2009, PREVISIONI NERE

Previsioni ancora nere arrivano dalla Banca d’Italia che annuncia per il 2009 una caduta del Pil pari al 2% e una leggera ripresa, dello 0,5%, solo nel 2010. Ad emergere, quindi, un quadro piuttosto scoraggiante che preannuncia una crisi duratura e prolungata.
Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, cerca tuttavia di dare dei segnali di incoraggiamento, reputando le previsioni ancora troppo premature, sebbene il ministro debba ammettere che “esiste una convergenza tra i dati di Bankitalia, Osce, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea”.
Meno ottimistica la posizione del leader del Pd, Walter Veltroni, che sottolinea come da Via Nazionale giungano dei “numeri drammatici”, attaccando poi Tremonti che, a suo parere, “anche dinnanzi a questi dati fa finta di nulla e misura il crollo del Pil sulla disastrosa performance del precedente governo Berlusconi”.
Ancora in Parlamento Veltroni non ha potuto fare a meno di sottolineare “la drammatica inadeguatezza delle misure prese dal Governo, lontane mille miglia dall’iniziativa anti-crisi degli altri grandi paesi europei”.
E nel frattempo la produzione industriale continua a calare, segnando, nell’ultimo trimestre, un ribasso del 6%, mentre l’indebitamento netto, dopo essere sceso negli ultimi due anni, aumenterà di circa un punto percentuale di Pil rispetto al’1,6% del 2007.
Ancora più evidente il deterioramento del debito che nel 2008 si è attestato intorno al 105% contro il 104,1% dell’anno precedente, con il debito delle Amministrazioni Pubbliche salito di 71,7 miliardi.
Questo incremento riflette soprattutto il maggior fabbisogno complessivo e il più alto incremento delle attività detenute dal Tesoro presso Banca d’Italia.
Insomma una situazione piuttosto scoraggiante che di certo non fa ben sperare per il futuro.