Falsi invalidi: l’Inps revoca gli assegni

Falsi invalidi

Falsi invalidi

In Italia, l’INPS ha rilevato che il Meridione ha il primato di falsi invalidi; per cui, in questo periodo, i controlli dell’agenzia andranno intensificandosi e si procederà con la revoca di alcuni assegni di invalidità.

Con una media di 1 sospensione dei soldi su 5 in Sardegna, la manovra estiva è stata vagliata in Parlamento lo scorso luglio, e vigerà per tutta l’estate ed anche fino al 2012, con un ammontare di verifiche che aumenteranno di 100 mila unità in più fino a dicembre prossimo, e si intensificheranno fino a 250mila unità in più a partire dal 2011.

Gli accertamenti effettuati fin’ora hanno rilevato una media di 1 sospensione su 7 soggetti, con un conseguente guadagno di 100 milioni di Euro, che sono ritornati allo Stato.

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Finanziaria in discussione: TRF “in sconto”

finanziariaLa Finanziaria 2010 è già in discussione in Aula alla Camera, con la partecipazione di Giulio Tremonti (Ministro dell’Economia), e per adesso ne emergono alcuni dati.
Si parla del TRF, con la rivendicazione che i soldi dei lavoratori debbano essere messi a frutto in infrastrutture ed economia, senza che vadano persi. L’idea è di chiarificare bene la tipologia di intervento e di chiarificare bene ai lavoratori che non perderanno alcun denaro. Qualche voce discordante sostiene che mettere il TRF presso l’Inps a spesa corrente “sia un’occasione persa” e che dovrebbe essere usato unicamente per sostenere l’economia. Quindi? La polemica sul Trf è frenata da Sacconi, che precisa che tale proposta (di destinare il Trf inoptato dei lavoratori) debba comunque essere prima sottoposta al Governo Prodi, che ha introdotto tale disciplina. Tocca attendere per avere delucidazioni.

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Il Fisco va in ferie

tasse686558_18462590mini Il fisco chiude il suo anno lavorativo e va definitivamente in ferie, almeno fino al 19 agosto.
Per il nono anno successivo, infatti, un decreto del Presidente del Consiglio ha sancito una “tregua” almeno per il ferragosto, prorogando fino al 20 agosto i termini in scadenza la primo del mese.
A diffondere la notizia è il Ministero dell’Economia e delle Finanze che, con una scheda illustrativa pubblicata sul proprio sito, ha voluto precisare che la proroga serve a “consentire ai contribuenti di fruire di un più congruo periodo di tempo per l’effettuazione dei versamenti, evitando i disagi in corrispondenza delle vacanze estive”.
Il decreto in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale prevede quindi che la ripresa degli adempimenti fiscali si avrà a partire da giovedì 20, termine entro il quale i pagamenti fiscali e prevvidenziali, potranno avvenire senza incorrere in nessuna mora.
Il provvedimento non interessa, tuttavia, i contribuenti cui si applicano gli studi di settore. Per loro resta ferma la proroga fissata in precedenza e prevista dal DPCM 4/6/2009. A causa, infatti, del ritardo con cui è stato messo a disposizione il nuovo software Gerico, il Fisco ha già concesso loro di effettuare i versamenti relativi alla dichiarazione dei redditi per l’anno 2008 entro il 6 luglio, senza maggiorazione, oppure entro il 5 agosto, con la maggiorazione dello 0,40%.
Tra i pagamenti che slittano ci sono, in particolare, tutti i pagamenti con i modelli F24, compresi quelli previdenziali, secondo le regole fissate dalla convenzione tra agenzia delle Entrate, Inps, Inail ed Enpals.

Continua la battaglia dell’Inps

inps Continua con grande successo la campagna dell’Inps contro le pensioni di invalidità false. Ad annunciarlo con un certo entusiasmo è stato il presidente dell’Istituto, Antonio Mastrapasqua, che ha reso noto di aver fatto già revocare circa 6-7000 assegni indebitamente assegnati, mentre si stima che per la fine della campagna saranno ben 20.000 le pensioni che complessivamente verranno revocate.
A ciò si aggiunge una stima circa le pensioni di anzianità, visto che l’Inps prevede che nel corso di quest’anno si verificherà una diminuzione che si manterrà tale anche per tutto il 2010.
La causa sarebbe da ricercare non solo nelle nuove norme che regolano il pensionamento di anzianità, ma anche in un diverso atteggiamento nei confronti di questo tipo di uscita dal lavoro, ormai divenuto totalmente volontario.
Mastrapasqua ha sottolineato come mentre nei primi cinque mesi del 2008 il dato sulle pensioni di anzianità aveva sforato le previsioni (132.343 contro le 80.620 previste) quest’anno le pensioni liquidate sono state meno delle attese (43.247 contro le 44.600 previste). Il presidente Inps si è detto convinto che anche i risultati di bilancio saranno in linea con le previsioni.

