Cala lo spread tra i titoli di italiani e quelli tedeschi. In Italia torna la fiducia

crescitaSuccesso per l’asta dei Btp a 3 e 10 anni, piazzati però con tassi superiori al 7,5% ai livelli cioè del 1997. Il buon risultato ha fatto scendere sotto la soglia dei 4900 punti lo spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi e ha dato fiducia agli investitori e portato in positivo Piazza Affari.

Segnali di ottimismo dal governo: “Il governo è determinato a percorrere fino in fondo la difficile strada del rilancio dell’economia del nostro Paese”, ha scritto il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, in un messaggio inviato al presidente dell’Adepp, Andrea Camporese, in occasione di un convegno.

Per Andrea Riccardi, titolare del dicastero della Cooperazione internazionale, i tempi per l’approvazione delle misure economiche “non sono quelli di un rush, ma quelli di un lavoro costante, paziente e rapido quale è imposto dalla situazione.

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Manovra finanziaria: tra vasione fiscale ed aumento dell’Iva

La manovra finanziaria di questi ultimi giorni, di cui tanto si parla, è ancora in fase di studio. Clamorosamente è saltata la possibilità di non poter usufruire del riscatto della laurea, che tanto ha appassionato gli Italiani.

Ecco che per riuscire a raccimolare i 6 miliardi mancanti, si ipotizza un inasprimento sull’evasione fiscale e Berlusconi minaccia sempre di aumentare l’Iva. Leggi tutto »

Manovra e Governo: taglio fondi parto

Donna incinta

Donna incinta

L’allarme arriva direttamente dagli ambienti interesati: medici ed anestesisti si sono uniti per parlare a voce unica di una delle possibile ripercussioni negative della manovra di tagli economici indetta dal ministro Tremonti.

Pare che il famoso “parto indolore”, ormai largamente diffuso nonchè parte integrante di una società avanzata, sia attualmente diventato a rischio di attuazione.

La ragione sarebbe la mancanza di assistenza da parte del personale, soprattutto perchè i parti dolci, ovvero con l’utilizzo dell’epidurale, non sono stati fatti rientrare nei livelli assistenziali di assistenza Lea.

Similarmente difficoltosa è la situazione degli aborti che, per carenza di personale, rischiano di non poter essere attuate.

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Manovra e Governo: taglio fondi cultura

Cultura italiana

Cultura italiana

In seguito alla manovra voluta dal ministro Tremonti per i tagli alle spese per via della crisi economica, il settore cultura è stato uno di quelli colpiti.

Nonostante le polemiche al riguardo, molti enti culturali territoriali hanno subito un arresto, a tipologie varie, la cua situazione attuale è considerata ingiusta, inaccettabile e, soprattutto a lungo termine, deleteria per lo stesso Paese (che già non vanta un’unione o una cultura troppo salde e diffuse).

I tagli dei contributi agli enti gli enti culturali, ha visto il nascere di una triste lista progressiva con tutte le cause alle quali si deve rinunciare per via della manovra.

Istituti, fondazioni ed enti, per un totale di 232 punti di riferimento, sono in allarme per la loro condizione. Soprattutto gli istituti di Cineteca nazionale e Centro sperimentale di cinematografia denunciano la propettiva di vita precaria.

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Governo: bonus da €50.00 per internet a banda larga

uuIl Governo, che ogni tanto parla di incentivi, ne ha pensato uno per le famiglie legate alll’utilizzo di internet.

Chiunque voglia (o debba) acquiaùstare un nuovo computer, potrà richiedere il beneficio di uno sconto di €50.00 con la vincolante di scegliere di abbinare al computer un collegamento internet a banda larga.

L’agevolazione die “ricci” €50.00 sarebbe ad uno stadio di realizzazione definito “certo” da Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Popolo della Libertà. Ed il popoloro risponde: beh, per € 50.00 miseri Euro, a fronte di una spesa per un computer e la restrizione di doversi fare un collegamento secondo dettami… ci aspettiamo proprio che il varo per questo contentino arrivi presto E sia ben pubblicizzato affinchè tutti possano usufruirne.

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A novembre la Cgil in piazza

epifani La Cgil ha annunciato per il 14 novembre una manifestazione nazionale in difesa dell’occupazione.
Ad annunciarlo è stato il segretario generale Guglielmo Epifani il quale ha spiegato che con tale iniziativa la Cgil intende “portare al centro dell’attenzione la condizione del lavoro in questa fase e dare un segno di visibilità forte di cosa vuol dire avere la fabbrica chiusa, lavoratori licenziati e precari che non sanno dove sbattere la testa”.
La manifestazione nasce infatti dalla valutazione che “il governo non fa tutto quello che bisogna fare e abbiamo problemi enormi nei settori, nel Mezzogiorno e in molte aziende. I lavoratori si sentono soli perché la politica e giornali non parlano dei loro problemi come un tempo”.
Epifani è apparso inoltre ben cosciente dei disagi che queste manifestazioni possono a volte comportare ma ha anche ribadito che “riportare al centro anche dell’opinione pubblica la situazione di chi perde il lavoro è necessario. Deve diventare il punto fondamentale in questa stagione”.

