Imprese in crisi, dal 2012 molti i debiti da rimborsare alle banche

dollariDati scottanti per le imprese italiane che dal prossimo anno dovranno rimborsare prestiti bancari per 26,9 miliardi di euro e obbligazioni per 9,4 miliardi.

Questi numeri, evidenziati dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, sono la prova della pesante situazione in cui versano le aziende italiane, strettamente obbligate a chiedere prestiti alle banche, con tassi elevati. Il 2012 inizierà in modo non certo facile per le tantissime imprese che saranno costrette a limitare la richiesta di finanziamenti (per evitare un indebitamento insostenibile), con conseguente stop alla produzione e allo sviluppo aziendale.

Un meccanismo di questo genere non esclude un rallentamento dell’economia del Paese. L’ipotesi di trovare alternative ai finanziamenti delle imprese si fa sempre più pressante.

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Crisi di fiducia per le piccole medie imprese italiane

fondo di garanziaLa crisi economica che sta attraversando l’Europa e l’Italia sta determinando una vera e propria mancanza di fiducia per quanto concerne la crescita delle piccole medie imprese. Certamente i dati a messi a disposizione della Confesercenti non mostrano segnali di fiducia: la flessione delle vendite a ottobre è l’ennesima allarmante prova che le piccole e medie imprese del commercio stanno pagando un prezzo altissimo alla crisi.

Che la situazione si sarebbe aggravata nel tempo era già noto agli esperti dei mercati nazionali: “Sono cinque anni che le Pmi attraversano crescenti difficoltà – si legge sulla nota rilasciata alla stampa della Confesercenti – numeri parlano chiaro: dal2006 aottobre 2011 le vendite dei piccoli esercizi hanno subito un calo in termini reali del 17,2%”.

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Pmi: incrementare il commercio con il web marketing

Pmi

Pmi

Recenti studi hanno affermato esserci una differenza tra il marketing tradizionale ed il (relativamente) nuovo web marketing, soprattutto per le Piccole e Medie Imprese.

Le caratteristiche di internet sono poche e semplici, ma fanno la differenza in termini di pubblicità e fidelizzazione della clientela per le aziende. I costi del web marketing non sono necessariamente ingenti ed i contenuti sono a discrezione dell’azienda.

Il grande vantaggio? La visibilità e l’audience, che può essere illimitata grazie all’elettronica. Inoltre, dal web, è il cliente che cerca l’azienda e non viceversa; in questo modo, è più facile fidelizzare l’audience, che sente di poter scegliere in più autonomia e senza le pressioni o i fastidi di un’azienda che si auto-propone.

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Tremonti tiene duro!

tremonti-3 Non smuove la sua posizione il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per quanto concerne la linea da tenere sui conti pubblici.
Tremonti conferma, infatti, la sua posizione, ovvero quella di mantenere il rigore, anche dopo l’annuncio dato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, di procedere alla riduzione dell’Irap.
Tremonti ha anche disertato l’incontro a Palazzo Chigi, dove era stato convocato il Consiglio dei Ministri, preferendo incontrare privatamente Berlusconi per discutere della questione Irap.
Il dibattito riguarderebbe il taglio dell’Irap annunciato dal Premier, misura che secondo le stime del Governo dovrebbe far risparmiare alle aziende circa 3,5 miliardi di euro, su un gettito Irap pari a 38 miliardi nel 2009.
Ma il ministro dell’Economia tiene duro, anche se c’è chi non ha escluso le sue dimissioni dopo che le voci sulle crescenti insoddisfazioni all’interno della maggioranza, soprattutto da parte della corrente di ex di Alleanza nazionale, per il lavoro del ministro dell’Economia, hanno incominciato a farsi più consistenti.

Sosteniamo le PMI

56016_361283_c9b3b508a4_6860134_medium A lanciare l’allarme sullo stato delle piccole e medie imprese italiane è questa volta il presidente della Piccola Industria, Giuseppe Morandini, che, intervenendo al XI Forum ha sottolineato come “Oltre un milione di piccole imprese sono a rischio chiusura nei prossimi sei mesi”.
Una situazione che preoccupa, visto che nel nostro paese le PMI rappresentano la maggior parte delle imprese italiane, ovvero circa 4,4 milioni. A tal proposito Morandini non ha potuto fare a meno di ricordare che “più di 9 imprese su 10 sono di piccola dimensione, più di 8 posti di lavoro su 10 sono nella piccola industria che produce più del 60% dell’export”.
Il convegno, in corso in questi giorni a Mantova, è quindi secondo Morandini l’occasione più giusta per rilanciare una politica di salvaguardia delle PMI, magari attuando il famigerato progetto ‘T-Holding’, “dove T sta per Tutela”.
Il progetto dovrebbe ricomprendere 4 tappe fondamentali:
1)L’imprenditore cede la proprietà della sua azienda ad una holding e ne diventa socio
2)Viene creato un fondo capitale di circa 2 miliardi di euro, da investire per la crescita di questa nuova aggregazione di PMI
3)Agevolazioni fiscali per le nuove holding
4)Partecipazione fiscale agevolata da parte delle banche
Morandini è poi intervenuto anche sulle riforme fiscali, sottolineando come non è sufficiente il taglio dell’Irap a rilanciare l’economia, visto che a questa misura dovrebbe necessariamente accompagnarsi una rilancio della domanda e dei consumi.

