India: un’opportunità per gli azionari

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Recentemente colpita dalla crisi, l’economia indiana si sta attualmente rialzando con rapida ripresa. Almeno secondo gli utimi studi della Norisk, che la paragona alla similare grande ripartita della Cina.

Viene considerato un Paese emergente, l’India, il cui Pil si è registrato intorno all’8.8% in questo anno, e che pare essere anche un terreno fertile per gli azionisti. Parallelamente a questo Paese, pare che ci siano anche Brasile e Russia ad interessare il mondo economico.

La Borsa indiana, nel frattempo, può essere seguita dagli interessati tramite la Deutsche Bank (eft con indice Nifty), e la banca Lyxor (eft con indice Msci).

(Foto © Viagginindia)

India: un’economia in crescita

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Come da previsioni (neanche tanto recenti, ma abili), il Paese dell’India si avvia a prosperare nella sua economia.

Nel corso del solo 2009, l’India ha registrato una crescita nel primo trimestre all’8.6% del PIL. I risultati, appunto, non hanno deluso le aspettative, anche se adesso si pensa però alle misure di sicurezze preposte al tempo.

Si tratta della Exit Strategy, la quale rischia di far innalzare il tasso di interesse nella zona in breve tempo.

(Foto © Canovaccio)

Anche l’arte è in crisi

forli_fiera_arte_contemporanea_2007-759821La crisi economica incide anche sul mondo dell’arte. Una spia forte di questo preoccupante segnale è venuta, infatti, “Arco“, fiera madrilena di arte contemporanea giunta alla sua 28esima edizione. Il calo non si è avuto solo nel numero dei visitatori che, rispetto all’edizione precedente, ha registrato un 10% in meno, ma anche il numero degli artisti.
Grandi assenti soprattutto gli artisti nord-americani, ma anche quelli europei che hanno fatto diminuire il numero delle gallerie partecipanti da 32 paesi diversi da 295 dello scorso anno a 238 di questa edizione 2009.
Il motivo di questa “fuga” di galleristi ed artisti è da ricercare nella grave crisi finanziaria in atto che costringe anche il mondo dell’arte a divenire selettivi e scegliere accuratamente gli eventi a cui partecipare. Non a caso anche la straegia adottata dai galleristi riflette la crisi in atto. In genere gli sconti richiesti oscillano tra il 25 e il 20</strong>%, ma quelli concessi non superano mai il 15-10% e questo soprattutto per tutelare gli interesti dei propri artisti.
E a quanto pare questa scelta ha finito con l’avere frutti positivi, soprattutto per le gallerie locali che hanno fatto registrare il maggior numero di vendite e i prezzi più alti. Tra le gallerie e gli artisti che hanno maggiormente sofferto bisogna segnalare l’India, il cui mercato ha risentito molto dei contraccolpi della crisi e delle forti speculazioni che ne sono derivate.