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Inps, parte la caccia ai furbi

inpsLa campagna contro i furbi ha avuto inizio già da qualche mese ed i primi risultati cominciano a vedersi. L’Inps, infatti, ha già revocato circa il 13% delle indennità di accompagnamento per il venir meno o per l’insussistenza dei requisisti. Le punte massime si sono raggiunte in Sardegna e Sicilia con il 22%, seguite a ruota dalla Calabria con il 19% e dalla Campania e la Puglia con il 15,5%.
Dopo i controlli dei medici verranno effettuati anche degli accertamenti sui redditi in modo da incrociare i dati dell’istituto di previdenza con quelli dell’Anagrafe Tributaria.
Sotto controllo andranno circa 200 mila pensioni di invalidità, sulle quali gli accertamenti assicura il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, i controlli verranno conclusi entro la fine dell’anno.
Il risparmio, con un taglio del 13-12% sarà notevole per l’ente che manterrà nelle proprie casse circa 100 milioni di euro, su una spesa totale che oggi si aggira su 13 miliardi per 2,6 milioni di pensioni di invalidità. Se anche i tagli non fossero di questa entità il risparmio, assicurano i tecnici dell’Inps, sarebbe comunque notevole grazie a questa campagna che il presidente ha bollato come “senza precedenti”.

Diminuisce il ricorso alla cassa integrazione

disoccupazioneE’ continuato per tutto il mese di aprile il ricorso, da parte delle aziende italiane, alla cassa integrazione. Le cifre sono state anche per questo periodo piuttosto elevate, sebbene l’aumento sembra stia procedendo ora con un ritmo più lento rispetto al mese di marzo.
A rivelarlo l’Inps che ha poi aggiunto a questo dato un altro, altrettanto significativo: quello del calo delle domande di disoccupazione. Dall’istituto fanno, infatti, sapere che ad aprile sono state autorizzate 45,4 milioni di ore di cassa integrazione ordinaria (cigo) e 20,8 milioni di cassa integrazione straordinaria (cigs): rispetto al mese di marzo si tratta di un incremento rispettivamente del 27,75% e del 21,39%. Un sensibile rallentamento rispetto al tasso di crescita del 37,45% e del 33,76% del mese di marzo rispetto a febbraio 2009.
Una frenata visibile che induce a sperare in una ripresa, ma che non deve essere eccessivamente sopravvalutata, visto che per uscire definitivamente dalla crisi ci vorrà ancora del tempo.

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Cassa integrazione, mai così alta

cassaintegrazioneCresce il ricorso alla cassa integrazione. A comunicarlo è l’Inps che per i primi quattro mesi del 2009 ha registrato un incremento del 589% rispetto allo stesso periodo del 2008. Solo a marzo, infatti, la cassa integrazione, sia quella ordinaria che straordinaria, è cresciuta del 292% rispetto ad un anno fa.
Per quanto concerne la cassa straordinaria l’Inps fa sapere che ” è cresciuta con un ritmo compatibile con le dinamiche degli anni recenti“, mentre l’ordinaria ha avuto un “incremento eccezionale“.
I settori che ne hanno fatto maggior ricorso sono stati senza dubbio il comparto meccanico, il metallurgico, il chimico e quello del legno, che hanno fatto registrare degli incrementi tra il +1262% a +1728%, dati da record e alquanto allarmanti i quali ci suggeriscono che la crisi è ancora piuttosto forte.

Tra gennaio e febbraio disoccupati in aumento

sussidioNei primi due mesi dell’anno circa 370.561 lavoratori hanno perso il proprio posto di lavoro e hanno presentato all’Inps la domanda di disoccupazione, con un incremento di circa il 46,13% rispetto allo scorso anno.
A gennaio, infatti, le domande pervenute sono state circa 169.274 contro le 95.851 dello stesso mese del 2008. A febbraio sono salite a 201.287 contro le 157.727 dello stesso mese dell’anno precedente.
Allarme quindi nel mondo politico. Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, scende in capmpo chiedendo per tutti i neo-dicoccupati “immediatamente la cassa integrazione, come pure va estesa la cassa integrazione a tutti coloro che perdono il posto di lavoro”. “Non è accettabile infatti – aggiunge Ferrero - che chi lavora in piccole o piccolissime imprese, in società cooperative o in qualità di lavoratore interinale abbia meno diritti di altri lavoratori meglio tutelati. Non è accettabile perché, oltre al danno, vorrebbe dire per loro subire la beffa”.
Segnali negativi giungono anche dall’UE secondo la quale l’attuale crisi economica e finanziaria potrebbe causare altri 6 milioni di disoccupati entro il 2010” e produrre “gravi conseguenze sociali per le famiglie e le persone”.