CDP in campo per le imprese

donne lavoro Per cercare di convincere le banche ad appoggiare la ripresa delle PMI è scesa in campo anche la Cassa Depositi e Prestiti che ha deciso di tagliare i tassi di interesse applicati ai finanziamenti al sistema bancario, indirizzati al sostegno delle PMI.
Grazie a questo provvedimento, le banche riceveranno risorse da destinare alle imprese con i differenziali sull’Euribor a 6 mesi abbassati di 15 punti base, portando le due nuove fasce di spread a 60 e 80 punti base.
L’iniziativa ha il chiaro obiettivo di mettere a disposizione delle imprese italiane condizioni più favorevoli come già previsto dalla Convenzione siglata alla fine dello scorso maggio tra Cdp e l’Associazione bancaria italiana sui flussi di finanziamento alle Pmi supportata da risorse della Cassa, che quindi ha messo a disposizione delle banche complessivamente 8 miliardi di euro.
La decisione, presa grazie alle migliori condizioni del mercato, avrà efficacia a partire dalle erogazioni che saranno richieste dalle banche alla Cassa per ottobre. Nelle ultime settimane, – spiega Cdp – si è registrata una sensibile e progressiva riduzione della percezione del rischio di credito, sia in generale, sia in particolare sul comparto bancario e finanziario italiano, che ha determinato un restringimento degli spread sui titoli di Stato e delle obbligazioni bancarie.

I Bond tra Tremonti e Tronchetti

tremonti-3 Dura stoccata alle banche dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che da Cernobbio le bacchette per le critiche piovute nei confronti dei cosiddetti Tremoni Bond.
“Quando dicono che non servono dicono una cosa contro l’interesse del paese”. Tremonti sottolinea che gli strumenti non sono costosi, perche’ sono strumenti di capitale, e che ”non sono fatti per le banche ma per le imprese”, mentre sulla deducibilita’ delle perdite sui crediti, commenta: “lo chiedano a Putin”.
Così in un momento delicato, nel quale le imprese guardano con interesse ai bond, Pirelli ha appena annunciato il suo piano di emissione.
”Al momento non abbiamo necessita’ di andare sul mercato – ha detto Marco Tronchetti Provera -. Abbiamo una posizione finanziaria molto solida”. Tronchetti si e’ poi detto cautamente ottimista sul tema della ripresa mentre sul tema dell’allarme sociale confida negli strumenti messi in campo per ‘attenuare l’impatto della disoccupazione’.

Usato, una passione tutta italiana

mercatino Che voi siate interessati all’abbigliamento, alla tecnologia, ad oggetti particolari e curiosi o all’arredamento, bhè esistono dei luoghi dove si raccoglie e si vende di tutto e dove di certo potrete trovare quello che state cercando.
Ma acquistare oggetti usati, magari scavando nei mercatini, non è un semplice ed economico modo di fare acquisti, ma una vera e propria passione che contagia tanto il Nord quanto il Sud. Un vero e proprio giro d’affari che in cinque anni è cresciuto di ben il 35,1%, grazie alla presenza sul territorio nazionale di 3.433 esercizi commerciali.
E’ questo quanto emerso da un’indagine condotta dalla Camera di Commercio su dati del registro delle imprese al primo trimestre 2009 e 2004, secondo cui leader tra le regioni attive nell’usato ci sono la Lombardia (474 imprese attive, 13,8% del peso sul totale nazionale) e il Lazio (473, 13,8%), seguite dalla Toscana (435 imprese, 12,7% sul totale).
Ma la crescita più significativa del settore si è registrata in Trentino, con +121,7%, in Umbria (+105,6%), Lazio (+73,3%) e Veneto (+62,7%).
Ottimo anche il progresso di Roma (+83,3%), Brescia (+52,2%), Milano (+38,4%) e Torino (+37,4%).
In termini assoluti, Roma spicca anche per il numero complessivo di aziende dell’usato, (11,5% del totale nazionale del settore usato), seguita da Milano (6,8%) e Napoli (6%).
Tra i settori quello che si aggiudica la palma è quello del mobile antico ed usato, seguito da quello degli oggetti usati di diverse tipologie,mentre tra le regioni la regina è il Lazio che registra il maggior numero di azienda attive in questo campo.
Altro dato importante che emerge dalla ricerca è che ogni regione italiana ha la sua specialità nell’usato, come dire che nei mercatini è possibile accontentare davvero tutti.