CDP in campo per le imprese

donne lavoro Per cercare di convincere le banche ad appoggiare la ripresa delle PMI è scesa in campo anche la Cassa Depositi e Prestiti che ha deciso di tagliare i tassi di interesse applicati ai finanziamenti al sistema bancario, indirizzati al sostegno delle PMI.
Grazie a questo provvedimento, le banche riceveranno risorse da destinare alle imprese con i differenziali sull’Euribor a 6 mesi abbassati di 15 punti base, portando le due nuove fasce di spread a 60 e 80 punti base.
L’iniziativa ha il chiaro obiettivo di mettere a disposizione delle imprese italiane condizioni più favorevoli come già previsto dalla Convenzione siglata alla fine dello scorso maggio tra Cdp e l’Associazione bancaria italiana sui flussi di finanziamento alle Pmi supportata da risorse della Cassa, che quindi ha messo a disposizione delle banche complessivamente 8 miliardi di euro.
La decisione, presa grazie alle migliori condizioni del mercato, avrà efficacia a partire dalle erogazioni che saranno richieste dalle banche alla Cassa per ottobre. Nelle ultime settimane, – spiega Cdp – si è registrata una sensibile e progressiva riduzione della percezione del rischio di credito, sia in generale, sia in particolare sul comparto bancario e finanziario italiano, che ha determinato un restringimento degli spread sui titoli di Stato e delle obbligazioni bancarie.

Al Consiglio dei Ministri domani arriva la Finanziaria

PalazzoChigi Arriverà domani mattina al Consiglio dei Ministri la legge finanziaria 2009, stando alla comunicazione diffusa nella giornata di oggi da Palazzo Chigi.
Cominceranno invece oggi le discussioni tra Governo e parti sociali per quanto concerne le linee generali della Finanziaria e la situazione economica del nostro paese, al fine di adottare misure efficaci che possano portare ad una concreta ripresa.
Sul tavolo ci saranno quindi alcuni degli argomenti più spinosi degli scorsi mesi: lavoro, occupazione, situazione politica e sociale.
Argomento principe sarà chiaramente la strategia da adottare per portare il paese ad un rilancio economico concreto e su questo punto le opinioni sono diverse.
“Sembra ormai che la crisi abbia toccato il fondo, come testimoniano anche i nostri indicatori. Proprio ora, però, occorre non abbassare la guardia e fare rapidamente quelle riforme e assumere quelle iniziative che diano coraggio e impulso alle nostre imprese, perché la strada è ancora in salita. La ripresa vera e propria infatti è ancora molto lontana”, ha detto nei giorni scorsi Paolo Galassi, presidente di Confapi (60mila aziende iscritte, un milione e mezzo di addetti).
“Non dimentichiamoci che la crisi ha intaccato nel profondo la solidità delle aziende, soprattutto di quelle più virtuose, che sono rimaste a corto di risorse a causa degli investimenti effettuati in innovazione e tecnologia”, ha incalzato Galassi. Che invita a non fidarsi troppo dei segnali di ripresa.
Ma chi da tempo insiste, parlando di un quadro pesante, sono le associazioni dei consumatori. “Morandini, di Confindustria, e Galimberti, di Confcommercio, convengono sulle posizioni che noi sosteniamo da anni, cioè sulla necessità di una detassazione del reddito fisso per rilanciare i consumi e far ripartire l’intera economia”, sottolineano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
Le due associazioni si concentrano soprattutto sui mancati interventi di sostegno al reddito delle famiglie nonchè la mancata introduzione di misure che possano portare
ad una concreta detassazione del reddito fisso, da pensione e da lavoro.