Social card, ancora problemi

socialcardUna nuova bufera investe la social card, dopo lo scandalo della “patacca” che il Governo aveva rifilato agli italiani, consegnando loro delle carte per i tre quarti vuote. Già perchè stando ai dati ben l’80% delle tesserine solidali volute dal ministro Tremonti sono andate al Sud, in barba ad uno dei pilastri fondamentali del federalismo fiscale, quello della “perequazione territoriale“.
Nord a secco quindi, capace di raccogliere solo briciole anche se nelle regioni del Nord Italia vive ben un terzo delle famiglie bisognose. A rivelare questa situazione l’Inps e l’Istat che denunciano come si sia difronte a due Italie. Da una parte una dove si può fare la spesa grazie all’aiuto dello Stato, e un’altra dove questo non è possibile.
Ma facciamo due conti.
La “Padania“, Emilia Romagna compresa, ospita circa il 45,5% della popolazione ma riceve solo il 16,8% delle carte “sociali”, mentre al Sud, dove risiede il 54,5% degli italiani, è andato il restante 83,2%.
Ora il fatto che dalla capitale in giù la povertà sia più “concentrata” non riesce comunque a giustificare questo eccessivo squilibro.
Ma come si è arrivati a questa situazione?
La media nazionale è di circa una carta ogni 140,7 abitanti, ma ciò non ha impedito di far piovere in Sicilia una carta ogni 52,7 abitanti, mentre in Lombardia ne è stata distribuita una ogni 434,3 abitanti. E le distanza si allargano ancora di più se vengono prese in considerazione altre regioni, visto che alla Campania è andata una tessera ogni 57,6 abitanti, in Calabria una ogni 67,4 abitanti, mentre in Trentino appena una ogni 897,7, in Emilia una ogni 408,7.
Alla base c’è ancora una volta un errore del Governo che di fatto non sembra aver tenuto conto di un fattore di certo non secondario, ovvero la forte disparità del potere d’acquisto da una regione all’altra, che di fatto al Nord risulta essere inferiore rispetto al Sud.
Necessario quindi un’inversione di rotta che, in pratica, porti all’abbandono degli strumenti “centralizzati” di lotta alla povertà che hanno mostrato tutta la loro inefficienza e sono stati utili solo come “spot” pubblicitari.
C’è quindi chi pensa che probabilmente si sarebbe fatto meglio ad assegnare la gestione della social card direttamente ai Comuni che di certo conoscono meglio i bisogni dei propri cittadini e sarebbero, quindi, stati capaci di assicurare una maggiore equità.
Insomma solo grattacapi per Tremonti che deve già fare i conti con il caso delle carte vuote. Stando, infatti, ai dati dell’Inps su 580.268 carte distribuite solo 423.868 sono state attivate, il che significa che quelle funzionanti sono solo un terzo, mentre il 27% sono praticamente “scoperte”.
Che cosa ne penseranno i beneficiari?

In undici mesi boom delle riscossioni fiscali

fisco.jpg Era di pochi giorni fa la notizia dell’accordo tra Agenzia delle Entrate ed Inps, le quali avevano deciso di unire le forze per contrastare l’evasione fiscale, sempre più imperante nel nostro paese.
Ebbene sembra che i primi risultati non abbiano tardato a manifestarsi, segnando per i due enti un successo senza precedenti.
E’ di oggi, infatti, la notizia di una vera e propria impennata nelle riscossioni di accertamento che, da gennaio a novembre, ha fatto registrare un incremento del 46%, con ben 2,3 miliardi di euro recuperati negli ultimi undici mesi, di cui 1,5 miliardi provenienti da strumenti deflattivi e oltre 800 milioni derivanti da ruoli.
Un vero e proprio boom, soprattutto se si confrontano questi dati con quelli registrati nello stesso peridodo lo scorso anno.
Un anno fa, infatti, gli incassi di accertamento erano stati pari ad appena 1,6 miliardi, di cui 980 milioni da adesione, acquiescenza e conciliazione e circa 600 milioni da ruoli.
Insomma un bel successo che fa soprattutto sperare di poter combattere e forse debellare la piaga dell’evasione fiscale, ormai diffussissima nel nostro paese.