquisterà un motociclo, un motociclo ibrido Euro 3, un quadriciclo elettrico o un triciclo o quadriciclo Euro 2 ibrido potrà beneficiare di una somma massima di 1.300 euro.
Per quanto concerne invece l’acquisto di un ciclomotore elettrico e di un ciclomotore Euro 2 ibrido è invece previsto un contributo massimo del 30% pari a 850 euro, mentre per l’acquisto di un ciclomotore Euro 2 a quattro tempi o di un Euro 2 a ridotto consumo (con rottamazione) il contributo è del 20% fino a 500 euro.
Infine massimo l’8% del costo del veicolo, fino a 180 euro, andranno a chi acquisterà un ciclomotore Euro 2 a due tempi, con contestuale rottamazione.
A ciò si deve aggiungere che per ottenere gli incentivi non occorre rottamare il vecchio modello se si acquista un motociclo elettrico, un quadriciclo elettrico o un ciclomotore elettrico. È invece necessaria la rottamazione di un Euro 0 o Euro 1 negli altri casi. Il costo non sarà sopportato dal cliente sarà suddiviso a metà tra ministero e rivenditore.

La lampadina va in soffitta

lampadina_idea Addio alle vecchie lampadine.
E’ questo quanto è stato deciso dall’Europa che, dal primo settembre, ha messo al bando le vecchie lampadine da 100 Watt e le smerigliate, le quali dovranno essere definitivamente sostituite da dispositivi più efficienti, meno spreconi ma anche più cari, visto che il loro costo è in media di 5 euro.
Questa sostituzione farà risparmiare in media 46 miliardi di euro in costi di elettricità e eliminerà 239 milioni di tonnellate di anidride carbonica, pari alla produzione di 228 centrali elettriche o a 685 milioni di barili di petrolio in un anno.
Rimandata al 2010 la seconda fase, quella che farà cessare le forniture ai negozi di lampade inefficienti
75W, mentre da settembre 2011 tocchera’ a quelle da 60W. E, infine, un anno dopo, sara’ la volta di tutte le altre (da 40, 25 e 15 Watt). Dal settembre 2012, dunque, spariranno completamente le lampadine energivore – ossia collocate nelle classi D, E e F – per lasciare spazio solo a quelle in classe A, B e C.
Alcune eccezioni ci saranno, come le lampadine da frigo, da freezer o da forno, quelle usate in neonatologia e quelle per le incubatrici negli allevamenti. Inoltre, a partire dal 2016 saranno bandite anche le lampadine di classe C.
Con cosa sostituiremo le vecchie lampadine?
Attualmente esistono in commercio lampade a risparmio energetico ed alogene, in grado di produrre lo stesso grado di luminosita’ con minore assorbimento di potenza, quindi con minore consumo di energia.
La lampadina a incandescenza con tecnologia alogena (nel bulbo c’e’ anche iodio e kripton) e’ considerata una variante di quella a incandescenza tradizionale consente un’autoalimentazione per un periodo di vita di 2.000 ore e un rendimento luminoso del 50-100% superiore rispetto a quella tradizionale.
Mentre la lampada fluorescente, formata da uno o piu’ tubi di vetro contenenti vapori di mercurio, non sviluppa subito la massima intensita’ luminosa – che arriva dopo una decina di secondi – ma consente un maggiore risparmio energetico. Ad esempio, una lampadina ad incandescenza da 75 watt delle classi di efficienza F o G puo’ essere sostituita senza perdite di efficienza luminosa con una lampadina a risparmio energetico da 17 watt.
Conti alla mano, utilizzando le nuove lampade a basso consumo una famiglia potra’ spendere tra i 50 e i 160 euro in meno all’anno sulla bolletta della luce. Su scala europea si tratta di 5-10 miliardi di euro l’anno, creando cosi’ spazi per nuovi investimenti nel settore energetico