Assicurazioni: rincari da record

assicurazione-auto Brutte notizie per gli automobilisti italiani.
Negli ultimi 14 anni, ovvero dal 1994 ad oggi, le tariffe obbligatorie Rc Auto sono aumentate di circa il 155%, passando da 391 euro a 995. A denunciare questo esorbitante aumento sono Adusbef e Federconsumatori che sottolineano, inoltre, come i rincari più significativi si siano registrati per assicurare moto e motorini sotto i 150 cc di cilindrata per i quali gli aumenti sono stati di ben il 400%.
le due associazioni si scagliano contro il Governo che ha rinviato la class action, l’unico strumento che, a loro parere, avrebbe potuto proteggere i cittadini contro tariffe fraudolente.
Intanto niente di buono si prospetta per il 2009, anno per il quale si prevede un aumento di circa il 5%, corrispondente a ben 47 euro in più per le polizze obbligatorie, mentre per le due ruote i rincari saranno pari al 7,5%, ovvero di circa 30 euro a polizza.
“Le richieste di rincari del 5-9% inviate anche in questi giorni di agosto ad assicurati virtuosi che non hanno denunciato alcun sinistro da parte di compagnie dominanti sono – riporta ancora la nota dei consumatori – scandalose e ingiustificate. Adusbef e Federconsumatori sospettano che le compagnie rincarino le tariffe sia per pagare gli alti bonus, le prebende e stock option dei manager che per coprire i buchi prodotti da investimenti su titoli tossici, swap e derivati avariati”.

Condono per le multe!

multa Nella manovra anti-crisi è stato inserito anche un piccolo condono riguardante le multe per le violazioni delle norme del Codice Stradale. In sostanza il condono funziona in questo modo: per aderire basta pagare la multa iniziale più un piccolo contributo, a patto che la contravvenzione risalga al 31 dicembre 2004. Il provvedimento è stato adottato per evitare che buona parte di queste multe, scaduti i 5 anni, potrebbero cadere in prescrizione, mentre grazie al condono i cittadini potranno estinguere il pripro debito senza incorrere nel pagamento degli interessi, ma solo versando un tasso del 4% per l’agente di riscossione a titolo di rimborso.
Il condono è stato voluto dal neo-assessore al Bilancio di Roma, Maurizio Leo.
Una bella casualità visto che è proprio il Comune di Roma a registrare gli arretrati più alti, visto che il Campidoglio ogni anno riesce a riscuotere poco meno del 50% delle sanzioni accertate, mentre sulla base dei bilanci la somma condonabile si aggirerebbe intorno ai 300 milioni di euro.
Secondo una stima del Sole 24 Ore in Italia ben una multa su due si perde per strada mentre i verbali che non vengono pagati causano buchi profondi nei bilanci comunali.
Tutti d’accordo quindi?
A quanto pare no, visto che alcuni Comuni italiani hanno fatto sapere di non essere d’accordo con un provvedimento che a loro parere “penalizzerebbe tutti quei cittadini onesti che pagano regolarmente le sanzioni e inoltre questo genere di misure alimenterebbe la sfiducia dei cittadini verso la politica”.
Una soluzione, questa del condono, che potrebbe allievare almeno in parte la spinosa questione delle multe-pazze che negli ultimi anni sono state elevate nei confronti di migliaia di automobilisti. E in prima linea su questo fronte ci sono le associazioni dei consumatori che ora reclamano ad alta voce il rimborso dei pagamenti di multe, in scia all’emissione di avvisi di pagamento errati ed illegittimi, che erano già stati onorati in passato. “Troppo spesso – dichiara l’Adiconsum - il Codice della Strada è utilizzato dai Comuni per fare cassa”.
L’associazione ricorda, così, agli automobilisti come, nel caso di ricezione di avvisi di pagamento per multe ingiuste, si possa presentare ricorso al Giudice di Pace oppure al Prefetto entro un termine massimo di sessanta giorni dalla notifica.
Invece, in generale l’attuale procedimento per contestare una multa prevede che entro 150 giorni la contravvenzione debba essere notificata al proprio domicilio, altrimenti cade in prescrizione. Poi, entro 60 giorni dal ricevimento della notifica, la multa dovrà essere pagata. Se, invece, ritenuta ingiusta si potrà presentare ricorso che – con relativa documentazione – va presentato al Prefetto o al Giudice di Pace. Ma nel caso di presentazione del ricorso al Prefetto, se la multa è confermata, la sanzione raddoppia.
Nel ricorso presentato è opportuno richiedere di essere ascoltati in modo da poter esporre in prima persona le motivazioni del ricorso stesso ai sensi dell’art. 203 del Codice della Strada. Il non accoglimento della richiesta (assenza di risposta) può essere motivo per invalidare la sanzione.
Infine, sulla lettera di notifica deve essere presente il nome del Responsabile del procedimento (legge 241/1990 sulla Trasparenza degli atti amministrativi). In caso contrario si può richiedere l’annullamento della sanzione. Trascorsi 30 giorni senza ricevere risposta a tale richiesta, sarà possibile sporgere denuncia per omissione di atti d’ufficio.