Eurotower: ecco le previsioni economiche

unione_europea Si riunisce oggi il direttivo della Banca Centrale Europea, mentre gli economisti rendono note le stime relative ai tassi che dovrebbero restare fermi intorno all’1%. A quanto pare l’istituto di Francoforte dovrebbe optare per una conferma per il terzo mese consecutivo del costo del denaro, in attesa di verificare il reale impatto sull’economia delle misure adottate in favore del credito alle famiglie e delle imprese.
A quanto pare l’attuale minimo storico per il costo del denaro dovrebbe essere mantenuto almeno per un altro anno o almeno fino a quando non si vedranno dei reali spiragli di ripresa.
Si attende quindi con ansia la conferenza stampa del numero uno della BCE ,Jean-Claude Trichet, che fara’ il punto della situazione sul programma di acquisto dei covered bond lanciato a maggio e magari anticipera’ qualche spunto su come sta reagendo l’economia di Eurolandia.
Fino ad oggi l’Eurotower ha comprato circa 5 miliardi di euro dei 60 previsti e si dichiara pronta a rilevare, nel giro di un anno, il restante dai bilanci degli istituti di credito. Tuttavia su questo scenario incombono alcuni rischi come la deflazione e la stretta creditizia, visto che ad esempio il calo prolungato dei prezzi potrebbe nuovamente paralizzare l’economia mondiale.
Negli ultimi due mesi, i prezzi al consumo nell’Eurozona sono stati in flessione (-0,1% su base annua a giugno e -0,6% a luglio). Il calo record dei prezzi alla produzione a giugno (-6,6%), inoltre, ha alimentato i timori di una spirale negativa.
Ma per l’Eurotower l’impennata dei prezzi del petrolio nel 2008 spiega in gran parte questa dinamica, e la situazione dovrebbe normalizzarsi nel corso dell’anno.
Intanto va detto che l’Euribor a tre mesi per due giorni e’ rimasto fermo allo 0,884%, Si interrompe cosi’ una serie di 40 giorni consecutivi di calo, dall’1,29% del 9 giugno.
Una politica monetaria che ha concreti effetti sulle famiglie italiane. Sicuramente positivi per tutti coloro che ogni mese sono alle prese con le rate del mutuo a tasso variabile e con i pagamenti dei bollettini dei prestiti. Il costo del denaro all’1% far restare bassi i pagamenti. Le associazioni dei consumatori parlano infatti di un risparmio di qualche decina di euro, pari a 150 euro in meno l’anno. Un piccolo aiuto dati i tempi di crisi da non sottovalutare.
Mentre la manovra rappresenta uno svantaggio per chi avesse deciso di parcheggiare il proprio denaro in titoli di Stato o in conti di deposito ad alto rendimento, dal momento che gli interessi sono tra i piu’ bassi mai raggiunti: i rendimenti per i Bot semestrali sfiorano lo zero.

Anche il latte avrà la sua certificazione

_latte “E’ un importante primo risultato della nostra mobilitazione a difesa del Made in Italy dalla stalla alla tavola che ha impegnato migliaia di allevatori ai valichi, ai porti, davanti agli stabilimenti industriali e nelle sedi istituzionali”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere grande soddisfazione ed un sincero ringraziamento al Ministro delle Politiche Luca Zaia che ha presentato ufficialmente il decreto sull’obbligo di indicare l’origine in etichetta per latte e derivati che “è un grande risultato che va nell’interesse degli imprenditori agricoli ma soprattutto dei consumatori e della trasparenza e competitività dell’intero sistema Paese”.
Il Decreto obbliga ad indicare l’origine del latte impiegato nel latte a lunga conservazione e in tutti i prodotti lattiero caseari ma – sottolinea la Coldiretti - vieta anche l’impiego di polveri di caseina e caseinati nella produzione di formaggi. Si stabilisce chiaramente – precisa la Coldiretti – che il formaggio si fa con il latte e non con le polveri ma regolamenta anche l’impiego di semilavorati industriali (cagliate) nella produzione di formaggi e mozzarelle che dovrà essere indicato in etichetta. Oggi – prosegue la Coldiretti – tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta e la metà delle mozzarelle non a denominazione di origine sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere all’insaputa dei consumatori. Si tratta di un inganno che è finalmente destinato a finire con l’Italia che – sostiene la Coldiretti – è leader europeo nella qualità ed ha il dovere di svolgere un ruolo di leadership a livello comunitario dove porteremo il provvedimento fino in fondo.
Secondo l’indagine Coldiretti-Swg la quasi totalità dei cittadini (98 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti, per colmare una lacuna ancora presente nella legislazione comunitaria e nazionale, ma in Italia la metà della spesa è ancora anonima. ll pressing della Coldiretti ha portato all’obbligo di indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca, all’arrivo dal primo gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova, all’obbligo di indicare in etichetta, a partire dal primo agosto 2004, il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, all’obbligo scattato il 7 giugno 2005 di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco, all’etichetta del pollo Made in Italy per effetto dell’influenza aviaria dal 17 ottobre 2005 e all’etichettatura di origine per la passata di pomodoro a partire dal 1 gennaio 2008. Dal primo di luglio è arrivato anche l’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate nell’extravergine, ma molto resta ancora da fare e per oltre il 50 per cento della spesa – ha concluso la Coldiretti – l’etichetta resta anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali, ma anche per il latte a lunga conservazione e per i formaggi non a denominazione di origine.

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